KIM ECHLIN.
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LA VITA CHE NON VEDI.
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Titolo originale: Under the visible life. 2015.
Traduzione di: Monica Pareschi.
2017 Giulio Einaudi Editore, TORINO.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
           Fondazione Ezio Galiano 
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Mahsa  nata a Karachi, da madre afghana e padre americano. Katherine, invece, a Toronto, da madre canadese e padre cinese. Nonostante il background diversissimo, le due hanno in comune una passione: la musica jazz, che con la sua predilezione per l'improvvisazione  da sempre simbolo di creativit fuori dalle regole. Entrambe figlie di donne punite da una giustizia pubblica o privata per aver seguito i propri sentimenti, Mahsa e Katherine fanno del pianoforte uno strumento di emancipazione e, intrecciando i loro percorsi di crescita e conquista, riescono a superare le barriere di lingua e di genere e a creare una splendida armonia di libert.
Mahsa, pakistana, ha tredici anni quando, da un momento all'altro, si ritrova orfana di entrambi i genitori, uccisi a sangue freddo da parenti vendicativi. Accolta in casa da rigidi zii tradizionalisti, tiene vivo il ricordo della sua infanzia con vecchi filmini in 8 mm e con la musica che il padre, ingegnere idraulico americano, suonava per lei e la madre al pianoforte.
Appena le comunicano che dovr frequentare il college a Montreal, fa resistenza: non vuole lasciare Kamal, il ragazzo di cui  innamorata. Ma le basta poco per rendersi conto che  la sua unica possibilit di sfuggire a un ambiente soffocante che relega le donne nel ruolo di docili comparse.
Katherine, canadese, a sedici anni comincia a farsi la permanente, ma di natura ha i capelli dritti come spaghetti: sono un'eredit del padre, cinese, che in pratica non ha mai conosciuto.
E, per via di uno stato moralista e punitivo, ha rischiato di non conoscere nemmeno la madre, a cui  stata strappata quando aveva solo tre mesi, nel 1940, perch frutto di un amore giudicato scandaloso e colpevole, per poi esserle restituita solo a prezzo di lotte e sacrifici.  nel caff dell'hotel dove la madre lavora come cameriera che Katherine fa il suo incontro con la musica jazz e impara a suonare esercitandosi per ore su un vecchio pianoforte nel seminterrato.
Il destino porter Mahsa e Katherine a incontrarsi in un locale di New York. Improvvisando fianco a fianco al pianoforte e poi finendo a chiacchierare davanti a una tazza di caff, tutte e due capiranno subito di aver trovato un'amica.
Echlin segue le due protagoniste dall'adolescenza all'et adulta, tra relazioni e figli, difficolt e successi. Nell'arco dell'esistenza inevitabilmente capitano gli addii, ed  difficile dire se siano pi dolorosi quelli annunciati o quelli improvvisi. Ma nello smarrimento resta una consapevolezza: finch c' vita c' musica, e finch c' musica c' gioia.
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L'AUTRICE.
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Kim Echlin  nata a Burlington, Canada, e vive a Toronto. Dopo un dottorato sulle narrazioni della trib indiana ojibway ha viaggiato in Cambogia, Malawi, Zimbabwe, Francia e nelle Isole Marshall in cerca di storie da raccontare, un interesse per le culture del mondo che traspare in tutti i suoi romanzi. Il fiume delle cento candele, ambientato in una Cambogia segnata dalla dittatura di Pol Pot e pubblicato in Italia da Einaudi,  stato finalista allo Scotiabank Giller Prize e ha vinto il Barnes & Noble Discover Great New Writers Award.  stato tradotto in 19 lingue.
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La vita che non vedi.
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Dedica:
A chi non sa darsi un nome
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Io parto a met di una frase e mi muovo in entrambe le direzioni contemporaneamente.
JOHN COLTRANE.
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CAPITOLO 1.
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Nessun ricordo  tuo e basta.
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Mahsa.
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Come  lei, sono io. A diciotto anni mia madre era fuggita
con mio padre da Lashkar Gah e mi aveva partorita a Karachi,
la perla del Mar Arabico. Adorava farci ridere con le
sue barzellette in pashtu-urdu-americano e con i proverbi e
i modi di dire inglesi. Si chiamava Breshna Najibullah. Aveva
occhi grigi e luminosi, attenti a tutto, ma in particolare
a me e a mio padre. Aveva i capelli lunghi, portati sciolti, e
una cicatrice a mezzaluna sul mento, ricordo di una caduta
da piccola, una specie di secondo, minuscolo sorriso. C'era
grande energia nei suoi movimenti, eppure era piena di grazia.
Invece mio padre, un ingegnere idraulico americano che
si era trasferito in Afghanistan per lavorare ai progetti della
diga, adorava i film in tv e suonare il pianoforte. Si chiamava
John Weaver. Il nostro, di pianoforte, l'aveva comprato da
Hayden, e diceva sempre con un'alzata di spalle: Sono solo
un pianista della domenica, ma a tua madre va bene cos. In
salotto era tutto un risuonare di note da Blueberry Hill e BeBop-A-Lula.
Mi hanno raccontato che a tre anni avevo cominciato
a copiarlo, imparando gli stessi motivi. Lui mi aveva
insegnato a trovare gli accordi di base, dopo di che era stato
semplice. Comporre le mie canzoni era divertente e mi teneva
occupata per ore. Nei miei ricordi, ho sempre saputo suonare.
Sin dal principio i miei genitori hanno vissuto come se
non ci fosse un domani. Non  durata granch: avevo tredici
anni quando furono assassinati.
Il loro posto preferito per andare a ballare era il Beach
Luxury Hotel e mio padre non perdeva mai d'occhio mia
madre. Lui era bello come lo sono gli americani, con la faccia
rasata a puntino e i capelli corti con la riga da una parte.
Aveva le spalle un po' curve per via della statura, non perch
fosse remissivo, e le novit lo entusiasmavano sempre.
Gli piacevano le cravatte sottili, cos inconsuete nella calura
di Karachi. Qualche volta me ne legavo una al collo per far
finta di essere lui.
La sua voce aveva un timbro pacato, come se volesse lasciarmi
tanto spazio per pensare, ed era proprio cos. Parlava
lentamente ma senza rigidezza, e pronunciava le consonanti
con precisione: diceva che era utile a chi non sapeva l'inglese.
Quando cerco di capire le altre lingue, diceva,  pi facile se
parlano lentamente.
Mia madre rideva: John, ma tu parli solo americano. Non
fa differenza se uno parla lentamente o no.
Storie, diceva lui, io parlo inglese e so dire grazie in urdu,
in pashtu e in goano, senti: shukriya miiilleee, molto venerabile
moglie.
Il goano non esiste, diceva lei.
Poi lui cantava You're So Fine dei Falcons e la prendeva
tra le braccia per ballare. Si interrompeva per affondarle il
viso tra i capelli e baciarla sul collo, e allora smettevano un
momento di ballare e lui diceva: Ecco, questo  goano.
Non avevano remore a farmi vedere quanto si amavano, e
si divertivano a ripetere la storia di come si erano conosciuti
nell'Afghanistan occidentale, sul fiume Helmand, che nasce
sull'Hindu Kush. Quando mia madre diceva: Mi ha invitata
a ballare in pashtu, i suoi occhi erano teneri e limpidi come
stelle sulle montagne d'inverno. Mi ha detto che se ero sposata
la tomba sarebbe stata il suo letto di nozze. Tuo padre
 sempre stato un fanfarone.
Fanfarone, ripetevo io, perch mi piaceva il suono di quella
parola.
Lei lo guardava per vedere se si stava divertendo.
Forse vuol dire che ero un frottolone, diceva mio padre
l'americano rivolto al ventilatore a soffitto, come se nella
stanza non ci fosse nessun altro.
Fanfarone o frottolone poco importava, quel che contava
era che mio padre era innamorato perso. Diceva: Non potrei
non amare tua madre, come non posso fermare le locuste.
Chiamavo mia madre mor, in pashtu, e chiamavo mio padre
abbu, in urdu, e quando volevo stuzzicarli li chiamavo
ma' e pa', come avevo imparato da un libro americano. Abbu
rideva quando mi sentiva e diceva che sembravo una babbea,
ma n io n mor sapevamo cosa voleva dire.
Io mi chiamo Mahsa, che vuol dire come la luna, e di cognome
mi chiamavo Weaver-Najibullah, che secondo abbu era
uno scioglilingua ma mor diceva: Un giorno le serviranno entrambi
i cognomi. Le bambine della mia scuola avevano nomi
di tutti i tipi, musulmani, cristiani e ind, ma il mio era il
pi lungo. Mio padre mi chiamava quasi sempre Porcospino
perch quando ero nella culla mia madre cantava: Lo sai cosa
cantava mamma porcospino al suo piccolo? Oh mio bimbo
vellutato.
Abbu mi diceva sempre: Hai le mani grandi come me e gli
occhi bellissimi di tua madre e un giorno sarai bella come lei e
toccherai il cuore di un uomo e spero che sar un uomo buono.
Come te, pensavo io.
Diceva: Dove  nata la tua mor, proteggono le donne dai
leoni e da quelli come me. Ma io ho visto qualcosa nei suoi
occhi, e allora mi sono lanciato e le ho mandato biglietti d'amore
e le ho chiesto: Sei promessa a qualcuno? Sei sposata?
L'uccellino vede il chicco di grano, non la trappola. I miei
genitori erano innamorati e non hanno aspettato.
A Lashkar Gah mio padre scrisse una relazione dicendo
che l'acqua sotterranea dei karez era troppo salmastra per le
vigne e i frutteti, che il terreno era buono soltanto per i piselli
siberiani e i papaveri. Erano cose che la gente non voleva
sentire. Abbu era gi stato accusato di essere un comunista
in America. Adesso criticava i progetti americani e corteggiava
una ragazza pashtun e gli uomini pashtun erano furiosi.
John Weaver, ingegnere idraulico, con la sua sincerit stava
offendendo tutti quanti.
Porcospino, diceva, qualche volta la verit ti mette nei guai.
Nascose mor nel cassone di un camion di rifornimenti americano
fino al confine e pag una guida per aiutarli a entrare
in Pakistan a piedi. Mor era incinta. Quatti quatti arrivarono
a Karachi, la Citt Sposa. All'epoca era piena di verde, la
sera gli uomini lavavano le strade e tutti prendevano il tram
per andare dal mercato dell'imperatrice fino a Keamari. Mor
aveva diciott'anni e abbu cinque pi di lei e chiacchieravano
volentieri con i musicisti nei locali in cui abbu suonava per
passatempo. Lui la riprendeva con la cinepresa mentre era
seduta in mezzo a loro, con me dentro una fascia portabeb
afghana. Mor  giovane e sorridente e pi graziosa delle ragazze
europee. Avevo sempre paura che la tua mor scappasse
con un musicista vero, scherzava abbu.
A Karachi erano andati dall'unica persona che conoscevano,
lo zio di mor, un uomo dagli occhi grigi che si chiamava
Barak Dilawar. E stato il primo della nostra famiglia a imparare
a leggere e ad andarsene dall'Afghanistan. A Karachi
aveva conosciuto un lottatore pashtun e quello gli aveva detto
che al Beach Luxury Hotel assumevano cuochi bengalesi,
sindhi e punjabi, e gente che parlava urdu e beluci. Quell'uomo
gli disse: Il signor Avari sta cercando gente che lavora
sodo. Vieni.
Lo zio rimase colpito dagli edifici eleganti e spaziosi e dai
lunghi dormitori per i dipendenti dell'albergo su ciascun lato,
gli stessi dove avevano alloggiato i soldati durante la guerra.
Non aveva mai immaginato di vivere in una simile opulenza.
Siccome sapeva leggere ed era un lottatore eccellente, fu
assunto e ben presto fu promosso portiere di notte alla reception
dell'hotel.
Per rispetto della nostra tradizione, lo zio doveva offrire
rifugio, nanaivatai, ai miei genitori finch non fossero stati
in grado di farcela da soli. Abbu e mor restarono con lui soltanto
fino alla mia nascita, dopo di che ci stabilimmo in una
casa nostra a Saddar Town, in una zona di Karachi vicino
all'educandato di St Joseph, che in seguito frequentai. Ho
imparato a leggere da sinistra a destra e da destra a sinistra,
in inglese e in arabo, e riuscivo a decifrare il nasta'liq. Come
mor, ero portata per le lingue, e abbu diceva: Hai gli occhi
ambidestri che vanno avanti e indietro come la spola di
un tessitore di tappeti. Abbu insegnava all'universit e mor,
che era poliglotta, trov lavoro in un ufficio della Pakistan
International Airlines, dove indossava una divisa disegnata
da Pierre Cardin.
Che spettacolo, diceva abbu, tutto orgoglioso di lei. La
PIA  stata la prima linea aerea a impiegare il Super Constellation
e a proiettare film durante il volo. Poi strizzava l'occhio
a modo suo, all'americana, e diceva: Forse la tua mor
pu procurarci qualche biglietto. Non sarebbe bello guardare
i film in cielo?
Ma a me piaceva andare al cinema con loro sulla terra, al
Paradise e al Nishat. Alla fine del Buio oltre la siepe, abbu
disse a mor: Hai visto, l'America non  mica neanche cos
fantastica, e noi subito a correggergli la grammatica anche se
lui sbagliava apposta.
A mor piaceva Barsaat Ki Raat con la musica qawwali, il
film sulla figlia del poliziotto che si innamora di un poeta che
canta Non dimenticher mai quella notte piovosa, ho conosciuto
una ragazza meravigliosa.
Ho visto tante di quelle volte Casablanca con abbu che
sapevamo i dialoghi a memoria. Abbu suonava il piano e faceva
la parte di Sam, e io gli dicevo sempre: Buona fortuna,
bambina.
Cominciai ad avere anche i miei gusti personali. Mi piaceva
ballare il twist con le mie amiche, e mi piaceva Chubby
Checker, e soprattutto Sam Cooke che cantava Twistin' the
Night Away. Quando mi esercitavo in camera mia abbu entrava
e sorrideva in un modo che mor definiva tenero e diceva:
Stai diventando americana.
Mor e io parlavamo in pashtu. Ricordo che stavo seduta in
una grande poltrona a guardare il nostro platano orientale e
la ascoltavo raccontare le storie d'amore di Layla e Majnun,
di Antara e Abla. Quando avevo paura di qualcosa mor diceva:
Qualunque cosa ti dicano, tu pensa: Anche se sono solo
una pagliuzza, valgo quanto te. E mi ricordava di continuo:
Non dimenticare mai che tua nonna conosceva solo il pashtu,
e lo parlava e basta. Riesci a immaginare cosa significhi non
saper leggere?
Non m'importava. Non m'importava in quattro lingue.
Mor diceva la stessa cosa ogni giorno.
Tredici anni dopo l'arrivo a Karachi di mor e abbu, ero a
letto e sentii mor piangere e supplicare abbu. Siamo rimasti
qui abbastanza, diceva. Mio padre  morto e non c' nessuno
a frenare i miei fratelli. Andiamo subito in America.
Frenarli dal fare cosa? mi domandai.
Non li abbiamo mai disturbati, disse abbu.
John, disse lei, non bastano due dita a nascondere il sole.
Ma siamo lontani.
Lontani da cosa? mi domandai. Lo sentii avvicinarsi a lei.
Immaginai che la stringesse tra le braccia.
Tu non conosci i miei fratelli, disse lei.
Poi si chiuse una porta e non sentii pi nulla, dopo di che
mi addormentai.
Faremo un viaggio in America, mi disse mor al mattino.
Non sar bello vedere il paese di tuo padre? Forse finalmente
scopriremo cosa vuol dire babbeo.
Io non volevo lasciare la mia scuola, i miei amici e la mia
unica casa ma immaginavo anche di volare in aeroplano e di
vedere per la prima volta i ragazzi americani che ballavano il
twist. E magari di procurarmi del rossetto rosso.
Due settimane dopo i fratellastri di mor si presentarono
a Karachi. Uno and all'universit, spar ad abbu e lo lasci
sulle scale a morire dissanguato. L'altro and agli uffici della
PIA. Spar due colpi. Uno al petto di mor. L'altro alla testa.
I miei zii non furono arrestati, soltanto interrogati e poi rilasciati,
perch tornassero in Afghanistan e sparissero. Questo
 l'indicibile della mia vita.
C' un proverbio che dice: Io contro i miei fratelli, io e i
miei fratelli contro i miei cugini, io e i miei fratelli e i miei
cugini contro il mondo.
In famiglia ci si pu ammazzare l'un l'altro per risolvere
le cose.
Perch non hanno ucciso anche me? L'assassinio dei miei
genitori  stato il principio del mio sradicamento. Non avevo
una casa a cui ritornare. Non riuscivo a comprendere come
mai i miei adorati abbu e mor fossero morti per mano dei
loro parenti.
Il giorno prima che gli sparassero, abbu mi aveva portata a
Clifton Road in un negozietto dove chiunque poteva incidere
un disco per dieci rupie. Suonai un motivo composto da me e
poi suonai Autumn Leaves per l'altro lato e loro stamparono
un piccolo 45 giri con al centro un dischetto giallo che si chiamava
ragno e scattava su e gi. La donna che stamp l'etichetta
mi chiese il titolo del pezzo. Io non ci avevo pensato,
perci risposi: Si intitola La canzone di abbu e lui arross e
mi pass il lungo braccio attorno alle spalle e disse: Grazie,
Porcospino.  il regalo pi bello che abbia mai ricevuto. Cos
ho imparato quanto poteva essere importante la mia musica.
Non so dove sia andato a finire quel disco.  andato perso,
proprio come  scomparsa la Karachi in cui sono cresciuta.
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Katherine.
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...
Quando mi hanno tolta a ma' avevo tre mesi. Lei stava in
riformatorio allora, al Belmont, l'avevano rinchiusa l perch
viveva con un cinese in un garage di Barton Street a Hamilton,
Ontario. Lui era mio padre, si chiamava Henry Lau. Era
il 1940. L'avevano dichiarata incorreggibile. A quei tempi
una donna rischiava l'arresto se entrava in un locale senza
usare l'ingresso riservato alle signore accompagnate, figurarsi
poi se andava a letto con un operaio cinese immigrato.
Cin cin cinesin, quattro dollari e un soldin.
Henry era gi uscito per andare al lavoro la mattina che
sono venuti a prendermi, mi raccont ma'. Ho sentito bussare
e poi degli uomini che urlavano: Sappiamo che sei l dentro,
e quando ho aperto la porta ho visto due poliziotti fermi
dietro mio padre. Lui era ubriaco e stringeva le mascelle come
quando stava per mollarmi un ceffone. Chiss perch si
era preso la briga di venire fin l da Toronto. Aveva lasciato
mia madre e me quando avevo tredici anni per andare a vivere
con un'altra donna.
Sembrava che gli avessi fatto chiss che affronto. Baciare
un muso giallo, ha detto. Chi ti credi di essere?
La polizia mi ha riportata a Toronto. Ero seduta sul sedile
posteriore e in mezzo c'era una rete metallica. Mi sentivo gi
in prigione e sapevo di essere nei guai fino al collo. Mi hanno
portata in una cella nel seminterrato del tribunale. Poi 
arrivata una giovane assistente sociale e mi ha chiesto perch
ero scappata con un cinese e a che punto ero arrivata con gli
studi e quanti anni avevo, e se ero incinta.
Avevo diciotto anni ed ero stata soltanto con Henry, ma
avevo paura di metterlo nei guai dato che ero minorenne,
perci ho fatto finta di non sapere chi era il padre.
Ma' accese una sigaretta e continu: L'assistente sociale
mi ha chiesto i nomi di quei tizi e allora sono stata costretta
a dire che non li conoscevo, e a quel punto l'assistente sociale
ha preso un'aria disgustata e ha chiesto: Quanti? Tre mi
sembrava pi credibile di due, perci ho detto: Tre e basta.
Nella cella ero terrorizzata e continuavo a pensare che mia
madre sarebbe venuta a tirarmi fuori per far dispetto a mio
padre, invece non  venuta. Lei faceva l'affittacamere ed era
sempre impegnata, e poi aveva paura di mio padre e oltretutto
non le piaceva che io vivessi con Henry, credo. Quando ero
piccola e vedevamo i cinesi che passavano con i sacchi della
lavanderia davanti a casa nostra in Parliament Street, per
scherzare diceva sempre che mi avrebbero portata via dentro
uno di quei sacchi. Per loro era illegale assumere donne
bianche e non potevano far venire qui le loro mogli. Facevano
una gran brutta vita e a me dispiaceva per loro. Quando
me ne andai a Hamilton con Henry, mia madre disse: Hai
sempre avuto una gran faccia di bronzo.
La mattina mi hanno portata di sopra in un'aula di tribunale
che era il posto pi elegante che avessi mai visto. Dietro
la testa del giudice c'era un ritratto intagliato nel legno
di due donne che si tenevano per mano. Il giudice mi guardava
dall'alto del suo seggiolone di legno e ho riconosciuto il
pi giovane dei poliziotti che mi avevano arrestata; sembrava
imbarazzato di rivedermi. Ho biascicato un Salve, ma lui
ha fatto finta di non accorgersene. Ha detto al giudice che al
momento dell'arresto avevo addosso il pigiama.
Tutti portano il pigiama. Che bisogno c'era di dirlo?
Il giudice mi ha chiesto se ero incinta e a che punto era
la gravidanza e io ho detto che stavamo risparmiando per la
licenza di matrimonio, ed era vero. Poi il giudice ha detto:
Jenny Goodnow, suo padre agisce nel suo interesse.
Ma' batteva il piede nel raccontare questa parte della
storia e giocherellava con il coperchio smaltato del piccolo
Ronson tascabile, con la fiammella che scattava su e gi. Diceva:
Com'era possibile che fosse nel mio interesse? Essere
sbattuta in galera da un giudice e da mio padre perch ero
incinta? Perch stavo con un cinese? Era giustizia quella?
Quando sono uscita dall'aula, la guardiana ha detto: Le hanno
dato diciotto mesi. Preparala che arriva la Croce Nera.
Sembrava parlasse di un ragno. O di una roba da cattolici.
Cos' la Croce Nera?
Il cellulare della polizia, ha risposto quella. Perch non
lasciano che vi arrangiate da sole, voialtre? Per me  un mistero
perch andate con gli stranieri.
La migliore amica di ma' a Belmont era una ragazza che si
chiamava Violet. Aveva sedici anni, aveva gi un figlio ed era
di nuovo incinta. Violet riusciva a convincere le altre a dare
a lei e a ma' il latte della cena perch quando una  incinta
ne ha bisogno, diceva. Dopo la nascita del bambino Violet fu
trasferita al manicomio di Cobourg. Il giudice aveva stabilito
che l'immoralit era un sintomo di infermit mentale anche se
Violet, secondo il suo dottore, non era pazza. Le tolsero per
sempre entrambi i bambini e le fecero l'elettroshock. Era meglio
se l'ammazzavano, diceva ma'.
Nacqui al General Hospital di Toronto. Mi avevano separata
da ma' e lei urlava che non avrebbe rinunciato a me. Alla
fine un'infermiera gentile, non una di quelle cattive, mi port
da lei e le mostr come attaccarmi con le labbra al capezzolo.
Ma' diceva che la cosa migliore era che finalmente poteva guardarmi
e vedere gli occhi a mandorla castano scuro di Henry.
I tuoi occhi mi fanno venire in mente dei segreti, diceva.
Belli, aggiungeva poi.
Dopo tre mesi al Belmont ci separarono ancora e mi misero
per nove mesi in un orfanotrofio, e quando compii un anno
mi diedero in affidamento perch non mi decidevo a camminare
o a parlare. A cosa serve parlare se nessuno ti ascolta?
La signora della Casa del Bambino stava ancora cercando di
convincere ma' a rinunciare a me. Diceva: Quasi tutte le ragazze
non sposate danno i figli in adozione. Sar meglio per lei.
Non ho intenzione di rinunciare a lei, insisteva ma'. Sposer
suo padre e torner a Hamilton.
Lui non sembra particolarmente interessato.
E come potrebbe esserlo? Non lo sa ancora.
E dunque, uscita dal Belmont, per prima cosa prese il
pullman per Hamilton e and a cercare Henry Lau, che da
diciotto mesi non sapeva dov'era. Si sposarono il 26 gennaio
1942 al municipio di Hamilton. Esiste una sola fotografia in
bianco e nero scattata il giorno del matrimonio, che lei teneva
in un eserciziario per bambini su cui si allenava a scrivere
i caratteri cinesi. Henry Lau ha un cappello di feltro calato
su un occhio. La guardavo spesso per cercare di capire chi
fosse mio padre. Ma' l'ha sempre trovato un bell'uomo ma
io pensavo: Perch lui guarda da un'altra parte? Il fotografo
aveva fretta, diceva ma'.
Ma' porta un abito stretto in vita, lo stesso della sera del
loro primo incontro. Era magra, anche dopo aver partorito.
Nella foto il vestito sembra bianco ma lei mi ha detto che era
azzurro. Qualcosa di vecchio, qualcosa di nuovo, qualcosa di
prestato, qualcosa di blu e una monetina d'argento nella scarpa.
A tuo padre piaceva quella filastrocca, diceva. Mi insegn
a scrivere alcuni caratteri, come Jia-na-da e
come amore. Sapeva contare fino a venti. Diceva sempre:
Ma ci pensi? Devi conoscere tremila caratteri per leggere un
giornale. La foto delle nozze era stata scattata dalle parti di
Barton Street. Dietro ci sono le acciaierie, probabilmente le
vecchie Fonderie Dominion. C' tutto un vorticare di neve
sul marciapiede,  come se avessero tanti serpentelli fantasma
intorno alle caviglie. La faccia di ma' non  serena come
dovrebbe essere il viso di una sposa felice. Non guarda la
macchina fotografica ma  girata verso di lui e le labbra non
sono aperte e sorridenti ma serrate.
Perch non vi tenete per mano?
Non era un bell'uomo? diceva lei. Aveva tappezzato le
pareti di casa nostra con la carta da pacchi marrone, cos era
pi intima. Era come vivere dentro un regalo.  la prima persona
al mondo che ho visto cucinare con l'aglio. Attaccava la
carta di giornale al muro intorno al fornello per proteggerlo
dagli schizzi e teneva sempre la camicia dentro i pantaloni,
anche in casa. La sera prima che mi arrestassero avevo acceso
le candele a cena e lui ha detto che gli ricordavano i templi
e gli spiriti. Quella sera stavo per dirgli che ero incinta
ma poi mi sono trattenuta, volevo comprare dei vestitini da
neonato e lasciarli in giro per vedere se indovinava. Volevo
divertirmi un po'.
Lei mi mostrava la foto e diceva: Tenersi per mano non
stava bene a quei tempi. Un mucchio di cose non stavano bene,
allora. Quando andavamo in giro insieme facevo in modo
di toccargli la spalla con la mia attraverso i cappotti.
Ma' trov un lavoro a Hamilton, nel caff del Royal
Connaught Hotel, all'angolo tra King e John Street. Prese
in affitto un appartamento nel seminterrato di una casetta di
legno nel rispettabile quartiere di Mountain Brow. La proprietaria,
l'anziana Mrs Rose, abitava con la figlia Lily, giovane
vedova di un caduto in guerra. Ogni sera sentivamo le
loro scarpe ticchettare al piano di sopra e ma' le canzonava
un po' ma la domenica mangiavamo sempre insieme da loro,
in sala da pranzo. Lily ci chiamava le quattro dame e mi insegn
a giocare alla Peppa. Ma' aveva paura che Mrs Rose
non volesse affittare l'appartamento a Henry, perci disse
che in quel momento lui era fuori citt. In tempo di guerra
la gente non faceva troppe domande. Meglio sposarsi e divorziare.
Dovette implorare una cooperativa di credito per
poter aprire un conto in banca su cui versare lo stipendio. La
maggior parte delle banche pretendeva la firma del marito o
del padre, se l'intestataria era nubile.
Quando sono uscita di l all'inizio ero angosciata, mi raccont
ma'. Non avevo soldi e dovevo trovare un lavoro e un
posto in cui vivere e dovevo prendermi cura di una bambina
piccola. Quelli hanno fatto tutto il possibile per farmi rinunciare
a te ma io ho combattuto con le unghie e con i denti.
Aveva braccia e gambe lunghe e si dipingeva le unghie
delle mani e dei piedi della stessa tonalit di rosso che usava
per le labbra. Era cos magra che persino sua madre le diceva:
Sembri un'asse da stiro. Fumava pi di quanto mangiasse e
i mozziconi delle sigarette erano sempre sporchi di rossetto.
Sono magra anch'io. Quando porto qualcosa di scollato mi
si vedono le ossa sul petto e intorno alle spalle. Non ci provo
nemmeno pi a essere sexy perch c' bisogno di carne,
per quello. Non ho la pelle bianca come la sua. Ma' l'ha sempre
chiamata brunita e per lei era un complimento. Nel suo
giorno libero si infilava dei batuffoli di cotone tra le dita dei
piedi e si faceva la piega con grossi bigodini ispidi. Odorava
di fumo rancido e crema Nivea. Poi si metteva in testa un
foulard con su stampati tanti piccoli terrier e appoggiava la
sigaretta accesa su un posacenere a forma di nota musicale e
agitava in aria le dita per far asciugare pi in fretta lo smalto
mentre aspettava che le unghie dei piedi fossero pronte.
L'altezza l'ho presa da lei. Aveva i capelli castani e diceva
che si erano diradati con la gravidanza ma io credo che sia
stata colpa del riformatorio, perch l le affamavano. I medici
sperimentavano su di loro cure per le malattie veneree
e se qualcuna si lamentava di dover aspettare in fila mezza
nuda, o se si agitava durante la cauterizzazione interna, le
sorveglianti la chiudevano in un armadio. Ma' una volta ci
rimase chiusa per un'intera giornata perch si erano dimenticati
di lei. Forse anche una cosa del genere fa cadere i capelli.
Io ho i capelli neri e dritti come spaghetti. A sedici anni
mi sono fatta una permanente fortissima e poi li ho sempre
portati cos, selvaggi. C' chi pensa che mi diano un'aria un
po' afro. Ho le mani e i piedi grandi, in proporzione alla mia
altezza, e ma' diceva che quelle mani dovevano venirmi dalla
famiglia di sua madre, discendente di piantatori di patate
irlandesi dall'ossatura forte.
Non avevo ancora due anni quando mio padre lasci all'albergo
un foglio piegato e ben scritto in stampatello per mia
madre:
Cara Jenny,
Qui la vita  troppo dura, devo tornare a casa. Mai mi dimentico
te.
Tuo marito, Henry
Le persone che avevano condannato ma' andarono avanti
per la loro strada senza pagare scotti: suo padre, l'assistente
sociale, il poliziotto, il giudice. Ma lei si era procurata un
lavoro rispettabile in un bell'albergo, un appartamento e un
conto in banca. Fummo tra le prime della nostra via ad avere
un televisore. Lei parlava sempre di essere indipendente,
come se fosse una sorta di condizione straordinaria inaccessibile
alla maggior parte delle donne. Quando ero piccola era
la nostra vicina Nan a badare a me, e il fine settimana ma' faceva
i doppi turni per pagarla. Nan diceva sempre: Cosa vuoi
che sia uno in pi?  l'unico modo che ho per procurarmi
un po' di soldi, e per noi era un grosso aiuto. Credo che invidiasse
segretamente ma' perch lavorava. Il suo compito
era occuparsi di me e dei suoi tre figli maschi, Mac, Eddie e
Little Johnny, e di suo marito Big Johnny, che faceva i turni
in un'acciaieria. Avevano messo la stagnola alla finestra
della camera da letto per farlo dormire, e noi bambini non
dovevamo far rumore. Nan era la famiglia che io e ma' non
avevamo. Little Johnny aveva pochi anni pi di me ma io gli
stavo sempre addosso e ma' rideva e diceva:  proprio una
cosa da femmine, cercare di controllare tutto.
Sei stata fortunata ad avere una femmina, diceva Nan.
Una volta stavano bevendo caff solubile al tavolo di formica
di Nan e sentii ma' dire: Il matrimonio non ha funzionato,
per me. Alle donne sposate capitano le carte peggiori.
Non  poi cos brutto, Jenny.
Io ero vicina al banco della cucina e non mi avevano mandata
via, perci chiesi: Ehi, Nan, come hai conosciuto Big
Johnny?
Si girarono entrambe perch non si erano accorte di me,
credo. Nan rise e disse: Io e Johnny siamo cresciuti insieme.
Nan, mi fai i tarocchi?
Non ancora, rispose. Sei troppo piccola. Li faccio a tua
mamma, se vuole.
Mi piaceva guardare e speravo che uscisse la Papessa perch
mi piaceva la veste blu e la falce di luna ai suoi piedi.
Mentre disponeva le carte dissi: Spero che ci sia la Papessa.
Con la voce bassa e misteriosa che usava sempre per i tarocchi,
Nan sentenzi: Non si pu controllare il destino.
Ma' disse: Fammi avere un po' di soldi. Voglio aprire un
negozio tutto mio.
Io volevo entrare nel loro mondo di donne adulte. Giocavo
con i figli di Nan ma loro non parlavano granch. Rimasi
l ad ascoltare perch quelle erano cose che non sapevo
di ma', che volesse soldi e un negozio. Pensavo che la nostra
vita le piacesse. Perch non mi parlava dei suoi desideri?
Molti problemi ma' li risolveva cos, chiudendo a chiave
il cuore e tenendo nascosta la vera se stessa. Quante donne
lo hanno fatto per proteggere i figli? Per rendere la loro vita
possibile?
Nan cominci a voltare le carte e io dissi: Guarda quando
torna mio padre.
Vidi lo sguardo che si scambiarono e capii di aver rovinato
tutto anche se non sapevo perch, visto che prima ci stavamo
divertendo. Ma' disse con voce ferma: Sta lavorando
in Cina, Katie. Non preoccuparti, torner.
Dopo di che Nan volt qualche carta in fretta e furia e vide
un mucchio di soldi nel futuro di ma' e poi disse: Fammi
un favore, Katie, vai a vedere cosa fa Little Johnny.
C' un tono di voce, nelle donne, che induce i bambini a
lasciar perdere. Con ma' e Nan mi sentivo al sicuro e accettavo
i loro silenzi e le loro divergenze su come dovessero funzionare
le cose. Mi piaceva vivere a Mountain Brow, a scuola
ero brava, mi piaceva andare in centro alla grande biblioteca
con la larga scalinata di pietra, incontrarmi con ma' al Connaught,
tornare a casa in autobus insieme. Rimboccandomi le
coperte la sera diceva: Quando piove e tira vento, dormo nudo,
felice e contento. Mi piacevano il nostro appartamento accogliente,
i nostri pranzi della domenica, le partite a carte con
le dame del piano di sopra, giocare per strada con i ragazzi
per tutte le lunghe primavere ed estati e autunni degli anni
della mia infanzia, libera di fare quello che mi pareva, libera
di star fuori finch non si accendevano i lampioni.
...
.
...
Mahsa.
...
.
...
Suor Devan mi chiam e mi fece uscire dall'aula. La zia
mi gett addosso un burqa e mi caricarono in fretta e furia
su un'auto. Fuori splendeva un sole rovente e due bambine
con nastri gialli e blu nei capelli camminavano tenendosi per
mano. Mi piombarono addosso le parole della zia: I tuoi genitori
sono morti.
Per sette giorni mi nascosero a casa di non so chi, in una
stanzetta dove di solito dormiva la domestica, finch non
ebbero la certezza che gli zii afghani se ne erano andati. La
zia veniva a trovarmi ogni sera. C'erano il buio e l'insonnia.
C'era una crepa frastagliata nell'intonaco vicino al davanzale.
Il vetro era schermato da una tenda spessa. C'era
nel materasso stretto che sapeva di muffa una molla diversa
dalle altre che mi si conficcava nel fianco, finch non imparai
a evitarla. Le lenzuola erano ruvide, non morbide come
quelle del mio letto di casa. La zia non aveva un odore
caldo come mor e i suoi sentimenti erano inconsistenti come
siero di latte.
Dove sono i corpi?
Li hanno portati via, rispose lei.
Dove?
Al Gora Qabaristan.
Voglio vedere.
Mahsa, non ci sono i nomi sulle tombe.
Ma non  il cimitero cristiano?
Mahsa, abbiamo dovuto farli seppellire.
Nessuna preghiera, nessun addio. Niente. Com'era possibile
che mor fosse sepolta l? Dove sarei andata a vivere,
ora? Chi mi avrebbe amata?
La settima sera lo zio venne nella mia stanzetta e la zia rimase
indietro, sulla soglia. Lui disse: Verrai a stare con noi.
Avevano svuotato casa mia e venduto il pianoforte di abbu.
La fine della mia vecchia vita. L'inizio di una vita nuova,
rigida e austera. Le suore mi offrirono una borsa di studio
e la zia persuase lo zio a lasciarmi a scuola, per acquisire
competenze con cui in seguito avrei potuto rendermi utile.
La zia disse che ero stata fortunata. Con abbu, essere fortunata
era trovare una moneta per la strada ed esprimere
un desiderio. Essere fortunati non  ritrovarsi con i genitori
assassinati quando hai tredici anni.
Il lutto  lungo. Vivido. Pieno di ricordi veri e falsi, frammenti
simili a buccia di lime in una grattugia. Prima che i
miei morissero, scorrazzavo in bicicletta per Saddar con i miei
amici e giocavamo a tennis e andavamo alla Manhattan Soda
Fountain a prendere frapp di gelato colorati che si chiamavano
Dea Verde e Sangue del Boia. La sera con abbu passeggiavo
per Old Clifton e ascoltavamo i menestrelli ambulanti
suonare l'ektara e a volte andavamo a piedi da Kharadar, la
Porta Salata, fino a Mithadar, la Porta Dolce, dove l'acqua
del mare si mescolava con quella del fiume. Ad abbu piaceva
scherzare: Oggi andiamo alla Porta Dolce, Porcospino, e ti
comprer dei dolci.
Mor diceva: Ma non  questo che significa Mithadar, John.
Non importa, replicava lui abbracciandola per salutarla.
Noi americani abbiamo naso per le cose buone. Io ti ho trovata
dall'altra parte del mondo, no? Giusto, Porcospino?
Abbu mi aveva insegnato una versione rockeggiante-blueseggiante
di Kansas City, che era la sua canzone, diceva sempre,
ma quando la cantava cambiava le parole in Karachi baby
per farci ridere. Per me la vita doveva essere cos: crescere tra
due persone che si amavano. L'ultimo Natale della loro vita,
i miei mi portarono al famoso ballo al Beach Luxury, con luci
fatate appese in ogni portico e patio. I Talismen con Norman
D'Souza suonavano al Club 007 e quella sera abbu si un a loro.
Diceva che la voce di Norman era soul liquido. Un gruppo
olandese, Johnny Lion and the Jumping Jewels, suonava in
riva al mare. La gente ballava e passeggiava sulla spiaggia e la
marea saliva e inondava le paludi di mangrovie. Tutti si erano
messi in ghingheri, e ind e musulmani e cristiani rimasero
svegli tutta la notte ad ascoltare musica e mangiare frutti di
mare freschi e torta agli amaretti con la glassa di mandorle.
Un figlio unico osserva gli adulti con grande attenzione per
cercare di farsi un'idea di come sar la vita, e se sar meno solitaria,
poich non ha nessun altro bambino con cui condividere
il presente. Quella contemplazione assorta poi svanisce, ma
mentre si cresce sembra un fatto molto importante. Quella sera
abbu fece scorrere il dito sulla camicetta di mor nella zona sotto
il collo e disse: La tua clavicola  il punto che amo di pi al
mondo. Mi fece avvicinare e mi domand: Non ti pare che la
clavicola abbia una forma meravigliosa? Io chiesi a mor: Sono
musulmana o cristiana? Pensavo di essere musulmana perch
mor lo era, e per l'Eid, la fine del Ramadan, ricevevo sempre
un nuovo gharara e a scuola le suore mi mandavano a studiare
islamiat per imparare il Sacro Corano in arabo. Ma la nostra
famiglia passava pi tempo con i parsi e i goani perch abbu
amava la loro musica e loro lo chiamavano Englisher.
Mor disse: La nostra famiglia  tutt'e due.
Abbu disse: Tutte le religioni dicono che devi fare agli altri
ci che vorresti fosse fatto a te. Io e mor la pensiamo cos,
Porcospino. Vieni a suonare un duetto con me,  Natale!
Cos ci mettemmo al piano e suonammo insieme Deck the
Halls. Non sapevo cosa fosse un bausovolly ma immaginavo fosse una cosa da cristiani.

...
NOTA: bausovolly: Storpiatura di boughs of holly, rami di agrifoglio, dalla celebre canzone natalizia tradizionale inglese Deck the Halls. FINE NOTA.
...
...
.
...
Katherine.
...
.
...
A scuola diedi un pugno a una che mi aveva dato della cinese
e mi aveva strappato la camicetta. Il preside si fece largo
nel cerchio di ragazzi che attorno a noi intonavano: Dagliele!
Dagliele! e me la tolse dalle mani. Prima di mandarmi a casa
disse: Katie, hai quindici anni. Sei troppo grande per queste
cose. Fare a botte non si addice a una signora.
A lui ma' era sempre piaciuta anche se non aveva marito.
Diceva che aveva un senso civico esemplare perch ogni
luned pomeriggio, nel suo giorno libero, lavorava come volontaria
nella nostra biblioteca scolastica.
Compio quindici anni tra un mese, risposi. Quelle l hanno
detto che non ho un padre.
Tutti hanno un padre. Comunque non puoi fare a botte.
Va' a casa, io chiamer tua madre.
Tenni addosso la camicetta strappata per mostrare a ma' il
torto subito. Dopo qualche ora sentii aprire la porta in cima
alle scale e lei entr con il sacchetto della spesa come faceva
ogni mercoled. Aveva anche due lp, uno di Frank Sinatra e
l'altro di Billie Holiday, e il nuovo giradischi portatile che
avevamo tenuto d'occhio per mesi sul catalogo Eaton. Era
un RCA Victor in bachelite a tre velocit, grigio chiaro con
coperchio a cerniere e un gancetto per fermare il braccio. Ma
costa un sacco, ma'! dissi io. E lei, in tono allegro: A cosa
servono i soldi se non li spendi? Vai a sistemarti. Cos' questa
storia che hai fatto a botte?
Di, montiamo il giradischi.
Attaccammo la spina e mi lasci scegliere il primo disco.
Misi su Frank Sinatra e capii che le faceva piacere. Lo ammirammo
a lungo parlando delle diverse velocit perch i ragazzi
nostri vicini avevano dei 45 giri e ci impegnammo a mettere
il gancetto al braccio perch non scivolasse rovinando la puntina.
Considerammo la possibilit di usare una prolunga per
portarlo in cima alle scale e in veranda. Il fatto che fosse portatile
era affascinante. Poi ma' and in cucina, tir fuori dal
sacchetto il pane e il latte e disse: Allora, mi dicono che hai
fatto a botte perch le ragazze dicevano che non hai un padre.
Mi hanno insultato, dissi.
Apr una lattina di fagioli in umido Heinz e mise qualche
fetta di pancarr nel tostapane. Poi vers i fagioli in un tegame
e li scald sul fornello. Dandomi le spalle riprese: So cosa
ti hanno detto. Ascolta, Katie, amavo tuo padre e non mi 
mai importato da dove venisse. Quando sono rimasta incinta
di te non ero sposata. Mi hanno messa in riformatorio. Ma
non c' niente di male ad avere un figlio e non permettere
che qualcuno dica il contrario. Mi hanno arrestata per niente.
Si volt a guardarmi e continu: Appena sono uscita, io e
tuo padre ci siamo sposati ma lui  dovuto tornare in Cina.
Qui non c'era abbastanza lavoro. Molti si rifiutavano di assumere
un cinese. Ti sembra giustizia questa?
Mise il pane tostato e i fagioli nei piatti e si sedette a tavola
anche lei. Di' alle ragazze a scuola di farsi i cavoli loro.
Tu sei migliore di tutte quante loro. Mangiamo.
Io disegnavo sul tavolo con l'unghia e non mi sentivo migliore
delle altre. Non volevo sapere che mia madre era stata
arrestata e che era rimasta incinta senza essere sposata. Perfino
io sapevo che era una cosa vergognosa. Per la prima volta
mi domandai cosa pensasse di noi la gente. Abitavamo in un
seminterrato e lei era l'unica donna che conoscessi costretta
a lavorare a tempo pieno, a parte le mie insegnanti che non
contavano perch erano tutte signorine.
Quanto tempo sei stata l dentro? domandai.
Katie,  acqua passata. E stata un'ingiustizia. Non pensarci
pi.
Io non mi decidevo a prendere la forchetta per mangiare,
quindi aggiunse: Pensa un po' quello che vuoi, ma vivi in una
casa rispettabile, ed  pi di quello che ho avuto io.
Aveva ancora ai piedi le scarpe da cameriera bianche, lucide
e pesanti, e sotto gli occhi grandi ombre scure. C'era
qualcosa di tagliente nella sua voce e pensai che doveva aver
fatto qualcosa di sbagliato, e a causa sua mi sentii sminuita.
Aveva speso tutti quei soldi per il giradischi che volevo ma
non era un giorno felice. Mia mamma era stata arrestata. Non
era una cosa rispettabile.
L'indomani dissi a Nan: Odio ma'.
Non dire cos, replic Nan. Lavora sodo e lo fa per te.
Fa la cameriera.
Smettila, Katie. Cosa ti  preso?
Non ha finito il liceo.
Non ne ha avuto la possibilit. E neanch'io. Tu continua
ad andare a scuola e vedi di cavartela meglio di noi.
Ma' e Nan cominciarono a sembrarmi insignificanti: perder
tempo a bere caff, starsene l con le carte e le sigarette.
Le donne erano quasi tutte insignificanti.
Temevo il momento in cui ma' si alzava al mattino. Io ero
l a leggere e sentivo il crepitio di un fiammifero e la zaffata
della sua prima sigaretta della giornata. Aspettavo il primo
colpo di tosse e la voce che mi chiamava: Katie, metti su il
bollitore. Non mi sono mai chiesta se le facesse paura iniziare
la giornata.
Nan disse a ma' che adesso che i suoi ragazzi lavoravano
e io ero troppo grande per farmi accudire voleva anche lei un
impiego estivo in qualche negozio. Ma' disse che non poteva
lasciarmi in balia di me stessa e perci mi avrebbe portata con
lei in albergo. Ogni mattina mi mandava all'ufficio scritture
di Harold Kudlets con un panino con la frittata e un caff
forte. Lui scritturava musicisti per tutta la citt, la Flamingo
Lounge, il Golden Rail, l'Armouries. Gli passavo il panino e
lui diceva: Grazie, signora Goodnow, e io: Quella  mia madre,
non io, e lui rideva. Mi lasciava leggere sul divano anche
quando nella stanza era tutto un andirivieni di musicisti.
Adoravo le custodie logore dei loro strumenti, i cappelli che
portavano, i pantaloni neri con le strisce di raso, le cravatte
sottili. Odoravano di acqua di colonia e sudore e visti da
vicino sembravano sempre pi piccoli che sul palco. Quando
ma' faceva il turno di notte, Harold mi lasciava ascoltare
i loro numeri. Ho sentito Tommy Dorsey, Duke Ellington,
Jack Teagarden, Bobby Hackett. C'era un tipo strampalato
che mi piaceva. Si chiamava Ronnie Hawkins e portava un
completo nero davvero sciccoso, faceva i salti mortali all'indietro
e il passo del cammello sul palco. Nel suo gruppo c'era
un omone barbuto di nome Garth che suonava l'organo,
uno bravo. Ronnie sorrideva sempre amabilmente e una volta
batt la mano sul divano per farmi sedere accanto a lui
ma Harold alz gli occhi dalle pile di locandine e contratti e
disse: Guarda che  alta per la sua et, Ronnie, lasciala stare.
Ronnie domand: Sai cantare?
Harold si alz. Katie, va' a prendermi una tazza di caff,
ti dispiace?
E dal corridoio sentii Ronnie che diceva: Avanti, Colonnello,
che ho detto di male?
Il gruppo che mi colp pi di tutti fu una famiglia di cantanti
del posto, i Washington Brothers. La madre e il padre stavano
in piedi alle loro spalle e ascoltavano. Mi sarebbe piaciuto
avere dei genitori che mi seguivano cos. Sarebbe stato meglio
che stare sola con ma' ed essere mezza cinese.
Smisi di nominare mio padre e m'inventai una storia migliore:
cominciai a raccontare che il mio bisnonno era un capo
indiano mohawk.  gente di qui, sapete. Suonava bene.
Quando mi girava, prendevo un'espressione tragica e aggiungevo:
Mio padre  scomparso in guerra.
Mi stancai di sentire ma' che diceva: Un giorno tuo padre
torner, doveva controllare che in Cina andasse tutto bene.
Sapevo che Henry Lau non sarebbe mai tornato a prendermi.
In quell'estate passata a frequentare l'albergo imparai da
sola a suonare il piano. C'era quello grande e bellissimo a coda
che non avevo il permesso di toccare. E un altro nella Duke's
Lounge. Ma nel seminterrato c'era un vecchio Heintzman,
un pianoforte verticale con una cassa armonica tanto secca
che nessuno lo accordava per paura che si spezzasse tutto.
Sul seggiolino c'era una copia sbrindellata del Pianista virtuoso
di C.-L. Hanon con la copertina gialla. Non ero in grado
di leggere la musica ma mi dava una bella sensazione osservare
i pentagrammi coperti di note. Linee. Punti. Chiave di
violino e di basso. Jimmy Alexander, l'addetto alla manutenzione
dell'albergo, mi vide l seduta con il libro delle scale e
domand: Sai leggere la musica? Ovviamente no. Mi mostr
il do centrale sulla tastiera e dove si trovava sul primo rigo
sotto il pentagramma e come erano piazzate le note da li in
su. Tanti suonano a orecchio ma  stata una fortuna che lui
mi abbia insegnato a leggere la musica. Memorizzai il do sulla
carta e sulla tastiera. Da l potevo capire dove volevo andare.
Era come sapere dov' la montagna e poi cercare il sentiero
che porta in cima. Era come se le note balzassero fuori dalla
pagina. Imparai a fare le scale, poi gli arpeggi. Ancora oggi
mi emoziono quando guardo uno spartito. Mi piacciono le
mie dita che vanno su e gi per la tastiera, su e gi, su e gi.
A volte facevo la scala di una sola ottava, otto note, a volte
la suonavo come diceva il libro, due ottave, sedici note,
ma presto cominciai a suonare scale pi lunghe, di quattro
o cinque ottave. A volte suonavo gli arpeggi con due mani.
Un pomeriggio Jimmy Alexander, dalla porta, mi disse: Vuoi
dell'altra musica?
No, grazie. Quello che sto facendo mi piace.
Sei testarda, ribatt, ma ne hai tirata fuori, di roba, da
quel do centrale.
Eh, gi.
Io e ma' avevamo i nostri dischi preferiti. A lei piacevano
Les Paul e Hank Williams. Le piacevano le big band degli
anni della guerra e aveva un disco delle International Sweethearts
of Rhythm. Le regalarono un album di Mary Lou Williams
che mi piaceva. Lei andava matta per Lil Hardin, che
aveva scritto Just for the Thrill ed era morta sul palco durante
un concerto.
Sarebbe un bel modo di andarsene, diceva ma' e alzava le
mani e si lasciava cadere all'indietro, come morta.
Il primo giorno della mia vera vita fu quando sentii Dance
of the Infide Is. Lo ascoltai a ripetizione quando Jimmy mi prest
l'album, Bud Powell's Modemists; ma' diceva che avrebbe
dovuto ricomprare il disco a Jimmy perch glielo stavo
consumando. Fu allora che sentii parlare del Blue Note. E
la puntina scendeva nel solco del disco nero che girava con la
sua etichetta gialla. E anch'io saltellavo con Bud, via, fuori
dall'infanzia. Nient'altro avrebbe pi avuto importanza.
Nessuno ha mai sostenuto che la passione sia una cosa positiva,
ma quando capita non c' via d'uscita. Cominciai a
trascrivere Bud Powell. Nota per nota. La cosa pi difficile
che abbia mai fatto. Convinsi Harold a lasciarmi usare un
vecchio giradischi malconcio che teneva in ufficio. Lo piazzai
nel seminterrato, pi vicino possibile al piano. Fermavo,
facevo ripartire. Appoggiavo quella puntina sul disco mille
volte per trovare il punto giusto. Scrivevo la nota. Riascoltavo.
Correvo al piano e la suonavo per controllare che fosse
proprio lei. Mi ci volle tutta l'estate e fu un'estate felice.
Quando era in pausa, ma' mi portava gi un pezzo di
crostata e si sedeva a fumare sulla porta, leggendo la rivista
Prevention, le gambe ossute accavallate, il piede che ballonzolava
su e gi. Era chiaro che era colpita dalla mia abilit
di autodidatta perch ascoltava in silenzio. Di sopra parlava
continuamente, con una falsa vivacit che divertiva le altre
cameriere, i cuochi e i clienti ma non me.
Perch lo scheletro non ha attraversato la strada?
Perch gli mancava il fegato.
Nella cucina dell'albergo tutti amavano le sue battute, il
modo in cui si raccoglieva i capelli in cima alla testa e rideva
e dava ordini a destra e a manca. Ma io avevo ben presente
quei ritorni a casa in autobus, con lei esausta che diceva:
Adesso no, Katie, e appoggiava la testa al finestrino e si addormentava.
...
.
...
Mahsa.
...
.
...
Prima che mor morisse mi spuntarono due piccoli seni doloranti
e vidi anche dei peli che mi sorpresero. Detestavo la
fascia che mi diede per tenere fermi gli assorbenti, e anche il
reggiseno piatto di cotone con le spalline sottili che si strappavano
se muovevo troppo le braccia. Mor cerc di convincermi
che crescere era anche bello e disse: Stasera io e abbu
vogliamo portarti per la prima volta al Metropole a sentire le
Xavier Sisters. Vuoi provare a metterti un paio di calze vere,
adesso? E s che volevo, certo che s.
Misi le cinture una sopra l'altra: la prima per tenere fermo
l'assorbente, la seconda per reggere le calze, sei fascette
in totale, e desiderai che non fosse successo e avevo male
dappertutto e gridai: Mor! Mi sembra di essere un aquilone
ingarbugliato!
Stai tranquilla, mi grid lei.
Ed eccomi l con un paio di vere calze di seta e la gonna
da ballo nuova, mentre mio malgrado provavo orgoglio al
pensiero della vita che si nascondeva sotto i miei vestiti, e
abbu disse: Porcospino, non posso pi chiamarti Porcospino.
Sei cos grande!
L'Hotel Metropole di Merewether Road occupava un
intero isolato, come se un'elegante nave da crociera con
le pareti bianche e grandi angoli arrotondati si fosse arenata
a Karachi. Al pianterreno c'erano i vasti uffici della
Pan American che vendevano biglietti per tutto il mondo.
All'interno c'era la sala da ballo con i lampadari di cristallo che scintillavano sul pavimento lucido. Camerieri eleganti
in giacca nera servivano bibite in bicchieri alti con
l'ombrellino e in piccoli tumbler con il ghiaccio, e il t in
minuscole tazze di porcellana. Le donne erano vestite di
seta, con grandi orecchini a clip e profumo, e gli uomini indossavano
completi all'occidentale, scarpe di cuoio lucide
e cravatte sottili, e nella sala si parlavano molte lingue. I
miei ballavano il rockabilly e per la prima volta ascoltai il
doo-wop di Harlem e You Belong to Me.
Avevo bisogno che mi parlassero di loro, avevo bisogno
che fossero esistiti.
Quando ho visto la tua mor, mi disse abbu la sera ai piedi
del letto, ho capito di aver trovato casa.
Mor lo guard ridendo, seduta sul davanzale della mia finestra:
Mi ha detto che era il mio tipo.
Lo guardava, all'altro capo del letto, come se non ci fossi
io in mezzo. Disse: John, perch sei venuto in Afghanistan?
Lui si alz e accenn qualche passo di tip tap per pavoneggiarsi.
Ci sono venuto per trovare te, Breshna.
Poi si rivolse a me: Porcospino, non permettere a nessuno
di dirti che le ragazze non vanno all'universit.  il tuo
biglietto di uscita.
Mia nonna era analfabeta, disse mor.
Poi sparirono ma abbu riapparve alla finestra e prese mia
madre per mano come faceva quando tornavano a casa dalla
lezione di ballo alla sala di Elphinstone Street. Si esibivano
per me nel foxtrot e nella Ramba Samba. Immaginavo piccole
volpi rosse che ballavano, passi piuma, telemark, intrecci.
Le parole ci facevano sempre ridere.
Quando al mattino non volevo alzarmi, abbu mi diceva
in pashtu: Aya ghwari chi ma sara gada wokri? Ovvero: Vuoi
ballare con me? Mor lo prendeva in giro:  la frase pi inutile
che ci sia nella nostra lingua e hai voluto imparare proprio
quella, e abbu rispondeva: Con te non  stata inutile, e
so anche scriverla. Quindi, con gli svolazzi di un ragazzino
che vuole far colpo su una ragazza, scriveva nel suo corsivo
infantile per farci ridere.
Dissi alla mia mor fantasma sul davanzale: Di' ad abbu di
portarci in America.
Ma lei scosse la testa e disse: Noi stiamo bene dove sta bene
tuo padre. Se non ti piace la mela, non ti piacer neppure
il frutteto.
Chiusi gli occhi per farli sparire. Avevo bisogno di dormire.
Dovevo studiare per accontentare lo zio. Non avevo
bisogno di guardar ballare per tutta la notte i miei genitori
morti. Mi rigirai dando le spalle alla finestra. Aprii e richiusi
gli occhi ancora una volta. Promisi a me stessa di provare
a parlare con la zia e studiare di pi. Quando era viva mor
diceva:  dura in terra e il cielo  lontano.
A volte non ci sono parole a sufficienza per spiegare le
cose in inglese. In pashtu mio padre era hamsaya, che significa
qualcuno che non appartiene alla trib e ha bisogno di
protezione. Nella nostra lingua, un ragazzo  neek sar, una
brava persona, e una donna  aajeza, portatrice di sfortuna,
e una ragazza si pu usare per pagare un omicidio o i debiti
di gioco di un uomo. I fratelli di mor non capivano come potesse
un uomo prendere la figlia prediletta di un altro e poi
rimanere nelle vicinanze, come se il Pakistan fosse una delle tante frontiere americane.
...
.
...
Katherine.
...
.
...
Il sabato sera a me e ma' piaceva ascoltare Folksong Festival
di Oscar Brand sulla WNYC. Non vedevo l'ora di star sveglia
con lei fino a tardi e girare la manopola per sintonizzare
la radio sul programma in onda nella lontana New York.
Lei preparava i popcorn, e ascoltavamo Oscar strimpellare la
chitarra: che bello far parte del mondo notturno degli adulti,
non sentirmi pi confinata in quella cittadina di acciaierie
fuori dal mondo. Ogni settimana ma' diceva: Oscar viene
da quass, sai. Una sera c'era una donna dalla voce bassa
che cantava canzoni carcerarie texane, io stavo parlando e
ma' mi diede uno schiaffetto sulla gamba e disse: Zitta un
momento.  Odetta. Voglio sentire.
Odetta stava dicendo a Oscar che la societ ti tiene un
piede sul collo e non riesci a tirarti via da sotto quel piede,
ma quando arrivi a un bivio puoi sdraiarti e morire oppure
puoi insistere a vivere la tua vita. Quelli che avevano composto
le canzoni carcerarie, diceva, erano persone che avevano
riaffermato se stesse, non si erano limitate a cadere. Poi disse:
Io le chiamo canzoni della liberazione. Oscar le chiese di
cantare qualcos'altro e lei cant See See Rider, io non capivo
le parole e ma' mi disse di tacere e ascoltare.
A quei tempi gli uomini avevano l'abitudine di stuzzicare
le ragazze, lo faceva anche Oscar, ma non con Odetta. Nella
sua voce e nelle canzoni che sceglieva c'era qualcosa che
lo teneva a bada. Alla fine della trasmissione ma' non volle
uscire a guardare la luna come faceva ogni tanto. Non ce la
faccio a reggere un'altra notte, disse, e and a dormire. Io
non ci feci troppo caso. Ero abituata ai suoi sbalzi di umore
ed ero concentrata sulle cose che mi piacevano. Avevo imparato
che non potevo risolvere i suoi problemi.
La domenica rimase tutto il giorno a poltrire e io non mi
preoccupai, ma non si alz dal letto neppure luned mattina
e disse: Mi prendo una giornata di vacanza.
Andai a scuola e al ritorno mi stup trovarla ancora a letto.
Katie, non posso farci niente, disse. S'infil la vecchia vestaglia
verde macchiata e si sedette al tavolo della cucina a
fumare. Un giorno dietro l'altro. I suoi occhi cominciarono
a sembrare biglie in un piatto. Tante volte sembrava che non
notasse nemmeno la mia presenza. Aveva dei soldi nascosti
in un cassetto e mi mandava a comprarle le sigarette. Contai
i soldi cercando di calcolare quanto sarebbero durati. Compravo
la roba pi economica nel negozio all'angolo, maccheroni
e pane bianco. Chiamai il suo capo e gli dissi che aveva
l'influenza. Alla fine andai da Nan, che stava sciogliendo il
latte in polvere per i suoi figli; me ne diede un grosso barattolo
e disse che sarebbe passata a trovare ma'. Mi spaventava
tornare in quel buco fumoso e vederla sprofondata l con
lo sguardo assente. Poi Nan scese e mi disse: Adesso va', lasciaci
chiacchierare un po'.
Mi sedetti dietro la porta della camera da letto ma Nan
accese la radio e riuscii solo a sentire ma' che piangeva e poi
Nan che diceva: Be', se  sposato.
Usc, prepar un po' di t e mi disse: Ci vorr ancora qualche
giorno.
Fu in quel periodo, quando ma' si rifiutava di uscire, che
mi venne il ciclo. In casa non c'erano assorbenti e mi imbarazzava
troppo chiederli a Nan. Ne rubai un pacco in farmacia
perch temevo finissero i soldi per il cibo. Andai alla lezione
di danza del sabato mattina nella palestra della scuola e
mi feci assumere per suonare il piano. Costavo poco, e quello
fu il mio primo lavoro.
Tutto questo  per dire che a causa della malattia di ma',
del dover contare i centesimi e sincerarmi che avesse spento
la sigaretta prima di addormentarsi, venni su in fretta,
perdendomi un bel po' delle timidezze e degli impacci delle
altre ragazze.
Ma' dimagriva e tossiva di continuo, e Nan torn a trovarci:
Ecco i soldi per il taxi. Portala all'ospedale.
Ce la portai e aspettammo insieme a un mucchio di altra
gente malandata. Ma' era un affarino rinsecchito e rannicchiato
che puzzava di fumo rancido. Quando vennero a prenderla
per sottoporla a un esame mi disse: Non farmi rinchiudere.
Rimasi sola e mi misi a pregare ma non ero abituata, perci
dissi: Ciao Dio, fa' che non la rinchiudano. Se rimango
sola non so cosa farei. Grazie. Sono Katie.
Venne un'infermiera a dirmi che ma' era un po' gi, ce la
facevo ad aiutarla a prendere certe pillole ogni mattina? Mi
disse che non voleva essere internata.
Tesoro,  un buon segno.
Un buon segno?
La tua mamma  parecchio confusa, disse l'infermiera.
Ma avr bisogno del tuo aiuto. Mi diede un foglietto con su
il numero di telefono di un consultorio pubblico. Tua madre
mi ha detto che avete un bel po' di parenti e amici pronti ad
aiutarvi ma io non vedo nessuno.
Portai ma' a casa in autobus e mi feci prestare da Nan i
soldi per le pillole e lei mi disse: Passo da voi stasera. Mac
porta una ragazza per presentarcela e devo preparare la cena.
Pensai che quei ragazzi erano fortunati a poter portare gli
amici a casa e avere una madre che preparava la cena. Avrei
voluto che Nan mi invitasse.
In effetti ma' cominci a riprendersi un po'. Telefonai a
Harold al Connaught perch non potevo pi fingere che avesse
l'influenza; gli dissi la verit e lui esclam: Ges aiutamit,
la signora Goodnow. Brutta faccenda. Dille che quando sar
pronta, qui c' il suo lavoro che l'aspetta.
Fu di parola e sistem le cose con il suo capo. Quando torn
al lavoro, una sera ma' mi disse al tavolo di cucina: Katie,
mi dispiace per quello che hai dovuto passare. Non fare quello che ho fatto io.
Cos'hai fatto?
Te l'ho gi detto.
Sei rimasta incinta di me.
Cercavo di inventarmi un futuro che non fosse una donna
sdraiata a fumare in un seminterrato buio. Studiare musica
era pi semplice che rappezzare la vita di mia madre. Io
non sarei diventata come lei. Avrei composto la mia musica
e avrei detto: Take Me as I Am, prendimi come sono.
Il lavoro alla scuola di danza mise in moto tutto quanto.
Una volta scoperto che potevo guadagnare suonando il piano,
non ci fu verso di tornare indietro. A sedici anni suonavo
come un'ossessa. Trovai un vecchio cappello con la falda
larga e floscia e ci misi una veletta nera che mi copriva la
faccia fino alla base del naso. Quell'anno avevo visto Amami
o lasciami e qualche idea l'avevo presa da Doris Day, ma mi
sentivo pi James Dean. All'Esercito della Salvezza trovai
un paio di scarpe nere a punta con il tacco alto e un abito da
cocktail nero con la gonna ampia e le maniche ad aletta. Cos
tutta in ghingheri, con gli occhi velati e le labbra dipinte sotto,
mi sembrava di dimostrare venticinque anni. Mi cotonavo
i capelli e sottolineavo i miei occhi a mandorla con il kajal.
Avevo adattato gli abiti di seconda mano per farli sembrare
fatti su misura per me e stavo imparando a suonare gli standard
come se anche quelli fossero opera mia. Uscivo regolarmente
di nascosto per andare a vedere le band. Quella di Mo
Billson veniva spesso in citt e andavo ad ascoltarla tutte le
volte che potevo, poi cominciai a sognare di suonare con loro.
Era folle per una sedicenne allampanata pensare di poter
suonare con una jazz band che veniva dagli Usa.
Poi, quella fantastica prima notte. Mercoled 15 febbraio
1959.
Io, Katherine Goodnow, uscii di casa tutta in tiro con il
mio abito da cocktail nero, il grande cappello e le scarpe con
il tacco. Andai in centro con l'autobus, entrai all'Alexandra
su James Street South e durante l'intervallo della band di Mo
salii sul palco, mi sedetti al piano, mi chinai sulla tastiera e
mi misi a suonare pezzi che la gente conosceva, The Things
We Did Last Summer e Autumn Leaves, e quando sentii che
cominciavano ad apprezzare suonai un po' di Bud.
Nessuno mi ferm.
Una ragazza deve decidere che cosa vuole fare, e avere un
po' di faccia tosta.  quello che mi accadde quella sera. Ma'
diceva sempre: Chi non risica non rosica. Quando non era
arrabbiata ed era in vena di generosit, diceva: Katie, faccio
il tifo per te.
La band torn sul palco, diedero un calcio a una sedia per
ottenere la mia attenzione ma io sapevo gi che erano l. Sapevo
tutto, assorbivo tutto. Mo disse: Non abbiamo un pianista. Se
riesci a starci dietro rimani pure, ma di soldi non ne abbiamo.
Era la porta che si apriva. Suonavo con loro ogni volta
che venivano in citt. Non ero ancora maggiorenne, perci
dovetti inventare un modo di rendermi invisibile sotto gli
occhi di tutti e convinsi Mo a pagarmi. Trovai un cappello
pi grande. Se entrava un poliziotto mi nascondevo la faccia
con i capelli. All'epoca i maschi ti urlavano cose tipo: Ti sta
bene quel vestito, ma staresti meglio senza. Una volta uno
che voleva fare il dritto comment: Ehi, avete visto quella
tipa l? Avr dodici anni al massimo.
La band di Billson era stata in tourne nel Sud e nelle citt
industriali lungo il confine non c'era bettola dove non avesse
suonato. Sapevano che certi alberghi li pagavano per suonare
ma non li tenevano a dormire, e in certi ristoranti non
potevano nemmeno prendere un caff o andare al gabinetto.
Le avevano gi passate tutte. A Mo piacevo. Avevo un gran
senso del ritmo, conoscevo gli accordi e imparavo alla velocit
del lampo. Secondo lui avevo capacit straordinarie. Il
palco era il posto dove ero davvero me stessa.
Quale tipa? domand Mo con il suo charme sorridente al
tizio. Io vedo solo una pianista.
Attaccammo con l'ultimo pezzo. Suonai con cos tanta
energia che quello si dimentic che ero una ragazza, e appena
finito scappai fuori. Mi esibii con Mo saltuariamente per
quattro anni, ogni volta che venivano in citt. La composizione
della band cambiava sempre, il che rendeva le cose pi
interessanti. Non che mi pagasse granch, ma neppure quello
mi preoccupava. A volte c'era un batterista nuovo, a volte un
bassista nuovo. Stavo finendo le superiori quando entr a far
parte della band un sassofonista alto e sexy che si faceva chiamare
T Minor. La sera del nostro primo incontro mi disse:
Sono di Roanoke, Virginia. Poi ammiccando aggiunse: Anche
nota come Big Lick. Tutti i ragazzi della band risero di quella
grande leccata, ma io mi ero abituata a non fare caso alle
battutacce maschili. Volevo soltanto suonare. Per provai
qualcosa di insolito. T aveva un modo tutto suo di stuzzicarti
con lo sguardo, e c'era qualcosa di intimo nel suo sporgersi in
avanti con la spalla.
Andavo a scuola il minimo indispensabile ma nessuno
protestava, perch me la cavavo bene senza sforzo. Ci andai
quanto bastava per dare gli esami. L'ultimo giorno di scuola
andai a prendere la pagella e il diploma e una mia compagna
scrisse nel mio annuario:
Per Katherine:
Lei  diversa, nello stile e nel vestire
E per un uomo non darebbe un soldo,
per un ragazzo ancora meno!
Ci vediamo a New York, stellina!
Mostrai il diploma a ma' e lei comment: Non so come
hai fatto, con tutte quelle assenze.
Stavo uscendo per andare a suonare alla lezione di danza
e mi disse: Sei fortunata, Katie, hai un talento e ci guadagni
dei soldi. Che ne dici se stasera faccio una torta, per festeggiare?
Sei la prima della famiglia a prendere il diploma.
Io per dissi: Ma', stasera ho un concerto.
...
.
...
Mahsa.
...
.
...
La cosa pi bella che abbu avesse mai portato a casa erano
un proiettore e una cinepresa 8 mm con cui filmava me e
mor e la gente del vicinato. A un certo punto, per mostrare
il suo viaggio dall'America, apr una carta geografica, legammo
un filo a un aeroplanino e io lo tirai sopra la mappa dal
Kansas all'oceano fino a Lashkar Gah mentre lui riprendeva
la scena. Poi ferm, leg il filo a un cammello di plastica
e io lo tirai dall'Afghanistan a Karachi per mostrare da dove
venivano lui e mor. Gli chiesi: Davvero sei arrivato fin
qui a dorso di cammello? Lui rise e rispose: No, ma far un
bell'effetto nel film. Lo guardavo mettere insieme la pellicola
in ordine diverso con una giuntatrice metallica e un po' di
colla. Qualche volta lo aiutavo a fare i titoli. Scrivemmo sulla
sabbia Una giornata in spiaggia e mi chiese di scriverlo anche
in urdu, poi filmammo le onde che cancellavano le scritte.
Riprese mor che entrava in acqua con me che mangiavo un
gelato Kwality. Qualche volta filmava le band e la gente che
ballava nei club dove andava la sera con mor. Proiettata sul
lenzuolo vedevo la vita chimerica degli adulti che ballavano e
ridevano insieme. Sembravano bambini che giocano, ma con
la cravatta e i tacchi alti. Abbu guardava le immagini, specialmente
quelle delle band, e diceva: Per questa scena serve
la musica, poi balzava in piedi e si metteva al piano. Qualche
volta, quando abbu lavorava all'universit fino a tardi, io e
mor guardavamo i film da sole. Un'altra cosa che le piaceva
molto era guardare le foto che lui mi aveva scattato quando
ero piccola. Lei sembrava cos giovane. Le domandai se avevamo
delle foto di Lashkar Gah e lei mi rispose che all'epoca
abbu non aveva la macchina fotografica, e sarebbe stato
difficile fare foto l. Tu sarai libera come me. Da noi dicono:
Conosci la madre, conosci la figlia. Lo disse con seriet e poi
rise e proiett il film di abbu che mi teneva in braccio appena
nata. Questo l'ho girato io, disse.
Volevo davvero essere come lei.
Quando dopo il loro assassinio fui costretta ad andare a
vivere dagli zii, presi l'abitudine di passare molto tempo in
camera da sola. Collegavo il proiettore e guardavo i filmini
per conto mio. Eccoci l tutti insieme felici, che salutavamo,
sorridevamo, ridevamo, parlavamo alla cinepresa, muti. Un
paio di volte mi sorprese lo zio, e mi disse di mettere via tutto
e tornare a studiare.
Di solito per mi lasciava in pace. Stavo sdraiata sul letto
al buio e passavo in rassegna il catalogo di tutto quello che
poteva aiutarmi a ricordare abbu e mor: i denti di sotto un
po' accavallati di lei, le unghie lunghe laccate, la cicatrice sulla
mano sinistra, la sua seriet quando cercava di insegnarmi
qualcosa, il fatto che finivamo sempre a ridere, e abbu che
diceva che d'estate faceva troppo caldo anche solo per muovere
gli occhi, e poi quando andavo con lui sul tram sferragliante
fino a Paradise Point o a pescare a Cape Monze e stavo
seduta tra di loro su una carrozza diretta a Clifton Beach.
Non riuscivo a dormire bene e quando ero sveglia non mi
sentivo sveglia, ma piena di sconforto. Una mattina all'alba
dopo una notte insonne, sentendo il Bismillahir rahmanir
rahim del mattino decisi di fingermi malata per restare a letto
e saltare la scuola. Volevo cos disperatamente i miei genitori
che mi alzai, caricai una pellicola nel proiettore di abbu e mi
misi a guardarla. Sulla parete le immagini erano sfocate. Mi
piaceva ascoltare il tic-tic rilassante dell'apparecchio. D'improvviso
la porta si spalanc ed entr lo zio.
Cosa ti salta in mente, cos, di mattina? disse. E la scuola?
Strapp la pellicola dal proiettore, prese le altre, le tir fuori
dalle custodie di latta e le gett nel cestino della carta straccia.
Poi estrasse di tasca un fiammifero, lo accese e lo butt
dentro. Mi misi a urlare, cercai di tirar fuori le pellicole che
non si erano srotolate, ma lui mi tir via e mi spinse sul letto
e rimase ad ascoltare il crepitio dei film che si accartocciavano
fino a fondersi; sentivo che la zia era dietro la porta ma non
faceva niente per aiutarmi, piangevo e la pellicola bruciata
mandava un odore aspro come di rafano marcio, e quando
non rimase che un ammasso irrecuperabile avevo perso il mio
abbu e la mia mor per la seconda volta. Lo zio mi guard e
disse: Preparati e vai a scuola.
Le suore della St Joseph mi chiesero di suonare il piano
per la nostra operetta scolastica, L'allegro zingarello. Spiegai
loro che a casa non avevo pi un pianoforte su cui esercitarmi.
Suor Devan disse: Puoi suonare qui, e parler con tua zia
per vedere che altro si pu fare.
La zia convinse lo zio a permetterle di portarmi al
Club 007 del Beach Luxury per studiare il piano mentre
lui giocava a hockey su prato in un maidan della periferia
di Cincinnatus Town. Erano belli quei sabati senza scuola
e lontano da casa loro. La zia mi lasciava all'ingresso e spariva
fino a mezzogiorno, potevo fare tutto quello che mi
pareva. Per molto tempo suonai solo la musica che avevo imparato da abbu.
...
.
...
Katherine.
...
.
...
T Minor suonava in disparte, per conto suo. Gli altri musicisti
lo ascoltavano con le orecchie tese perch era impossibile
prevedere dove sarebbe andato. Mi piaceva guardarlo
mentre abbassava le palpebre, in cerca di un posto dove non
era mai stato. Era come uno scalatore su una parete rocciosa
trascinato verso correnti vorticose. A una sola battuta dall'oblio,
si tuffava dentro la brutalit della notte, l'incognita della
notte. Con il suono del suo sax soprano si insinuava negli angoli
bui e ballava la giga alla luce dei lucernari per riemergere
dopo molto, molto tempo. Beveva sangue infero, ascoltava i
fantasmi affamati di vita e poi si voltava per tornare a casa
in un'odissea del sax in cui lui suonava per le ninfe e le figlie
dei mangiatori di uomini, e un figlio che lo attendeva da tanto
tempo. T suonava il desiderio protratto fino allo spasmo,
trattenuto, trattenuto, in equilibrio sul filo, finch gli occhi
non si riaprivano, respirava e riportava le note al principio.
Lo vedevo puntare gli occhi su di me e mi concentravo pi
che potevo per stare al passo pur sentendomi il suo sguardo
addosso sul palco. Anche quando eravamo davanti al pubblico,
era come essere sempre noi due soli. La prima volta
che cerc di baciarmi, in fretta, dopo un concerto, gli dissi
che mia madre mi stava aspettando ma lui non mi credette e
non moll. Mi prese tra le braccia e sussurr con la sua voce
bassa: Racconta una bugia da vera donna, ragazza, di' alla
mamma che eri a ballare con le tue amiche. Sera dopo sera,
parlava con me, si prendeva un bacio, mi toccava la mano,
ma il momento pi intenso era quando eravamo sul palco.
Una sera andai da sola al Downstairs Club di McNab
Street. C'era Peter Appleyard e volevo sentirlo suonare, ma
soprattutto volevo farmi sentire da quelli che erano l per
ascoltare lui. Misi il cappello, scesi i gradini di marmo e mi
infilai nell'ingresso del club con le pareti tappezzate di album
della Folkways. Non pagai il biglietto e al tipo che stava al
banco dissi: Sono una musicista. Sembrava perplesso ma mi
fece cenno di passare oltre le logore pareti di cuoio rosso alle
sue spalle ed entrare nel club. Su un lato c'era un distributore
di sigarette rotto e un minuscolo palco di compensato con
un pianoforte malconcio. Il soffitto era un dedalo di tubature
dipinte di nero. In quel momento nessuno suonava e feci il
solito giochetto: montai sul palco, sedetti al piano e mi misi a
suonare. I tavoli erano coperti da tovaglie a quadretti rossi e
non so quanta gente ci fosse, forse una trentina di persone.
Quella sera avevo fatto male i miei calcoli. Il pubblico
era venuto per Appleyard. Al manager non piacque che una
ragazza gli invadesse il palco, anche se era un misero pezzo
di compensato. Servivano Coca Cola e vaniglia ma la gente
aveva fumato e bevuto e si era fatta prima di arrivare e sistemarsi
su quelle sedie di legno rumorose. A un certo punto
nel minuscolo locale si ud il grido di un tizio ubriaco fradicio:
Spogliati, tesoro.
Suonai pi forte. Senza nascondermi. Ma avrei voluto.
Quello che serve  un desiderio bruciante. Ci vuole fegato.
Poi vidi T sulla soglia: venne avanti, si ferm di fronte al molestatore.
Alla fine del pezzo T applaud, da solo, poi qualcuno,
lo imit, e il manager venne a dirmi di scendere dal palco
e T disse: Andiamo, e io: Non intendo scappare. Resto qui.
Allora ci sedemmo ad ascoltare il concerto e intanto io riflettevo
freneticamente perch sapevo che se non volevo andare
con T dovevo uscire di l prima della fine. Lui era deciso
ad alzarsi e uscire con me. Aveva deciso che quella sarebbe
stata la nostra notte: io & T. L finiva la seduzione e dovevo
decidere, in un senso o nell'altro. Lasciai che mi accompagnasse
fuori. Non gli dissi di lasciarmi alla fermata dell'autobus.
Andammo in macchina fino a un motel a Cootes Paradise.
Forse per lui era un'abitudine perch aveva gi una chiave ..
nascosta sopra lo stipite della porta e non dovemmo far altro
che parcheggiare la grossa Chevrolet della band davanti alla
porta n. 9 ed entrare nella piccola stanza. Probabilmente non
aveva idea della mia et. Io non avevo idea della sua e non
m'importava. Forse gli sar passato per la testa che ero solo
mezza bianca. Nemmeno di questo m'importava perch non
ero nata nel Sud degli Stati Uniti dove linciavano gli uomini
che facevano quello che lui voleva fare con me quella notte.
Fu una notte dolcissima e penso che T sia rimasto sorpreso
rendendosi conto che era la mia prima volta. Lo svegliai
all'alba per riprovarci e la seconda volta fu stupenda e allora
compresi perch il mondo ha bisogno della parola inestinguibile.
Mi teneva la testa sulla spalla e io facevo scorrere le dita
sulla sua pelle bellissima, e mi piacevano tanto le piccole
lune sulle mie unghie sopra le sue dita di sassofonista. Disse:
Mio nonno chiamava mia nonna la sua ragazza migliore.
Vuoi essere la mia ragazza migliore?
Dunque era questa la cosa contro cui ma' mi aveva messo
in guardia per tutti quegli anni. Questa cosa sacra. Questa
cosa meravigliosa. Ma' diceva sempre: Una volta che comincia,
una ragazza perde se stessa. Sarebbe stato pi utile darmi
qualche dritta sui metodi contraccettivi, ma non lo fece.
Aveva ragione. Con T Minor per la prima volta capii che quel
tipo di perdita mi piaceva. Mi piaceva stare in quel motel da
quattro soldi con le tende a motivi cachemire sporche di fumo.
Posso essere anche la tua pianista migliore?
Ecco come trovai marito e il mio primo lavoro stabile in una band.
...
.
...
Mahsa.
...
.
...
Conosco i silenzi condivisi di quelli che tradiscono insieme.
Quando la zia tornava a prendermi al Beach Luxury il
sabato mattina, aveva un'aria pi felice ed era rossa in viso
ma non parlavamo mai di dove andava e non accennai mai
alle sue assenze. Credo che la zia mi volesse molto bene perch
mantenevo il suo segreto, ma io non l'amavo. Era uno
straccio in un acquaio asciutto. Lei e lo zio erano cugini e lei
gli era stata promessa alla nascita. Le labbra le erano diventate
sottili a forza di tenerle strette, aveva sedici anni meno di
lui e non lo guardava mai negli occhi. Aveva conosciuto mor
a Lashkar Gah. Mi raccontava storie di picnic di famiglia alle
grandi rovine dei palazzi dei Ghaznavidi. I fratelli di mor
erano invidiosi perch il padre spendeva soldi per mandare
a scuola la sorella. Erano invidiosi anche dello zio perch se
ne era andato dal paese, e quando arrivarono gli americani
a costruire le dighe tutto cambi e molti pastori furono convinti
a cedere le loro greggi per far spazio ai progetti delle
dighe. Qualcuno oppose resistenza e si ritrov le bestie uccise
a fucilate in un solo pomeriggio di carneficina, occhi roteanti,
strida terrorizzate, sangue, carni e pellame sprecati.
Lo zio era stato tra i primi ad andarsene e la zia me lo disse
con orgoglio, come se i suoi successi appartenessero anche a
lei, che non ne aveva di propri. Lui era tornato per sposarla
e lei aveva avuto paura nel lasciare tutti quelli che conosceva
per andarsene in una citt straniera.
Mi disse: Lui ha imparato a leggere e ha trovato lavoro
all'albergo, poi ha avviato l'attivit di venditore di tappeti e
adesso ha un socio ed esporta in America.
Le chiesi: Perch i fratelli di mor l'hanno uccisa?
La zia si port il dito alle labbra e rispose in un sussurro
anche se in casa c'era solo la domestica, Minoo, una ragazza
analfabeta terrorizzata dallo zio. Poi disse: La madre
della tua mor era la moglie preferita di suo padre. Le altre
mogli non l'accettavano e le rendevano la vita difficile. Lei
era giovane e non riusciva a controllare tua madre, che era
molto graziosa. Specie quando cominci ad andare a scuola,
Breshna divenne ostinata.
E per questo andava uccisa?
No, ma una ragazza non dovrebbe fuggire con uno straniero.
Lei amava abbu.
Non era sposata ed era incinta.
Questo  il ricordo della mia famiglia. Nessun ricordo  tuo
e basta. Preferivo le storie dell'amore tra mor e abbu a questa
storia di trasgressione della zia. Mor diceva sempre: Per quanto
alta sia la montagna, troverai sempre una via che porta in cima.
La zia diceva: Tuo padre non capiva le nostre usanze.
Sentirla dire qualcosa contro abbu mi faceva sempre infuriare.
Lo amavo, lui sapeva tutto e ci faceva sempre ridere,
me e mor.
Dissi alla zia: Non voglio diventare come te e stare tutto
il giorno a far niente. Voglio fare la musicista.
La mia infanzia cominciava ad allontanarsi, come se fossi
stata su una barca che si stacca dalla riva, e i miei genitori
smisero di venire a trovarmi quando ero a letto. Ero stanca
di lutto e un sabato mattina al Beach Luxury, mentre suonavo
tutta sola al Club 007, un ragazzo entr facendomi sobbalzare
e mi chiese: Sai suonare anche jazz?
I suoi occhi erano opali neri lucenti, caldi, divertiti, curiosi.
Il club era sempre deserto, a parte un cameriere che
dormiva su un divano. Non dissi nulla ma suonai una versione
infantile di Autumn Leaves e quando fu chiaro che voleva
restare li ad ascoltare suonai per lui un arrangiamento di
Kansas City di cui ero particolarmente soddisfatta. Guardai
l'orologio: la zia doveva essere ancora con il suo amante. Il
ragazzo prese una sedia di quelle impilate accanto alla parete,
venne a sedersi sicuro vicino al piano e disse: Mi piace come
suoni. Cos'era questa?
Per la prima volta in vita mia ero sola con un uomo che non
fosse abbu o lo zio. Avevo parlato con i ragazzi della banda
musicale di St Patrick insieme alle mie compagne di scuola
e qualche volta ci vedevamo alla Manhattan Soda Fountain,
ma stavolta era diverso, e mi piaceva.
La suona Little Willie Littlefield. Me l'ha insegnata mio
padre.
Come ti chiami? domand, e io glielo dissi.
Io sono Kamal Jamal. Non ti avevo mai vista qui.
Allora non sei mai venuto il sabato mattina, perch io vengo
sempre qui a esercitarmi il sabato mattina. Mio zio  il
portiere di notte. Conosci l'americano Ahmad Jamal? E uno
dei miei pianisti preferiti.
Non lo conosco ma cercher i suoi dischi. Tuo zio  qui
adesso?
Il suo tono ironico mi disorient e risposi seriamente: No,
 il portiere di notte. Tu cosa fai qui?
Studio all'universit, qui ci sar una conferenza e sto facendo
i preparativi. Suoni benissimo. Conosci qualche colonna
sonora?
Non sapevo cosa fosse una colonna sonora ma pensai che
forse c'entrava con i film, allora gli suonai As Time Goes By
sperando di aver capito bene. Mi sembrava di avere un alluce
immerso nell'acqua di un torrente e non avevo ancora deciso
se tuffarmi o restare a riva. Alla fine lui disse: Suonala
ancora, Sam.
Risposi: Non conosco cosa dite, signorina.
Poi inclin la sedia all'indietro e disse: E che cosa vi ha
spinto fin quaggi?
Ci sono venuto per fare la cura delle acque.
Le acque? Ma qui  il deserto.
Be', fui male informato.
Lui rise e io guardai l'orologio perch sentivo il calore invadere
la stanza e immaginai dovesse essere quasi mezzogiorno.
Devo andare, dissi.
Lascia che ti suoni una cosa io. Suono malissimo e conosco
una sola canzone.
Si mise a pestare sui tasti ma riconobbi il motivo di un famoso
film indiano. Mentre suonava accennai qualche passo
di danza, da principio muovendo lentamente le spalle come
avevo imparato a fare con le ragazze a scuola. Giravo la testa
con le labbra increspate, le mani puntate verso le orecchie,
facevo guizzare i fianchi. Suonando faceva un gran chiasso,
sembrava che ci fosse una festa nel locale. Di rado la gente
entrava quando suonavo io, ma vidi qualcuno del personale
di cucina sbirciare dalla porta sorridendo, e mi fermai. Pensavo:
La zia arriver presto.
Kamal disse: Mahsa, sei brava anche a ballare.
Pensai a lui tutta la settimana, specialmente quando ero
sola nel mio letto. L'idea di lui era aria nuova di cui prima
non avevo mai sentito la mancanza, ma ora improvvisamente
ne avevo bisogno. Immaginavo di essere sul tram che mi portava
a scuola e lui si sedeva di fronte a me e mi parlava, immaginavo
che si materializzasse alla finestra della mia camera
e mi porgesse una poesia o un messaggio d'amore. Quando
il ragazzo in carne e ossa riapparve al Beach Luxury il sabato
seguente prima delle preghiere dello zuhr, era un po' pi
alto, con le spalle pi larghe e gli occhi pi belli di come li
ricordavo.
Mi accorsi della sua presenza appena entr ma continuai a
suonare come se non l'avessi notato. Le sedie e i tavoli erano
impilati contro la parete, i pavimenti spazzati e lavati dopo
il venerd sera. Senza fermarmi cambiai tonalit e suonai All
the Things You Are perch il mio arrangiamento mi sembrava
buono e volevo che lo sentisse. Alzai gli occhi e cercai di mostrarmi
sorpresa di vederlo, i nostri sguardi si incontrarono,
mi ero vestita per lui, mi ero dipinta le unghie di rosa anche
se allo zio non piaceva e avevo messo il rossetto. Quando terminai
si avvicin e disse: Era bellissima.
Com' andata la conferenza?
La sto ancora preparando. Dovr venire qui spesso.
Alzai le mani dalla tastiera e mi girai verso di lui ma non
sapevo cosa dire.
Perch vieni a suonare qui da sola tutti i sabati? mi chiese.
A casa non ho il pianoforte. Mi esercito.
Chi sono i tuoi genitori?
Sono morti. Mio padre era John Weaver e anche lui insegnava
all'universit, non la tua, la NED.
Quando pronunciai il nome di mio padre, una cosa che
ancora mi faceva male, lo osservai per capire se sapeva quello
che era successo ma dagli occhi non trapelava nulla.
Quanti anni hai? mi chiese.
Sedici, tra poco far gli esami. Tu quanti ne hai?
Diciannove.
Impossibile, troppo pi grande di me, pensai.
Studio inglese, disse. Voglio fare l'insegnante. Mio padre
mi avrebbe voluto ingegnere ma io voglio aprire scuole
in tutto il paese.
Se ti piace tanto la letteratura, conosci le poesie di Aa'isha?
Perch dovrei rispondere s a un cane quando sono sorda
alla voce del leone?
Stava cominciando a fare un po' troppo il vanesio, e allora
gli chiesi: Sai chi ha scritto: Sono una leonessa e non apparterr
mai a un uomo?
Lui scosse la testa ma continuava a sorridere e rispose in
tono umile: Dimmelo tu.
Non sapevo ancora che quando un uomo si mette in mostra
significa che gli piaci. Lo stavo facendo anch'io e gli recitai
un vaga pahadi: Non ho un momento di pace senza di te, non un
momento di pace senza di te, mio adorato, manchi al mio cuore,
manchi al mio cuore, non c' pace senza di te, mio adorato.
Prima di pronunciare quelle parole non avevo pensato al
significato e alla fine ero imbarazzata, perci spiegai: Me l'ha
insegnato mia madre quando ero piccola, credo sia una cosa
religiosa, anche se i miei non erano credenti.
Kamal sorrideva con un'aria protettiva e ironica insieme,
come se fossi la sua sorellina. Ne fui irritata, ma lui disse:
Tua madre  stata molto saggia a consegnare alla sua bella
figlia una simile poesia.
Poi vidi la zia, allora mi alzai in fretta e dissi: Devo andare.
Corsi da lei alla reception e lei chiese: Chi era quello?
Nessuno, risposi.
...
.
...
Katherine.
...
.
...
Io & T. Ba bap dap, tocca la guancia di dio. Sar sempre
nell'ultimo posto in cui guardi, baby, diceva T. Al fondo del
fondo. Niente pi luce. Distese di suono. Non avevamo pace
finch non ci trovavamo, prima che finisse la notte. Lui aveva
suonato nelle band di rhythm and blues, con sassofonisti
che tiravano fuori dagli strumenti strilli e schiamazzi, soffiavano
a pi non posso, distorcevano. T adorava suonare Body
and Soul di Hawkins e io adoravo ascoltarlo, vedere la curva
della sua spina dorsale, quella postura da uomo. Quelle notti
di caff di cicoria ci appartenevano, e cos tutti quei bar e la
musica e la birra a buon mercato, e poi parlare di noi, e suonare,
e non vedere pericoli da nessuna parte.
Certe volte quando suonavamo ci prendeva la stessa sensazione
di quando facevamo l'amore e dopo ci chiedevamo a
vicenda: Hai toccato la guancia di dio?
S. E tu?
Mostrai a T il mio Hanon e lui cominci a esercitarsi negli
arpeggi sulla chiave d'ottava, una cosa a cui non aveva mai
pensato, e per un po' non fece che eseguire il n. 46, un esercizio
sui trilli. Ascoltavamo Bird Cali e Lady Soul di Vi Redd,
e naturalmente ascoltavamo sempre Coltrane, che stava cominciando
a pasticciare con le sonorit indiane. Quando sei
giovane vuoi vivere e basta. In T c'era un disagio che io non
capivo fino in fondo. Diceva che una donna cambia la percezione
di una band, e che non gli piaceva il suono della voce
femminile, perci era contento che non cantassi. Una sera,
per scherzo, mi diede un paio di guanti rosa molto fru fru
con le dita tagliate. Lo ignorai perch quasi tutti gli uomini
si comportavano cos, all'epoca, e le donne glissavano su quel
tipo di umorismo che non sapevamo come chiamare. Io volevo
suonare. Ero ben determinata a farlo e avevo il terrore
di non raggiungere l'obiettivo.
Pian piano ciascuno assorbiva la storia dell'altro. Raccontai
a T di mio padre, il cinese. Lui mi disse che suo padre
era stato assassinato da giovane. Voleva sapere perch
ma' mi lasciava cos libera e io risposi: Non pu farci niente.
Ormai siamo come due coinquiline, che non era vero
ma suonava bene.
Dov' il resto della tua famiglia? Cos' successo a tuo padre?
L'hanno legato ai binari del treno, pare.
Non sapevo come interpretare quelle parole. Perch? chiesi.
L'hanno fatto e basta, baby.
Ma cosa  successo?
Dopo sono andato via di casa.
Non sapevo come chiedergli perch: dal suo tono sembrava
che il motivo fosse chiaro. Dov'era tua madre? domandai.
Quando pap  stato ucciso  andato tutto a rotoli. Le
hanno portato via i figli. Non era in grado di prendersi cura
di noi, ci hanno detto.
Eravamo a letto insieme, nudi, era impossibile essere pi
vicini di cos, eppure c'erano cose che non riuscivamo a spiegare
o a capire, ed eravamo incapaci di parlarne.
Conoscevo il tono di voce che significa basta domande.
E tua madre?
Baby, quando le hanno portato via noi figli  crollata.
L'hanno rinchiusa in manicomio.
Io scrivevo e davo i miei arrangiamenti a Mo, che ne provava
qualcuno. T era restio a suonare quello che scrivevo io,
ma a me non importava. Non avevo intenzione di lasciarmi
scalfire dalla sua irritazione, e l'idea che potevano avere di
me gli altri, compreso lui, non mi avrebbe fermata. Credevo
in me stessa con una tale forza che sarei morta, ne ero certa,
se non avessi fatto ci che ero destinata a fare. Ignorai i
malumori di T anche quando mi offrirono di suonare in un
concerto senza di lui. Sapevo come sporgermi per accarezzargli
la coscia, sapevo come dirgli: Oh, quanto hai suonato
bene ieri sera! Rimetterlo al centro. Fargli venir voglia di
fare l'amore, e lui ne aveva sempre voglia. Era quello che
ci piaceva pi di tutto. I nostri corpi si desideravano sempre.
Sapevo tenere il mio tormento personale in un angolo,
a bruciare. Fila tutto liscio come l'olio, da giovani.
Ovviamente rimasi incinta e decisi che dovevo sposare
T, e comunque volevo farlo. Era il 1960 e non intendevo
rinunciare al mio bambino, e non sapevo niente dell'aborto.
Sembrava che a quei tempi tutte fossero incinte e lo tenessero
nascosto. Le ragazze andavano all'altro capo del paese,
partorivano il bambino, lo davano in adozione, tornavano
a casa e facevano come se niente fosse successo. Si figliava
come conigli, all'epoca. I giornali ci definivano emarginate
e immorali. Aveva ragione ma'. Prima di restare incinta mi
consideravo un'adolescente, una brava pianista, una brava
studentessa. Una volta incinta, ero diventata una ragazza
madre. Nessuno parlava mai di T come di un ragazzo padre.
Stavamo scendendo dal palco dopo un concerto all'Alexandra.
Il pubblico era soddisfatto e di li a poco saremmo andati
a mangiare qualcosa e poi dritti al Cootes Paradise Motel.
Dissi a T: Sono incinta. Credo che dovremmo sposarci.
Si stava sganciando di dosso il sassofono. Le sue dita si
fermarono un momento, poi se lo tolse e lo tenne nella mano
destra, mentre io mi infilavo sotto il suo braccio sinistro,
dove mi piaceva stare, per sentire la sua mano cingermi
le spalle. Ci ho pensato bene, dissi. Non  mica la fine
del mondo.
Ma non abbiamo una casa dove stare.
Be', allora dovremmo rimediare, no?
Mi attir a s, il gancio del sassofono mi premeva sulla
pelle, poi mi baci e Mo disse: Allora venite, piccioncini?
T fece ricadere il braccio e mi prese la mano, sempre tenendo
il sax nella destra, mi guard intensamente negli occhi
come per cercare qualcosa che aveva perso in un fiume che
scorre e mi chiese: Sei sicura?
Sono sicura, risposi.
Poi T disse: Ehi, Mo, vogliamo che tu sia il primo a saperlo.
Io e Katie ci sposiamo.
Mo scosse la testa e disse: Dovevo aspettarmelo, ecco che
succede a tenere una ragazza nella band.
Io per sapevo di piacergli, e soprattutto gli piaceva come
suonavo. Si mise a scherzare, e io ribattei: Non preoccuparti,
continuer a suonare.
Non abbiamo mai riflettuto su niente. Se ci ripenso, amarlo
cos tanto era l'unica luce nel buio. Non avevo soldi, non avevo
aiuti in un mondo ostile a quello che stavo facendo. Proprio
per questo per non avevo neppure bisogno dell'approvazione
di nessuno. Mi stavo aprendo alla vita e la inghiottivo come un
leviatano, e avere un figlio faceva parte del gioco. Non avevo
mai pensato di non averne. Solo che non stavo per sposare il
ragazzo della porta accanto, e cos andai a sbattere contro idee
nuove, matrimoni misti, incroci di razze, figli illegittimi, bastardi.
Qualche volta era come se stessi entrando in un brutto
sogno, invece di uscirne. C'erano posti dove non potevo andare
con T. Cominciai a seguire i notiziari perch mi toccavano
personalmente. Io e ma' vedemmo in tv quattro studenti di
Greensboro, in North Carolina, che avevano ordinato caff
e doughnut alla tavola calda di Woolworth's, un locale per
soli bianchi. Non si mossero di l per tutto il giorno. Il giorno
seguente arrivarono altri studenti. I sit-in si diffusero in altre
citt come se quei quattro fossero stati uno stoppino acceso
nell'erba secca. Vedemmo donne in grembiule alla tirolese
e camicetta immacolata con le facce stravolte dall'odio che
gridavano davanti ai grandi magazzini perch non volevano
sedersi accanto a quegli studenti. Ma' disse: Guarda, Katie.
Ecco cosa aspetta tuo figlio. Puoi ancora rimediare.
Ma il North Carolina sembrava lontanissimo, un paese
straniero, e io pensavo a me stessa, a fare l'amore, alla musica
che suonavo. Un ragazzo venne buttato gi dal sedile di
similpelle cromato e picchiato con i manganelli dalla polizia,
e disse: A furia di botte mi hanno ripulito anche l'anima...
mai stato cos puro.
E lui, T, anche lui si sentiva puro nell'anima? I miei vicini
di Mountain Brow con le loro vite ordinate scuotevano la
testa quando parlavano delle proteste a sud del confine, negli
Usa, e dicevano: Quass  diverso. Non  poi cos diverso,
diceva ma'. Non ho mai voluto essere come lei, ma in un modo
o nell'altro stavo rotolando gi per la stessa china e non
intendevo finire in un seminterrato come era successo a lei.
Ma' disse: Be', almeno qui non ci sono scuole per soli
bianchi.
E se ci fossero, io dove sarei andata?
Oh, disse lei, tu saresti stata ammessa. Ci avrei pensato
io. Non ho mai lasciato che ti impedissero di fare qualcosa.
Io & T ci sposammo alle cinque del pomeriggio in municipio.
Quella sera la nostra band doveva suonare al Diamond
Jim e io avevo il mio abito da cocktail nero e il cappello a
falda larga con la veletta dell'Esercito della Salvezza. Ero
gi davanti al giudice di pace quando pensai: Forse avrei dovuto
dirlo a ma', per ormai ne avevo abbastanza delle sue
opinioni. Stavo facendo esattamente quel che volevo e come
volevo, e mi sembrava giusto ed emozionante. Ci siamo sposati,
abbiamo suonato e abbiamo fatto faville, quella sera.
Dopo il concerto siamo andati al White Grill, erano le due
del mattino e abbiamo mangiato omelette e patate fritte con
il ketchup. Mo aveva portato delle bottiglie di champagne e
il gestore ce lo serv nei tazzoni da caff. Il mio banchetto di
nozze. Perfetto, dal mio punto di vista.
Lui in realt si chiamava Theodor e Lincoln Jones, ed era il
miglior sax soprano a nord e a sud del confine tra lo stato di
New York e l'Ontario. La nostra prima mattina da sposati, nel
letto del motel, gli chiesi: Quando te ne sei andato via di casa?
Baby, a quindici anni sono scappato dalla famiglia che mi
aveva in affido e non sono pi tornato.
Dove sei andato?
In giro.
Ma dove vivevi?
Da amici. Sai com'.
Ma nessuno  venuto a cercarti?
T si tir su e accese una sigaretta, disse: Mi hanno arrestato
per furto. Sono stato in un carcere minorile per un
paio d'anni.
Pensai: Adesso sono sposata con quest'uomo.
C'era una punta di sfida nella sua voce. Disse: Dentro ho
conosciuto un tipo che mi ha chiesto: Chi ti ha insegnato a
odiare te stesso?
Si gir su un fianco e mi infil il braccio sotto le spalle.
Non  una tragedia essere stato un delinquente, disse. La
tragedia  rimanerlo. L'ha detto Malcolm X.  stato lui a
salvarmi, insieme al sassofono. Una volta fuori ho fatto il cameriere,
poi ho cominciato a fare qualche serata ben pagata.
La prigione  stata la mia universit.
E il primo sax dove l'hai preso? domandai.
 quello che ho rubato.
Allora sei T X?
Saputella, rise lui.
Poi spense la sigaretta, ci guardammo e scivolammo un'altra
volta gi, sul letto.
Dentro di lui c'era una lama di rabbia, viva come l'erba
in primavera, lucente e nascosta. C'erano sentimenti imbrigliati
come coltelli a serramanico pronti a scattare. Gli occhi
erano cieli scuri e brillanti, e le mani grosse come pagaie e le
gambe di ferro e, oh, come mi piaceva guardarlo quando stava
in piedi storto con il suo sassofono. Le sue braccia erano
aperte per me nella stanza n. 9 del Cootes Paradise Motel,
e fu questo a segnarmi la via per sempre. Io & T. Aspettavo
il nostro bambino e non ne avrei avuto uno solo, non sarebbe
stato figlio unico come me. Ne volevo subito un secondo,
cos uno avrebbe badato all'altro. Ero un'ingenua.
...
.
...
Mahsa.
...
.
...
Fu facile nascondere allo zio l'esistenza di Kamal. Ci incontravamo
a fermate del tram ogni volta diverse, andavamo
a passeggiare in spiaggia, andavamo alla Zelin's Coffee
House, al cinema Paradise. C'era la guerra con l'india, allora.
Il cessate il fuoco. I conflitti nel Pakistan orientale. Io
studiavo per gli esami. Kamal aveva un piccolo mangiacassette
a pile che portavamo in spiaggia per ascoltare musica.
Lui avrebbe terminato gli studi universitari proprio mentre
io finivo alla St Joseph; diceva che forse avrebbe continuato
a studiare e avrebbe insegnato l, che voleva fare delle scuole
per tutti i bambini del Pakistan, e io dicevo che volevo andare
anch'io all'universit ma lui non poteva essere un mio insegnante,
allora lui rideva: Sarai sempre tu la mia insegnante, e
allora io ero contenta. Lo zio non avrebbe approvato il fatto
che passavo il tempo con un giovanotto, e all'apparenza ero
un'orfanella obbediente ma con Kamal stavo diventando una
persona con opinioni proprie, avevo i miei gusti in fatto di
musica e letture, e lui mi ascoltava quasi quanto abbu. Pensava
al matrimonio ma io non volevo, per di questo non ci
preoccupavamo. Condividevamo ogni cosa e in questo modo,
per tre anni, diventammo grandi insieme, con dolcezza
e con passione.
Un giorno Kamal mi invit a casa di un amico, ma non
c'era nessun amico. Prepar del t e sedemmo insieme a tavola,
fingendo di aspettare. Poi Kamal disse: Non viene.
Allung la mano per toccare la mia. Aspettai che mi conducesse
dove volevo andare anch'io e quel giorno dissi: S, ora.
Con tenerezza disse:  una cosa un po' strana, come se
stessi baciando un'amica.
Io sono tua amica.
Poi le nostre labbra si cercarono in un modo diverso. Eravamo
giovani e forti e davamo e prendevamo con generosit,
in piedi e sdraiati. Dopo quella prima volta, eravamo sempre
in cerca della casa di qualche amico e a volte venivo appena
mi toccava. Avevo paura di restare incinta e penso che
lui mi dicesse di non preoccuparmi.
Quando ci separavamo, continuavo a sentire le sue mani
sulla pelle. Il suo amore di uomo giovane era esigente, vorace,
irresistibile. Lui era inesperto, mi avvolgeva tra le sue
spire, e io facevo tutto con Kamal, e imparavamo tutto l'uno
dall'altra. Il mio corpo non conosceva riluttanza. Gli uomini
avevano opportunit diverse da quelle delle ragazze. Lui era
entrato nella Federazione studentesca nazionale e mi parlava
della lotta per la democrazia. A casa con la zia avevo sentito
che Ayyub Khan era caduto a causa di gruppi di studenti
come quello di Kamal. Anch'io desideravo far parte di quel
mondo esterno ma mi sentivo piccola e non sapevo qual era
il mio posto in quella parte della sua vita.
Le studentesse del tuo gruppo devono essere interessanti,
gli dissi.
Lo sono, rispose. Ma io amo te, aggiunse.
Voleva proteggermi e forse aveva paura di mio zio. Io
non volevo essere protetta. Volevo fare cose che ancora non
sapevo, e avevo paura di amarlo troppo, di potermi perdere
completamente. Cos la naturalezza del nostro primo anno
insieme cominci a vacillare.
Un giorno risalimmo il sentiero accidentato che porta al
sacrario fatiscente del Mazar di Shah Ghazi. Ci sfilammo
le scarpe, io mi coprii il capo con la sciarpa e passammo davanti
al rakhivallah che si occupava del posto. Un ometto segaligno
vicino alla tomba ci diede rose in cambio di offerte.
Sostammo accanto alla lapide di marmo, quindi passammo
a un secondo edificio pi piccolo, e dalle finestre a ovest ci
fermammo a guardare il mare e le onde turbolente che accompagnano
i monsoni. Udimmo la chiamata del muezzin
alla preghiera, Allahu Akbar, Dio  Grande, intrecciata con
le strida dei gabbiani, una voce di uomo che si inseriva cantilenando
nel tempo e nella distrazione umana, Hayya alas
Salah, accorrete alla preghiera. Per tutta la vita avevo udito
quei richiami e il mare, e ora sentivo ci che c' di divino
nell'ordinario perch li stavo ascoltando insieme all'uomo che
amavo. Sotto di noi sulla spiaggia i fachiri riposavano tranquillamente
accanto ai fal, vicino a un gruppetto di turisti
europei arrivati da Hawkes Bay, onde di burrasca grigie e
nere sulla sabbia d'argento.
Quel sabato lo zio torn prima all'albergo dopo la partita
di hockey su prato e vide Kamal che rientrava nella hall
insieme a me.
A casa, lo zio inve contro la zia: Dov'eri? Non la sorvegli
abbastanza! A me disse: Quel ragazzo non deve girarti intorno.
Non  adatto a te. La cosa deve finire.
La zia era sconvolta. Anche lei aveva bisogno dei suoi sabati.
Mi disse: Sii pi discreta. Lo zio ha altre idee per te.
Riguardo alla famiglia, al lavoro. Non approver la tua scelta.
Sta gi progettando di farti studiare all'estero.
Io non volevo andare all'estero. Volevo frequentare l'universit
l e stare alla casa dello studente. Volevo continuare
a studiare e a vedere Kamal e al futuro lontano non pensavo
affatto. Non mi immaginavo sposata, a vivere tra quattro
mura. Le donne che si sposavano venivano assassinate dai
loro parenti.
L'indomani incontrai Kamal sul tram dopo la scuola, facemmo
due volte tutto il tragitto, fino al capolinea e ritorno.
Sembrava un pazzo, diceva: Dobbiamo andarcene. Tuo zio
non ci lascer mai stare insieme. Ti prego, Mahsa. So come
vanno queste cose.
Io volevo ricucire il velo strappato. Ero convinta di poter
proteggere il nostro amore dal mondo.
Kamal disse: Non posso nascondere ci che provo per te.
L'amore  come il sole e penetra le nubi.
Fuori passava uno di quegli autobus hippy che portavano
gli occidentali a fare il giro turistico della citt. Era dipinto
a cuori rossi e gialli e con frasi in inglese tipo Enjoy the Love.
Vedevo le ragazze occidentali che viaggiavano con i loro ragazzi,
senza genitori o parenti, con i jeans e i capelli sciolti
e le fascette attorno alla fronte e i sandali e le spalle nude.
Sembravano cos libere.
Dove saremmo andati? E l'universit? Abbu aveva sempre
detto che io dovevo studiare. Avevo creduto di poter fare
ci che volevo, se nessuno vedeva. Avevo creduto di poter
amare Kamal, se nessuno sapeva. Credevo che le donne
avessero una vita segreta.
Ora che ero stata sorpresa insieme a lui, il pericolo per me
era grande. Il tram sferragliava sui binari e mi misi a guardare
un cammello che trasportava dei mobili pesanti e non dissi
a Kamal che le cose stavano peggio di quanto immaginava,
che essere stati visti insieme dallo zio era poca cosa, che ero
incinta e avevo deciso di arrangiarmi da sola.
...
.
...
Katherine.
...
.
...
La nostra band suonava nei locali, nelle sale e nei club
tra London e Toronto. Non avevo mai dormito nei motel n
mangiato fuori. Non ero mai stata lontana da ma' n avevo
vissuto con gente che pensava solo alla musica e al sesso.
Ci esibivamo su e gi per Yonge Street, alla George's
Jazz Room, al Colonial, al Penny Farthing di Yorkville, a
El Mocambo, al Bourbon Street Jazz Club. Suonavamo sei
sere alla settimana. Mo ci faceva lavorare sodo. Quando
finivamo presto andavamo a sentire altri musicisti e sentii
Oscar Peterson e il mio vecchio amico Ronnie, che aveva
un localino sopra il Coq d'Or che chiamavano il Nido del
Falco. A me piaceva darci dentro senza risparmio e imparai
a trascinare il pubblico con me. Mo diceva: Ci stai facendo
la mano, Katie, tesoro, e qualche volta T mi si affiancava
sul palco e le mie corde e i martelletti parlavano, seducevano,
scherzavano con il suo fiato e la sua ancia. Io & T eravamo
irresistibili insieme, sax e piano, dentro e fuori dalle
rispettive teste, e pi ero incinta pi la cosa si faceva sexy
sul palco. Ero uno spettacolo inedito. Non si vedeva spesso
una donna incinta in tourne.
Una sera alla George's ci registr dal vivo la radio nazionale,
che era l per i Nimmons 'N' Nine. Il tecnico del suono
disse a Mo: Voglio registrare la vostra band, e scrisse i nostri
nomi e in seguito, quando ascoltai il programma, l'annunciatore
disse: Katherine Goodnow  un acquisto recente e sembra
che suoni per due. Ha un sound che diventer molto ricercato.
 originale.
Mi chiesi se ma' stesse ascoltando e sperai di no, perch
non le sarebbe piaciuto sentir raccontare che ero incinta.
Dopo i concerti tornavo nel posto dove avremmo passato
la notte e pi tardi, quando T mi raggiungeva, facevamo
l'amore, pi tranquillamente di prima. Una mattina all'alba
dissi: T, credo che dovremmo sistemare un po' di cose. Ma
lui mi baci e ricominci da capo e quando il sole tinse di un
rosa sporco le tende dozzinali del motel, disse: Non c' niente
da sistemare, baby, sei perfetta.
Telefonare costava troppo, perci io e ma' ci scrivevamo
cartoline e lei le spediva ai club. Dopo Natale me ne mand
una che mi sorprese. Davanti c'era la foto di un orologio floreale
alle cascate del Niagara e sul retro aveva scritto: Non ci
crederai, ho un invito per Capodanno! Ho comprato un paio
di dcollet argentate. Buon anno!
Risposi con una cartolina di un poliziotto a cavallo: Con
chi esci?
Mi arriv uno scoiattolo nel bosco. Non credo che te lo
ricordi. Un certo Sean. L'ho conosciuto al liceo.
Certo che me lo ricordavo. Era l'unico uomo che mi avesse
detto che lei era fantastica. L'avevo visto al Connaught.
Poi lei se ne era sbarazzata e non l'aveva pi nominato. A
quanto pare era tornato.
Dopo Capodanno, una volta che suonavamo alla George's,
le scrissi una cartolina con la foto del Royal York, l'edificio
pi alto di Toronto: Com' andata? Buon anno anche a te!
Rispose con una delle acciaierie Stelco: Non era il mio tipo.
Quando torni a casa per il bambino?
Avevo un mezzo timore che potesse succedermi qualcosa
di simile a quanto era accaduto a ma'. Avevo sentito dire che
la Societ per la protezione dell'infanzia poteva chiederti se
bevevi o fumavi o andavi al cinema. Immaginavo che suonare
con un gruppo di negri non fosse nell'elenco delle attivit consigliate
dalle assistenti sociali. Ero sposata ma pensavo fosse
meglio non farsi notare, visto che all'epoca le donne incinte non
potevano insegnare n fare alcun tipo di lavoro. Non sapevo
che cosa ci fosse permesso fare e non sapevo come scoprirlo e
non volevo che mi dichiarassero inadatta a tenere mio figlio.
Altri studenti vennero arrestati per i sit-in o perch erano
entrati in sale cinematografiche segregazioniste, e Martin
Luther King disse che forse ci sarebbe voluta altra galera
per risvegliare la coscienza sonnecchiante della nazione. A
Hamilton sembrava diverso, per ma' diceva in tono amaro
e dolente: Gratta gratta, sotto la superficie  tutto uguale.
Gli hipster suonavano e leggevano poesie in cui l'America
era descritta come un impero, un inferno, un luogo di libert,
una prigione. Ero affascinata dalla non violenza studentesca,
dai comizi in cui si diceva di sostenere gli amici
e di opporsi ai nemici, di liberare gli oppressi, di pagare il
prezzo e accollarsi tutto il peso. Ero sedotta dai ritmi, ma
a T tutto questo non interessava granch. Non so, KK, diceva.
Io ho un nome musulmano, per poter andare dove mi pare come un bianco.
E mi mostr la sua cabaret card americana con l'altro suo nome, Talib Salaam, perch si era convertito all'islam, come Rudy Powell e Idrees Sulleman.
...
NOTA: cabaret card: Tesserino di identificazione che consentiva agli artisti di esibirsi in locali in cui si vendevano alcolici. FINE NOTA.
...
Molti musicisti jazz si convertivano all'epoca, perch secondo la legge se erano musulmani
non erano pi negri, e potevano entrare nei ristoranti,
comprare sandwich e caff.
Non lo sapevo, dissi. Non me l'avevi mai fatta vedere.
Che significa Talib Salaam?
T rise e disse: Quante cose che non sai, baby. Talib sta
per T e Salaam vuol dire semplicemente pace. Ho visto certi
tipi pi neri del carbone di un camino che avevano scritto
Bianco sul tesserino perch si erano convertiti, allora l'ho
fatto anch'io, per non essere pi un muso nero.
Dove?
In prigione. In prigione i ragazzi parlavano di Allah e tutta
quella roba l. Katie, tu parli di non violenza ma non hai idea.
Io & T creavamo sempre un muto sommovimento nella
gente che ci passava accanto per la strada quando camminavamo
tenendoci per mano, a T dava fastidio ma a me andava
benissimo. La gente poteva guardarmi come cavolo le pareva.
Con ma' mi ero abituata a essere diversa. Lui qualche volta
mi lasciava la mano se gli sembrava che qualcuno ci osservasse,
e io la riprendevo. Noi siamo migliori di loro, gli dicevo.
Baby, ho visto posti dove ci sono fantocci di negri appesi
ai campanili delle chiese come avvertimento. L'ultima volta
che ho suonato al Sud il padrone del posto non voleva farmi
entrare. Questa  una sala da ballo per bianchi, diceva, e io:
Sulla locandina qui fuori c' il mio nome. Mi ha fatto entrare
dal retro, ho suonato, sono persino salito sul bancone del
bar, ma mi  venuta la febbre sul palco e sono dovuto correre
fuori a vomitare. Poi sono tornato dentro, ho finito il concerto
e sono andato via. Non ho nemmeno aspettato i soldi.
Non ce la facevo pi a guardare quelle facce che ballavano al
suono della mia musica.
Come la mia?
Baby, non puoi ficcare venti centimetri di lama nella schiena
a uno, tirarne fuori quindici e dire che  un progresso.
E nostro figlio?
Be', quello  colpa tua. Sei stata tu a provocarmi.
Cos finiva tutto in una bella risata, e potevamo essere sexy
da morire sul palco ma non passeggiare insieme per strada.
Io & T preferivamo la notte. Nei club di Hamilton era tutto
un cocktail di negri, mohawk, cinesi e bianchi.
Gli chiesi: Quando mi presenterai a tua mamma?
Non  possibile, baby, non possiamo andare a Big Lick
insieme e lei non si muove.
In T c'era un dolore senza fondo che lui non voleva toccare,
e nemmeno io volevo. Non mi rendevo conto che da
laggi qualcosa avrebbe potuto scattare all'improvviso e saltarti
addosso come un gatto selvatico. Andavo avanti e basta.
...
.
...
Mahsa.
...
.
...
La Spazzina lavorava all'Holy Family Hospital di Aga
Khan III Road, dove c'era sempre stato un buon reparto maternit.
Aveva rubato uno speculum, dei dilatatori e una curette
per la piccola attivit che gestiva con la sua amica ostetrica.
Era stata una lavapiatti del Beach Luxury a parlarmi di lei. La
prima volta ci andai da sola e avevo paura di bussare alla porta
senza nome del mohalla. Ma una paura pi grande mi diede
coraggio e quando la porta si apr, dissi: Ho sentito dire che
lei aiuta le ragazze incinte, e la Spazzina arretr per lasciarmi
entrare. Indossavo la divisa della scuola. Due donne mi chiesero
cose come da quanto tempo lo sapevo e la mia et e allora
mostrai loro i miei soldi che non bastavano. Me ne procurer
altri, dissi, e l'ostetrica disse: Non dovresti aspettare troppo.
Torna tra quattro giorni. La Spazzina non volle dirmi il suo
nome e chiam l'ostetrica Rabia.
 sicura che funzioner?
S, sono sicura.
Dissi alle ragazze a scuola che stavo raccogliendo soldi
per un'opera pia dell'Aga Khan che si occupava di bambini.
Con quei soldi mi pagai l'aborto. Il terzo giorno della raccolta
fondi una delle suore mi port nel suo ufficio. Avevo paura
che mi togliesse i soldi e me li nascosi sotto la biancheria. Ma
lei mi offr una tazza di t, mi disse che la scuola era molto
orgogliosa del fatto che io avessi preso l'iniziativa di lavorare
per un'opera pia, pur essendo io una ragazza che aveva tanto
sofferto. Si congratul con me per gli esami.
E lo speculum entr, gira gira apri gira gira e la Spazzina
teneva una luce per Rabia, che aveva i capelli completamente
coperti e le rughe della faccia dure e angolose. Spinse i dilatatori
all'interno e allarg finch non mi sentii aperta come la foce di
un fiume. La Spazzina mi diede uno straccio da mordere e mi
sibil all'orecchio: Chup raho. Non metterci nei guai.
Quello fu il primo di tanti silenzi forzati. Morsicai lo straccio
che sapeva di cotone e di sapone. Strinsi forte la mano
della Spazzina, e quando stava per diventare insopportabile
Rabia finalmente disse: Ahcha, e alzai la testa per vedere,
ma la Spazzina disse: Oh, no, non guardare, certe ragazze
svengono, sta' gi.
E invece vidi il catino di sangue, carne, un macello, la fine
del mondo.
Rabia ripet: Ahcha, e tolse i dilatatori e allent le lame e
mi sfil lo speculum e mi premette una vecchia pezza tra le
gambe e disse: Sei stata brava. Allora: resterai qui per due
ore. Vedi le mie dita? Metti cos le dita di tutte e due le mani
e massaggia qui, sopra l'utero. Lo aiuter a contrarsi e fermer
il sangue e i crampi.
Non avevo mai sentito una donna nominare quelle cose.
Adesso che non era pi dentro di me la faccia rugosa non mi
sembrava pi cos crudele, e gli occhi erano buoni. La Spazzina
disse che dovevo tornare in taxi, che ne avrebbe chiamato
uno che conoscevano e che avrei dovuto portarmi qualcuno
che mi aiutasse.
Il dolore tra le gambe di una ragazza appartiene solo a
lei. Non dissi a Kamal dell'aborto perch ero rabbiosa per
aver sofferto solo io, e lui niente. Pensavo: Perch lui non
ha preoccupazioni e io invece mi preoccupo ogni mese e poi
abbiamo avuto sfortuna e tutto il rischio e la pena toccano
solo a me? Pensavo: Voglio amarlo e non voglio sposarlo.
Perch era cos? Non potevamo avere ancora sfortuna. Io
volevo studiare ed essere libera. Vivevo in questo intrico di
pensieri incerti. A casa ero invisibile, una ragazza che aveva
avuto genitori disonorevoli. Fuori le manifestazioni aumentavano
e correva voce di una guerra in Bengala e lo zio era
nervoso. Due settimane dopo l'aborto mi convoc in salotto.
Quando lo zio e la zia volevano parlarmi insieme, nella stessa
stanza, era sempre una cosa sgradevole. Lo zio disse che
in Afghanistan la situazione era instabile, che aveva avuto
nuovamente notizie dalla famiglia che abitava l.
La zia disse che lo zio voleva mandarmi all'estero, in Canada,
che erano preoccupati per me.
Avevano fatto tutto in gran segreto, organizzato ogni cosa
senza dirmi niente, come se io fossi soltanto un amuleto
di lapislazzuli da conservare o scambiare per buona sorte.
Il consolato era nell'albergo e per lo zio era stato facile fare
tutto senza dirmelo.
Non voglio andare a studiare in Canada, dissi. Voglio studiare
qui. Perch non me lo avete detto?
Andai da suor Devan. Conoscevo tua madre e tuo padre,
Mahsa, disse, ti volevano bene e volevano che fossi istruita.
Non dimenticarlo, qualunque cosa succeda dopo.
Aveva aiutato lo zio a preparare la mia domanda per andare
all'estero. Perch quello che pensavano gli altri era sempre
pi importante di quello che pensavo io?
La zia spieg: Non te l'abbiamo detto per non turbarti,
e lo zio disse: Farai quello che diciamo noi.  tutto pronto.
Non ci vado, protestai. Voglio restare qui.
Mi misi a piangere e lo zio si alz, si avvicin e mi sollev
bruscamente il mento con la mano, al che smisi subito di
piangere. Sei un'ingrata, disse. La maggior parte delle ragazze
si riterrebbe fortunata ad avere la possibilit di studiare
all'estero. Adesso vai, preparati.
Mi premette forte il dito grosso nel punto molle dietro la
mandibola, vicino alla gola, e lo sollev fino a mozzarmi il
respiro.
Quando usc dalla stanza ripetei alla zia: Non ci voglio
andare.
Ogni volta che lo zio mi costringeva a fare qualcosa, lei
assumeva un'espressione vacua finch lui non era uscito. Poi
cercava di consolarmi. Avvertivo in lei la soddisfazione che
anch'io dovessi patire la sua brutalit. Era pi facile se portavo
anch'io lo stesso capestro. Ma mi guardava anche, famelica,
quando andavo a scuola e a volte provava a leggere i miei libri.
Che cosa avete saputo dei fratelli di mor?
Sono uomini invidiosi, rispose lei. Sanno che sei in et da
marito e sanno che lo zio ha del denaro.
Capii che nella nostra famiglia c'erano sempre state divisioni
e rivalit. La zia parlava di loro spesso, sfogliando le sue
riviste di moda. Non mi guardava in faccia, come per neutralizzare
il pericolo che contenevano le sue parole. Mi aveva
raccontato dell'epoca della regina Soraya, che si era tolta
il velo. Voltava pagina e aggiungeva: Certe volte il cambiamento
 solo in superficie. Io alzavo le spalle. Mor non si era
mai messa nemmeno una sciarpa in testa.
Mahsa, lo zio ha gi deciso da tempo.
Continu senza pi sussurrare, ma in tono intimo: Questa
 una buona opportunit per te. Io non ho mai avuto l'occasione
di fare quello che stai per fare tu. Le suore ci hanno
aiutato a trovarti una borsa di studio, Mahsa,  per questo
che lo zio  d'accordo, e adesso pensa anche che laggi possano
esserci buone occasioni economiche. Vai. L vivrai libera.
Ma perch non me l'avete detto?
Lo zio non voleva.
Non avevo scelta. Odiavo la zia per la sua debolezza ma
mi aveva suggerito un'idea di libert in un luogo lontano.
Quando lo dissi a Kamal eravamo da Zelin, lui si alz di
botto rovesciando la sedia e ci guardarono tutti, poi gett
qualche rupia sul tavolo e mi disse: Usciamo.
Voglio finire il t.
Allora raddrizz la sedia e torn a sedersi, un po' vergognoso.
Il viso perse il colore paonazzo e lui si sporse verso di me
sopra il tavolo e disse: Di' a tuo zio che non vuoi. Rifiutati.
Mi era sempre piaciuto incontrarmi con Kamal ovunque
proponesse lui, leggere i libri che leggeva lui, ascoltare
la sua musica, ma mi ero sempre sentita meno libera di
lui. Una parte sconosciuta di me cominciava lentamente ad
ammettere che volevo andare, che non volevo pi vivere
con lo zio. Anch'io potevo andarmene per il mondo, e non
mi era mai passato per la testa che avrei potuto farlo da sola.
Forse sono come abbu, pensai. Lui ha attraversato l'oceano
in direzione opposta. Chiss se lass avrei avuto la
stessa aria strana dei turisti che vedevo sui bus degli hippy.
Ma mio padre era americano. La zia aveva una foto della
McGill su un opuscolo, edifici in pietra, un ingresso in pietra,
un'ampia distesa erbosa di fronte agli edifici principali.
La zia aveva anche un opuscolo sulla citt e insieme guardavamo
le foto dell'oratorio di St Joseph e della cattedrale
Marie-Reine-du-Monde accanto alla stazione con le statue
dei santi sul tetto e di una montagna al centro della citt con
un'alta croce illuminata di notte e della gente con i denti
bianchi e i cappelli di pelliccia e le muffole e i pattini a lama.
Sembrano tutti felici a Montreal, vero? dissi. E la zia
disse: Be', forse lo sono.
Ci sar qualcuno di Karachi?
Non lo so. Un'amica mi ha detto che stanno cercando di
costruire una moschea.
Allora forse l sar cristiana.
Non parlare cos davanti allo zio.
Mio padre era cristiano e io porto entrambi i cognomi. L
non sar Najibullah, sar Weaver. Mor diceva sempre che
un giorno avrei avuto bisogno di entrambi i nomi.
Sui documenti che ha mandato lo zio c' scritto Najibullah.
Kamal si fece prestare casa da un amico il pomeriggio prima
della mia partenza e per la prima volta dopo il mio aborto
facemmo l'amore, e tutto fu lento e silenzioso e tenero. Quel
giorno i suoi occhi dicevano: Non andare, non pu essere la
cosa giusta, e dopo, riposando, era triste anzich furioso e
disse: Questo non lo riavremo mai pi.
Non riuscii a trovare parole di conforto, e stavo per partire,
cos facemmo l'amore un'altra volta e con il corpo riuscii
a dire la verit, e cio che lo amavo. Non ero capace di
dire quella cosa complicata, e cio che non sapevo chi ero e
adesso avevo l'occasione di capirlo e che volevo anche quello,e lui avrebbe continuato ad amarmi, mi avrebbe aspettata?
Sono tutte parole semplici, parole brevi, ma non sapevo
come dirgliele.
In quel momento cos dolce, quando ancora avevo il mio
amore, la mia musica, i miei libri, la mia citt, gi mi stavo
volgendo verso cose emozionanti e sconosciute. Scoprii che
non mi opponevo a quell'avventura che mi era stata imposta.
Il mio corpo cercava di dirgli tutto, che lo amavo e che
avevo paura di lasciarlo. Da che cosa mi stavo liberando? Lo
zio di Karachi. Gli zii afghani. La preoccupazione di restare
incinta. Mor e abbu morti.
Kamal disse: Ti amer sempre.
Ci spogliavamo sempre a vicenda e poi, dopo aver fatto
l'amore, ci rimettevamo i vestiti in fretta per uscire e tornare
nelle strade di Karachi. Quel giorno ci fermammo di pi,
io non volevo andarmene e cominci come un gioco perch
non volevo uscire dal letto. Lui mi prendeva in giro, diceva:
Di, tra poco torna il mio amico e tuo zio ti star aspettando.
Cominci a rivestirmi a letto, ridendo, infilandomi prima
le mutandine, poi la gonna.
Tocca a me, dissi. Trovai i suoi boxer e i pantaloni e lo
aiutai a infilarseli.
Lui mi mise il reggiseno e la camicetta e abbotton ogni bottone
lentamente, baciando ogni lembo visibile di pelle prima
di coprirla, e i polsi e le braccia e quel punto adorabile all'interno
del gomito, poi mi pettin, mi sfior le orecchie con le
labbra e quando ebbe finito misi da parte la sua maglietta che
volevo tenere per me e cominciai pian piano a mettergli la camicia
e abbottonarla dall'alto verso il basso spostando le labbra
dal collo gi verso l'ombelico e sentii che si eccitava e allora
facemmo di nuovo l'amore, stavolta senza toglierci la camicia,
veloci, come bere un sorso d'acqua, poi ci vestimmo, ma senza
baci, e lui mi tenne stretta e sentivo il suo calore attraverso
i vestiti e disse: Adesso sei vestita per andare lontano da me.
 un errore. Dovrei chiuderti a chiave nuda in una stanza.
Mahsa, non dimenticarmi.
Quello che all'inizio non siamo capaci di afferrare, dobbiamo
sopportarlo dopo. Quella notte guardai dalla finestra
la fuggente bellezza dei convolvoli notturni nei loro vasi e
mi sdraiai sul letto e mi addormentai, il mio corpo sazio di
Kamal, la mente agitata al pensiero di volare da sola per la
prima volta su un aeroplano e arrivare in un posto remoto e
non sapere dove avrei dormito o come avrei fatto a trovare
le cose o come me la sarei cavata in Canada con l'inglese e il
francese, con gente che non mi conosceva, e da quel dormiveglia
mi drizzai a sedere sul letto e pensai in preda al panico:
Ho dimenticato di salutare abbu.
E poi mi svegliai del tutto e ricordai che era morto.
...
.
...
Katherine.
...
.
...
Quando avevo il pancione mi sedevo al piano prima che
accendessero le luci sul palco e aspettavo al buio. La gente
mi notava di meno cos. Suonavo, mangiavo e dormivo come
un orso in letargo. Adoravo andare in tourne, avrei voluto
che non finisse mai. Ma due settimane prima della data
prevista per il parto, mi chiam ma': Cosa pensi di fare? e
allora mi preoccupai e pensai che forse era meglio cominciare
a organizzarsi. Dissi a Mo: Devo smettere di suonare
con la band per un po'. Torno a Hamilton a cercare un appartamento
e a far nascere il bambino.
Lui tir fuori dalla tasca un rotolo di banconote, me ne
diede un po' e disse: Pensavo che l'avresti fatto nascere direttamente
l sul palco.
Sei stato tu a chiamare ma'? gli chiesi.
Perch avrei dovuto? rispose lui.
Guadagnavo pi io in una sera a suonare il piano di quanto
guadagnasse ma' in due giorni, sempre in piedi a strofinare
ripiani, e questo la faceva infuriare. Grazie a lei avevo
avuto un tetto sulla testa, e in cambio aveva alimentato il
mio senso di colpa quanto bastava a farmi finire la scuola
e diplomarmi. Nessuno aveva fatto tanto per lei. Adesso,
con tutti quei privilegi, ecco che buttavo via tutto (qualunque
cosa fosse). Piglia e si fa mettere incinta da un negro e,
peggio ancora, gira tronfia come un tacchino.
Ma' mi disse: Vedi di toglierti quell'aria dalla faccia. Ce
l'avevo anch'io.
Ma', ho trovato un appartamento dalle parti del Connaught.
Vieni a vederlo dopo il lavoro.
Come lo chiamerai?
Dexter.
La conoscevo abbastanza da non prenderla di petto. Tirai
fuori la sua tazza di caff solubile Maxwell House, il portacenere,
il dolcificante e il latte in polvere. Si stava rendendo
conto di quella che era la mia vita con un furore invidioso,
ma voleva anche essere fiera di me e prendersi qualche merito.
Suo padre, lei, l'aveva fatta arrestare.
Da dove viene Dexter?
 un nome che ci piace.
Un nome dei loro?
Lascia stare.
Non ho intenzione di chiamare mio nipote Dexter.
Di, ma'. I suoi occhi erano specchi convessi e mi ci vedevo
piccolissima. Tu come l'hai trovato, il mio nome? chiesi.
Spense la sigaretta e ne accese un'altra. Mi misi a sfogliare
il Ladie's Home Journal in cerca della mia rubrica preferita:
Questo matrimonio si pu salvare? Parla la moglie,
parla il marito, parla il consulente matrimoniale.
Poi ma' toss e disse: Non sono stata io a chiamarti Katherine.
L'ha scritto mia madre sul tuo certificato di nascita
all'ospedale.
Posai la rivista, presi una zolletta di zucchero e mi misi
a succhiarla.
Continu: Pensavano che non dovevi avere un nome straniero,
quindi l'hanno fatto senza chiedermelo. Io ti chiamavo
Ming. A Henry piaceva. Significa preziosa. L'ho cercato
in un libro in biblioteca. Quando sono uscita da Belmont e
ti ho riavuta, ormai Katie era l'unico nome che conoscevi.
Piangevi tutto il tempo, volevi l'altra mamma, quella dell'affido.
Ti sedevi per terra e mi giravi le spalle e quando ti chiamavo
Ming non rispondevi. Allora ho lasciato perdere. Non
avrei dovuto. Avrei dovuto continuare a chiamarti Ming. E
un bel nome.
Al centro di me si apr un foro scuro come di spillo, come
se ma' avesse scattato una fotografia che io non volevo.
Non avrei permesso che il suo dolore fosse il mio. Non mi
sarei mai lasciata mettere i piedi in testa a quel modo. Io
avrei fatto qualcosa di meglio. Avrei tenuto mio figlio, l'avrei
protetto. Ma lei mi aveva dato un nome, un nome che piaceva
a mio padre.
Agitando ritmicamente il piede disse in tono aspro: Dovresti
ripensarci. Dexter sembra il nome di un elettrodomestico.
Io lo chiamer Sammy.
Capii che aveva intenzione di farsi carico del bambino. Io
volevo che lo riconoscesse T. E mi nascondevo alle assistenti
sociali perch temevo lo volessero loro.
Dexter ci mise un'infinit a nascere. Quando mi si ruppero
le acque presi l'autobus per l'Henderson, firmai da sola il
mio ricovero e il travaglio dur quattordici ore. Un'infermiera
mi intim di smettere di urlare, poi mi fecero un'iniezione
e mi legarono. Lo chiamavano sonno del crepuscolo. Non
sapevo cosa mi stava succedendo. Quando mi svegliai avevo
i segni della lotta sui polsi. Dexter aveva i segni del forcipe
sulla testa. Io e il mio bambino ci eravamo rimessi al mondo
a vicenda e ne eravamo usciti conciati per le feste. Quando
mi svegliai, ma' era gi venuta e tornata al lavoro ma T era
l, con un gran sorriso, e anche se non ricordavo niente mi
sentivo felice e intontita e sollevata.
Poi lui mi fece alzare e andammo nel corridoio a guardare
Dexter con tutti gli altri neonati nei lettini dall'altra parte
della vetrata. Un'infermiera dietro di noi disse: Sono ancora
due bambini, e la sua amica rispose: Be', sar una bella grana,
con un miscuglio del genere.
Nessuno poteva parlare cos in presenza del mio bambino
e mi girai, ma T mi trattenne e disse a voce bassa: Lasciale
perdere, baby. Noi siamo pi forti del colore.
Lo amavo tantissimo.
Fui sconvolta dal dolore che accompagn la montata lattea,
e anche sconvolta dal sollievo quando il bimbo si mise
a succhiare, ed ero felice di avere le braccia di T intorno a
me mentre tenevo in braccio nostro figlio, come fossimo una
matrioska. Quella prima volta che ho allattato Dexter, guardando
nei suoi occhi indagatori, ecco, quel momento, proprio
quello,  stato cos prezioso.
T riprese le tourne. Io mi sentivo sola e mi mancava la
band ma ero affascinata da Dexter e da quello che mi era
successo e organizzavo le giornate in modo che fossero sempre
interessanti. Lo portavo ogni mattina al Connaught, in
fondo alla via, a vedere ma', a vedere Harold e i suoi musicisti,
al parco, alla grande biblioteca. Tante volte ma' passava
da noi dopo il lavoro e diceva: Esci un'oretta. Va' a fare
compere. Lo so come ci si sente.
Le notti non finivano mai e allora mi sedevo accanto alla
finestra che dava sul monumento ai caduti e mi dicevo: Devi
giocarti meglio che puoi le carte che hai in mano.
Cominciai a scrivere la mia musica. Quando Dexter piangeva
magari ci aggiungevo solo qualche nota, mettevo tutto
da parte per un po' e lo riprendevo dopo. Quando T arrivava
a casa era sempre una festa e lo attiravo a me, lui puzzava
di sigarette e di birra e del suo sax. Come mi piaceva addormentarci
tutti insieme, io & T e Dex. Qualche volta T mi
succhiava e mordicchiava i capezzoli. Lasciali a tuo figlio,
dicevo, e per lui trovavo di meglio da fare. Era tutto appiccicoso,
materno, sexy, era un tale casino, e a un certo punto
dissi a T: Sono cos felice che ho l'impressione di doverti pagare,
e lui rispose: Se mi dessi un penny dovrei darti il resto.
Facevo mille cose insieme, ripassavo mentalmente le note
di Money Jungle, cambiavo Dex, organizzavo la cena. Lo
tenevo in braccio, scrivevo, lo guardavo nel fondo degli occhi,
cantavo, gli mettevo le labbra davanti alle mie come in
uno specchio e intanto continuavo a pensare alla nota successiva.
Dissi a T: Facciamone subito un altro cos Dex non
sar solo, e T, che se ne sbatteva alla grande del controllo
delle nascite, rispose: Per me va bene. Non pass nemmeno
un anno e arriv King Jimmie. Poi a ventidue anni ebbi Bea,
mia figlia, e fin l.
Ma' disse: Basta figli, Katie. Conosco una dottoressa che
sta dalle parti della stazione. Ha ottantaquattro anni. Ti dar
la pillola.
Ne avevo sentito parlare ma credevo fosse illegale e chiesi
a ma' come faceva a conoscerla.
Sono andata da lei anch'io.
Perch?
Indovina.
Questo mi fece riflettere.
La dottoressa Elizabeth Bagshaw aveva i capelli bianchi,
corti e ricci, e la bocca larga che teneva quasi sempre chiusa
e le poche volte che sorrideva le venivano le fossette nelle
guance. Da dietro gli occhiali senza montatura ti trapassava
con gli occhi e quando ti auscultava il cuore il profondo solco
tra le sopracciglia che partiva dall'occhio destro si faceva
ancora pi profondo. Era un tipo con i piedi per terra. Allora,
cosa posso fare per lei? chiese.
Ho tre figli, dissi, e non ne voglio altri.
Mi sembra ragionevole, rispose.
Ho sentito dire che il controllo delle nascite  illegale.
Lei sorrise: La gente dice che la procreazione programmata
 roba da eretici, da seguaci del demonio. Dopo un attimo
aggiunse: Io sono un demonio e le scrivo la ricetta per la pillola.
Ne prenda una al giorno e non se la dimentichi. Serve a
regolare il ciclo. In questo modo la facciamo diventare legale.
Torni a trovarmi fra un anno, o prima se ci fosse qualche
problema. A proposito, lei che cosa fa?
Pi che altro pulisco pavimenti, ma sono una musicista jazz.
Dove suona?
Con tre figli  dura uscire spesso.
Be', si trovi una babysitter e vada a suonare.
Ce l'ho gi. La pago con lezioni di piano per i suoi figli
perch non ho un centesimo.
Bene, la terr d'occhio. Mi piace la musica.
Dissi a T che volevo tornare a suonare con la band. Lui
disse: Katie, abbiamo gi un pianista e tu hai tre bambini.
Quando tornai dalla Bagshaw l'anno dopo per farmi prescrivere
ancora la pillola, lei mi chiese come andava con la
musica e le raccontai di T e della band.
Lei disse: Be', sa, quando andai a iscrivermi alla facolt
di medicina gli uomini mi dissero di andare a mettermi in fila
per i posti da infermiera ma io non mi sono mossa. Metta
su una band tutta sua.
...
.
...
CAPITOLO 2.
...
.
...
La vita che vedi.
...
.
...
Mahsa.
Nessuno sapeva come mi chiamavo. Non era piacevole,
ma certo era affascinante. Entrai nella mia cameretta singola
al Royal Victoria College, sulla strada che portava alla montagna
con la grande croce in cima. I nostri morti sono in noi
ma a Montreal potevo dimenticare i miei per un po'. Posso
fare qualunque cosa, pensavo.
Mi addormentai e mi svegliai al buio, con ancora addosso
i vestiti dell'aereo, tutta appiccicosa, con una macchia sulla
camicetta dove mi ero rovesciata del succo di frutta. Volare
da sola mi era piaciuto e avevo chiesto al mio vicino di posto
perch si ballava e lui: Le nuvole probabilmente, e quello era
un modo nuovo di pensare alle nuvole. Qui il mondo aveva un
odore estraneo, allora tirai fuori dalla valigia la maglietta di
Kamal, la annusai e la rimisi a posto e chiusi la valigia per
conservare l'aroma di sale e mare e della pelle di lui, l'odore
di noi due insieme. Ero affamata. Negli alberghi ero di
casa, perci imboccai Sherbrooke, presi a ovest per il Ritz-
Carlton ed entrai nella lounge. Non venne nessuno. Dov'era
la servit? A dormire in qualche angolo? Poi pensai: Mahsa,
sembri tuo zio.
Andai al banco. Mi scusi, vorrei ordinare qualcosa da
mangiare.
Una giovane donna rispose: Mi dispiace, la cucina  chiusa.
Come osavano? Ero un'ospite. Al Beach Luxury avrebbero
svegliato qualcuno. Allora mi misi a piangere.
Che cosa c'? mi chiese lei.
Mi scusi.  la prima notte che passo qui, sono appena
arrivata dal Pakistan, frequenter la McGill e non so dove
andare.
Lei allora prese il telefono, parl in francese, poi si rivolse
a me: Adesso le portano un po' di t e del pane. Anch'io
vado alla McGill. Mi chiamo Monique.
Cos conobbi la mia migliore amica a Montreal e cominciarono
i primi, meravigliosi giorni della mia vita studentesca. Mi
comprai i jeans come le altre ragazze, cominciai a uscire con
i capelli sciolti, guardavo gli studenti ballare il popcorn come
James Brown e imparai anche a ballare il rock'n'roll con
i ragazzi, non solo con le ragazze come facevo a casa. Lo zio
mi aveva iscritta ai corsi di inglese e matematica, ma io volevo
studiare musica.
Change, disse Monique.
Ma se lo zio lo scopre?
Sar troppo tardi. De toute fagon,  la tua vita.
Mi sembrava un'idea strana ma abbandonai tutti i corsi
tranne uno di inglese perch mi piaceva l'insegnante, che si
chiamava MacLennan ed era uno scrittore, e mi iscrissi a
musica e cominciai a esercitarmi al piano nelle piccole aule
del dipartimento con il suo frastuono infernale e l'enorme
statua della regina Vittoria all'entrata. Facevo tutto perch
volevo farlo e perch non c'era nessuno a impedirmelo.Assistetti persino a una dissezione umana alla facolt
di medicina. L'alluce del cadavere mi fece una profonda
impressione. C'era appeso il numero del corpo, un corpo
nudo e senza nome. Andai con Monique in un bar di Crescent
Street arredato con mobili di Allen Jones a forma di
sederi e di seni che mi si impressero nella mente come l'alluce
del cadavere.
Camminavo sulla montagna, guardavo gli scoiattoli selvatici
scorrazzare per le strade, vedevo alberi colorati di arancio
e di rosso e di oro brunito come la vecchia sedia sulla veranda
di mor. Imparai i nomi delle vie e degli edifici, con tutti
quei reali e quei santi.
Non c'era nessuna zia a dirmi di non fare rumore quando
attraversavo una stanza, non c'erano suore a insegnarci l'obbedienza.
A Montreal le ragazze si sedevano sul pavimento
a gambe incrociate, con i jeans, mettevano i piedi sui banchi,
lasciavano intravedere il seno attraverso la maglietta.
Facevano entrare di nascosto i ragazzi nei dormitori e tutti
vedevano e non vedevano e non c'era alcun vero pericolo. Si
baciavano per la strada. Come sarebbe stato se avessi conosciuto
Kamal l?
Il venerd pomeriggio dopo la lezione seguivo il mio insegnante
di inglese nel suo ufficio e parlavamo di libri e io
guardavo la luce svanire fuori e i cristalli di neve che brillavano
nel buio, come topazio della valle dello Shigar. Lui era
gentile, alto, elegante e mi faceva pensare a come sarebbe
stato abbu se fosse invecchiato, con il suo sorriso disinvolto
e l'interesse che provava per me. Aveva scritto molti libri
ma il mio preferito si intitolava Due solitudini e parlava di
amore, fedelt, problemi familiari. Beveva da una fiaschetta
d'argento e mi disse: Se vuole prendere in prestito i miei libri,
lo faccia tranquillamente.
Ero seduta di fronte a lui davanti alla scrivania e dissi: Lei
 il mio insegnante migliore.
Be', disse, grazie.
Sapevo che sua moglie era morta e sapevo che l'aveva
amata profondamente perch aveva scritto di lei, e leggere il
suo saggio era stato come guardare abbu e mor ballare. Avrei
voluto dirglielo ma lui era un grande scrittore e non sapevo
come fare. Volevo dirgli qualcosa che trovasse interessante.
Dissi: Anche il mio paese ha molte solitudini.
Lui annu, bevve un altro sorso e disse: Forse un giorno
ne scriver.
Ero compiaciuta ma scossi la testa: Oh, no. Io voglio suonare.
Allora lo far. Adesso  ora che io vada a casa.
Andai a piedi fino al Ritz a prendere Monique che finiva
il turno. Lei studiava arte drammatica e andavamo insieme
a teatro e ai balletti, lei non sapeva che i miei erano stati assassinati
e non mi trattava con particolare attenzione ma con
l'esuberanza dell'amicizia vera.
Le raccontai della grande poetessa Khadija, dei fratelli di
lei che volevano impedirle di innamorarsi. Aveva scritto il
nome del suo amato in una poesia - Abu Manvan, sempre io
volo fuori da me per raggiungerti - e quando i fratelli avevano
letto quelle parole lo avevano ucciso. Ma anche dopo la sua
morte, lei aveva continuato a scrivere il suo nome.
Monique disse: Gli amanti muoiono sempre, Romeo e
Giulietta, Tristano e Isotta, c'est comme a.
Ma le donne qui sono libere, osservai.
Tu penses! Mia madre parlava a malapena l'inglese, eravamo
sette figli, lei lavava pavimenti e andava in chiesa. Mio
padre beveva. Le mie vicine di casa si impasticcavano e giocavano
a carte e leggevano romans d'amour e io ho ereditato
la loro rabbia. Ti sembra meglio del tuo amato Abu quoi?
Risi e dissi: Stesso asino, altra sella.
Kamal mi scrisse: Non voglio parlarti della mia vita da
militare. Quando sar finita lavorer per costruire scuole.
Gli mancavo, mi desiderava, mi amava.
Quando vidi la sua calligrafia mi sentii pulsare il sangue
come quando lo incontravo. Gli risposi descrivendogli alcune
delle cose nuove che avevo visto, ma non dissi molto per
timore che in qualche modo le notizie arrivassero all'orecchio
dello zio.
Studiavo Bach e composizione jazz e quando non ero a lezione
ascoltavo le note vediche ripetute in India di Coltrane,
e Ravi Shankar e i Beatles. Sentendo George Harrison con i
suoi armonium pensavo al qawwali sacro. I miei nuovi amici
a Montreal studiavano la swarmandal, il sitar, il tambura.
Qui le ragazze suonavano strumenti da uomo e non capitava
niente di brutto. C'era gente che diceva che i raga facevano
piovere e curavano i malati, io pensavo che era blasfemo ma
non cascava il mondo.
George Harrison cantava con grande innocenza: Do all
without doing. Comprai un armonium, lo portai al mio insegnante
di teoria e gli dissi: Lei suona il pianoforte e io l'accompagner
con questo, e lui:  come una fisarmonica, e a
me sembr buffo. Voglio imparare a fare la notazione, e lui:
Perfetto.
Ero scioccata da me stessa. Quelli furono i miei primi
momenti di audacia musicale. Mi ero lanciata da un precipizio
e non cadevo, volavo, e la valle sotto era verde per tutti,
anche per me. Ero spesso sola e l'aria di Montreal mi sembrava
vuota. La domenica mattina c'erano le campane della
chiesa ma nessuna voce maschile a cantilenare Allahu Akbar
per ricordarci di pregare cinque volte al giorno, anche se
non pregavamo affatto. Per non sentirmi sola andavo spesso
alla fonoteca e la bibliotecaria, Anika, veniva a parlare con
me. Mi faceva un mucchio di domande sulla musica del mio
paese. Ascoltavo ritmi strani e tala, slipjig irlandesi in 9/8, la
Mahavishnu Orchestra e John McLaughlin con la sua chitarra
a due manici che duettava con Jean-Luc Ponty. Naturalmente
ascoltavo Santana. Tutti dappertutto adoravano Santana,
specialmente a Karachi.
In biblioteca ascoltavo le registrazioni della CBC per sapere
chi suonava da quelle parti e sentii i Nimmons 'N' Nine
e la band di Mo Billson con una pianista di nome Katherine
Goodnow. Aveva un ritmo perfetto. La feci ascoltare ad Anika,
che non l'aveva mai sentita e and allo schedario ad aprire
i cassettini di legno, sfogliando i cartoncini bianchi con i
numeri scritti a macchina e infine torn e disse: Non trovo
nessun'altra sua registrazione. Il leader del gruppo  ancora
in circolazione. E anche il sassofonista, Theodore Jones.
La cosa pi disastrosa fu il mio primo corso di pianoforte.
Non avevo mai preso una vera lezione, c'erano stati solo abbu
e le mie orecchie. Alla prima lezione suonai nota per nota
qualcosa che avevo sentito in una registrazione di Shankar.
Il mio professore aveva un bellissimo nome mezzo francese
e mezzo inglese, Jean St John. Portava i jeans, una T-shirt
aderente con sopra una camicia di velluto a coste marrone
sbottonata e sandali di cuoio marrone, e i piedi non erano
puliti. I capelli scuri erano ispidi sopra il colletto e gli arrivavano
fino al bordo superiore degli occhiali con la montatura
metallica. Quando entrava in un'aula andava su e gi in cerca
del posto dove si sarebbe fermato, come un cane che gira in
tondo prima di accucciarsi, quindi prendeva la sedia di legno
e ci si metteva a cavalcioni, appoggiando le braccia e il petto
allo schienale diritto. Fumava una Camel dopo l'altra. In facolt
era noto come un genio del contrabbasso che accordava
lo strumento per quinte per arrivare ai suoni pi. puri, cos
bassi che quasi nessuno era in grado di sentirli. Suono per il
diavolo, diceva sempre, Sympatby for the Devil,  questione
di sintonia. Qualche studente mi disse che ero fortunata ad
avere lui al primo anno. Una ragazza che non aveva passato
la selezione per il suo corso disse a un'altra, facendo in modo
che io sentissi: Gli studenti stranieri si beccano il meglio, non
dovrebbe essere permesso. La prima volta che suonai davanti
a Jean St John mi innervosii e mi tremavano le dita: non
mi era mai successo. Ascolt per qualche istante, poi smont
dalla sedia come da una sella e butt a terra la sigaretta, la
calpest e and alla porta. Disse: Suona a occhi chiusi. Suona
al contrario. Fa' come diamine ti pare, ma falla tua. Usa
le tue idee. Ci vediamo la prossima settimana.
Rimasi seduta un momento, poi mi alzai, guardai dalla finestra
e pensai: Che ci faccio qui? Lo zio non voleva che studiassi
musica. Il mio professore mi ha piantata in asso. Tanta
maleducazione mi aveva sconvolta, come una porta sbattuta
in faccia, ma lui in realt la porta l'aveva aperta. Guardai
in giro per l'aula, sempre minuscola e silenziosa, e posai ancora
le mani sulla tastiera per riprovare. Le mie idee quali
erano? Non ne avevo idea.
In seguito dissi a Monique: Al mio paese dobbiamo ripetere,
dobbiamo seguire la tradizione.
Lei si mise a ridere: Qui tutti vogliono essere originali.
Non preoccuparti. Senti, venerd sera vieni in albergo, suoni
qualche standard e tiri su un po' di soldi. Puoi suonare come
ti pare. Tanto sono tutti ubriachi.
Arrivai al Ritz e mi sedetti allo Steinway vicino allo scalone
curvo. Quel pianoforte d'albergo aveva qualcosa di familiare,
era come al Beach Luxury ma pi lussuoso. Cominciai
a suonare e il suono di armoniche che non avevo mai sentito
prima era fantastico, e allora Monique quatta quatta lasci
la reception e pos sul piano un piatto con un biglietto da
cinque dollari e alcuni degli uomini presenti tra il pubblico
ci aggiunsero altri biglietti. Il direttore li guard ordinare da
bere, venne al piano e disse: Mademoiselle, se vuole tornare
venerd prossimo pu suonare ancora e tenere le mance.
Mostrai a Monique tutti i soldi che avevo raccolto e lei
disse: Devi restituirli. Quelli erano amici miei, attori, per
convincere il direttore a farti restare. Non hai niente di pi
appariscente da metterti?
Le mostrai un sari dorato che mi lasciava la vita scoperta e
mi sciolsi i capelli. S, va bene, disse, prova cos, e la settimana
dopo attraversai la sala, andai a sedermi e c'era gente che mi
guardava ma non erano amici di Monique. Allora i cinque dollari
nel piattino li misi io e dopo un po' arrivarono altri soldi,
un quarto di dollaro, i primissimi che guadagnavo suonando
il piano. Un tipo ubriaco con il braccio sulle spalle nude di
una donna mi chiese di suonare All the Things You Are, che
conoscevo, ma poi altri cominciarono a chiedermi pezzi che
non sapevo, allora gli chiedevo di canticchiarmeli e li seguivo
e ci mettevo gli accordi. Lasciatela stare, disse qualcuno.
In India non hanno questa musica. Qualcun altro domand:
Sei indiana? Sono pakistana, risposi. Vi suono qualcosa del
mio paese. Il gruppetto di uomini intorno al piano rideva e
beveva e Monique smont dal suo turno e disse: Sar meglio
che ti faccia da manager.
Devo procurarmi una raccolta da sbirciare di nascosto,
pensai. Ci sono troppe canzoni occidentali.
Lo zio si sarebbe infuriato e io ero scioccata da me stessa
e allo stesso tempo quell'audacia mi esaltava. Imparai a
respingere gli uomini soli. Una sera un ubriaco si appoggi
al pianoforte e mi disse: Ci vediamo pi tardi? Mi fai vedere
cosa c' sotto il vestito? e io mi misi a suonare pi piano
e alzai gli occhi e dissi dolcemente: Vaffanculo, mon ami, e
continuai a suonare. Deve essere stata una scena divertente
perch qualcuno degli uomini si mise a ridere, e lui si allontan
sbigottito. Alla fine della serata c'erano un bel po' di
soldi nel piattino e mentre me ne andavo un cameriere, uno
studente anche lui, disse: Attenti a Mahsa, potrebbe chiamarvi
mon ami! Mi piaceva quella sensazione nuova di non
dover rendere conto a nessuno. Ero felice come il capretto
che  scampato al lupo.
...
.
...
Katherine.
...
.
...
Cinque del mattino. Baby Bea chiamava, e avevo i due ragazzini
con il loro bel faccino uno da una parte e uno dall'altra
e cazzocazzocazzo Jimmie aveva pisciato di nuovo dio
quell'odore rancido addosso e io ancora stanca. Scavalcai
Dexter e andai in fondo al corridoio e presi Baby Bea che si
era gi rivoltata, si aggrappava al bordo della culla e aveva il
pannolino pesante. Glielo tolsi seduta stante e lo lasciai cadere
a terra e la ripulii, canticchiando lentamente a voce bassa e
dolce cos che non si svegliasse troppo, Ehi Pisellina, guarda
te, guarda me, bimba bella il tempo va, lallallero lallall, e intanto
premevo le labbra sulla sua pelle liscia. Andiamo a darci
una lavata su, e presi una salvietta bianca tiepida e lei stava
gi meglio, la portai nel lettone con me e i bambini e pregai
il dio del sonno delle madri che mi concedesse un'altra ora.
Accidenti. T aveva promesso che sarebbe venuto a casa
ieri sera. Mi restava una tazza di latte in polvere e una scatola
di cereali e qualche patata e stop. Furono anni duri con
i bambini piccoli, senza un soldo e tutta quella voglia, i bambini
che volevano il latte e io la bocca di T sulla mia. Ci fu
quella notte tenerissima che lui arriv e spost dolcemente i
due maschietti e sistem Baby Bea su un cuscino e si infil
accanto a me imprecando piano troppi corpi in questo letto, e
io mi misi a ridere e facemmo l'amore senza svegliare nessuno
oh fu un'alba bellissima i suoi occhi stelle scure sopra di me.
Non riuscivo a riaddormentarmi e pi ero sveglia, pi mi
arrabbiavo perch lui non era tornato a casa. Rimboccai le coperte
a tutti, mi alzai, misi i vestiti di T in un sacchetto di carta
marrone, poi andai a sedermi sui gradini fuori per guardare
l'alba e pensare ai club e mi domandai se potevo chiedere a ma'
di portarmi un po' di latte in polvere e mi venne in mente che
una volta tornavo a casa pi o meno a quell'ora del mattino e
poi dormivo. E mi ricordavo il mio profumo di donna adulta
e il dopobarba e io & T che suonavamo insieme e tutte le cose
che scoprivo quando ero con lui in tourne e perch lui era ancora
l fuori e io invece ero qui? Andavamo tanto a fondo che
la gente ascoltando tratteneva il fiato, perch quando ti spingi
fino a quel punto il treno pu solo schiantarsi ed  cos che
ci si sente una frazione di secondo prima che succeda, le macchine
che si inceppano e saltano in aria piegandosi in due e la
musica diventa rischiosa e bellissima. Io rivolevo quella cosa l.
Ma T non veniva a casa n per soddisfarmi n per lasciare
soldi. Usciva a procurarsi la roba. Mi chiedevo come avrei
potuto andare avanti con il ticchettio assordante della bomba
a orologeria di quell'uomo dentro di me, e come avrei potuto
andare avanti senza.
Lui per me poteva anche prendersi tutto ma non quello
che serviva per dar da mangiare ai bambini. Poi lo vidi. Camminava
lungo la via nell'alba grigia con il traffico lento del
primo mattino ed era fatto.
Mi servono i soldi per il latte, dissi nella luce incerta.
 cos che mi saluti? Si chin per prendermi tra le braccia
come faceva sempre.
T, non puoi fare cos. Devo dar da mangiare a questi bambini.
Baby, io esco a lavorare tutte le notti.
Tu esci a suonare alla faccia mia, T, e non porti a casa
niente e quelli sono anche figli tuoi.
Baby, io non te li ho mai chiesti.
Scese un silenzio nero e freddo e io gli allontanai le braccia.
Non ho niente da dargli da mangiare, gli dissi. Non posso
chiedere di nuovo a ma'.
Me ne occuper io.
Ma per oggi non ho niente. Faccio tutto il possibile per
permetterti di suonare. Tu cosa fai per permettere a me di
suonare?
Poi dissi la cosa che nessuno dei due aveva mai ammesso:
Usi i nostri soldi per comprarti la roba.
Vaffanculo, Katie.
Corsi su per le scale e mi chiusi dentro a chiave. Lui la
chiave non se la portava mai e si mise a bussare e a urlare:
Non puoi chiudermi fuori cos. Accidenti, Katie, sei stronza
come un uomo!
I vicini urlarono: Silenzio, e Chiamiamo la polizia, allora
T fece dietrofront e cominci a scendere le scale. Della polizia
aveva paura. Aprii la finestra e urlai verso King Street: T!
Lui alz la testa e io gettai sul marciapiede il sacchetto di
carta con dentro i suoi vestiti.
I bambini erano svegli e piangevano e io dicevo: Non vi
preoccupate, torna, e loro si misero a guardare i cartoni animati
e io sciolsi quel po' di latte che rimaneva, lo allungai con
altra acqua e ci misi qualche zolletta di zucchero che avevo
preso in albergo e lo scaldai.
Quel giorno feci pulizia in casa.
Partiamo per un'avventura, annunciai, e dissi ai due maschi
di vestirsi mentre io vestivo Bea, poi li portai in autobus
a casa di Nan e le chiesi di tenermeli mentre andavo a
cercarmi un lavoro.
Quella soluzione da matrimonio vecchio stile, con lui che
portava a casa i soldi e io a fare tutto il resto, era stata un errore.
T voleva suonare e venire a letto con me, in quest'ordine.
Io volevo i miei bambini, fare sesso con lui, suonare e
scrivere, tutto allo stesso tempo. Volevo essere riconosciuta
ed essere invitata a suonare perch ero brava. Volevo essere
qualcosa di pi di una ragazza che suona il piano. Nascosta
sotto l'amore c' una vita troppo ristretta e io me ne ero liberata
perch quella mattina all'alba T mi aveva fatta incazzare.
Non ero di quelle a cui piace farsi strapazzare il cuore.
Non avevo intenzione di sottomettermi e starmene l buona.
Volevo essere incontenibile. Il matrimonio pu portar via l'anima
a una donna e non avrei permesso che accadesse a me.
Quattro anni a casa con i bambini! mi lamentai con ma', e
lei rispose: Non puoi mandare a pezzi un matrimonio felice.
Mi feci prendere a suonare alla chiesa battista perch l
potevo portare con me i bambini. Suonavo alle lezioni di
danza e davo qualche lezione privata. Guadagnavo abbastanza
per l'affitto e il mangiare e la mia vita ricominci a
filare. C'erano giorni che ero folle di rabbia, e non erano
pochi. Ma' mi diede il nostro vecchio giradischi e ricominciai
ad ascoltare.
La prima volta che sentii il quartetto di Coltrane suonare
My Favorite Things stavo svuotando i sacchetti della spesa,
io ascoltavo, ascoltavo e non potevo fare a meno di ascoltare
ancora. McCoy Tyner era un genio. Baby Bea stava tirando
fuori lentamente le uova da un cartone che avevo lasciato
sul pavimento vicino al frigo e le stava rompendo una dopo
l'altra. Era concentrata e lavorava con attenzione, tastando
quei tuorli appiccicosi, e io la lasciai fare in modo da poter
ascoltare, ascoltare, ascoltare senza essere interrotta, e in
punto di morte non penser al pastrocchio di quella dozzina
di uova rotte ma a Coltrane e Tyner che si parlano in My
Favorite Things. Il suono di quel sax era come un uomo che
si alza dalla sedia per prendere la mano di una donna e dirle:
Voglio dirti una cosa ma non ho le parole, da-daa-da-daa-daa,
da-daa-da-daa-daa, poi scende dentro sempre pi gi,
diidu-liidu-liidu-lii, la mente dei musicisti dentro gli strumenti e
la musica che si attacca alla frase di passaggio, ciascuno suona
per conto proprio ma anche insieme agli altri, l'armonia
dentro il ritmo, il tempo dentro la melodia. Ascoltavo e riascoltavo
e ciascuno era immerso in ci che trovava da dire,
ciascuno sentiva quello che facevano gli altri tre, e non so
per quale miracolo - miracolo, s - suonavano tutti insieme,
anche se  assurdo, come si fa a suonare un assolo in due, in
tre, in quattro, tutti insieme? Quel giorno ascoltai venti volte
My Favorite Things e quando mi sentii calma e intera e sazia
sollevai la puntina e rimisi il disco nella copertina e tutto andava
bene. Dissi ai bambini di mettere i cappotti e gli stivali
di gomma, tirai su con lo straccio il pasticcio colloso di uova
sul pavimento, diedi una pulita a Bea nel lavandino della cucina
e uscimmo a passeggiare lungo il ciglio della montagna.
La luce era bella e le acciaierie maestose e i bambini infilarono
le manine nelle mie. Non ero sola, con Coltrane e Tyner
dentro di me. Pensavo: Questa musica  come potrebbe essere
il matrimonio, suonare un assolo contemporaneamente
e poi arrivare al finale insieme.
...
.
...
Mahsa.
...
.
...
Quando cominciarono i rapimenti attaccai sulla mia scrivania
L'angoscia  la vertigine della libert, ma alla violenza urbana
ero abituata. Qui i carri armati per le strade erano uno shock
per tutti. Montreal sembrava pi pericolosa di Karachi. C'erano
posti di controllo sui ponti e bombe nelle cassette della
posta. Una cellula terroristica rivendic l'attentato alla borsa
valori. Speravo che non chiudessero la McGill perch alla mia
ultima lezione Jean era rimasto fino alla fine. Avevo sempre
suonato le scale raga a orecchio e ora sapevo anche scriverle.
Nelle mie improvvisazioni cominciarono a spuntare segni accidentali
del raga e fu come un mormorio che doveva essere
la mia personalissima voce, perch non era presente in alcuna
delle tradizioni che conoscevo, e la cosa mi piacque. Lo zio
mi scrisse che stava leggendo notizie sul Front de libration
du Qubec e diceva che la zia voleva sapere se ero al sicuro e
dirmi che a Karachi la gente intonava roti kapda aur makaan -
cibo, vestiti, rifugio - e il Partito popolare non voleva lasciare
il potere. Le sue lettere mi irritavano e avrei voluto che la
zia mi scrivesse personalmente, ma per lei scrivere era troppo
difficile, e poi come avrebbe fatto a procurarsi il francobollo?
Qualche volta vedevo altre ragazze chine sulle lettere arrivate
da casa, assorte, sorridenti come se il mittente fosse stato
l con loro. Scaraventavo lontano le lettere dello zio. Perfino
la sua calligrafia era aspra. Monique voleva che andassi all'Universit
du Qubec a protestare ma io preferivo continuare
a esercitarmi al piano. Fino ad allora non avevo mai potuto
esercitarmi quanto volevo. Vidi in televisione un cronista che
chiedeva al primo ministro un'opinione sui rapimenti e mi
stup che non lo respingessero i soldati con i fucili. Il primo
ministro chiese al cronista: Lei che cosa farebbe? Io studiavo
My Favorite Things di Coltrane e ascoltavo il lungo assolo di
McCoy Tyner sopra la base melodica dei due accordi naturali,mi minore e mi maggiore. Adoravo quei ritmi. In un'auto
era stato trovato il cadavere di un uomo strangolato. La gente
criticava la polizia. Quanto erano determinati questi canadesi
quando si trattava della loro libert. Io suonavo nella piccola
aula delle esercitazioni, correvo su per le scale sorpassando la
grossa statua della regina Vittoria, dicevo: Bonjour regina, e
mi chiudevo dentro per almeno quattro ore al giorno. Scoprivo
cose dentro il mio cuore. Ci fu il ciclone Bhola e in televisione
immagini tristi di corpi nell'acqua e villaggi distrutti e
lunghe file di persone in cammino che cercavano speranzose
un posto dove andare. Vedevo tutto come se quello non fosse
il mio popolo. Mi sentivo estranea, eppure ero partita solo da pochi mesi. La polizia trov i terroristi nella zona nord
di Montreal e non spar e non li mise in carcere ma li sped a
Cuba su un aereo come promesso. L li avrebbero uccisi. La
mia musica mi assorbiva completamente e osservavo la violenza
del mondo da una prospettiva diversa.
Monique veniva a sdraiarsi sul mio letto, fumava erba e
mi leggeva brani della De Beauvoir, che lei chiamava Simone.
Parlavamo in francese perch io volevo imparare e mi disse:
Tant mieux, tu va en avoir besoin si tu reste ici. Lei stava mettendo
in scena L'cole des femmes e scriveva i suoi drammi
femministi. Senti qui, disse: Simone dice che gli interessi essenziali
delle donne sono divisi.
Gli interessi come?
Essenziali. Simone dice che le donne hanno paura di smarrire
il proprio destino di donne se si dedicano interamente
alle cose.
Che destino?
Penso intenda i figli. Lei non ne ha avuti. Amava JeanPaul
ed entrambi avevano anche altri amanti.
Credo che abbia ragione.
Dici?
Be', pensi che Jean-Paul avrebbe cambiato i pannolini al
bimbo?
Merde, non!
Il nuovo ragazzo di Monique entr senza camicia e ci mettemmo
a ridere. La zia avrebbe invidiato la mia libert. Lo zio
avrebbe perso la testa. Ragazzi nelle nostre stanze! Preservativi
e pillole anticoncezionali nei cassetti della biancheria di
ogni ragazza. Io che suonavo nelle lounge degli alberghi. Intravedevo
una nuova possibilit: potevo provvedere alle mie
necessit. Fuori dal matrimonio. Fuori dalla tradizione. Da
sola, come le ragazze di qui.
Monique disse: Andiamocene di qua, ho trovato un appartamento.
Era di fronte al campus, sulla strada che portava alla montagna,
una vecchia casa con i soffitti alti e una scala di ferro
che saliva fino alla porta d'ingresso. Non avevo un granch
da portarmi via, solo la valigia con cui ero arrivata, e quando
mi restituirono la retta che lo zio aveva versato per il dormitorio
ne avevo abbastanza per quasi due anni d'affitto. Ce ne
stavamo sedute sul balcone a guardare gli alberi, a mangiare i
dolcetti che Monique aveva portato dal Ritz e io dissi: Non
so cosa succeder se lo zio viene a saperlo.
Ti preoccupi troppo. Vuoi vedere le camicie da notte di
mia nonna? Me le ha date l'anno scorso prima di morire.
La sua camera era invasa da scatoloni e borse, e ne tir
fuori una lunga di tulle di seta color salmone e una pi corta
di organza di seta nera merlettata. Si infil quella nera sopra
la maglietta e i jeans e disse: Mi piacerebbe sapere quando la
indossava. Mi ha raccontato che  rimasta incinta la prima
volta che l'ha fatto, quando aveva diciassette anni. Queste
non sono le camicie da notte di una donna che ha avuto sette
figli. Voleva portarsele in ospedale quando stava morendo
ma maman non gliel'ha permesso. Le ha regalate a me. Mi sa
che aveva degli amanti. Credo volesse farmi capire qualcosa.
Lisciai la seta, paragonandola a quella pakistana, e guardai
la fotografia della minuscola mmre franco-canadese sul
com di Monique, immaginandola con quel nglig addosso.
Monique si mise a fare programmi per la festa di inaugurazione
della nostra nuova casa.
Scrissi allo zio che avrei dovuto restare l a studiare durante
l'estate, dicendogli di non rinnovare la retta del dormitorio
perch avrei abitato con una compagna, e lui credette
che sarei andata a stare dalla sua famiglia e rispose: Ti prego
di ringraziare il padre della tua amica. Sto cominciando a
pensare al tuo futuro.
In quel periodo turbolento mi svegliavo la notte pensando
a casa. Nel dormiveglia, qualche volta vedevo nel buio il
volto sorridente di mor, tenero e preoccupato, e mi mancava
ma non avevo pi bisogno di lei. Cos cominciai a capire
che continuiamo a piangere i nostri cari finch viviamo, ma
in modi diversi.
La neve era argentea e alla fine dell'ultima lezione prima
delle vacanze seguii il professor MacLennan nel suo ufficio.
Ci sedemmo in una penombra invernale che odorava
di cannella e gli consegnai un componimento nel quale, per
la prima volta nella vita, esponevo le mie opinioni personali.Dovevamo parlare del racconto canadese e io ne avevo
scelto uno intitolato Maschi e femmine. Ero in ansia e lui
disse: Cosa c' che non va nelle sue idee?
Risposi: Ho scritto che la ragazza voleva pi bene al padre
che alla madre anche quando lui scuoiava le volpi, e considerava
la madre una nemica anche se dipendeva da lei, era
un po' come con mia zia, e ho pensato che le ragazze hanno
solitudini tutte loro. Gli dissi che non avevo mai messo per
iscritto le mie idee e mi sembravano sconclusionate.
Lui annu serio ma poi sorrise e disse: Non si preoccupi.
C' una grande riflessione in questo lavoro. Andr a trascorrere
le vacanze da qualche parte?
Non volevo dirgli che sarei andata da sola a New York.
Dissi che al mio paese c'era un ballo di Natale al Beach Luxury
Hotel e potevano andarci tutti, anche i non cristiani.
Aveva la faccia stanca e la pelle delle mani rugosa sotto
la luce della lampada verde sulla scrivania. Non ha un giovanotto
che l'aspetta? volle sapere.
Preferisco restare qui, professore.
Perch?
L'uomo che amo  molto lontano e la mia famiglia non
vuole che lo frequenti.
Guard fuori dalla finestra, si alz lentamente, prese dallo scaffale una copia di Middlemarch, lo apr all'ultima pagina
e lesse: Poich non vi  creatura la cui essenza interiore sia
tanto forte da non essere in gran parte determinata da ci che
si trova al di fuori di essa. Ecco, lo prenda, disse,  un regalo di Natale.
Le suore della mia vecchia scuola avevano libri di questo
scrittore, mi sembra. Grazie, dissi.
L'ha scritto una donna, spieg. Trov l'amore con un uomo
sposato.
Saltai il preludio, aprii al primo capitolo e lessi le prime
parole in epigrafe - Poich nulla di bene posso fare - e mi immersi
nel libro finch lui non mi interruppe: Temo di avere
un impegno questa sera, signorina Weaver. Buona lettura.
Qualunque sia il dio che lei prega, lo preghi di non lasciarsi sfuggire l'amore.
...
.
...
Katherine.
...
.
...
Baby Bea strisciava sui gomiti per raggiungere i fratelli e
Martin Luther King parlava alla gente di tutta l'America. Non
possiamo camminare da soli. E mentre avanziamo, dovremo impegnarci
a marciare per sempre avanti. Era ritto sotto il Lincoln
Memorial, ai suoi piedi si stendeva un tappeto di duecentocinquantamila
persone e io avrei voluto essere l con i bambini invece
di guardare la tv in un appartamento soffocante. Mahalia
Jackson, Marian Anderson, Joan Baez e Bob Dylan cantavano,
e la voce di King era come una campana sopra tutte quelle
persone. Siamo venuti in questo santuario anche per ricordare
all'America l'urgenza bruciante dell'Adesso. I bambini giocavano
con le macchinine sul divano. Avevo incontrato Mo per caso in
King Street e si era lasciato sfuggire che T aveva altre donne
e una era incinta. Era dura per me voltare le spalle alla storia
d'amore pi grande e straripante del mondo e King parlava di
urgenza e turbini e forza dell'anima e la gente ascoltava tutta
insieme in un silenzio irreale. Pensavo a come ci guardavano
per la strada: io & T e i nostri bambini. Pensavo a King che
diceva che la sofferenza immeritata  redentrice ma mi sentivo
troppo a pezzi per accettare l'idea. La sofferenza immeritata
di T non era redentrice. Si impara a convivere con quello che
non si pu cambiare, oppure si muore, ma non si  redenti. E
guardavo e pensavo a quel discorso e sentii Jimmie che mi urlava:
Ehi, ma', guarda Bea.
La mia piccolina stava cercando di alzarsi sul divano. Le
dita dei piedi allargate per tenersi in equilibrio e il sorriso
che si mutava in concentrazione. E di nuovo ero entusiasta
di vedere la mia terza figlia sforzarsi di fare il primo passo e
avrei voluto guardarla insieme a T.
Quella sera, dopo che i bambini si furono addormentati,
mi sedetti alla finestra a riposarmi dal loro amore implacabile.
Quei momenti malinconici di chi deve cavarsela da s
con i figli. Presi la cerbottana di Jimmie e un po' di piselli
secchi e soffiai pi forte che potevo. Il primo rotol fuori
e cadde sul marciapiede. Continuai a sparare piselli finch
non imparai a gonfiare le guance e metterci un po' di polmoni,
per alzare e allungare i tiri. Miravo al monumento,
Ai nostri valorosi caduti. Era lontano e in alto, praticamente
impossibile. Mi sporsi con tutto il corpo fuori dalla finestra
e pensai: Meglio che non caschi gi. Chi penserebbe a loro?
Vedevo il Diamond Jim's e il Palace Theatre e il Capitol.
Vedevo la gioielleria Birks e la torre dell'orologio a sud, e
in fondo alla via il Connaught.
Uno dei piselli veleggi fin laggi. Ma' usciva dopo il turno
di notte in albergo, mi salut con la mano e disse forte:
Ti stai annoiando, eh?
Scesi a sedermi con lei sulle scale. Fumava e parlava, diceva
che Bea aveva i piedi come i miei, e Jimmie non stava
mai fermo, e Dexter era serio come un uomo d'affari e poi
chiese: Come va con i pentecostali?
Si sentiva sola come me. Loro servono per pagare l'affitto,
dissi. Ma', sono stufa di suonare in chiese e palestre. Voglio
suonare musica jazz.
Lei guard verso Gore Park, oltre la regina Vittoria, e disse:
Non ti lamentare, Katie, tu hai avuto tutto.
Il Palace si stava svuotando dopo l'ultimo spettacolo, I gigli
del campo, e una folla soddisfatta si riversava in strada sotto
le luci della pensilina. Le parole di ma' penetrarono in me
come una lama sottile. Avevo un talento che mi fruttava dei
soldi, figli che nessuno mi aveva portato via, un amore che
non se ne era andato in Cina. Eppure mi sentivo come una
creatura in gabbia.
Disse: Hai sentito che Ellen Fairclough non si ripresenta?
Chi ?
 solo la prima donna ministro di gabinetto.
Ma', il posto del jazz  New York, dissi. Devo arrivarci
in qualche modo.
Spense la sigaretta: Hai tre figli. Adesso non puoi, punto
e basta.
Mi sono fatta altri sei anni a Hamilton. Quando riuscivo
a trovare una babysitter prendevo il pullman per Toronto,
andavo a piedi fino a Yorkville e studiavo la scena
folk al Riverboat, al Purple Onion, al Night Owl. Secondo
i giornali quella via era una ferita aperta sulla citt, e i giovani
avevano perso il contatto con i valori cristiani e tutto
quello che era importante nella vita. Clayton Ruby e
Paul Goodman avevano messo su un consultorio giuridico
gratuito, il Village Bar, per aiutare gli hippy a organizzare
i loro sit-in, e io e ma' lo trovavamo buffo. Il mio vecchio
amico Ronnie metteva su una band dopo l'altra e se la
spassava. Gli hippy lo avevano fatto sindaco onorario e lui
diceva che non sapeva che farsene degli onori, a lui interessava
la passera. Che mi dici di quelle ballerine in gabbia
al Mynah Bird? indagai, e lui: Le ragazze in gabbia hanno
qualcosa che piace agli uomini. Ma non aveva lavoro per
me, cos andai alla George's Jazz Room, dove Doug Riley
stava suonando l'organo e quando si ferm per riposarsi un
po' mi alzai e andai a suonare io, dopo di che Doug si mise
a improvvisare con me.
Un tale tra il pubblico disse: Mi piace il tuo stile. Vieni a
Rochester al Rowntowner Motel il prossimo weekend. Sto
aiutando Marian McPartland ad avviare una casa discografica.
Te la presento.
Pensai ai bambini e a come diavolo avrei fatto ad andare
a Rochester, ma accettai. Fui costretta a correre come una
matta per prendere l'ultimo pullman per Hamilton perch
qualche ora dopo avrei dovuto precipitarmi a suonare alla
funzione domenicale dei battisti. A Dexter piaceva andarci.
Lui stava bene ovunque ci fosse qualcosa da imparare e mi
aveva chiesto come poteva Tommaso infilare le dita in mezzo
alle mani di un morto, e poi voleva parlare di dio e del
perch dovremmo credere a cose che non vediamo. Gli dissi
che c'erano molte cose che non si vedono ma a cui bisogna
credere lo stesso. Era a questo che pensavo mentre viaggiavo
sul pullman della Greyhound e pensavo anche: Se non ti
decidi ad andare a Rochester, vedere gente e prenderti un po'
di respiro, resterai uno zero assoluto e ti inasprirai.
Il sabato sera seguente, ma' non poteva tenere i bambini
e non ero riuscita a trovare nessun altro. Decisi allora di affidare
i pi piccoli a Dexter, gli dissi che sarei tornata verso
le quattro del mattino, di mettersi a letto e di tenerci anche
gli altri. Aveva nove anni e mi sentivo in colpa. Non l'avevo
mai lasciato solo prima.
Mi feci prestare l'auto da Harold, una grossa Studebaker;
non avevo la patente ma avevo imparato a guidare con T
sull'auto della band. Il Rowntowner era a Henrietta, alla
periferia di Rochester, una zona piena di concessionari
d'auto e centri commerciali. Entrai nella Monticello Room
verso le undici e tutto stava andando alla grande. Marian
McPartland stava concludendo l'esibizione con il suo trio:
un batterista che aveva suonato con Thelonious Monk, Ben
Riley e il bassista Michael Moore. Marian aveva un accento
mezzo inglese e mezzo jazz e quando diceva cats e groove
sembrava di sentire la regina. Aveva una faccia lunga, il
naso forte, la frangetta bionda e occhi timidi e indagatori.
Era in grado di suonare qualunque cosa. Inventava ritmi e
armonie e quella sera era arrivato Alee Wilder e le aveva
gettato un foglio con lo spartito di un pezzo che aveva scritto
per lei, Jazz Waltz for a Friend. Marian mi sent suonare
e le piacque il mio stile.
Sono partita dall'Inghilterra con Jimmy, raccont, facevamo
spettacoli per i soldati durante la guerra. Quando sono
andata via di casa mia madre mi ha detto: Finirai in qualche
soffitta gelida.
Rise. Sua mamma aveva ragione.
Jimmy beveva come una spugna, Marian divorzi e,
quando la sua casa discografica la moll, le cose cominciarono
a precipitare. Tutti ascoltavano il rock'n'roll, il jazz
era relegato all'ultimo posto, e figurarsi le musiciste che lo
suonavano. I giornalisti scrivevano che le donne non erano
in grado di soffiare, battere e percuotere gli strumenti
come facevano gli uomini, che il jazz aveva bisogno di
una mano forte, aggressiva, non di quella che fa dondolare
una culla. Ma Marian se ne sbatteva. Aveva dentro di s
il suo repertorio e conosceva tutti. A lei non importava se
eri uomo o donna, bianco o nero o che altro. A lei importava
solo come suonavi.
Sto avviando una nuova casa discografica, l'etichetta si
chiamer Halcyon. Gli alcioni sono gli uccelli che calmavano
il mare per deporre le uova in nidi galleggianti. Bellissimo,
no? Sherman Fairchild mi ha offerto i soldi e uno studio. Ha
due Steinway d'oro.
Voglio registrare un disco, dissi.
Perch no? replic Marian. Vieni a New York. Quando
l'etichetta sar avviata ti far registrare. Certe donne si comprano
cappellini, io apro case discografiche.
Erano gi le tre del mattino. Guardai sorgere il sole guidando
verso casa e riportai l'auto al Connaught. Alla finestra
ad aspettarmi c'era il faccino di Dexter. Mi sentii cos
in colpa, era cos piccolo e spaventato. Quando entrai chiese
solennemente: Ti hanno ingaggiata? Risposi di s e lui: 
stata la mia prima volta.
La prima volta di cosa?
Che ti ho aiutato.
Ho dovuto voltarmi perch non vedesse le mie lacrime di
spossatezza e amore e il mio dolore perch sarei sempre stata
una madre imperfetta.
Luned mattina per prima cosa andai al Connaught a cercare
Harold.
Buond, signora Goodnow. Ti sei alzata presto.
Mi trasferisco a New York, Harold.  ora di guardarsi allo specchio. Voglio arrivarci presto.
Katie, io non scritturo musicisti jazz.
Non ti sto chiedendo questo. Voglio un passaggio.
Lasci Jenny e i bambini?
I bambini li porto con me. Ma' ha la sua vita.
Ti ho appena prestato la macchina.
Avanti, Harold, due giorni, uno per andare e uno per tornare.
E un autista e un rimorchio per il trasloco.
Si alz e si gir fingendo di spostare dei fogli ma sapevo
che stava riflettendo. Avvertii che era quasi convinto a dirmi
di no e tornai all'attacco.
Ti prego, Harold, aiutami ad andarci. Ronnie ha un milione
di macchine, fattene prestare una. Devo fare un disco. Me
l'ha promesso un produttore.
Ma perch devi proprio trasferirti l? Vai, fai il disco e
poi torna.
E ai miei figli chi ci pensa?
Hai un contratto?
Vuoi venire a stare da me e occuparti dei miei figli?
Katie, cosa ti fa pensare che quando sarai l quello si ricorder
chi sei? Probabilmente stava solo cercando di toglierti
le mutande.
Il produttore  una donna. Non importa, va' al diavolo.
Me li porto con il pullman.
...
.
...
Mahsa.
...
.
...
Che cosa ci facevi nel mio armadio?
Monique tir fuori dal fondo dell'armadio lo stivale dove
avevo nascosto i miei soldi. Ti serve un conto in banca, disse.
Ma perch eri l dentro?
Cercavo un paio di scarpe da prendere in prestito. Non
puoi lasciare i soldi l cos. Qualcuno come me potrebbe rubarli,
e poi potresti ricavarci degli interessi.
Cosa sono gli interessi?
Mi prese per mano e mi trascin fuori dalla stanza. Poi
si infil la giacca, e con il mio stivale ancora in mano corse
fuori e grid: Prendimi! La inseguii fino a Sherbrooke e ridevamo
entrambe quando si ferm a un angolo dove c'erano
tre banche e mi chiese: Quale?
Il palazzo della Royal Bank aveva dei bei leoni eretti sulle
zampe posteriori scolpiti nella pietra, perci indicai quello e Monique disse: Ottima scelta.  anche la mia banca.
Quindi corse dentro, pos il mio stivale sul bancone e disse
in francese: Questa ragazza vuole aprire un conto. L'impiegato
disse: Occorre la firma di suo padre.
 pakistana e suo padre  morto. Paga suo zio per tutto.
Vorrei parlare con il direttore.
L'impiegato mi guard: Perch non parla lei?
Monique: Non parla bene il francese. Poi svuot davanti
a lui il mio stivale pieno di banconote di piccolo taglio e monete
e disse: Star qui per quattro anni e ha bisogno di un
conto corrente.
Visto che Monique stava facendo una sceneggiata, arriv
il direttore: Se vuole un conto, il padre deve firmare per lei.
Monique disse: Monsieur, lei viene dal Pakistan e suo padre
 morto. Se non volete i suoi soldi, porteremo lo stivale
alla banca qui davanti.
Quello strinse la lingua tra i denti come in preda a una
fitta di dolore, esal un sospiro drammatico e con un cenno
del capo autorizz l'impiegato.
Non avevo mai firmato un assegno. Quando si misero a
scuotere la punta dello stivale per controllare che non ci fossero
altre banconote incastrate, e poi contarono i soldi, mi
scapp da ridere. Rise anche Monique.
Sul marciapiede le chiesi: Perch l'hai fatto?
Era l'unico modo per farti aprire un conto tuo. Anch'io
ho dovuto farlo. Comunque  divertente.
Quel modo di pensare per me era nuovo.
Il Rockhead's Paradise aveva il bancone del bar pi lungo
che avessi mai visto, con grandi lampadari appesi al soffitto
che avrebbero potuto dargli un tocco di eleganza, se non
fosse stato per la puzza di fumo rancido, birra rovesciata e
sudore di uomini e donne. Nei quartieri eleganti gli alberghi
erano come a Karachi, ma quel posto era a Little Burgundy.
Era all'angolo tra Montagne e Saint-Antoine, nei pressi della
stazione. Ci andai perch avevo sentito che suonava Paul Bley.
Dopo il concerto andai da lui e gli chiesi: Come si fa a
suonare qui?
Tu suoni?
S.
Sentiamo.
Allora mi sedetti a suonare, ero abituata al tintinnio dei
bicchieri e alle chiacchiere e pestai forte sui tasti. Avevo
imparato un paio di trucchetti, come chinarmi sulla tastiera
in modo da far ricadere in avanti i capelli e scoprire un
pezzo di schiena, perch Monique mi aveva detto che era
molto sexy. Suonavo forte e sentii con sollievo il momento
in cui il chiacchiericcio si spegne e il pubblico comincia ad
ascoltare. Qualcuno chiese You Don't Know What Love Is
e la suonai.
Alla fine, Paul Bley mi disse: Se hai bisogno di soldi puoi
ottenere due ingaggi per sera in questa via. Il Black Bottom
 in un seminterrato in fondo all'isolato. Dall'altra parte della
strada c' il Caf St-Michel.
Avevo letto del Rockhead's, di tutti i grandi che ci suonavano,
ma ero in ritardo di vent'anni. Arriv il direttore:
Paul, chi  questa qui?
Sto cercando lavoro, dissi.
Era un tipo massiccio, muscoloso, capace di sgombrare da
solo una sala, al bisogno. Vicino a lui mi sentivo una bambola
di carta. Raddrizzai la schiena e dissi: Ho suonato al Ritz.
Lui rise: Ooh l l, il Ritz! Comunque mi piace come suoni.
Non mi sentivo del tutto sicura l dentro, ma non capivo
perch, e poi volevo suonare. La zona intorno al Rockhead's era
un mortorio. I bar lungo la via erano locali di classe, ci avevano
suonato Armstrong e Billie Holiday, ma era passato tanto tempo.
Al Rockhead's prendevo buone mance. Ai clienti piaceva
guardare una ragazza in sari con la vita scoperta. Ero esotica.
Non sempre capivo il francese delle ragazze che lavoravano l,
ma ci trattavamo da amiche perch facevamo tutte la stessa
cosa: guadagnare soldi, servire gli uomini, sintonizzarci con la
notte. Appresi i ritmi oscuri di quei luoghi. Perlopi gli uomini
venivano a bere e a rimediare un po' di sesso, se ci riuscivano.
Io ero una preda facile e dovetti imparare a stare attenta a
come mi guardavano. Alla fine della mia prima serata raccolsi
le mance, mi avvolsi nel cappotto e mi diressi alla porta ma il
buttafuori mi prese per il gomito. Ritirai di scatto il braccio e
lui batt la mano contro lo stipite della porta.
Doucement, non ti faccio niente, disse massaggiandosi il
pollice. Non penserai di andare a casa a piedi da sola.
Non  lontano.
Lui usc dal portone, chiam un taxi con un fischio e disse:
Sali, di. Ecoute.
E pag il tassista di tasca sua. Allora capii che la prima
ora di musica era per pagarmi il taxi e quando me ne lamentai
con Monique, lei disse: Sono spese generali. Sei una professionista.
Secondo lei era divertente lavorare a Saint-Antoine, significava
avere fegato. Il tuo francese sta migliorando, disse.
Anche la musica, dissi io. Adesso riesco a suonare per
un'ora senza ripetere nemmeno una canzone.
Quando arrivavo a casa, di solito Monique era sveglia e
in compagnia dei suoi amici attori. Mi salutava cos: Ecco
Mahsa, conosce tutti i topless bar di Montreal, e io: Non sono
topless bar, sono jazz bar. Non mi vergognavo, anzi mi
piaceva. Una mattina all'alba Monique stava facendo le crpe
con il formaggio olandese e la marmellata di fragole e tutti
parlavano dei posti da dove venivano, di cosa facevano i loro
genitori, Baie Comeau e le cartiere, la zona nord di Montreal
e l'industria dell'abbigliamento, Sherbrooke e gli affari.
E tu, Mahsa, di dove sei?
Oh, non credo che conosciate Karachi,  una citt portuale.
 vicino all'Afghanistan, non? E i tuoi genitori?
Sono morti in un incidente d'auto. Mio padre era un ingegnere
idraulico.
Come potevano capire? Erano tutti un po' sballati, o ubriachi.
L'Afghanistan era una meta del pellegrinaggio hippy.
Nessuno conosceva il Pakistan orientale o quello che sarebbe
diventato il popolo muhajir. Parlavano di femminismo, diritti
civili, Vietnam. Qualcuno aveva sentito parlare di Bhutto.
L'islam per loro era Muhammad Ali, Potere Nero e un pugno
chiuso. Non sapevano niente delle trib di mia madre,
o di onore, o di ospitalit. Non dissi che mio padre era americano.
Qualche volta parlavano della gente del Qubec e di
separatismo, e chi era pure laine, di pura discendenza francese,
e chi no, come se non si accorgessero che ero l. Di solito
non pensavo al fatto di essere diversa, perch non mi importava.
Quelli erano miei amici, facevamo girare il caff e
parlavamo, senza sosta, e apprezzavano la mia musica, e mi
guadagnavo la vita suonando e tanto mi bastava. Diversa lo ero sempre stata.
...
.
...
Katherine.
...
.
...
Harold mi mand un'auto, un rimorchio per il trasloco e
il suo roadie preferito, Bill Carling dalla voce suadente. Caricai
i miei quattro materassi, un tavolo da cucina, cinque
sedie, una scatola di stoviglie, quattro scatoloni di vestiti,
il televisore e il giradischi. La pi pesante era la scatola dei
dischi. Jimmie portava con s la cerbottana perch ma' gli
aveva detto che New York City era pericolosa. Bill Carling
non borbott e non si lament di dover fare l'uomo di fatica.
Disse: Tiriamo la carretta, e mi sentii sollevata e Baby
Bea chiese: Andiamo con il carretto? Lei e Jimmie correvano
su e gi aiutando come potevano, cantando New York, New
York ma Dexter aveva il muso lungo. Non voleva lasciare
la sua scuola, dove il suo insegnante preferito gli diceva che
avrebbe dovuto diventare avvocato. Gli spiegai che andavamo
pi vicino a pap e che anche a New York avrebbe potuto
studiare da avvocato e gli chiesi se non trovava fantastica
la nostra Cadillac grande e grossa e rossa e decappottabile.
Ma' pass da noi tornando dal lavoro. Disse a Dexter: Sta'
dietro a tuo fratello e tua sorella, e a Jimmie: Comportati bene,
e a Bea: Resta sempre bella cos. A me non disse molto ma
mi porse una busta che non aprii. Ogni giorno ci davamo sui
nervi e ci confrontavamo e ora io me ne andavo, prendevo il
largo. Mi stavo liberando. Ciao, ma', quest'estate torno a trovarti
con i bambini. Poi l'abbracciai e dissi: Faccio il tifo per te.
Anch'io faccio il tifo per te, Katie.
Morivo di paura ma ormai era troppo tardi. Salimmo tutti
a bordo scivolando sul cuoio bianco e mi domandai quante
fan del rockabilly l'avevano data ai musicisti su quel sedile
posteriore.
Fate ciao ciao alle acciaierie, dissi ai bambini prima di
raggiungere il ponte di Lewiston-Queenston, poi passammo
per Syracuse e davanti a un ristorante della catena Howard
Johnson con il tetto rosso e un'insegna che diceva 28 Gusti.
 ora di dar da mangiare ai bambini, disse Bill, e io: Bill,
il pranzo l'ho portato da casa, non ho soldi per il ristorante,
e lui: Non preoccuparti, qualcuno ha lasciato dei soldi nel
cassetto del cruscotto. Cominciai a rilassarmi e sentirmi come
un personaggio famoso che se ne va in giro in macchina
e ha i soldi per mangiare al ristorante, e mi sa che eravamo
uno spettacolo notevole, io con i capelli neri e la permanente,
i bambini tutti e tre con gli occhi scuri e il vecchio roadie.
I bambini mangiarono hamburger e io il mio primo fritto di
vongole, poi tutti quanti riflettemmo a lungo sugli innumerevoli
gusti di gelato e Dexter scelse l'amaretto, guadagnandosi
i complimenti di Bill per la sua audacia, Jimmie prese il
gusto budino e Bea la fragola e i fratelli le dissero che quella
poteva prenderla anche a casa ma lei voleva qualcosa che almeno
sapeva che le piaceva, disse.
Mentre ce ne stavamo l a guardarli mangiare, Bill mi porse
una sigaretta e me l'accese anche se di solito non fumavo, e
la seconda met del viaggio la passai con i finestrini aperti a
fumare le sigarette di Bill, e cantavamo e leggevamo ad alta
voce i cartelli americani e guardavamo le rivendite di alcolici
americane a ogni angolo, passando per Mount Pocono,
Stroudsburg, la contea di Orange, Jersey City, Hoboken e
intanto pensavo: Cosa sto facendo? e Come me la caver a
New York con tre bambini, sono pazza? Dissi a Bill: Mi ha
preso un senso di nausea alla bocca dello stomaco. Comunque,
com' New York?
Facemmo un'altra sosta e mentre i bambini erano in bagno
Bill tir fuori uno spinello e lo pass anche a me. Le cose
vanno come devono andare, disse. Te la caverai benissimo.
Subito dopo ecco l'Empire State Building, il Woolworth
Building, il Waldorf Astoria e non mi sentivo cos libera, leggera,
felice da quando era nato Dexter. Sul ponte di Brooklyn
Bill disse: Dove la porto, signora? Che ne dice del Plaza? Ho
sentito che li fanno del buon jazz.
Da dietro Bea grid: Eloise e Weenie!
...
NOTA: Eloise  la protagonista di una serie di libri per bambini scritti negli anni Cinquanta da Key Thompson, e Weenie  il suo cagnolino. Vivono per l'appunto all'hotel Plaza di New York. FINE NOTA.
...
Bill fece: Allora?
Io: Non ne ho la pi pallida idea.
Di cosa?
Di dove andare adesso.
Bill pag un tale perch sorvegliasse l'auto e il rimorchio
quando ci fece scendere all'incrocio di Times Square e disse:
L'auto  l'unica cosa che valga la pena di rubare.
Gli chiesi: Puoi stare con i bambini domattina mentre io
vado a cercare un appartamento?
Scosse la testa e sorrise nel modo buffo che aveva quando
viaggiavamo insieme e sapevo che ci era affezionato. Erano
in tanti ad affezionarsi a noi, a me e ai bambini insieme,
e io sapevo che lui voleva tornare a Hamilton eppure stavo
approfittando della sua disponibilit e dei soldi che gli aveva
dato Harold.
All'epoca New York era una discarica, piena di falliti, prostitute,
bordelli, peep show e cinema porno a Times Square.
Non guardate, dicevo ai bambini. Io volevo andare ad abitare
al Village dove c'erano i jazz club e gli affitti erano ancora
bassi.
Trovai un bilocale nell'edificio sopra il Surf Maid, di fronte
al Village Vanguard. Era un quartiere bielorusso. Aprii il
portafoglio per contare i soldi e tirai fuori il pezzetto di carta
dell'infermiera di Hamilton che avevo conservato per tutti
quegli anni. Lo lasciai cadere in un tombino di New York.
Non ne avrei pi avuto bisogno. Avevamo denaro a sufficienza
per mantenerci per tre mesi.
L'appartamento era piccolo e aveva bisogno di un'imbiancata
e di molto altro, ma tornai a Times Square a prendere
Bill, il rimorchio e i bambini e quando spalancammo la
porta sentii gli occhi dei bambini esplorare quel posto con i
soffitti alti, fatiscente, mentre si domandavano se quella era
davvero casa nostra. Era un buco sordido e lercio ma ora almeno
avevo una chiave che entrava in una serratura di New
York. Ad affitto controllato. Be', non era certo peggio che
a Hamilton. Una parte di me aveva voglia di accucciarsi in
un angolo a piangere ma avevo un mare di cose da fare, perci
dissi: Molllto interessaaante, come in Laugh-In di Rowan
e Martin, una trasmissione che piaceva a Dexter.
Percepivo la sua esitazione e tenevo le dita incrociate perch
gli altri due gli davano sempre retta, e dentro di me dicevo:
Dai, di. Poi alla fine disse: Potete scommetterci il bip.
Intervenne Jimmie: Cercalo sul dizionario.
Per far ridere i fratelli, Bea disse: Un drin drin, due drin
drin. Salve e un felicissimo pomeriggio a voi! Noi non siamo
tenuti a essere giusti, siamo la compagnia telefonica!
Bill li guardava ridendo e disse: Vorrei poter rimanere qui
a darvi una mano.
Lo vorrei anch'io, questo rubinetto ha bisogno di un
idraulico, come nella canzone di Joni Mitchell, ma lui non la
conosceva. Prima di andare, Bill, dobbiamo invitarti a cena.
Allora Bill si sedette sulla quinta sedia al tavolo della cucina
e io feci un salto alla gastronomia di sotto, che era gestita
da un russo imbronciato e gentile, Igor, e gli dissi che
l'avrei visto spesso e scoprii che gli piaceva il jazz e lui disse:
Benvenuta nel quartiere.
Presi dalla borsetta la busta di ma' e l'aprii. Ci aveva
messo cento dollari americani, senza biglietto. Erano parecchi
soldi, sufficienti per un altro paio di mesi, e li ricacciai
dentro. Igor guardava con interesse. Comprai il mio primo
barattolo di caff solubile Maxwell House newyorkese e il
mio primo cartone di latte Farmland Dairies newyorkese e
mi piacque tornare a casa, nel mio appartamento, e diedi ai
bambini i Cocoa Puffs per la loro prima cena newyorkese
al nostro tavolo di cucina, il posto migliore dove poter essere
una famiglia.
Il giorno successivo iscrissi i bambini alla Scuola pubblica
n. 41, al 121 di West nth Street, due vie pi in l, e li
accompagnai avanti e indietro pi volte finch non impararono
la strada. Diedi a ciascuno qualche dollaro americano
di ma'. Bea non aveva mai avuto soldi suoi, tutti esaminarono
i ritratti dei presidenti americani e io dissi: Non hanno
colori diversi come i nostri. Guardate bene se  un biglietto
da uno o da venti, e tutti lo trovarono interessante, poi ci
fermammo ai negozi lungo la strada per comprare quello che
ci serviva, li presentai a Igor, parlammo con altri negozianti
e imparai a memoria i loro nomi. Dietro una cassa c'era un
cartello: Per chi torna dalla guerra, Pane, salame e tanta birra.
 una filastrocca newyorkese, spiegai ai bambini. Circolavano
battute sulla neve, io cercavo di entrare nello spirito del
quartiere cos non saremmo stati soli.
La terza sera, dopo aver pulito da cima a fondo la casa con
il nuovo Ajax blu, cercato di tappare i buchi da dove uscivano
gli scarafaggi, appeso al muro qualche batik, preparato
la cena e letto una favola a Baby Bea, dissi a Dexter: Devo
trovarmi un lavoro. Vado di sotto, al Surf Maid, qui pensaci
tu. Ci conto. Chiudi a chiave e non far entrare nessuno.
Neanche pap?
Be' lui non arriva stasera. Non sa ancora dove siamo.
Glielo dir domani.
Poi scesi a vedere i Jazz Messengers di Art Blakey. Avevo
le mani rosse per tutte quelle pulizie. Al diavolo. Nessuno
stava suonando il piano, andai dritta sul palco e mi unii
al gruppo. Non avevo pi bisogno del cappello a falda larga.
A trent'anni, ero grande abbastanza. Cosa credi di fare?
disse Blakey.
Be', sono venuta a sentire un po' di musica e al piano non
c'era nessuno, perci ho pensato di suonare io. Sto incidendo
un disco con la nuova casa discografica di Marian McPartland.
Suonavo bene. Art era famoso per ingaggiare bravi musicisti
ma non aveva mai ingaggiato una donna.
Stiamo qui per dieci serate, disse. Non posso pagarti perch
non sei sotto contratto. Ma ti dar le mance.
Era un inizio. Ero una jazzista. Non una ragazza madre.
Non una mezza cinese di Hamilton.
Chiesi a uno dei musicisti perch lo chiamavano Bu, lui
rise e spieg:  Buhaina, il suo nome musulmano. Lo sanno
tutti, nell'ambiente.
Marian McPartland suonava al Carlyle Hotel. Andai a parlarle
e lei mi disse che sul momento non poteva fare niente,
ma mi invit ad andare a vedere il suo studio in 60th Street
con i due Steinway d'oro.
Perch li hai saldati insieme?
Non sono stata io, disse, erano gi cos. Vuoi sentire la
prima registrazione della Halcyon?
Naturalmente era Marian, con Ambiance e Twilight World.
Dopo mi chiese: Sei gi stata al Cookery? Ci suona Mary
Lou Williams.
Si tirava la cinghia. Andavo a prendere gli scarti della verdura
quando chiudevano i mercati e facevo la ratatouille. Rimestavo
pentoloni di polenta. Insaporivo il pane del giorno
prima con la cannella. Raccontai ai bambini che il popcorn
era la passione dei re. Rattoppavo, mi arrangiavo. Insegnai
a Dexter a riscaldare gli spaghetti e a Jimmie a preparare il
pranzo e a spazzare. Il sabato mattina facevano il bucato insieme
alla lavanderia a gettoni in fondo alla strada e poi per
premio pranzavano dall'Ungherese: scodelle di zuppa da venticinque
centesimi e pane polacco. Qualche volta il proprietario,
Tams, era munifico e portava in tavola anche un paio
di cotolette. Io andavo al Vanguard e sognavo di registrare in
quel bellissimo spazio triangolare con i pannelli di legno. Andai
agli uffici della Columbia e cercai di parlare con un produttore
discografico ma la segretaria disse: Jazz? Perch non
ci lascia un nastro con una sua incisione? Non avevo nessun
nastro. La sera i bambini sedevano al tavolo della cucina, facevano
i compiti insieme, come facevo io con ma', e si leggevano
a vicenda storie dal loro amatissimo Libro dei fatti matti.
Quante probabilit ci sono di essere feriti da un ranocchio
che cade? domand una volta Jimmie.
Nessuna, rispose il razionalissimo Dexter.
Sbagliato! esclam Jimmie con l'autorit della carta stampata.
Il libro dice cinque per cento.
Risero perch era al cinque per cento sicuro che da qualche
parte le ranocchie stavano cadendo dal cielo e ferendo
qualcuno. A Bea piaceva la foto dell'uomo che tirava un carro
dei pompieri con i denti. Leg un guinzaglio a una sedia
(chiedeva sempre un cucciolo) e prov a trascinare i suoi fratelli
con i denti. Ogni settimana si scambiavano le incombenze
domestiche, a parte il fatto che Bea non aveva ancora il
permesso di usare il fornello, per lo faceva quando pensava
che nessuno la guardasse. La domenica andavamo a Central
Park, qualunque tempo facesse. Dexter voleva sapere dove
andavano le anatre d'inverno. Gli dissi che andavano a sud
come quelle di Hamilton. Ma King Jimmie, con il suo accento
newyorkese nuovo di zecca, ribatt: Non preoccuparti, vanno
in un rifugio per anatre allo zoo. In questa citt le trattano
piuttosto bene, le anatre.
Trovare i soldi sufficienti per sfamarci e vestirci mi sfiniva.
Non riuscivo a tirar su abbastanza e certe notti mi veniva voglia
di rompere tutti i piatti per la frustrazione. Quelle notti li
mettevo a letto, tiravo fuori la mia carta da musica e ricominciavo
a scrivere. Trovai una babysitter fissa per la domenica
sera, per uscire almeno una volta da sola, e andavo sempre al
Tin Palace di Paul Pines su Bowery Street, un altro posto in
cui avrei voluto suonare. Ascoltavo Henry Threadgill e James
Blood Ulmer, e qualche volta attraversavo la strada e andavo
a sentire le jam session nella soffitta di Francis Hines. Paul
Pines abitava in una baracca di carta catramata in cima a un
palazzo di Second Avenue. Mi port a vederla, guardai dentro
e dissi: Sei perfino pi povero di me.
Gli chiesi: Conosci qualcuno al Vanguard?
Certo che s.
Voglio registrare l.
...
.
...
Mahsa.
...
.
...
Il buio nordico del luogo era schiarito nei giorni tiepidi
dalle nevicate e nei giorni gelidi dalle colonne bianche di gas
di scarico che salendo si congelavano nell'aria. C'erano luci
colorate avvolte intorno ai pali e agli edifici. Mi sentivo sola
guardando gli altri studenti che tornavano a casa per Natale
dopo il primo trimestre passato lontano. C'erano decorazioni
dappertutto, Babbi Natale rossi e renne che tiravano una
slitta immaginaria. Ce n'era una con il naso rosso brillante
che i bambini adoravano. Che idea strana e spaventosa, un
omone grande e grosso che ti entra in casa attraverso il camino
lungo e sporco, ma ai bambini di qui piaceva. La gente
portava dentro casa alberi interi, vivi. Questa era una cosa
che avevo letto con le suore quando studiavamo gli scrittori
inglesi. Una sera dopo il lavoro io e Monique comprammo
l'alberello pi piccolo che riuscimmo a trovare, lo portammo
nella mia stanza e lo appoggiammo a una parete, lei
tir fuori dalla tasca dei fili d'argento luccicanti, lo decor
e disse: Voil! Il tuo primo albero di Natale! Mi diede un
cappello rosso da mettermi in testa e disse: Guarda se trovi
un sari che ci stia bene insieme quando suoni. La gente beve
parecchio a Natale. Ti daranno un sacco di mance. Conosci
qualche canto natalizio?
I negozi e le chiese erano pi affollati del solito e la gente
faceva feste con formaggi e brindisi e tanti dolci, come si fa
dappertutto alle feste comandate.
Mi sentivo straniera e ripensai ad abbu e al Beach Luxury
a Natale, e alla musica che mi aveva insegnato, che parlava
di re e di bambini. Mi piaceva soprattutto una canzone su un
bambino povero che suonava il tamburo. Pensai anche a mor
a Eid, mor che teneva per mano sua madre nel loro villaggio
e guardava il sangue della capra morente per terra, e ai vestiti
nuovi che mi comprava ogni volta. Quando aveva chiesto perch
facevano il sacrificio davanti a tutti nel centro del villaggio,
sua madre le aveva stretto forte la mano e aveva fatto: Ssst!
Ma perch proprio qui?
Sua madre aveva sussurrato in pashtu: Sta' zitta! Il tuo
bisnonno ha ammazzato sua figlia neonata proprio qui, perch
non voleva un'erede femmina. Ecco perch si fanno qui
tutte le uccisioni rituali del villaggio.
Comprai il biglietto del pullman per New York City cos
anch'io avrei avuto un posto dove andare, e perch avevo
sempre desiderato ascoltare il jazz americano.
Andai a piedi da Times Square al Village Gate di Bleecker
Street. Tutti si esibivano l, Earl Hines, Nina Simone, Bill
Evans. Il locale era vuoto ma salii ugualmente. Un uomo con
la barba e gli occhiali stava parlando con alcune persone che
spostavano tavoli nella stanza. Siamo chiusi, disse.
 lei Art D'Lugoff?
In persona.
Potrei suonare qui?
Mi guard meglio, me e il mio zaino. Accenn al piano
e io mi sedetti, trassi un respiro, suonai. Cominciai a darci
dentro. Dovevo catturare l'attenzione di Art.
Per quanto sei in citt?
Un paio di settimane.
Hai un agente?
Scrollai le spalle.
Cos ebbi il mio primo ingaggio a New York. Mi lasci
suonare prima di Larry Coryell per tre serate. In seguito mi
disse che aveva voluto mettermi alla prova perch lo avevo
sorpreso. In quel periodo molte cose succedevano per caso.
Era facile che qualcuno ti desse una chance. Si respirava una
grande libert. Tutti suonavano la musica degli altri e lo facevo
anch'io. Abbu diceva sempre: Porcospino, i musicisti
migliori rubano sempre da quelli che suonano meglio.
Gli avevo chiesto: Hai scritto tu Kansas City?
Io non scrivo, aveva risposto. Quella canzone l'ho presa
da Little Willie Littlefield. Potresti suonarla. Sarebbe
fantastico, no? Una ragazza di Karachi mezza afghana e mezza
americana che ama il jazz e la pahada e che suona Kansas
City come fosse roba sua. Non  un bel mondo in cui vivere,
Porcospino? Suonala.
Per la prima sera al Gate indossai il sari come avevo fatto
al Rockhead's ma mi sembr che non funzionasse. Tutti
chiacchieravano e facevano tintinnare i bicchieri e credo che
nemmeno uno mi ascoltasse, non riuscivo ad attirare la loro
attenzione. Alla fine Art venne a dirmi: Fantastico! Certe
bugie sono come un unguento, fatte per curare. Credo che
avesse visto molti fare fiasco. Dovetti costringermi a restare.
Andai in bagno e mi cambiai, indossai i jeans, ascoltai
Coryell e pi tardi andai di sotto a sentire i Jazz Messenger's
di Art Blakey.
Fu la sera in cui conobbi Katherine.
Aveva un cappello nero e le mani grandi come un uomo
ed era alta. Quando sedette al piano sembrava un punto interrogativo.
Era in sintonia totale con la batteria e aveva un
ritmo perfetto e sentirla suonare con i Messengers mi mise
delle idee in testa. Dovevo smetterla di nascondermi dietro
i fronzoli da ragazza pakistana. Durante un intervallo della
band andai da lei e le dissi che mi piaceva il suo modo di
suonare e che io avrei suonato di sopra per un paio di serate.
Ho sentito una registrazione di quando suonavi con la
band di Mo Billson.
I suoi occhi seri scrutarono i miei, assorti. Hai gli occhi
grigi, disse.
Annuii.
Come sei riuscita a suonare di sopra?
Ho chiesto ad Art.
Un uomo alto con la custodia di un sassofono in mano le
si accost e lei mi disse: Ci vediamo, e usc con lui dal club.
Tornai da sola alla mia stanza a Times Square con la citt
che ronzava sotto e preparai una nuova scaletta. Al pubblico
di Coryell piaceva la roba tecnica e complicata. Decisi di
suonare Mingus. Bud Powell. Stavo sdraiata sul letto e avrei
voluto cadere dentro una crepa buia. E se a New York fossi
stata uno zero? Andavo bene per quei buchi di Saint-Antoine.
Ecco perch gli uomini gironzolavano per Times Square. Erano
soli da morire.
L'indomani sera tornai al Gate in jeans, camiciola rosso
corallo, capelli sciolti come Katherine e orecchini a cerchio
come i suoi, comprati per strada. Mi impegnai ancora di pi
e il chiacchiericcio scem e la gente cominci ad ascoltare.
Magia.
Art disse: Stasera erano tutti tuoi.
Domenica sera vidi Katherine che ascoltava sulla porta.
Verso la fine della mia esibizione mi alzai e dissi al pubblico:
C' una sorpresa. Abbiamo con noi Katherine Goodnow.
Vieni su a suonare!
Tutti smisero di parlare e si guardarono intorno, preoccupati
di non conoscere una tale celebrit, anche se non avevano
idea di chi fosse. Katherine era un vero animale da palcoscenico.
Batt le palpebre per riprendersi dallo stupore e venne
dritta sul palco, come una star. Le feci posto sul seggiolino
accanto a me e cominciai a suonare Autumn Leaves. Lei allarg
le grandi mani sulla tastiera e cominci a suonare un
riff, ci ascoltammo intensamente a vicenda, poi suonammo
un po' di Brubeck e cominciammo a fare un po' di scena, pavoneggiandoci.
I nostri gomiti si urtavano, ci servivano due
pianoforti, avevamo catturato il pubblico.
Hanno apprezzato, disse Art. Vi va di suonare la settimana
prossima?
Ovviamente ci andava.
Katherine mi disse: Hai tempo per un caff?
Avevo tempo per tutto. Il mio letto a Times Square era
l'ultimo posto dove volevo stare.
Le stelle erano lo sfavillio distante di New York quella
notte, ottantotto costellazioni, ottantotto tasti di pianoforte.
Andammo a piedi fino al Surf Maid e ascoltammo un po'
di musica, poi lei disse: Andiamo a casa mia. Ho dei figli.
Sali da me.
L'appartamento in pratica era il tavolo della cucina. Lei
butt il cappello nel lavandino, entr in punta di piedi nella
camera dei bambini, ne usc, chiese: Di dove sei?
Prepar il caff solubile con l'acqua calda del rubinetto
e parlammo di musica, di Hamilton, di Montreal. Era il suo
primo mese a New York. Io suono dovunque mi paghino,
disse. Dove hai sentito la band di Mo Billson?
In biblioteca alla McGill. Suonavi insieme a un sax. Era
stupendo.
Non ci pensavo da anni.
Era un pezzo che non conoscevo. Come si chiama?
L'ho scritto io. Si chiama Tell a Woman-Lie. Il sax  il
padre dei miei figli.
Le dissi che avevo un innamorato a Karachi. Be', gli innamorati
non sono sempre a portata di mano, comment.
Mise su Crescent di Coltrane, a volume bassissimo. Non
l'avevo mai sentita e fu quella notte che capii come volevo
vivere. Con i musicisti. Avrei scritto canzoni. Sarei stata sveglia
tutta la notte con degli estranei, ad ascoltare musica, a
guadagnarmi da vivere con la musica e sarei stata parte della
bellezza del mondo che si dispiegava davanti a me. Dalla finestra
guardai il nero-blu screziato del Village e i neon lampeggianti,
con le mani strette intorno a un tazzone macchiato
pieno di caff solubile. Erano le tre del mattino e Katherine
disse: Ho bisogno di dormire un po'. Puoi restare qui se non
vuoi tornare a piedi a Times Square.
Mi mostr il suo letto a due piazze dietro una tendina nel
soggiorno. Vuoi una T-shirt per dormire? disse e me ne prese
una da una cesta della biancheria nell'angolo della stanza.
Disse: Quando piove e tira vento, dormo nudo, felice e
contento.
Presi la maglietta e lei aggiunse: Me lo diceva sempre mia
mamma quando mettevo il pigiama.
Mi lavai i denti con le dita mentre lei controllava ancora
una volta i bambini addormentati. Poi si infil nel letto accanto
a me, si gir su un fianco e disse: Dovremmo suonare
ancora insieme. Il suo respiro si fece pi lento e buonanotte.
Cos si addormentava Katherine. Come una moneta in
una fontana.
Quelle fredde settimane di Natale a New York. Andavo a
zonzo per il Village, per uptoivn, per Central Park. Uscivo
a sentire musica tutte le sere. Katherine mi chiese se avevo
un posto dove andare il giorno di Natale e mi invit da loro.
Comprai un gioco chiamato Monopoli perch il commesso del
negozio mi aveva detto che piaceva ai bambini di qui, comprai
arance e cioccolato perch nella metropolitana c'erano
foto di queste cose in una cesta natalizia, e quando arrivai
Katherine aveva decorato un alberello in casa e Jimmie l'aveva
rovesciato, ma era piccolo, cos tirai gi un quadro e lo legai
al chiodo. La aiutai a preparare la cena, un tacchino ripieno
di pane e burro e sedano e mela. Katherine disse: Questa
bestia mi  costata una fortuna, grazie al cielo il dolce l'hai
portato tu. T entr e riemp l'appartamento, i bambini erano
felici di averlo l e si contendevano il posto vicino a lui. And
da Katherine, si ferm alle sue spalle, l'abbracci e disse:
Buon Natale, baby, e mi ricord mor e abbu quando erano
completamente soli in una stanza anche se non erano affatto
soli. Osservai i bambini che li guardavano e capii anche come
si sentivano loro, e dissi: Datemi le mani, vi insegno una
danza d'amore di Karachi, e formammo un cerchio attorno
a Katherine e T danzando intorno a loro mentre io cantavo
quella canzone dei Beatles, Love, love, love e dopo cena giocammo
a Monopoli e al termine della serata tutti dissero che
era stata una fortuna che io fossi l per il loro primo Natale
newyorkese, e io dissi che ero stata fortunata a essere con loro
per il mio primo Natale in assoluto. L'indomani convinsi
Art a ingaggiare me e Katherine per una serata a febbraio.
Gli chiesi: Due pianoforti?
Non posso portare un altro piano quass.
Porter io qualcosa.
Fai pure.
Katherine disse: Splendido. Ho bisogno di lavorare come
turnista e fare un po' di soldi. Devo comprare un nuovo paio
di scarpette da danza a Bea. Quanto paga Art? Puoi stare qui
da me se non ti dispiace dormire sul pavimento.
Faceva tutto lei.
Poi a Montreal Jean sent i nuovi assoli che avevo imparato
da Katherine. Mi strizz l'occhio e disse: Hai suonato
a Little Burgundy?
Aveva i capelli pi lunghi e ora li teneva legati sulla nuca.
Disse: Ho un ingaggio per noi, ci fanno suonare all'Esquire
Club il luned sera.
Va bene, dissi. Ho suonato al Village Gate a New York e
ho un altro ingaggio l il mese prossimo.
Allora la smise con le strizzatine d'occhio ironiche. Vieni
a prendere un caff, disse, voglio sapere tutto.
Mi procurai uno dei primi sintetizzatori Minimoog D
perch era portatile e avevo una passione per Sun Ra. Io e
Monique davamo feste, preparavamo zuppe da pochi soldi
e biryani con zafferano e verdure. Jean arrivava sempre con
il suo contrabbasso, restava fino all'ultimo, fumava, beveva
parecchio e voleva che suonassi con lui, e a me andava benissimo.
Una sera un attore cerc di passare la notte con me.
Mi sa che mi sto innamorando, disse. Sei ubriaco, dissi io.
Aiutami a mettere a posto.
Gli diedi una scopa. Stavo raccogliendo tutti i piatti e
le bottiglie vuote e la casa odorava di birra e fumo e Jean
era in cucina con un t e cercava di restare sveglio. Gli dissi
di andare a casa, ma lui: Non ti lascio sola con quel tipo.
Quando ebbi finito con i piatti, l'attore si era spinto in fondo
al corridoio ed era crollato sul mio letto, io lo guardai e
pensai: Non posso spostarlo, perci tornai di l per andare
a dormire sul divano, ma l stava dormendo Jean. Gli misi
addosso una coperta, lui si mosse e mi prese la mano e disse:
Mahsa, vieni qui. Dormi, feci io. Sei il mio professore.
Pensai che al mattino non avrebbe ricordato nulla. Andava
a letto con tante studentesse, ma io ero quella con cui si
esibiva regolarmente. Qui i giovani uomini erano attratti
da me e questa era una novit. Tutti facevano esperimenti
tra di loro, non c'era nessuno a impedirmi niente e sentirsi
desiderata era piacevole. Quando i ragazzi flirtavano con
me, pensavo sempre a Kamal. Avrei voluto poter andare a
Karachi, starci per un'oretta e poi tornare. Monique lavorava
al Centaur Theatre. Creeps era andato in scena e lei stava
scrivendo un dramma tutto suo intitolato Simone e Jean-Paul
per il Rideau Vert. Cominciava con Simone de Beauvoir che
arrivava seconda al concorso per 1 'agrgation in filosofia perch
sul proscenio la commissione aveva segretamente deciso
di assegnare il primo premio a Sartre. Dicevano che era pi
utile a un uomo, per la sua carriera. Simone avanzava verso
il pubblico e sussurrava a parte: L'uomo  condannato alla
libert e la donna  condannata a essere seconda. Il matrimonio
 una logora forma di oppressione patriarcale, una
corsa a tre gambe.
Non trovavo nessuna finezza nel testo di Monique ma lei
diceva che non era tempo di finezze. Le donne tra il pubblico
ridevano e pestavano i piedi. Monique mi chiese di scrivere
la musica per lo spettacolo successivo, cos iniziai a comporre
musica per il teatro. Imparavo cosa era in grado di fare il
sintetizzatore e suonavo e recitavo poesia araba alle feste che
davamo a casa nostra mentre tutti fumavano erba. A un certo
punto Jean saltava in piedi e diceva: Ora capisco il persiano,
e si metteva a ballare con la sciarpa di qualcuno. Procur
una sessione di registrazione alla Metamusic per entrambi.
Lui suonava il contrabbasso e si occupava della produzione.
Fu la mia prima incisione dopo il piccolo 45 giri di abbu. Cominciava
con me che recitavo versi di Ulayya bint al-Mahdi,
a cui il fratello aveva proibito di pronunciare nelle canzoni i
nomi dei suoi schiavi-amanti.
Ho taciuto il nome del mio amore, solo a me stessa
l'ho ripetuto.
Bramo uno spazio libero per poter gridare il nome
del mio amore.
Ordinammo cento audiocassette, che poi regalammo agli
amici, lasciammo nei negozi di dischi, spedimmo alle radio. Ne
mandai una a Katherine. Lei rispose con una nuova scaletta
per l'estate e raccont che stava facendo troppe acrobazie, che
avrei dovuto recitare poesie anche a New York, e si firmava
Pace, baby. Cominciai allora a suonare una volta al mese con
Katherine al Village Gate e dormivo da lei sul pavimento. Jimmie
aveva cominciato a farsi sospendere a scuola e una volta
lei spacc un bicchiere nel lavandino e si sedette al tavolo della
cucina a piangere. Io guardavo i suoi figli, loro guardavano
me e alla fine Katherine disse: Jimmie, cosa diavolo faremo
adesso? Lui era troppo preoccupato per dire qualsiasi cosa e a
un certo punto Katherine alz la testa di scatto come se niente
fosse successo e disse: Insegniamo a Mahsa a pattinare!
Cos andammo a Central Park, prendemmo a noleggio i
pattini al Wollman Rink e io provai a pattinare sul ghiaccio
per la prima volta. Dexter e Bea mi sorreggevano mentre mi
trascinavo su quelle piccole lame assurde. Preferivo andare
in slitta. Jimmie era imbronciato e stava seduto su una panchina.
Non so cosa gli passa per la testa, disse Katherine.
 cos da quando ci siamo trasferiti. Forse pensava che T
sarebbe venuto a stare con noi. Devo tenerlo fuori dai guai.
Lasciai che Jimmie suonasse sul mio Minimoog e ci mettemmo
a improvvisare. Aveva un gran senso del ritmo, come
Katherine. Mi tagliai i capelli da sola, con Jimmie che mi teneva
lo specchio. Me li tagliai come Mick Jagger ma li lasciai
abbastanza lunghi da poterli raccogliere quando indossavo
il sari. Ora avevo due look. Di sotto c'era stato un evento
di beneficenza per Timothy Leary, tutti venivano al Village
Gate e io ero contenta di suonare l. Mi piacevano tanto quei
fine settimana newyorkesi, arrivare al Port Authority Bus
Terminal, l'odore di bagel e gas di scarico che mi accoglieva.
Katherine disse: Trover una sessione di registrazione per noi con due pianoforti. Ti mander le parti.
...
.
...
Katherine.
...
.
...
Jimmie chiese: Ci sono gli incantatori di serpenti?
Dexter gli moll un calcio: Quella  l'india.
Mahsa rise: Anche al mio paese ho visto gli incantatori di
serpenti sulla spiaggia. Li tengono dentro grosse ceste.
Io rientravo dopo aver suonato alle lezioni di danza classica
e Dexter stava aiutando Mahsa a cucinare, riso e pollo
con coriandolo che coltivava a casa e portava nello zaino.
Sono velenosi?
Sono cobra, cretino.
Davvero li ipnotizzano?
Mahsa raccont: Mio zio mi ha detto che gli cuciono la
bocca lasciando solo lo spazio per la lingua. Il veleno viene
dalle mandibole. La gente crede che siano pericolosi ma non
 vero.
Bea ripet: Gli cuciono la bocca?
S,  una bella crudelt.
Eravamo tutti soddisfatti che ci avesse svelato quel retroscena.
Erano belli quegli anni con Mahsa, quando stava con
noi il fine settimana. Ero cresciuta in mezzo ai ragazzi della
mia strada e avevo sempre suonato con uomini. Poi arriv
Mahsa: aveva talento, le piacevano i miei figli, dava una
mano. Mi ammirava. Con lei potevo essere me stessa. Non
avevo mai avuto un amico del cuore a parte T, finch non
trovai Mahsa.
Andammo con i bambini a vedere George Harrison e Ravi
Shankar al concerto per il Bangladesh al Madison Square Garden.
Quando portai i bambini a casa a Hamilton per una settimana,
Mahsa mi sostitu con un trio. Non fregarmi l'ingaggio,
dissi, e lei rise. Studiava al tavolo di cucina, i suoi libri
mi incuriosivano e lei mi mostrava quello che stava facendo,
storia della musica, armonia, composizione e io rimpiangevo
di non aver studiato di pi ma lei, per non farmi sentire da
meno, mi diceva: Questa roba tu potresti insegnarla.
Quando i bambini dormivano ce ne stavamo sedute a
chiacchierare fino a tardi.
Perch non sei rimasta con T?
Non ha funzionato, lui sempre in tourne e io a casa. Una
volta gli ho buttato i vestiti dalla finestra in un sacchetto di
carta. Era incazzato nero.
Ti manca?
Ci vediamo quanto basta. E ancora il padre dei ragazzi e
io sono ancora innamorata di lui. Siamo come due strolaghe
che si separano durante l'inverno ma tornano ogni anno a fare
il nido sullo stesso lago. Se il compagno arriva, si rimettono
insieme. Io & T facciamo lo stesso, viaggiamo da soli. E tu?
A Karachi mi ero innamorata ma ero troppo giovane e volevo
essere libera. Cos' una strolaga?
Bei giorni e belle notti, quelli con Mahsa. Era un fenomeno,
in tutti i sensi.
Ma io volevo incidere. Mi ero trasferita l apposta. Rompevo
le palle. Lasciavo continuamente messaggi a Marian, mi
comportavo come una bambina. Allora posso suonare, allora
posso suonare? Poi un giorno lei mi disse: Senti, ho quattro
musiciste, Mary Osborne, Vi Redd, Lynn Milano e Dottie
Dodgion. Ho i due pianoforti d'oro. Domani vieni alle nostre
prove, e se funziona la settimana prossima registriamo.
Riagganciai il ricevitore e vidi brillare la plastica del telefono,
i numeri neri sui dischi bianchi. Alzai gli occhi e la stanza
era pi luminosa. Sentii le sirene in fondo al viale. Dentro
una di quelle ambulanze qualcuno era ferito o stava morendo
e io avevo l'occasione della mia vita. Avrei suonato con Mary
Osborne, quella chitarrista piena di talento che si era trasferita
a Bakersfield dove lavorava suo marito. Avrei suonato
con la sassofonista Vi Redd, che aveva fatto dieci settimane
al Ronnie Scott's di Londra ma non suonava in pubblico da
un decennio. Avrei suonato con Dottie Dodgion, batterista
leggendaria. I compiti dimenticati di Jimmie erano sparsi sul
pavimento ma tutto si sarebbe aggiustato, a Bea serviva una
tutina nuova per danza e avrei trovato il modo di comprargliela
perch avevo un'occasione. Nella credenza c'era un
pacco di pasta, mezza scatola di cereali, quattro banane, tre
mele, un sacco di patate e cipolle ma si sarebbe aggiustato
tutto. Avevo la mia occasione. Guardai dalla finestra e New
York era il miglior posto al mondo in cui stare, proprio qui,
proprio ora. La mia prima incisione. Toccava a me. Piatti
sporchi. Strisce di sudiciume urbano sulle finestre. Io troppo
emozionata per respirare, e a chi potevo dirlo?
T era anche lui a New York, naturalmente. Tutti suonavano
a New York. Suonava allo Studio Rivbea. Ero invidiosa.
Suonava da Stanley's in 12th Street e all'Annex. Faceva parte
del giro del loft jazz e l suonavano tutta la notte, fumavano,
si facevano e la musica era molto, molto libera. Sentivo
un mucchio di storie su di lui. Stava andando alla grande e
la ESP gli aveva offerto un contratto discografico. C'era un
altro figlio da qualche parte. Una sera suonavo al Surf Maid
per una band che aveva il pianista in prigione, alzai gli occhi
e vidi T sulla soglia, in penombra. Sentii dentro il solito sussulto
e pensai: Ma cazzo!
Quando smisi di suonare guardai ancora ma lui se ne era
andato. La domenica sera era al Tin Palace. Ascoltai e dopo
andai da lui a dirgli: Cerchiamo di risolvere la faccenda.
I bambini sentono la tua mancanza.
Risolvere cosa?
Allora smisi di parlare delle cose di cui lui non voleva parlare
e lo portai a casa. Lo portai a letto e facemmo l'amore. Mi
mancava lui e mi mancava il sesso. Fumammo sigarette, ci addormentammo
e un'ora dopo, all'alba, i bambini sentirono la
sua presenza e si svegliarono, gli saltarono addosso, c' pap!
e tutti ridevano. Quel giorno non volevano andare a scuola ma
lui: Dovete andare, vi accompagno e poi vi vengo a prendere,
e Jimmie quel giorno rest a scuola, e T venne a casa da me e
anche quello sembrava normale.
Per tutta la mattina facemmo l'amore, dormimmo, ci svegliammo
abbracciati. Amavo quel suo odore di sale e fumo,
la sua pelle contro la mia, vedevo la mia pelle brunita e la
sua quasi blu e pensavo: Che diavolo importa? E poi pensavo
a Baby Bea a scuola, cos pragmatica. Dissi a T che passava
troppo tempo da sola e quando le chiedevo perch, rispondeva:
Jimmie e Dexter sono pi chiari di me, per loro  pi
facile farsi degli amici. A volte i miei bambini mi stupivano,
ma quasi mai di uno stupore cos triste. Era bello poterlo
condividere con T.
Non so che diavolo avrei dovuto fare quel giorno ma non
mi presentai. Gli dissi che quando lui non c'era mi sentivo
mancare il mondo, il che era vero in quel momento ma non in
altri, e lui: Il mio mondo  qui, baby, con te, e anche quella
era una verit part-time.
Usc a comprare da mangiare in una gastronomia e quando
torn a casa non era fatto. Pensai: Cavolo, ecco come potrebbe
essere se non dovessi fare tutto da sola.
Ti ho visto al Surf Maid, sulla porta, dissi.
Lui rise: Baby, non ti sfugge mai niente. Accese una sigaretta
e con un sopracciglio alzato, un modo che aveva lui di
farmi ridere, disse: Le donne suonano meglio quando fanno
un po' di sesso. Ero venuto a controllare se avevi urgente
bisogno di me.
Be', a quel che sento tu non ti fai mancare niente.
Rise di nuovo. A volte quello che suono parla delle cose
che non ho e che voglio. Parla sempre di te.
Ho fatto l'amore con T diecimila volte. Quel giorno fu
una delle nostre volte speciali. Tu non sei di quelli che poi si
girano dall'altra parte e si addormentano, gli dissi.
Mi appoggi la sua grande mano sulla coscia e io mi dissi
che amavo i suoi occhi, e lui disse: Baby, noi non siamo mai
stati come gli altri.
E io: Jimmie ha bisogno di te. Resta per un po'. Ho la
mia prima sessione di registrazione. I bambini hanno bisogno
della tua presenza.
Ma lui se ne and di nuovo, la notte seguente. Nel nostro
appartamento affollato c'era un grosso buco e ai bambini
mancava da morire ma gli dissi che pap era in tourne.
Torner, non preoccupatevi. A me stessa dicevo che il nostro
amore era unico perch lo era. Dovevo pensare al prossimo
dollaro, al prossimo ingaggio, ai bambini. C'erano canzoni
che stavo scrivendo. Avevo da dire cose indicibili. Suonare.
Dire la verit. Andare avanti.
Io & T siamo ancora nella stanza n. 9 in quel motel e mi
piace come mi sento con lui. Cosa mi importa se  un'ossessione.
Quando sar cos vecchia da cominciare a dimenticare,
voglio che il mio amore per lui sia l'ultima cosa che ricordo,
il mio dolce, bello, complicato punto di inizio e di fine.
Cos mi tenni stretta il ricordo di quel giorno a letto con T
e lo lasciai andare. Il suo amore per me era l fuori, da qualche
parte. Non poteva restare e io non gli avrei messo i bastoni
tra le ruote e andava bene cos. Quasi sempre.
Soltanto Mary Osborne era vestita in modo eccentrico con
pantaloni ampi a enormi rose rosa stampate. Le altre portavano
pantaloni sportivi di buon taglio e scarpe basse. Erano
sul marciapiede davanti allo studio di registrazione e le raggiunsi
senza esitare. Avevano i capelli corti e ben pettinati e
avrebbero potuto passare per un qualunque gruppetto di casalinghe
di mezza et, in citt per un pomeriggio di compere.
Marian ci diede le nostre parti e io mi resi improvvisamente
conto di avere una permanente selvaggia, i jeans neri
e la camicia di cotone bianca che portavo dappertutto perch
andava bene per i club con gli orecchini grossi ma anche
per lavorare durante il giorno se mi legavo i capelli e toglievo
gli orecchini. Non avevo mai tempo di andare a casa a
cambiarmi. Quelle donne non facevano niente per sembrare
personaggi speciali. Ma quando accostavano la bocca all'ancia
o all'imboccatura dello strumento, le dita alle corde, le
mani alle bacchette, erano tra i musicisti migliori della loro
generazione. Chiusi gli occhi, ascoltai, concentrandomi per
tenere il passo. Sentivo la batteria di Dottie che mi attirava
nel suo groove e all'intervallo dissi:  stato grande. Mi hai
fatto sudare freddo.
Lei rise: Ho picchiato cos duro che adesso avr due stracci
al posto delle mani.
Era bello sentire la presenza di Dottie, piccolina e rotonda
e perfetta alla batteria dietro di me, e il linguaggio che
veniva da quel viso calmo da signora di mezza et. Non c'entra
niente quanta potenza hai, c'entra dove la metti, diceva.
Sapevano cosa vuol dire massacrarsi a suonare per quattro
o cinque ore ogni sera in un posto diverso durante il tour,
era cos che erano diventate brave e lo sapevano. Lo avevano
fatto per un bel po' durante la guerra. Ma a guerra finita
le cose erano cambiate, per loro. Quando arrivarono gli
uomini e buttarono per terra i loro spartiti e si sedettero ai
loro posti, ai proprietari dei club non pass neppure per la
mente di scusarsi. I proprietari dei club dissero: Porca miseria,
signore, oggi  tornata la band residente. Gli avevo promesso
che al loro ritorno avrebbero trovato ancora lavoro.
E per noi nessun preavviso?
Non posso. Gli uomini vogliono suonare.
E i nostri soldi?
Oh, avanti, cercate di capire. I ragazzi sono tornati dalla
guerra.
Cominciarono a trovare solo porte chiuse. La gente stava
cercando di riprendersi da traumi terribili. Anche le donne si
davano da fare, si trattava di ricostruire e andare avanti. Forse
avrebbero dovuto tener duro, ma io sapevo perch era successo.
Dove sei stata in tourne? volle sapere Mary.
Solo in Ontario. Mi piaceva molto ma sono rimasta incinta
e ho dovuto smettere.
Tutte risero come fosse la barzelletta pi divertente mai
raccontata da una donna.
Marian usc a prendere qualcosa da mangiare per tutte e
una di loro chiese: Si vede ancora con Morello?
Nah. Adesso non sta con nessuno dei due. Ma vede ancora
spesso Jimmy e parla ancora per ore al telefono con Joe.
Mi guardarono e Dottie spieg: Sono dieci anni che Marian
 innamorata di due uomini. A un certo punto prende e
divorzia dal marito e rompe con l'amante. Ah, l'amore!
Sembra una canzone, commentai.
Scoppiarono tutte a ridere. Erano rigorose e professionali
e durante quelle sessioni imparavo molto, seguivo il groove,
entravo quando arrivava il mio turno.
Uscimmo a bere qualcosa prima che tutte tornassero a casa
propria a Rochester, in California, in Ohio. Ripetei mentalmente
quella sessione di registrazione mille volte, mi esercitai
nei loro assoli, pensai alle storie che raccontavano sui
turnisti, i mariti, gli amanti. A tavola avevo chiesto: Qual 
la cosa pi importante?
Rispose Marian: Desiderio sconsiderato e fanatico.
Per avere un ingaggio, volevo dire.
Lei rise e disse: Be', esserci. Conoscere gente. E una volta
che hai ottenuto l'ingaggio, se non sei morta presentati sempre.
L'unica volta che non l'ho fatto  stato per un uomo.
Morello, disse Dottie.
Quel nome non si poteva pronunciare ad alta voce. Marian
si irrit e disse: Quando stavo con lui suonavo in maniera pi
libera, pi rilassata, ero davvero me stessa. Sono contenta di
non aver rispettato la regola.
Mi guard e disse, con finta severit: Non innamorarti
mai di due uomini. Ma se succede vuol dire che non c'era
niente da fare.
Mi chiesi se Marian mi avrebbe finanziato un'incisione.
Ero pronta. Ecco l quello studio con due pianoforti che
aspettavano Mahsa e me. Tornando a casa a piedi pensavo
a quelle donne che suonavano cos bene e spettegolavano e
s'ingelosivano e resistevano a quello che opponeva loro resistenza.
Loro s che avevano swing. E mi avevano lasciata
entrare nella loro cerchia.
Passando vicino a un mercato vidi che avevano buttato
via un chilo e mezzo di pomodori ammaccati e li raccolsi.
Quello del banco del formaggio, che stava chiudendo, grid:
Ma cosa fa?
Prendo un po' di pomodori da dare ai miei figli a cena.
Sa, ho appena fatto la mia prima incisione.
Cosa suona?
Pianoforte.
Be', brava. Cosa prepara a cena?
Spaghetti alla bolognese.
Aspetti un attimo.
Tir fuori un pacchetto da sotto il banco e me lo lanci.
Per i suoi bambini. Un po' di parmigiano ci sta bene.
Una giornata perfetta.
...
.
...
Mahsa.
...
.
...
La neve sciolta scorreva cristallina lungo le strade come
un lampadario liquido, io saltai la lezione e andai su fino alla
croce per guardare la citt lavata, odore di bruma e terra
su ogni cosa. Ero andata via da Karachi da quasi due anni
e quello per me era il secondo disgelo di primavera. Progettavo
di trasferirmi da Katherine al Village quell'estate, lei
aveva un sacco di ingaggi, uno dietro l'altro. Jean mi aveva
offerto il mio primo incarico da assistente. Voglio che insegni
qui, mi aveva detto. Prendi la laurea e studia ancora un
po'. Vedi se ce la fai.
Facevamo serate regolari all'Esquire e suonavamo sempre
a casa. A Jean piaceva fumare prima di suonare, diceva che
lo aiutava a sentire meglio i toni bassi e mi chiedeva spesso
di andare a casa con lui ma io scherzavo sempre: Sei ancora
il mio professore, e poi ho un altro.
Mi prendeva la mano e diceva: Non sar il tuo professore
per sempre. L'altro, mollalo.
Il ragazzo di Monique venne a stare da noi e io le chiesi
se voleva che me ne andassi.
Non, pas du tout. Preferirei abitare solo con te. Ma cos
vi avr tutti e due.
Mi piaceva la stranezza degli animali selvatici che vivevano
liberi tra noi a Montreal, scoiattoli e procioni e sulla
montagna anche piccole lontre, ogni tanto un visone e una
volta un cervo che ferm il traffico per strada. Al mio paese
nessun animale era libero, venivano tutti catturati e usati.
Lo zio aveva scritto che la zia sentiva la mia mancanza, chiedendomi
di tornare a Karachi a luglio, certo avevo bisogno
di riposarmi dopo tanto studiare, e aveva allegato il biglietto.
Perch no? pensai. Per tre settimane. Volevo risentire
l'odore di Karachi, passeggiare sulla spiaggia di Seaview, vedere
i convolvoli sotto la finestra della mia vecchia camera.
Pensavo a Kamal. Scrissi a Katherine per dirle che andavo,
che l'avrei raggiunta a New York ad agosto, al mio ritorno.
Trovai il mio vecchio salwar kamiz sul fondo della valigia,
comprai regali per la zia e lo zio e una sciarpetta per Minoo,
chiusi la valigia e mi preparai a tornare a casa. Continuavo a
pensare a quando avrei visto Kamal.
Katherine mi chiam al telefono.
Mahsa, ho gi fissato un po' di serate per noi a luglio. Sono
d'accordo con Marian per registrare un album da lei. Due
pianoforti. Non  una cosa facile da ottenere.
Lo so. Ma Katherine, non torno a casa da due anni. Non
possiamo farlo ad agosto?
Mahsa, ti eri gi impegnata.  quasi impossibile incidere
con due pianoforti. Dovr farlo da sola. Ma non capisci?
Se non vado, lo zio si arrabbier. Solo poche settimane.
Posso venire direttamente a New York al ritorno.
Ero una sconsiderata. Katherine disse: Sei quasi arrivata.
Non sprecare l'occasione.
Ma puoi convincerli a rimandare ad agosto, insistetti.
Credevo di avere tutto il tempo del mondo.
Cominci con delicatezza. Dormire fino a tardi. Qualcuno
che ti serve i pasti. Il lusso scontato della vita con i domestici.
La zia disse di aver saputo che il padre di Kamal lo
aveva mandato a lavorare in Afghanistan. Gli scrissi e non
ebbi risposta, mi domandai se ce l'avesse con me perch gli
avevo scritto raramente. Il periodo pi caldo dell'anno era
vicino, le mie vecchie compagne di scuola erano sposate o
all'estero ed ero irritata per aver ceduto ed essere tornata
a casa. La legge marziale era stata revocata ad aprile e l'accordo
di Simla era imminente. Le proteste riempivano le
strade. La zia mi sembrava diventata pi piccola, i profumi
intensi che metteva erano soffocanti e non mi guardava
negli occhi.
Il terzo giorno lo zio mi convoc in salotto e vidi che c'era
anche la zia. No, vi prego, no.
Lo zio disse: Ci preoccupa saperti lontana e sola. Pensiamo
sia il momento che tu ti sposi e abbiamo trovato una persona che
crediamo ti piacer.  il figlio del mio pi vecchio amico.
Il mio appartamento con Monique. Rockhead's. I miei studi.
Il Surf Maid. Il pullman della Greyhound. La montagna.
La zia disse: Suo padre sta espandendo l'attivit a Montreal.
Potrai continuare i tuoi studi.
Non voglio sposarmi.
Mahsa,  solo un consiglio. I tuoi zii sono tornati. Loro
ritengono disonorevole che tu stia sola in Occidente. L'onore
 come il latte, basta un granello di polvere a sporcarlo.
Noi siamo soltanto i tuoi custodi. Hanno parlato di riportarti
nell'Helmand con loro.
Se sono in pericolo perch mi avete fatta venire? Torner
a Montreal domani.
Mahsa, ricordi gli angeli, Yameen e Yaasar, che scrivono
tutto ci che fa la tua mano destra e la sinistra? Le cose si
vengono a sapere, Mahsa.
Quali cose? Il mio conto in banca? Little Burgundy?
Kamal? Quali? Quali? Dovrebbero vergognarsi i due angeli...
Meglio vivere tra gli stenti che finire come un capro espiatorio.
La zia disse: Tua madre avrebbe voluto cos.
Mor si  sposata per amore, replicai. Ha fatto ci che voleva.
Lo zio mi guardava come fossi un'estranea. Si alz gravemente
per andarsene e disse: Tale madre, tale figlia. Non hai
fatto nemmeno una domanda su questo giovane.
Tornai di corsa nella mia stanza a prendere il passaporto,
ma Minoo l'aveva portato via mentre parlavamo.
Le settimane seguenti. Pianti. Lamenti. Silenzio. La rabbia
dello zio. Le visite della zia nella mia stanza e i sospiri e
le urla e le uscite dalla stanza pestando i piedi. Eravamo un
brutto film di Hollywood. Mi ero presa pi libert di quanto
avrebbe mai immaginato lo zio.
Chi ti credi di essere? Diceva, e minacciava di rinchiudermi
per sempre.
Sull'incontro con abbu, mor diceva sempre: La prima volta
che i nostri occhi si sono incontrati ho sentito forza e tenerezza
e amore.
Perch ero tornata? Come avevo potuto dimenticare tanto
in fretta?
Nei giorni pi caldi di luglio la zia ebbe un infarto ma sono
ancora convinta che fosse angina. Al suo capezzale lo zio
mi disse: Stai rubando la vita di tua zia. Mi stai umiliando di
fronte ai miei amici. Noi che ti abbiamo presa in casa.
Era il mio destino, essere per sempre un'orfana disonorata.
Immaginavo Monique seduta a fumare sul balcone, con
i piedi appoggiati al parapetto, che mi parlava. Immaginavo
di sentire le sue parole: Cdlisse! Ti paghi le tue bollette, ti
ingaggiano a New York!
Lo zio mise un lucchetto alla porta della mia camera e la
sera, quando lo sentivo scattare, provavo la stessa disperazione
dei tempi dello stanzino della domestica dopo l'omicidio
di mor e abbu. La faccia di lui era marmo liscio. Per quanto
tempo sarebbe stato capace di tenermi rinchiusa?
Il giorno dopo che la zia fu dimessa dall'ospedale, venne
in visita la famiglia di Ali. Che primo incontro commovente,
la zietta-guardiana malata, affidata alle cure della devota
nipote-orfana. La zia accolse gli ospiti distesa sul divano
mentre Minoo cucinava e preparava il t e io servivo i dolci
tradizionali, sbirciando per vedere che aspetto avesse Ali,
stando al gioco ma urlando dentro di me: Che cosa sto facendo?
Per un passaporto?
Ali aveva ventidue anni pi di me ma era aitante e in
buona forma, ancora giovanile nonostante i quarantaquattro
anni. Non era un qualunque cugino di terzo grado ciccione,
giocava a squash, aveva la pelle tesa, anche se i capelli gli si
stavano un po' diradando sul cocuzzolo. Aveva fatto l'avvocato
in Inghilterra. Ora i genitori volevano che si sposasse e
avviasse una nuova filiale della TradeWorld in Canada. Lo
guardai e pensai: Tu sei il mio biglietto di ritorno.
Dov'era Katherine, a Central Park con i bambini? E Jean
St John stava suonando forsennatamente ai festival all'aperto?
Gli innamorati avevano invaso la montagna dopo il
giorno di Saint-Jean-Baptiste? Chi stava invitando a casa
nostra Monique? Che cosa stava mettendo in scena? Dove
stava suonando Katherine? Che ci facevo io qui? Come
potevo fuggire?
Ali mi port al club dei suoi genitori, il Muslim Gymkhana,
dove non ero mai stata. Ci sedemmo uno di fronte all'altra
a un tavolino e mi chiese: Cosa fai per divertirti a Montreal?
Pensai: Suono nei bar di Saint-Antoine, prendo il pullman
per andare a New York, respingo gli ubriachi nei piano-bar.
Vado a passeggio, risposi.
Lui disse: Non preoccuparti. Ho passato anni a Londra.
So che l si vive in un altro modo.
Era impaziente, sembrava che parlasse da solo e disse: Volevo
tornare in Inghilterra. Ma la mia famiglia vuole Montreal,
perci sono incastrato. Poi alz di nuovo gli occhi: Si sta bene
in Canada? Ho sentito che  piuttosto noioso.
Neppure lui voleva quel matrimonio. Anche lui era stato
felice all'estero. C'era qualche possibilit? Perch non si era
sposato prima? Mahsa, disse, i miei dicono che te la cavi bene
con le lingue, che ti sei adattata con facilit e che potrai
renderti utile con i nostri clienti. Tu mi piaci molto. Credi
che potremmo avere qualcosa in comune?
Questi ragionamenti, questo prendere le misure mi fece
uno strano effetto. Mi ero gi occidentalizzata? Kamal mi
aveva amata. Jean St John mi toccava appassionatamente la
mano. Io volevo andarmene di li. S, penso di s, dissi.
Mahsa, c' una cosa che devo dirti. Dobbiamo cominciare
la nostra vita insieme con sincerit. Ho avuto una ragazza
a Londra, era inglese. Nessuna delle due famiglie approva.
Non vogliono che stia con me. Mio padre ha minacciato di
togliermi tutto. C' stato un grande scompiglio e ho chiuso
con tutta la storia.
Mi tocc il gomito, il nostro primo contatto, e disse: Puoi
perdonarmi? Troveremo l'amore insieme.
Non mi chiese se avevo un passato.
Pensai: Far in modo che funzioni per tornare a Montreal.
Provai perfino un po' di tenerezza per lui.
Ali probabilmente prese il mio silenzio per assenso, perch
ritir la mano e chiese il conto.
Al secondo appuntamento, mi parl di un caso giudiziario
al Nord su cui aveva indagato per un magistrato che era
suo lontano parente. Due fratelli avevano sottratto denaro
a un cugino. La moglie di uno dei due era stata accusata del
furto, cosparsa di benzina e bruciata viva.
Come sarebbe a dire, accusata? domandai.
Alla famiglia serviva un capro espiatorio. La colpa  ricaduta
su di lei e quei due sono a piede libero.
Ma tu lo hai riferito al magistrato?
L'hanno comprato, disse Ali alzando le spalle. Mi hanno
mandato l giusto per salvare le apparenze.
Non avrei mai dimenticato quel suo gesto con le spalle.
Pi tardi la zia mi disse che la madre di Ali era venuta a
trovarli per informarsi sulla mia esperienza all'estero. Le ho
detto che sei una brava ragazza, mi rifer la zia. Cerca di nascondere
i tuoi difetti.
Dille quello che ti pare, risposi. Io torno l.
Gli estenuanti tre giorni del matrimonio cominciarono
due settimane dopo. Le famiglie volevano si facesse prima
del Ramadan a ottobre ma io insistetti per sposarmi subito,
per poter riprendere i miei corsi. Fu l'unica concessione che
mi accordarono. Il caldo era insopportabile. Andavo a fare
shopping con le mie nuove cognate, entrambe sposate. Bevevamo
t, parlavamo dei film indiani usciti di recente.
Perch tuo zio ti lascia tornare in Canada prima di Ali?
Cominciano le lezioni e a lui ci vuole un po' di tempo per
organizzare l'attivit.
Ora che sei sposata non avrai bisogno di studiare.
Ma voglio studiare. Quest'autunno comincer anche a insegnare.
Be', quando arriveranno i bambini non avrai tempo.
Bambini?
Risero e mi chiesero: Ci manderai qualche paio di jeans?
Monique mi mand una cartolina di Montreal di notte,
con la croce accesa in cima alla montagna. Vista da l, era
decisamente esotica. Aveva scritto: Flicitations! E vero?
Jean-Claude si  trasferito dopo che sei partita. E di sopra
c' un appartamento vuoto: posso prendere quello!
Lo zio la lesse e comment: Non abiti con la sua famiglia?
Mentii: Credo che pensi a un appartamento per me e Ali
nella stessa palazzina.  una buona idea, zio.  vicino alla zona
dell'ufficio di Ali.
La cerimonia del mehndi organizzata per me dalla zia fu
frettolosa e modesta, con le mie nuove cognate, Ammi-jaan,
la madre di Ali con quella faccia striminzita, in adorazione
dell'unico figlio, e le vicine di casa della zia. Mi vergognavo
di quel matrimonio. Ero vestita di verde e le sorelle e le vicine
mi portarono dei dolci, come voleva la tradizione, e mi
dipinsero mani e piedi con l'henn. Le donne raccontavano
storielle sui mariti, il matrimonio e tutte le cose che una donna
deve sopportare. Una delle vicine, che veniva regolarmente
picchiata dal marito, scherz: Il matrimonio  un paradiso
che poi diventa purgatorio, ma il divorzio  l'inferno. La zia
le interruppe e disse: Ora facciamo entrare i musicisti.
Il gruppo dholki fu la parte migliore della serata. I tre
musicisti eseguirono canzoni tradizionali femminili sull'amore,
suonarono i tamburi e scherzarono sulla mia famiglia
acquisita. Pensai: Se resto incastrata qui, scappo con loro. E
sgattaiolai in cucina da Minoo per supplicarla di ridarmi il
passaporto ma lei si copr la faccia con le mani, terrorizzata.
Il giorno del mio nikah lo zio e la zia fecero allestire una
sala al Beach Luxury per il matrimonio, con lunghi tavoli per
il banchetto. Arriv il maulvi che presiedeva alla cerimonia,
si sistemarono in una stanza laterale e l si accordarono sul
denaro che doveva passare di mano, e lo zio ricevette dalla
famiglia di Ali una notevole somma in rupie e in dollari
americani. Si dice che il meher serva ad assicurare la libert
alla sposa all'interno del matrimonio, eppure non ho mai visto
una donna mettere le mani sui propri soldi. I miei furono
utilizzati per avviare l'attivit in Canada.
Le sorelle di Ali mi vestirono con un gharara viola con
complicati ricami rossi, verdi e gialli. Una fila di roselline
minuscole lungo i bordi della sciarpa mi ricadeva sul vestito.
Il maulvi lesse la predica matrimoniale, la proposta e l'accettazione.
Io ero seduta nella stanza della sposa, il padre di Ali
venne da me dal salotto degli uomini, mi lesse il nikah-naama
e io dovetti acconsentire dicendo qabook kiya: mi impappinai
sulle parole, ripetei due volte kiya, la zia era rigida e vidi la
sorella minore di Ali che si mordeva la guancia per non ridere.
Il trucco mi incrostava la faccia, avevo mani e piedi coperti
di henn e il vestito ricamato era umido e pesante in
quel caldo. Abbassarono sopra di noi lo scialle verde e posarono
sulle mani di Ali lo specchio. Soli insieme sotto
lo scialle soffocante, dovevamo inscenare l'antica tradizione
secondo cui io avrei scostato il velo e avremmo visto nello
specchio i rispettivi volti, come fosse la prima volta. Mi strappai
via il velo nel caldo soffocante. Volevo solo che finisse
presto. Nello specchio i suoi occhi erano incerti e ansiosi di
compiacermi ma non c'era traccia di desiderio. Gli tolsi lo
specchio di mano e mi girai a guardarlo direttamente. I suoi
occhi non dicevano: Te. Voglio Te. Avevo gi visto l'amore
negli occhi di un uomo. Conoscevo quello sguardo.
Gli presi la mano asciutta che rimase inerte nella mia e gli
sussurrai: Andiamo via di qua, e lui parve molto sollevato. La
sua ragazza londinese, sua madre e le sue sorelle avevano sempre
organizzato tutto per lui. Una volta alzato lo scialle verde,
sarei stata io a prendermi cura di lui. Aveva una moglie, ora.
La festa del walima, il banchetto che segu, fu semplice
e noiosa: musica, danze, i tipici scherzi nuziali triti e ritriti,
ragazze che rubavano le scarpe di Ali e lui che pagava per
riaverle, petali di rosa lanciati, cibo a volont, una pantomima
di felicit. Io e Ali fummo spediti via presto, mentre lo
zio e mio suocero continuavano a intrattenere gli ospiti utili.
Trascorremmo la nostra prima notte in una camera del Beach
Luxury. Fu l'inizio della mia doppia vita, fingere inesperienza,
fingere che avrei finito per amarlo.
Non intendevo guardare in faccia gli zii per dir loro che
non sarei tornata mai pi, che non avrebbero dovuto forzarmi.
Glielo scrissi da Montreal e spedii la lettera il giorno
stesso del mio ritorno.
La zia ebbe la buona grazia di inviarmi finalmente l'unica
lettera scritta da lei: Ciascuno si costruisce la propria vita.
Il matrimonio pu assumere molte forme. Pensare a te mi d
speranza.
Parole malinconiche, tristezza in catene. La busta era del
Beach Luxury e mi domandai se avesse trovato il modo di
conservarsi i suoi sabati mattina anche senza di me.
...
.
...
Katherine.
...
.
...
Per il mio primo album con la Halcyon Records, Marian
ingaggi un giovane contrabbassista che si chiamava Cecil
Williams. Per la tessitura, diceva. Per il ritmo. Lo faremo
al Vanguard. Cecil stava terminando gli studi alla Juilliard
School, dove era entrato con una borsa di studio, aveva
dieci anni meno di me ed era un mago del basso ostinato.
Fu una rivelazione suonare con un uomo che non opponeva
resistenza, convinto che io sapessi come muovermi. Al
terzo giorno di registrazione cominciammo a fare sul serio,
a improvvisare, e la cosa gli piacque. Alla fine disse: Sei
grande, grande Kat.
Finalmente Mahsa torn dal Pakistan, in ritardo di settimane.
Porca miseria, era andata laggi a sposarsi. Le dissi di
sbrigarsi a venire a New York, avremmo registrato un brano
del mio album.
Prendo il pullman della mattina, mi disse. Hai registrato
Take Of Your Clothes e Tea for Me?
Ci aveva azzeccato, erano proprio i pezzi che avevo scelto.
Come musicista mi conosceva meglio di chiunque altro.
Il giorno che arriv al Vanguard era bellissima. Portava
degli stivali di cuoio alti, un giacchino corto e i capelli raccolti
in un grosso fermaglio di tartaruga. Spalanc le braccia, mi
strinse e io mi chinai ad abbracciarla. Mahsa, le dissi, sembri
sempre pi francese. Com' la vita da sposata?
Si mise a ridere: Lui non  ancora arrivato. Almeno sono
riuscita a tornare.
Prima che potessi chiederle che diamine volesse dire, si
sfil il giacchino e disse: Cominciamo. Ho intenzione di suonare
per il tuo primo album finch non mi sanguinano le dita.
Non rubarmi la scena, scherzai.
Oh, certo che s.
Quella registrazione di noi due che suoniamo Two to Love
 tra le mie preferite. Non ho mai sentito un'altra coppia di
pianisti farla meglio di noi, e ci hanno provato in molti. Eravamo
come due mani giunte in preghiera.
Fermati qualche giorno, proposi alla fine.
Devo tornare.
Perch?
Be', arriva Ali.
Mahsa non voleva parlare di lui e a me non interessava
granch. Lei accenn allo zio, disse che avrebbe fatto due
pi due. Aveva paura di perdere il visto studentesco, adesso
che era sposata. Ma io avevo fretta di riascoltare i miei nastri.
T avrebbe dovuto suonare un pezzo che avevo scritto per
lui, Long Road. Visto che non si present, dissi a Marian:
So che stasera suona da Francis Hines. Manda l qualcuno a
registrarci dal vivo.
Non mi sembra una buona idea, disse Marian, ma lo fece
comunque.
Mi presentai nel loft con il tecnico del suono, T era completamente
fatto e dissi al pianista: Scusa, ti dispiace se ti do
il cambio? Avvertendo la presenza di una donna battagliera
gli uomini indietreggiarono un po', T invece non si mosse
di un millimetro. Mi vide e sorrise con le labbra premute
sull'ancia, mi strizz l'occhio e io pensai: Pezzo di merda,
hai voglia di darci un po' dentro eh?, e suonammo insieme
e fu tremendamente sexy. Quella sera facemmo sul serio
come ai tempi delle tourne, e impazzirono tutti. La registrazione
 grezza. Si sente la gente che si muove, le voci,
i bicchieri. Si sente persino un fiammifero che si accende
proprio nel momento in cui si era fatto silenzio nel locale e
tutti si erano messi ad ascoltare. Quando lo sent, Marian
disse: Certo la registrazione non  perfetta ma la musica 
grandiosa. Lo inseriamo?
S, lo voglio nel disco.
Per il resto dell'incisione eravamo solo io e Cecil. Mi sentivo
aperta, del tutto naturale. A tratti si sente il mio respiro
mozzo, e ho deciso di lasciarcelo. Mi piaceva quell'atmosfera
live. Se riesci a catturarla una volta nella vita sei fortunato.
C' gente che cerca di evitare la naturalezza. Da quella prima
incisione al Vanguard ne ho fatte moltissime altre ma
quella  ancora la mia preferita.
Tenni la prima registrazione di Two to Love eseguita
con Mahsa e non cambiai molto. Quel giorno era proprio
carica, ci eravamo sedute e l'avevamo suonata da cima a
fondo. Alla fine avevamo drizzato la schiena, ci eravamo
guardate e basta.
Come abbiamo fatto?
Adoro suonare con te.
Chiamai l'album Katherine Goodnow: Precious. Dietro il
titolo feci disegnare l'ideogramma ombreggiato Ming.
La copertina  una foto che mi ritrae con i capelli scarmigliati
e i miei figli che sembrano bambini di strada in un
vicolo vicino a casa nostra. Bea aveva fatto entrare nel quadro
anche un cane randagio. Ai ragazzi piaceva esser parte
della cosa. Marian scrisse le note di copertina e io i ringraziamenti,
anche a ma'. Avevo lavorato tutta la vita, porca
miseria, per realizzare quel primo disco.
Ne impacchettai due copie, una da portare a ma' e una
da spedire a Mahsa. Appena l'ebbe ricevuta mi chiam: Sono
sei ore che lo ascolto. Sei straordinaria.
Eccoci dunque tutte e due allo scoperto, dissi.
Avrei dovuto restare e fare tutto l'album con te, disse lei.
Ne faremo un altro, non preoccuparti.
Uscirono due recensioni: una buona, l'altra diceva che
nel mio jazz c'era un tocco femminile. Gettai a terra il giornale
e Dexter lo raccolse. Mamma, adesso sei sotto gli occhi
di tutti. Devi imparare ad accettarlo.
 tutta la vita che non lo accetto, Dex. Non comincer
adesso.
C' gente che se non ti vede buttare il sangue non 
contenta. Scrissi al recensore: Quando  stata l'ultima volta
che ha definito una musica maschile? Se non le piace il
mio album, se ne faccia uno lei. Io, per suonare, ho un vocabolario
mio.
Mi piaceva andare a cacciarmi in mezzo al fumo.
A Hamilton, per prima cosa dissi a ma' di mettere su il
disco. Ero cresciuta guardando quelle mani, ora consumate
dal lavoro, reggere i dischi dal bordo, e adesso quelle mani
tenevano il mio disco. Ascoltammo insieme e ma' disse:
Katie, ce l'hai fatta.
Girai la copertina per mostrarle il suo nome nei ringraziamenti,
nero su bianco, poi dissi: Domani portiamo i bambini
al sentiero della ferrovia.
Adoravano quella passeggiata, dal centro fino alla scarpata
da dove si vedono le cascate. Bea disse: Mi piace la natura
selvaggia del Canada. Vorrei avere un cane.
Ma' rispose: Credi che Hamilton sia natura selvaggia?
Baby-B, questa  una citt di acciaierie. Facciamoci prestare
il cane dei vicini.
Ora che mi ero trasferita era divertente stare con lei.
Le piaceva soprattutto raccontare storie, fumare e cantare.
Mentre la osservavo con i bambini pensai che avrei scritto
un pezzo intitolato Gold-Thread Slippers, pantofole d'oro.
Giocavamo a carte e lei cantava le stesse canzoni che aveva
cantato per me, quelle che sua madre cantava con lei, e
batteva le mani sul vecchio tavolo della cucina:
Whatyou gonna do when the bed breaks down?
Tried it on the sof.
Tried it on the chair.
Tried it on the window.
Didn't get nowhere.
Whatyou gonna do when the bed breaks down?
Una sera io e ma' andammo a fare una passeggiata e lei
mi disse: Ultimamente mi sono rivolta a degli avvocati, voglio
che il governo si scusi per avermi rinchiusa a Belmont.
Perch vuoi rivangare quella storia?
Katie, non avevano il diritto di farlo.
Butt la sigaretta. Dovranno scusarsi. Lo faccio anche
per te. Che tu lo voglia o no.
Volevo che venisse a stare da noi per un po' ma non ne
volle sapere. Io e ma' stavamo cambiando e sapevo che si
sentiva sola ma non potevo farci niente se dovevo badare ai
bambini e continuare a suonare. Lei faceva lo stesso lavoro
da trent'anni, non sarebbe mai andata via di l, era ancora
in cerca di qualcosa ma io non sapevo cosa. Eravamo collegate
come le due estremit di una bacchetta da rabdomante
che cerca correnti d'acqua sotterranea.
...
.
...
Mahsa.
...
.
...
Monique aveva inchiodato alla porta di casa qualche lattina
e una vecchia scarpa. Fu bellissimo sentire il suo abbraccio
quando tornai da New York e mi chiese: Ma grande, come
hai potuto sposarti senza invitarmi? Ho sempre desiderato
andare a un matrimonio musulmano!
E queste a che servono?
 uno scherzo, spieg. Il padre d una scarpa allo sposo
per concludere l'affare e lo sposo la batte in testa alla sposa
per far vedere chi  il capo. C'est ridicule. Le lattine tengono
alla larga gli spiriti maligni. Dovrei metterne qualcuna
sulla mia porta. Ho tanti di quegli spiriti maligni che mi servirebbe
una lattina unica al posto della porta. Claude se n'
andato, io tengo l'appartamento e tra una settimana esordisco
con un nuovo spettacolo. Dovresti farmi le musiche per il
prossimo. La settimana scorsa  venuto Jean a cercarti. Vuole
che facciamo una festa. Non credo sappia che ti sei sposata,
io non gliel'ho detto. Com' Ali?
Carino, fa l'avvocato.
C'est quoi a? Un avocat? Sembra che tu stia parlando del
fratello di qualcuno.
Non farci caso. Dobbiamo abituarci l'uno all'altra.
Andai nella mia vecchia camera e trovai le lettere di Kamal
nell'ultimo cassetto. Gliele consegnai: Conservale per me.
Mahsa, questo non  giusto. Tu non sei innamorata.
Monique era l'unica che avesse osato dirlo.
L'amore pu crescere, dissi. E quello che crediamo nel
mio paese.
Infil nella borsetta il pacco di lettere e disse: L'amore 
e basta. Ovunque tu sia.
Il nostro primo mattino insieme a Montreal, Ali si alz e
mi lasci a letto. Qualche istante dopo fece capolino da dietro
lo stipite della porta: Non hai ancora fatto il t?
L'amabile primogenito, il figlio migliore, attravers con
passo pesante il corridoio, and in cucina e con gran fracasso
di pentole e teiere lo prepar lui. Lo pos sul mio comodino
con gesto plateale dicendo: Eccoti servita! Poi se ne and a
leggere i giornali in salotto.
Mi aveva servita. Che gesto lodevole. Cercava di essere
gentile? Tuttavia l'aveva fatto senza alcun calore. Era la voce
di sua madre a sussurrarglielo all'orecchio: Tu sei migliore.
Era mancanza di considerazione per le donne e i servitori.
Prima c'erano le pigre domeniche con Monique e i nostri
amici, tornare a casa all'alba dai club di Saint-Antoine, grandi
bricchi di caff, scambiarsi i giornali, ridere e chiacchierare e
riempirsi le tazze a vicenda. Ora ero sola. Perch ero sposata.
Ali aveva un viso attraente ma non mi piaceva. Quando
dormiva esaminavo la piega ansiosa tra le sopracciglia, poi le
labbra sottili sotto i baffi. Da addormentato il suo viso era pi
dolce. Quando facevamo l'amore non lo sentivo esplorare per
scoprire chi ero ma solo cercare il proprio piacere. Erano cose
di cui non eravamo capaci di parlare. Stavo a guardare come
se non si trattasse di me. Ma Ali era nel mio letto ogni notte e
mi sentivo in trappola in un modo che non so dire.
Avevo assimilato l'idea che una moglie dovrebbe voler
compiacere suo marito. Ero docile con Ali e pensavo che
avrebbe cominciato a restituirmi ci che gli davo. Quando
non ero accondiscendente lui mi opponeva resistenza. L'inizio
di un matrimonio  una sorta di messa in scena, per diventare
ci che pensi debba essere una moglie o un marito.
Eravamo occupati a sistemare gli affari e i conti bancari della
sua famiglia, affittare uffici, presentare domande allo stato.
Io ero d'aiuto perch conoscevo la citt e ormai parlavo bene
il francese. La madre di Ali mi scrisse che per il momento
ero una brava moglie anche se a volte un po' testarda, il che
per lei era un complimento. Ali non era curioso della mia vita
all'universit ma ce lo portai ugualmente. Quando sostammo
sotto l'enorme statua della regina Vittoria di fronte al dipartimento
di musica, disse: Ci sono troppe regine in Canada. Era
gennaio e lui pativa il freddo. Gli mostrai lo studio dove mi
esercitavo. Gli raccontai che il sabato suonavo al Ritz e che
avevo un ingaggio a New York a fine mese. Quando mi sar
laureata, spiegai, mi dedicher all'insegnamento part-time e
lavorer al pianterreno di questo edificio. Ali non disse nulla.
La nostra seconda domenica a Montreal lo invitai a fare
colazione al Ritz mentre suonavo. Mentre camminavamo insieme
nel freddo in direzione di Sainte-Catherine, vidi una
coppia francese che si abbracciava e feci scivolare il braccio
intorno alla vita di Ali. Lui prov a circondarmi le spalle ma
i nostri fianchi si scontrarono, ci sentimmo a disagio e ci
separammo. Il personale dell'albergo lo tratt come un re,
Monique gli port l'International Herald Tribune e lui si
mise a leggere. Gli dissi: Dovresti venire a New York a conoscere Katherine.
Forse, rispose.
Be', adesso devo prepararmi a suonare. Ci vediamo dopo.
Cosa?
Devo suonare.
Cosa?
Ali.
Suoni qui, davanti a tutti?
S.
Ma  un albergo.
Te l'ho detto.
Ma come pu interessarti suonare qui?
Guadagno qualcosa.  divertente.
Ma abbiamo gi un mucchio di soldi. Sei una studentessa.
Mi piace suonare per un pubblico. Mi piace avere del denaro
mio.
Cosa?
Ali, smettila di dire cosa.
Tu non puoi suonare in un albergo.
Ali, lo faccio gi.
Andai a cambiarmi. Avevo un sari che mi scopriva generosamente
la vita e portavo un choli senza maniche sotto uno
scialle di chiffon trasparente. Era una tenuta da festa, ma il
sari  un indumento versatile, e prima di entrare sollevai un
lembo della gonna e mi coprii la testa con il pallu. Pi tardi
l'avrei lasciato scivolare gi.
Non c'era bisogno che mi preoccupassi: quando feci il mio
ingresso lui era sparito.
Ero cos arrabbiata che dopo aver suonato me ne andai da
Monique e restai con lei fino a tardi.
Quando arrivai a casa, Ali si rigir nel letto e mi sfil la
camicia da notte. Non opposi resistenza. Sentivo in lui qualcosa
di esigente e insicuro. Al mattino, prima che andasse a
lavorare, non scambiammo nemmeno una parola. A cena gli
dissi: Ali, dovremmo parlare.
Di cosa?
Del perch non vuoi parlare.
Non c' niente da dire.
Davvero?
Hai intenzione di smettere di suonare in giro?
Ali, ti avevo detto che suonavo l. Lo zio non ti ha detto
che suonavo al Beach Luxury?
Certo. Ma  diverso. Lui ci lavorava. Non voglio che suoni
negli alberghi.
Perch?
 degradante.
Ali, ma hai vissuto a Londra! Ci sono tante donne che
suonano in pubblico.
Ma se sei tu a farlo ho la sensazione di non essere un buon
marito. Non  rispettoso. Sollev le mani agitando le dita
nella caricatura di un pianista e disse: Lei ha troppo talento
per fare la brava moglie e basta. Deve mettersi in mostra.
Ali, questo  quello che sono. Posso lavorare ed essere anche
una buona moglie, anche tu fai cos.
La bellezza delle nostre passeggiate a Karachi era svanita.
Neppure quella notte opposi resistenza. La mattina uscimmo
alla stessa ora. A cena lui parl dei nuovi clienti che aveva
incontrato e delle differenze tra Londra e Montreal. Era
meglio Londra. Doveva mettersi sotto con il francese. Entr
in cucina, mi abbracci da dietro. Stavo lavando i piatti e lui
voleva portarmi a letto. Non avevo finito con i piatti e avevo
un esercizio da scrivere ma lo seguii, finsi di volerlo compiacere,
lasciai che si specchiasse nel mio piacere, sperando
ancora che i miei sentimenti potessero cambiare. Non c'era
nessuna tenerezza, niente sguardi d'amore. Eravamo due
estranei in un letto.
Lo zio scrisse: Ali si lamenta della tua testardaggine. Cerca
di essere una moglie gradevole.
Nessuno di loro sapeva della mia vita qui prima di Ali e il
pensiero mi colmava di una gioia segreta.
A Karachi non mi ero accorta subito della mia prima gravidanza
e lentamente mi aveva invaso un senso di terrore
quando avevo scoperto la ragione del mio seno cos sensibile.
Stavolta riconobbi quella sensazione. Non ero sicura di voler
avere il bambino. Non avevo ancora finito gli studi. Come
avrei fatto ad andare a New York? Monique aveva abortito
qui, in una camera d'albergo. Quando le chiesi perch l'avesse
fatto lei rispose scherzando: A maman sarebbe venuto un
colpo, e anche alla chiesa, a tutta Montreal sarebbe venuto
un colpo, e comunque non potevo prendermi cura di un figlio
e lavorare in teatro.
Telefonai a Katherine. Oh, cazzo, Mahsa, disse. Se vuoi
avere dei figli, tanto vale che tu li faccia subito.  per questo
che ti sei sposata, no?
Mi vergognavo troppo a confessarle che ero stata costretta.
Per mi fece riflettere: un figlio lo volevo. Sarei andata
avanti. Potevo fare tutto, come aveva fatto lei.
Quando dissi ad Ali che ero incinta lui disse: Festeggiamo!
Dove vogliamo andare?
Andiamo in centro, proposi. C' Christine Charbonneau
che canta.
Mi piacevano le piccole boites  chansons affollate, piantate
una dopo l'altra sull'acciottolato, buie e con le candele
accese, le sedie vicine vicine e gli innamorati con le mani che
toccavano le gambe l'uno dell'altro sotto i tavoli di legno.
Io pensavo a qualcosa di davvero memorabile, obiett Ali,
come l'Altitude 737.
Mi venne la nausea a guardare le luci della citt sotto di
noi dalla sommit di Place Ville Marie. Eravamo seduti uno
di fronte all'altra, il bordo della tovaglia di lino mi pesava
sulle cosce. Mi chiedevo se sarei mai stata a mio agio insieme
a mio marito. Presi un consomm con qualche crostino e
Ali sembrava impaziente. All'epoca ancora lo punzecchiavo:
Ora che avr un bambino, la smetterai di lamentarti di me
nelle lettere ai tuoi.
Ma lui ribatt: Io non mi lamento.
La gravidanza era un'esperienza interessante. Sentivo il
corpo rilassato e sensuale e avevo voglia di sesso ma Ali smise
di interessarsi a me. Al ritorno dal suo primo viaggio a Londra,
capii che non ci era andato soltanto per lavoro. Non che
mi importasse molto. Lo sentivo distante, come un fratello
maggiore, contento di averla vinta. La prossima volta verr
a Londra con te, lo stuzzicai, ma lui non rispose. Ho sentito
che hai suonato all'Esquire Club, disse.
S, con il mio insegnante, Jean. L ho sempre suonato con lui.
Mio padre mi aveva avvertito.
A che proposito?
Che saresti stata testarda, che avrei dovuto mettere le
cose a posto.
Come, mon cher? Ad Ali non piaceva che parlassi in francese
con lui, e specialmente che infilassi nel discorso qualche
parola in urdu. Ai miei amici canadesi piaceva ma secondo
Ali ci faceva sembrare stranieri.
Disse: Mio padre mi ha detto di metterti incinta in fretta,
cos ti saresti calmata.
Era capace di sbalordirmi. E hai altre perle di saggezza
dalla tua famiglia? chiesi.
Non si rendeva nemmeno conto di insultarmi. Pensava
di essere nel giusto. Quella notte mi avvicinai a lui ma mi
volt le spalle. Ci riprovai dopo qualche giorno e capii, sentendomi
tradita, che per lui la nostra vita familiare era solo
un accessorio.
Mahsa, disse, sto lavorando sodo per avviare questa attivit.
Devi capirlo.
Cos inizi la nostra abitudine al silenzio. C' una fiaba
occidentale su una donna costretta a vivere con una bestia
che, quando lei impara ad amarla, si tramuta in un bellissimo
principe. Ma l'amore non si pu forzare. L'amore non c'entra
con la volont o con le vecchie leggende.
...
.
...
Katherine.
...
.
...
Vicino ai Doghouse Studios di Brooklyn, dove finisce ioth
Street all'incrocio con 2nd Avenue, c' un posto che vende
doughnut: un santuario. Spesso ci ho visto una vecchia coppia
con lo sguardo fisso in direzioni diverse. Una volta il vecchio
si alz dalla sua sedia per andare in bagno e io osservai
la vecchia che lo controllava. Lei mi vide, si avvicin e disse:
Stiamo insieme da sessantun anni. Mio padre diceva che non
avrebbe mai funzionato.
Sembra di s invece.
Certi giorni dovrebbero darmi una medaglia. Adesso ha
un problema al ginocchio.
Lo disse con la soddisfazione di una donna amata, gli occhi
che brillavano, dando per scontata la confidenza con me soltanto
perch ero una donna. Aveva la dentiera e parlava con
accento inglese. Le feci segno di sedersi vicino a me ma scosse
la testa: Lui torner presto e dobbiamo andare.
Di dove siete?
Di qui. Be', prima stavamo in Inghilterra.
Aveva una tosse rantolante come quella di ma'. Disse:
Mi sono sposata e dopo due settimane mi sono trasferita qui
con lui. Ho fatto la bidella alla scuola che hanno frequentato
i miei figli per quarant'anni. Adesso ci vanno i miei nipoti.
Lei che cosa fa?
La musicista. Lavoro qui in zona.
Che genere di musica?
Jazz.
Non la conosco molto.
Ho voglia di scrivere qualcosa per lei.
Sembrava contenta ma non sorpresa. A quella donna erano
sempre successe cose buone e semplici. Nonostante la guerra,
le morti, le malattie infantili, era rimasta con l'uomo che
la amava. Lui le aveva dato tutto ci che possedeva e lei non
aveva chiesto di pi.
Come avete fatto a restare insieme?
Ci aveva riflettuto anche lei. Sorrise con quei denti finti
candidi e perfetti e rispose: Me lo chiedono anche i miei
figli.  semplice: siamo sempre stati l'uno per l'altra la cosa
pi importante della vita.
C'era gente che faceva lavori prestigiosi, viaggiava, parlava
lingue straniere, possedeva cose. Lei no. Ma aveva fiducia nel
suo matrimonio. Il loro amore era normale, era vero, era suo.
Lui arriv zoppicando e le circond le spalle con il braccio
che non teneva il bastone: la guardai appoggiarsi a lui come
se l fosse esattamente al suo posto. Lui aveva le spalle diritte,
le mani grandi e gli avambracci forti del lavoratore. Mi
ricord Big Johnny di Nan.
Pronta? le chiese. Lei annu e i loro sguardi si incontrarono
serenamente. Uscendo, lei gli mise il braccio intorno alla
vita e lui abbass la mano per strizzarle il sedere magro. Lei
si gir per vedere se la stavo guardando e mi sorrise come
una ragazza, come a dire: Visto? Poi si stacc da lui e lo prese
per mano. Si gir di nuovo e mi chiese: Come chiamer la
mia canzone? Voglio cercarla.
Che ne dice di New Thing o Long Love?
Mi piace il primo titolo, disse.
Visto che aveva scelto quello, decisi che avrei scritto una
cosa tragica.
...
.
...
Mahsa.
...
.
...
Cos' successo?
Jean St John entr nell'aula esercitazioni con la sigaretta
in bocca, trascin la sedia, mi interruppe.
Di cosa parli?
La musica. Da quando ti sei sposata  cambiato qualcosa.
Ah, tra l'altro avresti anche potuto dirmelo.
Ho registrato un brano nel primo album di Katherine
Goodnow.
Bravo. Ma c' dell'altro. Lo sento.
Tanto valeva dirglielo subito.
Sono incinta.
Merde!
Jean, sono felice.
Splendido. Flicitations. Quando hai intenzione di mollare
tutto?
Mi alzai.
Siediti, disse. Suona Thelonious.
Coltrane diceva che quando suonava con Monk si sentiva
precipitare nella tromba dell'ascensore. Per suonare Monk
non devi pi pensare a niente che non sia il si bemolle, quindi
smisi di pensare a Jean, al bambino e a tutto quanto tranne
che al si bemolle.
Alla fine, Jean St John butt a terra il mozzicone della sigaretta,
lo spense con lo stivale e disse: Mahsa, tu hai un dono.
Non sprecarlo. Ti chiederanno di smettere. As-tu le courage?
Non preoccuparti. Se commerci in cammelli costruisci la
porta alta.
Scoppi in quella risata di apprezzamento che adoravo.
Ma grande, disse, quand' che fai un'altra festa con quella
tua amica comdienne femminista? Voglio rifare la mia danza
con la sciarpa.
Confidai ad Ali le mie preoccupazioni, non sapevo come
fare a finire gli studi e a insegnare dopo la nascita del bambino.
Non ti lamentare, disse. Ognuno  convinto che la sua
tomba sia troppo stretta. Aveva cominciato a starmi sempre
addosso, voleva che restassi a casa e insisteva per farmi bere
il latte intero, che odiavo, mattina e sera. Per fargli piacere
comprai del latte scremato, ma lui insisteva.
Ali, smettila. Mangio quello che voglio.
Secondo Ammi fa meglio al bambino.
Avvertivo la sua frustrazione, la stessa che spesso provocavo
nello zio. I primi tempi avevo voluto credere che fosse
un segno di affetto. Ma per un uomo una moglie  come il
suo territorio.
Ammi-jaan scrisse: Lascia perdere gli studi musicali, goditi
il tuo bambino. Monique diceva: Non hai preso la pillola,
 chiaro che vuoi fare la madre.
Soltanto le parole di Jean - Hai un dono - tenevano accesa
in me un po' di speranza.
Nostro figlio nacque il 7 giugno 1973. Asif. Mor sussurrava
sempre ad abbu: Sei janan asif, che significa amato e
puro, e mio padre rispondeva: Se lo dici tu, ma in realt gli
piaceva. Ali pensava intendessi la parola araba che significa
perdono e comment: S, il profeta era molto indulgente,
Asif  un bel nome.
Ali usciva prima e tornava a casa pi tardi e nei primi lunghi,
solitari mesi in cui allattavo Asif e andavo a passeggio
con lui dopo notti insonni, avrei voluto dividere il mio piccolo
con un'altra donna. Per dare conforto a mio figlio appena
nato cantilenavo i versi di mia madre:
Profuma tutto di lavanda il mio bambino.
Saranno tutti i bimbi come il mio,
o nessun'altra mai ne ha messi al mondo?
Telefonai a Katherine:  bellissimo, ma sto impazzendo
a stare tanto sola.
Io stavo sempre seduta alla finestra con una cerbottana,
mi raccont.
Non mi sento pi me stessa.
 normale. Esci. Dovranno pur esserci altre madri. Meglio
ancora se ti trovi una babysitter.
Non si pu applaudire con una mano sola. Entusiasta di
suo figlio, Ali si addolc anche con me. Io parlavo di tornare
a studiare ma i mesi diventarono un anno, lui portava a casa
i clienti da intrattenere e cominciammo a frequentare la
nuova moschea di Ville Saint-Laurent a Laval Road. Era una
piccola comunit, con due file di uomini in preghiera, e osservavo
Ali unirsi a loro. La sua serenit dipendeva dalla mia
rinuncia a essere me stessa. Adesso sarei stata una neomadre
e una buona padrona di casa, incantevole, invisibile seppure
sotto gli occhi di tutti.
La mia vita segreta si fece pi complicata. Asif dormiva e
io intanto mi esercitavo. Trovai una babysitter per poter suonare
nei club con Jean. Quando Asif aveva quattordici mesi
e gi ero incinta di nuovo, dissi a Jean che ne aspettavo un
altro e lui: Es-tu folle? Monique mi abbracci e disse: Una
bambina, fammi una bambina, scema! Non so perch lo fai,
ma che almeno sia femmina! E cos fu: ebbi una figlia e la
chiamai Lailuma, e si ricominci con tutte le coccole, le notti
insonni, l'allattamento, due bambini da tenere in braccio,
nutrire, lavare, curare. Monique venne a trovarmi nel mio
mondo latteo, appiccicoso, tutto sottosopra e disse: Non puoi
metterli nelle loro culle e venire a prenderti un caff con me?
Poi ce ne andiamo al cinema. Hai bisogno di una tregua da
questa follia. Io risi e le misi in braccio Lailuma.
Io di figli non ne voglio, disse lei. Per far la zietta dei
tuoi.
Le bambine sono fantastiche, disse Katherine. Portamela
presto. Suoneremo insieme.
Mi illudevo con la facciata che io stessa creavo. Ali andava
a Londra per affari e tornava rinfrancato. Di solito a casa
era irritato, teso, intrappolato tra le abitudini occidentali che
adottava al lavoro e la resistenza che a quelle abitudini opponeva
quando si trattava di me e dei nostri figli. Io cercavo di
nascondermi sotto il pavimento come un folletto. Un giorno
per gli dissi infastidita: Penso che tu sia ancora innamorato
della tua ragazza di Londra.
E lui: Non posso farci niente se eri troppo giovane per
sposarti.
Eri cos occupato a dirmi delle tue amanti che non mi hai
mai chiesto dei miei.
Le mie parole si infransero a terra come vetro.
Neppure questa volta mi chiese nulla ma archivi l'informazione,
per poterla usare contro di me. Il nostro matrimonio,
ancora giovane, era pieno di silenzi. Ci scontravamo,
ci allontanavamo, non risolvevamo nulla e cos ci costruivamo
una vita superficiale. Io allattavo e curavo i figli e cercavo
di suonare mentre Ali metteva su la sua attivit e si
sforzava di plasmare una famiglia secondo le apparenze. La
vera sostanza di questa famiglia non gli interessava granch,
e nemmeno io. Cominci a parlare di andare tutti insieme a
trovare i suoi genitori a Karachi e io gli dissi che non avevo
intenzione di andare, che non volevo vedere lo zio.
Pochi giorni dopo Monique giocava con Asif, faceva una
torre di mattoncini perch lui potesse abbatterla. Aveva i capelli
ricci raccolti in cima alla testa e gli occhiali con la montatura
di corno sulla fronte.
Ero seduta davanti a lei sul pavimento a gambe incrociate
e allattavo Lai, con quel fiorellino di bocca che poppava
famelico, il mio latte era la sua droga. Dissi: Ali vuole che
li porti in Pakistan a trovare i nonni. Io non posso andare.
Perch?
Ho paura.
Di che cosa?
Avrei voluto raccontarle dei miei genitori ma non ce la feci.
Dissi: Mio zio mi ha costretta a sposarmi. Non voglio vederli.
Costretta?
Mi sono sposata soltanto per poter tornare qui.
Non volevo che mi compatisse ma nemmeno speravo che
capisse. La vergogna, il silenzio.
Monique continuava a costruire la torre di Asif, che con le
manine cerc di appoggiare un altro mattoncino in cima. Guardavo
le sue labbra minuscole che si stringevano per la concentrazione.
Poi disse: Hai paura che ti costringano a restare?
Stavolta, quando la torre croll, Asif si mise a piangere.
Monique lo bland per convincerlo a riprovarci, io feci fare
il ruttino a Lailuma, tenendola stretta e sentendo i suoi piccoli
muscoli tendersi e rilassarsi e la testolina che crollava
incurvando dolcemente il collo mentre lei si addormentava.
La sistemai sul divano, presi Asif e con una risatina dissi: E
adesso allo zoo  ora della pappa. Vieni in cucina. Dimmi del
tuo nuovo testo.
Monique disse: Lascia tuo marito, Mahsa. Non sei pi tu.
Dove andrei?
Come potrei cavarmela? pensavo. E i bambini?
Ma l'indomani mattina, portandoli a fare una lunga passeggiata,
passai accanto alla mia vecchia banca con i due leoni.
Presi in affitto una cassetta di sicurezza per il passaporto.
Poi andai alla clinica universitaria, mi feci prescrivere la pillola,
la pagai in contanti e nascosi le confezioni in una copia
sdrucita di Nana di Zola, visto che Ali non leggeva mai romanzi francesi.
Telefonai a Katherine, le dissi che ero troppo stanca e non
mi stavo esercitando. Ricomincerai, rispose. Non preoccuparti.
 naturale. Mi ricordo che certi giorni non avevo neanche il
tempo di buttare gi due note. Non mollare. Se ti fai rubare i sogni, ti fai rubare la vita.
...
.
...
Katherine.
...
.
...
T fu invidioso delle mie prime incisioni. Lui aveva registrato
parecchio come turnista ma non scriveva. Non c' nessun
mistero nello scrivere. Si scrive perch non si pu non
scrivere. Suonare  lo stesso. T non poteva non suonare. Ma
stava facendo esperimenti con la macrobiotica, Scientology, il
progetto Free Life Communication e le droghe psichedeliche,
come molti jazzisti all'epoca. Quando le cose gli sfuggirono
di mano e divent eroinomane si trasfer a ovest. Diceva che
l'eroina era come la voce di un piccione selvatico che tuba
in un nido piumato. Fu un periodo duro. Quando lo vidi facemmo
l'amore come se fosse una cosa buona, perch lo era.
Ma ero arrabbiata con lui. Per anni non c'era stato quasi mai.
Diceva: Katie, non voglio che i bambini mi vedano cos
ma voglio vedere te.
Se vedi me, vedi anche i tuoi figli.
Katie, non fare la stronza.
Dico sul serio, T.
Ma lo lasciai entrare e a letto ci scambiammo tenerezze.
Gli dissi che doveva rimettersi in sesto, poi provai a toccarlo
e ad attirarlo pi vicino ma cominci a parlare e capii che si
era preparato le cose da dire. Parlava a voce bassa e senza rimorsi.
La voce di un uomo che fa un grande sforzo per dire
ci che pensa.
Devo andarmene, disse. Le cose vanno come devono andare.
Ci sono cose che devo imparare.
Lo so, T.
Ogni volta che ti vedo.
Anch'io.
Continua a scrivere.
Io voglio suonare in giro, come fai tu. Ma qualcuno deve
tirar su i nostri figli.
Mi faccio coinvolgere, disse. Non sempre in cose buone.
Lasciammo da parte le parole e tornammo a toccarci, nudi.
Mi sarebbe piaciuto essere cos libera da farmi coinvolgere.
Si lasci fermare e poi fummo l'uno dentro l'altra. Eravamo
sempre l'uno dentro l'altra, in qualche modo.
Dopo, riposando, gli chiesi: Com' l'altra tua famiglia?
Sorrise. Se dico qualcosa mi butterai i vestiti dalla finestra?
Agli uomini piacciono le donne infuriate.
Baby, parliamo di noi, disse.
La prossima volta non li metto neanche in una borsa.
Mi attir a s. I bambini avevano bisogno di lui, e questo
era un fatto. E l'altro fatto era che non avevo mai smesso
di sentire dentro quel maledetto sussulto quando lo vedevo,
perci decisi di non seppellire il mio amore. Se non riesci a
immaginare di essere ancora innamorato nonostante un tradimento,
vuol dire che non sei mai stato innamorato. Io volevo
suonare, e scrivere. Volevo i miei figli. Volevo lui.
...
.
...
Mahsa.
...
.
...
Katherine teneva stretta la piccola Lailuma, con la grande
mano sotto la sua testa come una cuffia, e disse:  perfetta.
Appena arrivata a casa sua chiamai Ali e lasciai un messaggio:
Sono a New York. Non ti arrabbiare. Dovevo andare.
Torno tra una settimana.
Mi sentivo di nuovo me stessa e decisi di non preoccuparmi
dei miei problemi, fintanto che ero l.
Suonammo al Surf Maid per tre serate. Tra un set e l'altro
correvo di sopra ad allattare Lai. Katherine disse: Suoni meglio
di prima, i bambini ti fanno bene.
Era bello non essere sola. L'ultimo giorno andammo a Central
Park, Katherine noleggi delle canne da pesca e sistemammo
la piccola sulla coperta in mezzo a noi due mentre i pi
grandi scendevano al lago. Ci sentivamo tutti pigri e soddisfatti
nel sole caldo del pomeriggio, io e Katherine parlavamo
di musica, progettavamo di andare al Cookery, io allattavo e
cambiavo Lai e lei guardava la luce sulle foglie con gli occhi
grigi come i miei. Dissi a Katherine: Dovremmo vivere sempre
cos. S, dai, rispose.
All'improvviso arriv Bea di corsa: Asif  sparito. Non lo
troviamo pi.
Fino a un certo punto lo avevo guardato mentre era sulla
riva del laghetto. Poi avevo avuto da fare con Lai, mi ero
messa a parlare con Katherine e il mio bambino era scomparso.
Alzai gli occhi e c'era un buco nel mondo. La superficie
dell'acqua era piatta. Era l sotto? Occhi aperti, morto, il
piccolo corpo risucchiato dal fango? Sarebbe arrivata la polizia
con i sommozzatori a dragare il fondo e a tirar su il corpo
senza vita del mio bambino? O una persona cattiva, non una
persona normale, l'aveva portato via e lo stava gi chiudendo
a chiave in una stanza nell'orribile citt pulsante alle nostre
spalle, gli stava tingendo i capelli, dando un nuovo nome, gli
stava facendo del male? L'avrebbero ritrovato dopo anni e lui
mi avrebbe detto con voce piatta da adolescente: Perch non
mi hai trovato? Che cosa avrei detto ad Ali? Come avrei fatto
a tornare a Montreal in pullman da sola, senza Asif? Sarebbe
stata l'imperdonabile fine di una vita e l'inizio di un'altra, impensabile.
Katherine si mise a correre lungo la riva in una direzione,
io nell'altra. Quanto and avanti? Tre minuti? Dieci?
E poi il buco si riemp. Eccolo l. Un bambino piccolo, tranquillo
vicino all'acqua, chino su qualcosa a riva, accovacciato e
nascosto da un cespuglio. Tutto preso a toccare i sassolini, la
sabbia, il fango sulla riva. A esaminare il suo mondo. Le piccole
labbra erano appena dischiuse, respirava dalla bocca pieno
di meraviglia, la curiosit gli aveva sollevato le sopracciglia.
Corsi da lui, lo circondai con il braccio libero e lo strinsi a me
e alla piccola e lui alz gli occhi sorpresi, bruscamente interrotto
dalla sua concentrazione, e scoppi a piangere. Non so
perch non mi accovacciai accanto a lui, a guardare insieme a
lui, allontanandolo dolcemente dalla riva; non lo feci. Lo allontanai
da l come se i pericoli che avevo immaginato fossero
pi importanti della sua contemplazione del reale. Chiamai gli
altri e lo riportai da Katherine.
Tutti i bambini si perdono a volte, disse lei. Bea si nascondeva
sempre sotto gli scaffali dei vestiti al supermercato e dovevo
cercare i suoi piedi.
I bambini si misero a raccontare di quando si erano persi
loro perch non c'era pi pericolo, perch erano sempre stati
ritrovati da madri ben decise ad amarli.
Alla fine della settimana ripresi il pullman per Montreal malvolentieri.
Considerai l'idea di restare l. Katherine diceva: Sai,
qui potresti trovare qualche buon posto dove insegnare. Ma io
obiettavo: Devo ancora laurearmi. E comunque lui  il padre.
Durante il viaggio Lailuma si agit, Asif continuava a svegliarla,
e quando arrivammo a casa eravamo tutti esausti. Misi
a letto prima Lailuma e poi Asif, poi tornai in cucina a prendere
un t con Ali. Era stato affettuoso con Asif e freddo con
me e quando tornai chiuse la porta e disse: Siediti.
Non sopportavo quando chiudeva le porte.
Disse: Sai quante persone dipendono da me per vivere?
E tu scappi a New York con i nostri figli senza dirmi niente,
dandomi altre preoccupazioni. Non ti basto? Questa vita
non ti basta? Che figura credi di farci?
Era un discorsetto preparato con cura.
Disse: Ma che madre sei?
Andava su e gi, allargando le braccia. L'avevo visto fare
quel gesto impaziente ed esigente con i suoi dipendenti.
Dovresti stare qui con tuo figlio. Il tuo  un comportamento
vergognoso. Io ti ho dato tutto.
Ali, smettila! Non tollero che mi tratti cos.
Cont sulle dita; Hai un figlio maschio, una casa, una vita
tranquilla grazie a TradeWorld. Perch non posso andare
a lavorare in pace? Ho fatto tutto quello che dovevo. Non
ti importa niente di me? Moglie mia... ah gi, non si pu dire...
ci stai coprendo di vergogna. Mahsa, non ce la far mai
se non mi dedico al lavoro come sto facendo.
Ali, prima che arrivassi tu io guadagnavo per conto mio.
Quello che faccio non interferisce con il tuo lavoro. Perch
tu dovresti poter scegliere e io no?
Se non mi avessi sposato tuo zio ti avrebbe tenuta laggi,
a vivere rinchiusa in un qualche convento di Karachi, a farti
fare la manicure e i massaggi da una tvallah. Io ti do tutto.
I figli sono miei.
Voleva sminuirmi. Dissi: Non intendo smettere di suonare.
Scagli la tazza dall'altra parte della stanza, mandandola
a frantumarsi sul lavandino, e il t schizz tutt'intorno. Mi
spavent il colore livido che gli affior sulla pelle.
Lo spinsi da parte e corsi fuori nel buio. Allora non valevo
niente? Chiedere amore ad Ali era come chiedere di essere
abbracciata a un uomo senza braccia. Tutti sostenevano che
fosse buono: sua madre, i suoi dipendenti, i suoi clienti. Era
cortese, amabile, un bravo manager. Andai in direzione della
montagna, nel buio. Potevo andarmene. Ma lui si sarebbe
preso Asif. Avrei potuto cercare di nascondermi, ma come
avrei fatto a sopravvivere vivendo nascosta? E poi perch sarei
dovuta sparire? Incrociai coppie che si tenevano per mano
e uomini che si giravano a guardarmi. Dal belvedere contemplai
il fiume. Dove potevo andare? A New York? Potevo
trasferirmi da Monique? Com'ero finita in questa trappola
di matrimonio?
Tutto quel dibattermi non produsse nulla di nuovo. Dentro
di me continuavano a girare gli stessi pensieri: vai o resta,
lascia i bambini oppure no. Ero una donna disonorevole. Lo
era stata anche mor? Era dunque quello che ero? Quando arrivai
a casa Ali era ancora vestito, seduto sotto una lampada
in salotto. Sembra un vecchio, pensai.
Il viso era fermo e determinato ma negli occhi vidi un
lampo di paura. Avevo ancora spazio per resistere. Disse:
Mahsa, perch non capisci? Lavoro sodo per dare a tutti noi
una vita agiata. Sono un uomo rispettato. Voglio che la nostra
sia una bella famiglia.
Anch'io lavoro sodo, Ali. Faccio tutto per i nostri figli.
Continuando a suonare non ti metto certo i bastoni tra le
ruote. Dobbiamo cercare di trovare un compromesso. Io non
cercherei mai di impedirti di fare ci che vuoi.
Batt forte le mani sui braccioli della poltrona, si alz e
andammo a letto senza parlarci n toccarci. Gli posai la mano
sul braccio, lui si gir dall'altra parte e da quella notte la
nostra vita coniugale divenne pi povera.
Al mattino mi sentivo appiattita come dentro un forno nero
interrato, pane sbattuto contro una parete rovente. Che cosa
avrei fatto? Che scelta avevo, se volevo tenere i bambini?
Fare in modo che le cose funzionassero. Buonumore forzato,
come un parente povero nella casa di un ricco.
Trascorsero cos quindici anni di matrimonio, in cui mi
ritagliai come potevo uno spazio all'interno della famiglia.
La mattina lavoravo come assistente alla McGill e quando
Ali era in Inghilterra cercavo una babysitter. C'era un
nuovo club, il Biddle's, dove suonavo volentieri con Jean.
Una volta all'anno andavo a New York. Ali non faceva che
lamentarsi: Perch fai tanto la difficile? A noi piaceva da
morire stare da Katherine, tutti stretti nel suo piccolo appartamento.
Asif impar a giocare a scacchi con Dexter,
Bea faceva ballare Lailuma. Andavamo a passare giornate
ai Cloisters, la sezione medievale del Metropolitan Museum
of Art, per vedere le Madonne dai grandi occhi e le femmes
couverts, a camminare per gli ampi passaggi coperti e gli orti
di erbe aromatiche. Andavamo a piedi alla Morgan Library
ad ammirare i corridoi segreti, la scrittura mesopotamica,
le statue delle dee nude con artigli di gufo e ali d'aquila.
Una volta che avevo un po' pi denaro del solito andammo
a prendere il t al Plaza e Bea era tutta contenta. Io e
Katherine guardavamo i nostri figli crescere insieme ed era
bello condividerli l'una con l'altra. Solo Jimmie era un ragazzo
difficile. Quando Asif fu un po' pi cresciuto lasciai
che Jimmie lo portasse nei negozi di dischi usati e presi l'abitudine
di dare loro un po' di soldi per acquistare qualcosa
di interessante. Ma dentro di me speravo che nessuno
dei miei due diventasse un ribelle come lui, n che facesse
esperimenti con le droghe come lui. Katherine era sempre
preoccupata e io cercavo di incoraggiarla:  tenero e duro
come te.
Lei rispondeva: Chiss. Le cose gli entrano dentro come
dal nulla, si attaccano, pungono e pi lui si agita, pi gli fanno
male. Quando sono con lui per strada, cerco di immaginare
che cosa prova camminando con me. Gli adolescenti sono
guerrieri senza armatura. Non hanno ancora quello che gli
serve. La gente si gira a guardarci quando ci vede insieme.
Me ne ero accorta.
Mi disse:  tutta la vita che ignoro certe cose. Ma non
posso ignorare il dolore dei miei figli.
Jimmie mi aveva detto di Katherine: Lei  bianca solo
per met.
E io a lui: Mio padre era americano e mia madre afghana.
Siamo tutti mischiati. A scuola Lai e Asif sono gli unici bambini
ad avere genitori pakistani, ma in classe con loro ci sono
bambini di Haiti e del Senegal e imparano l'inglese e il
francese.
Ma Jimmie era troppo preso dalla sua tempesta interiore
per darmi ascolto, e capii che quello che sembrava rabbia era
la crudezza della perdita, quella di un ragazzo che desidera
ci che non pu avere.
Tutte le estati Ammi-jaan e Daadi venivano da noi per due
mesi. Era pesante, il periodo dell'anno che temevo di pi.
A loro non piaceva sentirmi suonare in salotto, perci avevo
sistemato una piccola tastiera con le cuffie in camera da letto.
Ammi-jaan aveva una ruga tra le sopracciglia come quella di
Ali, che regalava al suo viso femminile un'espressione perennemente
arrabbiata, anche quando non lo era. Le sue critiche
erano sempre mascherate da offerte di aiuto: il mio seekh kebab
sarebbe stato pi tenero con una cottura pi lenta, la gonna
di Lailuma era troppo corta, non sarebbe stato bello andare
tutti insieme a fare shopping? Diceva: Vero che Asif  bello
come suo padre? Vero che parla francese benissimo? Lailuma
aveva sempre voti migliori ma io non la contraddicevo e portavo
i bambini a fare lunghe passeggiate sulla montagna dove
Ammi-jaan non riusciva a seguirci. In tutti quegli anni non
tornai mai in Pakistan, non sopportavo nemmeno l'idea. Per
Eid mandavo una lettera alla zia, e quando mi chiedeva riviste
occidentali e vitamine gliele spedivo con qualche fotografia dei
bambini. Mi arriv una lettera da Kamal, che si era trasferito
in Australia. Vedere la sua calligrafia fu uno shock, e aprendo
la busta mi sentii pulsare il sangue nelle orecchie, come se lo
avessi l nella stanza in carne e ossa.
Cara Mahsa,
ho cominciato a scriverti questa lettera tante volte e ancora
non so come cominciare. Di recente ho sentito una cassetta
in cui suoni. Se la data  corretta, eri ancora una studentessa
quando l'hai registrata. L'etichetta  della Metamusic. Il tuo
modo di suonare lo riconoscerei ovunque. Quanto tempo  passato,
Mahsa. Sembra impossibile. A giudicare da questa vecchia
incisione, devi aver fatto molta strada.  stato bello sentire la
tua voce recitare quei versi.
Non voglio annoiarti con i particolari della vita di un
ex consulente di Karachi che di certo ti interesserebbe poco.
Non ti ho mai dimenticata. Quando ho sentito la tua musica ho
risentito il suono dei nostri giorni in una Karachi che  ormai
scomparsa. Forse neppure tu mi hai dimenticato. Sto pensando
di venire a Montreal. Mi fermo qui, perch non so se mai
riceverai questa lettera.
Con affetto, Kamal
Rilessi la lettera per tutto il pomeriggio, l'annusavo, l'assorbivo.
Era odore di sale quello? Del mare? Della sua pelle?
La carta era viva, imparai il testo a memoria, bruciai la lettera
nel lavandino di cucina e non risposi.
Una sera Ali mi fece una sorpresa: Andiamo a cena al 737.
Ti ricordi? Aveva chiuso un grosso affare ed era di buon umore.
Ci mettemmo in ghingheri e guardammo la nostra citt
imbiancarsi di neve fresca. Ma chanson ce n'est pas une chanson,
c'est ma vie. Il cameriere lanci un'occhiata ai fiocchi che
turbinavano e disse: Che bella serata, e Ali: Non mi abituer
mai a questo freddo, ma io sorrisi, alzai le spalle conciliante,
dissi: C'est beau, vous avez raison. Io e Ali chiacchierammo
come ai vecchi tempi. Mi parl di un nuovo contatto d'affari
in Pakistan, accolse con piacere i miei complimenti per il
successo di quell'anno.
Avevo cominciato a sentire i nostri ventidue anni di differenza.
I ragazzi erano quasi adulti e lui si avvicinava ai sessantanni,
e aveva cerchi scuri sotto gli occhi. A volte provavo
una fugace tenerezza per la consuetudine che ci legava,
e che svaporava al calore delle sue prime parole spazientite.
Ma quella sera stavamo bene insieme sorseggiando il t, e lui
prese anche un whisky. Gli dissi: Vieni a New York con noi
quest'anno. Fermati qualche giorno prima di andare a Londra.
Asif e Lailuma ne sarebbero felicissimi. Non hai mai conosciuto Katherine.
Ghiaccio secco. Pos il bicchiere e disse: Detesto New
York, lo sai. Come faccio a mollare il lavoro? C' gente che
conta su di me.
Per lui ero ancora come sabbia nelle scarpe.
Ignorai quell'attrito passeggero, come facevo da anni in momenti
simili. Ali pag il conto e attraversammo il freddo per
tornare a casa. Appena entrati, prima che appendessi i cappotti,
disse: E l'ultima volta che porti i ragazzi a New York. Devono
concentrarsi sugli studi. Prima di andare a letto prendo un t.
Asif era sulla soglia e lo vidi registrare il tono autoritario
del padre. Rimasi in silenzio per non discutere di fronte a lui,
e di quel silenzio mi vergognai. Mio figlio si muoveva come
Ali e a volte lo sentivo impartire ordini a Lailuma.
Gli dicevo: Tratta con rispetto tua sorella.
Lui tagliava corto, con la stessa durezza di Ali: Io la tratto
con rispetto.
Sembrava gi convinto che cos dovevano andare le cose.
Per il suo tredicesimo compleanno regalai a Lailuma un
paio di scarpe con i tacchi rossi comprate in una boutique
di New York, ricordando il mio primo paio di vere calze
di seta, quando ero andata al Metropole con abbu e mor.
La migliore amica di Lai era francese, si scambiavano i vestiti
e quando pensavano che nessuno le vedesse giocavano
ancora con le bambole. Cominciavano ad andare al cinema
con le compagne di scuola, erano studentesse eccellenti e
studiavano danza.
Ali mi disse: Non mi piace che si trucchi. Perch le hai regalato
le scarpe con i tacchi?
Cercai di convincerlo: Ali,  brava, studia il Corano con
me, ha delle amiche carine. Lasciala crescere un po', adesso.
Qui i ragazzi sono diversi.
Bisogna che si comporti in maniera pi decorosa. Tu la incoraggi.
Voleva che andassimo tutti in Pakistan. La citt era molto
cambiata, violenta, e la gente aveva paura a girare per
strada. I rifugiati muhajir vivevano in quartieri degradati
che si espandevano sempre pi. Gli estremisti islamici chiudevano
i night club e i teatri. Ogni giorno c'erano bombe e
omicidi e i miei suoceri si allontanavano di rado dalla loro
zona. Ragazzini adolescenti armati sorvegliavano gli alberghi
e i centri commerciali. A dicembre si sarebbero svolte le
elezioni e Benazir Bhutto si era candidata. Aveva promesso
di abrogare le ordinanze Hudud(4) e tornare a un sistema
parlamentare. Ma l'opposizione dei generali era forte. Volevo
che i bambini sentissero l'aria di mare sulle spiagge, che
visitassero i templi, che sentissero il richiamo del muezzin.
Volevo mostrare loro la mia vecchia scuola e la cattedrale
di St Patrick e la Zelin's Coffee House. Ma non ora.
Ali diceva: Devono sapere da dove vengono.
Sono nati qui.
Asif deve cominciare a conoscere i nostri soci in affari, disse.
Ha quindici anni, Ali.
I suoi occhi erano due rasoi. Proposi: Perch non li porti
tu per un po'? Ormai sono grandi e non daranno fastidio ad
Ammi-jaan. Ma devi riportarli a casa ben prima delle elezioni.
Voglio che venga anche tu.
Ali, non sono pronta. Ti prego.
Tuo zio  stato buono con te, disse. Mia madre vuole vederti.
Non sar sempre in grado di viaggiare.
Lo so, Ali. Ho dei brutti ricordi. I bambini sono abbastanza
grandi da non essere un peso. Portali tu.
Sei testarda, sempre.
Andai a prenderli all'aeroporto con un'ora di anticipo.
Avevo trascorso quindici giorni meravigliosi da sola
a Montreal. Andavo a teatro con Monique, suonavo su
un palco all'aperto con Jean, facevo turni extra al Queen
Elizabeth. Non cucinavo, tornavo a casa tardi e mi facevo
grandi dormite.
Monique disse: Perch nel contratto matrimoniale non sono
previste le vacanze per la moglie? Tutti gli altri le hanno.
Scoppiammo a ridere come un tempo e ora desideravo
vedere gli occhi lucenti di Asif, sentire il profumo dei capelli
di Lailuma ormai adolescente. Guardavo la gente uscire
dalle spesse porte a vetri dell'aeroporto, i saluti, le grida
emozionate o deluse, tutti diversi come impronte digitali.
La prossima volta andr anch'io, pensai, affronter il mio
destino con lo zio e la zia. La rabbia  rimasta viva per troppo
tempo. Mi piacerebbe mostrare la mia citt ai miei figli.
Aspettavo e guardavo. La porta a vetri scorrevole si apr.
Asif, con un'aria timorosa e stanca, la varc accanto ad Ali. Mi
sembrava pi alto e muscoloso, un uomo pi che un ragazzo, e
per un attimo restai sorpresa, come spesso mi accadeva, accorgendomi
di avere la testa piena di immagini della sua infanzia.
Dov' Lailuma?
Asif mi abbracci e sussurr il mio nome, mor, come se
io potessi proteggerlo. Poi mi lasci e fece un passo indietro.
Alle sue spalle c'era lo sguardo deciso di Ali.
L'ho lasciata con mia madre. Resta a Karachi. Non sei in grado di controllarla.
...
.
...
CAPITOLO 3.
...
.
...
Cercare.
...
.
...
Katherine
Mezzanotte per me, le nove di sera per lui. T si era attaccato
al telefono di qualcuno in California e mi aveva chiamata.
Non riusciva a dormire. Stava pensando di tornare a
New York. Quella telefonata l'avevo gi ricevuta mille volte.
Vuoi sentire una cosa? mi chiese.
Stavo sdraiata a letto a sentire il suo sax. Mi alzai, portai
il telefono vicino alla tastiera e gli suonai un pezzo nuovo
che stavo scrivendo, Soror Song, su una suora che aveva
scritto cinque lettere da un convento a un tipo francese che
l'aveva abbandonata.
 veramente bella, Katie. Come stanno i ragazzi?
Dexter si  trovato un lavoro alla Jefferson Market Library.
Lo sapevi che una volta era il carcere femminile? Bea si 
iscritta al LaGuardia Arts per studiare danza. Sta diventando
bellissima, T.
E Jimmie?
Dexter l'ha aiutato a trovare un contrabbasso al banco
dei pegni e gli ha dato i soldi per pagarlo. Dex ha appeso una
tenda intorno alla sua parte della stanza. Dice che se vuole
entrare a legge deve studiare.
Jimmie suona?
 in un giro strano, T. Sparisce e non so dove vada. Igor
l'ha beccato a rubare in negozio, mi ha chiamata, mi ha detto:
Lavoro otto giorni alla settimana e niente casa in questo
paese, ragazzo non ruba qui. Ho detto a Jimmie: Come hai
potuto rubare? A un nostro amico, poi. Gli ho detto di andare
a lavorare da Igor per ripagarlo, per un paio di settimane
ci  andato e di solito non riesco a fargli fare niente, perci
doveva sentirsi davvero in colpa.
A scuola ci va?
Entra dalla porta principale ed esce da quella sul retro. Dovresti
venire a darmi una mano, T. Manchi da tanto tempo.
Ti garantisco che come sono adesso non mi vorresti, KK.
Passami Jimmie.
Non c'. Torna, proviamoci almeno.
Baby, in questo momento non mi vorresti.
L'eroina ti cala addosso a tradimento. All'inizio  pura
beatitudine, un bagno tiepido, tu e il tuo amante divino
intenti a dondolare soavemente su un'amaca, in pace.
Poi continui a bramare quella prima volta, lieve come una
piuma, ma non torna, e pi ci provi, pi ti tradisce, ti d
un assaggio, finisce, non riesci ad arrivarci e allora provi
a prenderne di pi. T ne fu risucchiato in fretta. Tutto il
resto lo aveva gestito per anni, ma l'ero lo stava uccidendo.
Disse: Baby, sono alle porte dell'inferno, l'esistenza 
fragile, violenta, straordinaria. Risposi: Non c' niente di
romantico, T. Sento parlare di te e sai cosa dicono i tuoi
amici? Dicono: Ehi, ho visto T, non se la passa bene. E io
gli dico sempre: Be', aiutatelo.
Quando avevo un po' di soldi glieli mandavo ma sapevo
che finivano in un pozzo senza fondo. Ai ragazzi non dicevo
granch, solo: Torner presto, o E in tourne, o Bisogna
giocare con le carte che si hanno in mano. I miei figli assorbivano
il mio stato attraverso la pelle e non volevo che quell'amarezza
gli entrasse in circolo. I genitori, se non stanno attenti,
incidono il dolore dentro i figli.
Gli dissi: Qui ci sono dei gruppi d'aiuto, T. Ne hanno
uno nella chiesa dove suono. Ti ricordi la Judson Memorial?
Non  il mio stile, Katie, piuttosto mi chiudo da solo in
una stanza. Com' che suoni di nuovo in chiesa?
Ho conosciuto il pastore a Washington Square, Howard
Moody. Andava in giro con un furgone con biscotti e caff
per far riposare le puttane al caldo. Dal furgone una ragazza
mi urla dietro che mi ha visto suonare al Gate, allora
Howard viene fuori anche lui e mi fa: Vuole un caff? Ha un
accento del Sud, capelli cortissimi, grosse orecchie a sventola,
sembra un marine. Ha scritto parecchia roba sui diritti
civili. Chiama le ragazze la mia congregazione invisibile.
Mi ha dato l'ultimo numero della sua rivista di strada,
Hooker's Hookup e io ho chiesto alla ragazza quale dei
miei concerti aveva visto e salta fuori che un suo cliente  un
grande appassionato di jazz e mi ha vista suonare un mucchio
di volte. Howard mi dice: In chiesa facciamo jazz. Dovresti
venire a suonare, un po' di aiuto ci fa sempre comodo.
Gli ho detto che il sabato sera lavoravo quasi sempre fino
a tardi e la prostituta ride e fa: Io idem, ma persino io riesco
ad andare in chiesa da Moody qualche volta.
Allora ho fatto un errore: Ho suonato in una chiesa battista
in Canada per anni, ho detto.
E Howard: Stasera il nostro pianista ha chiamato, dice
che domani non potr venire alla funzione. Non ti va di suonare
al suo posto?
Cos sono rimasta fregata. Una puttana appassionata di
jazz  il motivo per cui ho iniziato a suonare per Ges. E
gratis, oltretutto.
Era bello far ridere T, poi Bea si svegli nel pieno del sonno
e arriv di corsa:  pap? Riconoscevano le telefonate
notturne, il mio tono di voce. Le passai la cornetta e il suo
viso si apr: Pap! Quando torni? Ascoltai met della conversazione:
tutte le cose che voleva fargli sapere sulla danza,
la scuola, e sarebbe venuto per Pasqua?, e poi: Okay, pap,
e tenne la cornetta in modo che potessimo dire tutti e tre
insieme: Sogni d'oro, Zuccherino, buonanotte, il tempo va,
lallallero lallall.
Lei torn a letto e lui mi disse: Sembra che stia bene. Perch
stai scrivendo di quella suora?
Mariana Alcoforado amava il proprio dolore perch la faceva
sentire viva. Al suo amante scriveva: Continua a infliggermi
questo crudele tormento.
E lui le ha mandato solo cinque lettere? Tutto qui? Bel
tipo doveva essere.
Lo siete tutti, gli dissi.
Come finisce la storia, baby?
Lei  rimasta in convento per tutta la sua lunga vita e ha
rinunciato al suo innamorato per Dio.
Lui rise:  mezzanotte, baby.
Qui sono le tre del mattino. E devo andare a suonare presto.
Katie, ci hai scritto su una bella canzone. Non rinunciare
a me per Dio.
Era facile essere generosi l'uno con l'altra, a tremila miglia
di distanza. Mi piaceva galleggiare nella musica e nel
buio sulla sua voce, solo io & T a svolgere il filo delle stelle
morenti e dell'alba.
Lavoravo sodo come un uomo. Passavo da una novit
all'altra. Facevo la turnista per chiunque mi pagasse. Per crescere
i nostri figli era tutto urgente e necessario, e servirono
vent'anni di attenzioni costanti. Poi fin tutto. Come briciole
su un tavolo. Spazzato via. Andato.
La mattina Bea arriv mentre mi preparavo il caff solubile
prima di correre alla Judson Memorial. Le chiesi: Sai
dov' tuo fratello?
Uno  a letto.
L'altro.
Non c'.
Vuoi del caff?
Aveva una coperta sulle spalle e ci stava infilando le dita
dei piedi facendola strisciare a terra. Disse: Io sposer uno
che mi resti vicino.
Diceva tutto quello che le passava per la testa. In certi momenti
avevo soltanto voglia di lasciarmi scivolare gi lungo
la parete e arrendermi. Ma poi pensavo: Una volta anch'io
scappavo per andare a suonare nei bar.
Devo andare, Bea. Vieni in chiesa se vuoi.
Io torno a letto. Tu e pap al telefono mi avete tenuta
sveglia met della notte.
Aveva un tono da vecchietta soddisfatta, un aspetto da adolescente
incasinata e io le volevo un bene da morire. Jimmie
arriv con il contrabbasso sulle spalle e non aveva dormito.
Vado alla Judson, dissi. Perch non vieni con il contrabbasso?
Portiamo un po' di swing in quella chiesa. Ci dividiamo
il compenso.
Pensavo che, da qualche parte, un po' di soldi li avrei trovati.
Quando accett ci stup entrambi. Suonammo durante
la funzione e Howard ci invit a restare per un caff. Disse
a Jimmie: Ti andrebbe di venire ancora?
Oggi sono venuto per caso.
Poi tracann il caff in un sorso e disse: Qui l'ambiente 
troppo bianco per me.
Howard replic: Sai, quando sono arrivato qui vent'anni
fa ho fatto una chiacchierata che non ho mai dimenticato,
con un uomo che si apr il colletto e mi mostr la cicatrice di
un linciaggio che aveva sul collo, lunga quindici centimetri:
gliel'aveva fatta il Ku Klux Klan. Mi disse che quei membri
del Klan si riunivano in una chiesa battista e adoravano lo
stesso Dio che adoravo io. E poi mi chiese: Che cosa, nel nome
della decenza o della ragione, ragazzo bianco, potrebbe convincermi
a credere nel Dio che cerchi di difendere? Be', quella
domanda mi ha zittito, e l'ho sempre portata con me.
Jimmie chiese: Allora che cosa ci fa qui?
Howard disse: La domanda di quel vecchio  come una
porta senza maniglia. Continuo a lavorare qui perch penso
che Dio potrebbe aprirla dall'altra parte.
Jimmie si lasci tirare dentro da Howard. Cominci a suonare
per le serate di beneficenza della Judson e gli spettacoli
di danza. Si divertiva a chiamare Howard ragazzo bianco
davanti a me. Gli dissi di essere pi rispettoso ma rispose:
Lui sa che scherzo, come se Howard non fosse presente, e
Howard comment: Certe volte la gente deve liberarsi da noi.
Gli dissi: Howard, io sono mezza cinese. E lui  solo mezzo
nero. Chi diavolo sono i noi di cui parli?
Con il suo fascino del Sud, Howard rispose: Be', acciderba,
Katherine, ho sempre saputo che c'era qualcosa di
diverso in te.
Non potei non ridere. Con Jimmie non era facile, non sapevo
dove sbattere la testa. Con un adolescente pieno di rabbia
bisogna essere pronti a farsi mettere alla prova di continuo,
schizzare sempre acqua fredda sulla griglia rovente, qualcuno
deve controllare la temperatura.
...
.
...
Mahsa.
...
.
...
Implorai. Per settimane piansi, urlai, telefonai ad Ali in
orario di lavoro finch non smise di rispondermi. Dormivo
nella stanza di Lailuma.
Tu non mi ascolti, diceva. Come puoi essere una buona
madre, visto come sei fatta?
Dietro i suoi occhi ardenti si era accesa una rabbia nuova.
Dividevamo il letto da quindici anni e ancora non avevo
finito di scoprire di che cosa era capace.
Non fa che ribattere, diceva. Come te. Ammi dice che va
controllata.
Ammi-jaan, vipera velenosa. Gli urlai contro: Non puoi
fare una cosa del genere per far piacere a tua madre, allora
lui si vergogn e mi afferr il polso.
Non tollero che Asif ti senta. Controllati!
Visto come sei fatta.
Telefonai ad Ammi-jaan. Alle sue spalle la voce di Lailuma
era supplichevole: Chiedile quando torno a casa.
Ammi-jaan disse: Sta benissimo. La sto trattando con tutti
i riguardi. Cerca di essere pi accomodante con lui.
Mi detestavo. Tutti quegli anni a cercare di creare qualcosa
che potessimo chiamare famiglia, tutto sprecato. Non
c'erano lividi. Lui non alzava mai la voce. Non era necessario
per spezzarci.
Mentii a tutti, alla scuola di Lailuma, alle sue amiche.
Raccontavo che la nonna era malata, che doveva stare un
po' con lei. Da noi si fa cos, dissi. La famiglia  importante.
Vedevo che erano tutti perplessi ma volevano credermi.
Approfittai della loro comprensione. Ero la traditrice
di Lailuma.
Quando chiamai Katherine e le confessai la verit, lei disse:
Va' a prenderla.
Non capiva niente, e come avrebbe potuto? Ma sentire
la sua voce mi fece piangere. Dissi: Le nasconderanno il
passaporto, come hanno fatto con me. Non otterrei niente
andando l.
Davvero ti hanno preso il passaporto? Quando?
Per costringermi a sposare Ali. Katherine, devo riportare
qui Lailuma.
Assoldiamo un rapitore.
Quella sua follia mi diede un po' di sollievo.
Che cosa intendi fare?
A casa Asif non parla pi.
Devi riportarla qui.
Parlammo di avvocati, di come i genitori di Ali l'avrebbero
nascosta, di cercare di umiliare Ali sul lavoro. Tutte le
idee di Katherine mi spaventavano.
Dissi: Forse se io provassi ad assecondarlo lui potrebbe
cedere. Sua madre non vorr tenersela l per sempre.
Cosa dovresti fare, secondo lui?
Pensa che dovrei stare a casa. Pensa che Lai dovrebbe
comportarsi in maniera pi decorosa.  la nostra cultura.
Avanti, Mahsa. Questa non  cultura.
Per la prima volta d'istinto la odiai. Avevamo sempre
accettato tutto l'una dell'altra. Che ne sapeva lei del mio
paese?
Alla fine disse piano: Mia madre diceva sempre che le cose
vanno cos. Ma non  vero. Perch si deve togliere la libert
a qualcuno?
Avevo paura per Lai.
Lui che cosa vuole? mi chiese.
Vuole che stia a casa.
Mahsa, vai via.
Potevo indurire il mio cuore e dimenticare di avere figli,
oppure tornare da lui e assecondarlo.
Dissi:  possibile che non veda Lailuma mai pi.
Procurale un altro passaporto. E dei soldi. Troveremo un
modo.
Potrebbero farla sparire.
Dopo un lungo silenzio, Katherine disse: Che cosa hai intenzione
di fare?
Devo riportarla a casa.
Preparai ad Ali i suoi piatti preferiti, indossai un saltoar
kamiz che mi aveva regalato Ammi-jaan. Mentre eravamo a
tavola gli comunicai che avevo lasciato il lavoro all'albergo.
Perch?
Non ho bisogno di lavorare. Tu ci mantieni pi che bene
da solo, Ali.
Alz gli occhi da mercante in piena trattativa: Hai lasciato
anche l'universit?
Siamo alla fine del trimestre. Il prossimo non insegner.
L'ho gi detto a Jean.
Mi si spezzava il cuore.
Si infil in bocca una forchettata di pollo e continu: E i
concerti con Katherine?
La collera mi sigill il cuore. Risposi: Non occorre che
vada ancora a New York. Voglio stare qui per te e i ragazzi.
Sentirlo masticare mi dava la nausea. Dopo aver vuotato
il piatto mi punt gli occhi addosso e inarc il collo all'indietro
come un serpente con la bocca scucita. Prender il t in
salotto, disse.
Quando entrai dormiva, perci lasciai il t accanto a lui e tornai in cucina a finire di rigovernare. Al mio ritorno la tazza era vuota e lui si era di nuovo assopito, gli posai silenziosamente la mano sul ginocchio: Ali, vieni a dormire.
In camera gli sbottonai la camicia, gliela sfilai, mi appoggiai la sua mano familiare sulla vita intanto che mi toglievo la tunica. Gli sbottonai i pantaloni mentre lui mi baciava il 
seno e mi finsi eccitata. A letto lo attirai a me e aspettai che finisse. Ero asciutta e faceva male ma non diedi segno di dolore e finsi di provare piacere.
...
.
...
Katherine.
...
.
...
Ma' voleva qualcos'altro. Al telefono mi disse: Katie, ci sono novit.
Cancellai le mie serate e portai subito Dexter, Jimmie e
Bea a trovarla, perch la vedessero finch stava ancora bene.
Nessuno sa mai come andr, quanto tempo passer dalla diagnosi alla fine.
Venne a prenderci alla stazione dei pullman e disse: Mettete
i bagagli in deposito. Facciamo una camminata. Andammo
a piedi in centro, passammo davanti alla nostra vecchia
casa, alzammo gli occhi verso la finestra e Dexter disse: Qui
sarebbe stata diversa, la vita. Poi ma' ci port al Connaught,
dove ci avevano preparato il pranzo, lei rest in piedi a ridere
e scherzare con il personale di cucina mentre noi mangiavamo
e al momento di andare annunci a tutti: Non torner e
non voglio che veniate a trovarmi.
Fuori, sul marciapiede, le dissi: Ma', hai lavorato con loro per anni.
Infatti, pu bastare, rispose. Poi apr la borsetta, proprio
l sul marciapiede, tir fuori tre biglietti da cento dollari americani
e ne diede uno ciascuno ai ragazzi. Dove vado ora non
mi servono soldi, disse. Cos non vi dimenticherete di me.
Ma', smettila, dissi.
Jimmie per disse: Va bene, io li prendo.
Quella sera eravamo a casa sua, ma' e Bea si mettevano
lo smalto rosso sulle unghie, ma' raccontava storie sull'albergo,
sui musicisti, su quando fecero uno scherzo a Tommy
Dorsey. Dexter fingeva di leggere ma la ascoltava e Jimmie
si era barricato nella mia vecchia camera con il Walkman e le
cuffie. Ma' tir fuori la sua teiera cinese, la diede a Bea e a
Dexter diede il suo Bartlett's Familiar Quotations. Disse: Ho
un debole per gli avvocati. Mi hanno dato una grossa mano.
Continua su questa strada. Chiama tuo fratello.
A Jimmie diede l'album di Les Paul e a tutti e tre disse:
Non dovete farla tanto lunga per me. Ho avuto una bella vita
e non sprecheremo soldi correndo su e gi. Faremo le cose a
modo mio. Non tornate pi, non voglio che mi vediate star
male. Non sprecate tempo, vento in poppa e vivete la vostra
vita. Pensate a vostra madre, pensate l'uno all'altro. Domani
andiamo su per la scarpata.
Fu Jimmie ad aprire per primo le braccia e a stringerla a
s, ma lei non si lasci abbracciare a lungo. Disse: Non andr
in paradiso perch l non conosco nessuno.
A ripensarci i ragazzi scuotono ancora la testa, e ridono.
Fu una bella settimana. Andammo a rovistare nei negozi di
dischi usati, tornammo a piedi alla scarpata e una sera li trovai
tutti e tre a giocare nel cortile della mia vecchia scuola. In un
modo o nell'altro erano diventati una squadra. Dato che ero
figlia unica, il rapporto tra fratelli e sorelle mi incuriosiva sempre
e mi sembrava un grande vantaggio avere qualcuno che ti
conosce fin nel sangue, quando pensavi alla morte. Dopo quella
volta, tornai da ma' senza di loro. All'inizio volevo darmi da
fare, pulire bene la casa, mettere in ordine le sue carte, ma lei
non era pronta e non c'era granch da fare e non voleva che
qualcuno le mettesse fretta. Nessuno ha voglia di ammettere:
Be', ecco fatto. In un paio d'ore la mia vita  bella che risolta.
Perci ce ne stavamo l sedute a ciondolare e a irritarci a
vicenda. Esci e lasciami un po' in pace, diceva. Andai a trovare
qualcuno nei vecchi club, entrai nell'Alexandra e mi fermai
dove avevo posato gli occhi su T per la prima volta, andai
al Downstairs Club. Le acciaierie perdevano colpi, comprate
in blocco da un gruppo di interesse a cui non importava niente
degli operai della via dove abitava ma' e la citt era in piena
crisi. I club erano un mortorio e la scena jazz era esaurita.
Si faceva musica diversa. Un musicista classico, Boris Brott,
portava la musica sinfonica tra i metalmeccanici. Il Connaught
era mezzo vuoto. Dio mio, pensai, cosa farei ora se non avessi
avuto le palle di andarmene?
Le ossa di ma' cominciarono pian piano ad affiorare, come
tante montagnole arrotondate sottopelle. Gli occhi le si
infossarono. Non fumava pi come una volta. Un giorno di
quelli neri disse: Ho avuto delle occasioni che non ho colto.
Non potevo.
Ascoltavo i suoi racconti di documenti ripescati dal riformatorio
di Belmont. Era orgogliosa degli anni di lavoro con
avvocati e investigatori, e di aver trovato il coraggio di ammettere
pubblicamente chi aveva sposato. Katie, disse, non
puoi immaginare: se sposavi un cinese chiunque ti guardava
dall'alto in basso. La prima volta che cercai di farmi prosciogliere
ero terrorizzata perch avevo dei documenti con sopra
il mio nome e altri con il nome di tuo padre e avevo paura
che mi arrestassero un'altra volta. Con il primo avvocato da
cui sono andata ho finto che fosse per un'amica. Continuo a
pensare di non aver meritato quello che mi  successo. Sai,
Nan  stata l'unica a cui l'ho detto. E sai cosa mi ha risposto
lei? L'amore  l'amore.
Le mani di ma' si erano fatte scheletriche e aveva un piccolo
ditale di gomma che portava sull'indice per sfogliare le
pagine, e occhiali da lettura comprati in farmacia, e dal modo
in cui aveva sistemato le cose sul tavolo capii che aveva
passato molte ore a decifrare con cura i documenti legali, a
leggere lentamente i verbali delle sue udienze, a guardare le
fotocopie degli archivi di Belmont.
Questo  il fascicolo di quando ti ho riavuta, disse. Non
era facile lavorare con me. Non riuscivo a ricordarmi le date
che servivano agli avvocati e quando tutto diventava troppo
pesante sparivo dalla circolazione per un po'.  un mio difetto
di carattere. Sono sempre sopravvissuta nascondendomi.
 cos che ce l'ha fatta, dicevano gli avvocati.
Mi mostr uno spesso fascicolo con su scritto Visite mediche.
Questo cos'?
Erano convinti che avessimo tutte qualche malattia venerea,
ci facevano sembrare quasi portatrici di una maledizione.
Dove pensavano che l'avessimo presa? Io non ce l'avevo
ma mi curavano lo stesso. La dottoressa della prigione usava
me e le altre ragazze come cavie, bruciava e cauterizzava.
Quella donna era un orrore. Per molto tempo ho pensato
che fosse colpa mia, perch ero cattiva, malata o chiss cosa,
ma non era vero.  nei fascicoli. Era la vicepresidente
di un gruppo di eugenetica. Qualche anno fa un avvocato,
una donna, mi ha aiutata a trovarla, ma era gi morta. Avrei
solo voluto dirle che avevo capito cosa aveva in mente e che
invece io ce l'avevo fatta, avevo cresciuto mia figlia e conservato
un buon posto di lavoro e che non ero una puttana.
Gli avvocati cercavano di essere gentili, dicevano: Possiamo
arrivare solo fino a un certo punto, ma vedr che ristabiliremo
il suo buon nome.
Ma' era orgogliosa delle misere scuse ricevute dal governo:
Scusi se le abbiamo rovinato la vita. La lettera diceva: Questo
Atto ha avuto conseguenze infelici e ingiustificate per lei e altre
donne che sono state arbitrariamente incarcerate ai sensi dello
stesso. Non era scritto bene ma era scritto con cura. Ma' disse:
Avrebbe dovuto essere tutte le donne incarcerate, ma mi sono
stancata di lottare. Il giorno in cui  arrivata la lettera, gli avvocati
mi hanno offerto da bere. Indovina dove siamo andati?
Al Connaught?
 stata la prima volta che mi sono sentita rispettabile entrando
l dentro. Ho invitato il Colonnello a unirsi a noi e lui
ha accettato. Ci ha offerto una bottiglia di champagne, io ero
servita e riverita ed erano tutti premurosi con me.
Quel giorno mi hai telefonato, ma'.
L'ho fatto anche per te, Katie.
Chiuse il fascicolo e lo rimise nella pesante scatola di cartone.
Quando uno se ne va, disse, resta la carta. Cosa vuoi
farne di questa scatola? Queste carte sono importanti per me.
All'inizio quando il dolore divent terribile non lo riconobbi.
A un certo punto disse: Non sarebbe bello potersi fare
ancora una sigaretta e un bicchiere di vino?
Era in bagno e si guardava allo specchio. Si gir, tese le
braccia ossute e disse: Perch nessuno mi ha detto che sto
deperendo? Che gran segreto sarebbe? State tutti a nascondermi
le cose. Lo sento.
La sua rabbia mi riport ai miei sentimenti durante l'adolescenza,
quando ero intrappolata nella sua frustrazione. Mi
voltai e andai in cucina.
Si mise a strillare: Cosa sei venuta a fare fin qui se adesso
mi ignori? Torna alla tua vita. Beata te che ne hai una.
Stava cercando di non avere bisogno di me. Per sdrammatizzare
dissi: Ehi, ma', lo sai perch lo scheletro non ha
attraversato la strada?
Perch?
Perch gli mancava il fegato.
Come ai vecchi tempi. Noi due sole a darci sui nervi a vicenda,
a tenerci compagnia. Avevamo sempre paura di non
amarci, perci continuavamo a tenerci a distanza. Cercavamo
di continuare a vivere. Solo che stavolta lei stava morendo.
Era fragile, minuscola, sul punto di spezzarsi e come se
potesse sentire i miei pensieri disse: Non dispiacerti per me.
Se hai intenzione di restare qui tutto questo tempo, credo
sia meglio che ti presenti una persona.
...
.
...
Mahsa.
...
.
...
Quando ero piccola mi hanno tolta a mia madre, mi disse
Katherine al telefono.
Te lo stai inventando.
No.
Da che sua madre si era ammalata, Katherine aveva l'abitudine
di telefonarmi da Hamilton la sera tardi.
Quando mia madre rimase incinta non era sposata e l'hanno
rinchiusa in riformatorio dichiarandola incorreggibile, mi
raccont. Avevo pochi mesi quando mi hanno portata via.
Come ha fatto a riprenderti?
Ha dovuto lottare. Tanti figli vengono tolti ai genitori e
sopravvivono. A New York c' un'appassionata di jazz che
tutti chiamano Baronessa. In realt si chiama Nica Rothschild
e si occupa di Thelonious Monk, lo porta in giro per Harlem
sulla sua enorme limousine. Per seguire il jazz ha dovuto rinunciare
ai suoi cinque figli. Tu almeno hai riavuto Lai.
Lailuma era molto introversa, soprattutto in presenza di
Ali. La nostra ragazzina cos vivace se ne stava in camera
sua e parlava con una vocina da bimba per compiacere il suo
abbu. Esteriormente era diventata molto pudica, si copriva
con maglioni larghi ma sapevo che a scuola se li toglieva.
Quando arrivava a casa il pomeriggio non si fermava pi in
cucina a chiacchierare. Rispondeva alle domande di Ali senza
guardarlo e lui se ne andava in giro tutto tronfio. Quella vita
senza indulgenza mi faceva sentire vuota. Ora  una figlia
rispettosa, diceva Ali. Tu non glielo avresti mai insegnato.
Amavo l'odore dei capelli di mia figlia, sentire la sua schiena
e le sue braccia sode e sfiorare per un attimo con la guancia
il suo viso morbido quando si lasciava abbracciare. Ma quasi
sempre mi evitava, si scostava prima che riuscissi a toccarla.
Mi accusava con gli occhi: Gli hai lasciato fare tutto questo.
Katherine mi disse che a tredici anni aveva cominciato a
mostrare il pugno all'universo mondo. E normale.
Mi ricordai dei miei tredici anni.
Poi Katherine mi disse: Mahsa, devi darle una via di fuga,
se ne ha bisogno.
Parlarne mi faceva vergognare. Hai voglia di sentire quello che sto suonando ora? le chiesi.
Certo, ne ho sempre voglia.
Ma l'indomani andai alla mia banca e al mio ritorno diedi
a Lailuma una busta sottile con dentro un bel po' di denaro
dal conto che avevo aperto quando ero studentessa, e il
numero di telefono di Katherine. Le dissi: Nascondila bene.
Tienila con te. Nel caso succeda qualcosa. Memorizza il numero
di Katherine. Forse non ti servir mai, ma sappi che i
figli appartengono al padre.
Gli occhi di Lailuma si incrinarono come una tazza di porcellana.
Cosa dovrei farci, mamma?
Le premetti la busta sulla mano e risposi: Dipende da cosa
succede. Saprai tu cosa farne. Spero che non sia necessario.
Ci sono donne che lasciano i mariti e i figli. In quelle ore
buie piene di dubbi cercavo di immaginare come sarebbe stato
il mattino dopo, la settimana dopo, dieci anni dopo. Immaginavo
che il dolore si sarebbe affievolito con il tempo.
Immaginavo Lailuma e Asif che raccontavano: Nostra madre
ci ha abbandonati.
A me non poteva succedere. Per me era impossibile vivere
separata dai miei figli.
Chiusi i miei problemi in un cofanetto e mi costrinsi a esercitarmi.
La mia concentrazione diventava sempre pi pura. La
catena dei mesi form un anno, poi il seguente, la mia unica
preziosa vita. Insegnavo versi del Corano a Lailuma per far
contento Ali e le dicevo: Lavora sodo, cerca di ottenere una
borsa di studio, cerca di guadagnare soldi tuoi.
Osservavo la sua piccola ruga accigliata, uguale a quella di
Ammi-jaan, che si faceva pi profonda tra gli occhi.
Tra noi le cose erano cambiate irreparabilmente. Io stavo
a casa. Suonavo. Non mi restava altro. Un giorno Lailuma
usc dalla sua camera mentre mi esercitavo e disse: Mor, non
riesco a concentrarmi con tutto questo rumore. Pensavo mi
avessi detto di studiare.
Rumore.
Alla fine chiamai Jean St John: Jean, sto morendo.
Mahsa, stai tornando in te. De quoi tu meurs?
Di stare senza far niente.
Sei fortunata a non dover fare altro che suonare. Odio
tutta la parte amministrativa. Non penso ad altro che a contratti
con clausole violate, studenti con dita rotte, pianoforti
con corde spezzate.
Risi.
Lui: Ne ris pas! Ho una studentessa giapponese il cui padre
ci ha fatto una grossa donazione. Vuole che suoni il jazz
e nessuno dei miei docenti  riuscito a cavarne niente.
Mandala a casa mia al mattino, le faccio io un po' di lezioni
speciali. Verr a ritirare lo stipendio da te in ufficio,
non me lo spedire.
Merde! esclam lui. La montagna deve andare a Mahsa. Poi
rise e aggiunse: Tu me manques. Te la porto domani mattina.
Tirati fuori di li, Mahsa, vieni a suonare da Biddle's con me.
Jean non smise mai di credere in me.
Per vivere, bisogna rischiare il disastro. Abbandonare la
vecchia strada per creare qualcosa di nuovo. Amare la vita
che non vedi. Quando Lailuma dimenticava la sua rabbia,
nei suoi occhi grigi vedevo la natura vivace e ridente di mor.
Certe volte mi sembrava che avesse il suo stesso odore. Mi
piacevano cos tanto il suo seno piccolo e sodo e i suoi capelli
scuri. Mi misi a scrivere musica per raccontare la storia
di Lailuma e mor. Vedevo il corpo di mia madre colpito dai
proiettili, accasciato a terra. Vedevo il corpo rigido di una
bambina in lutto. Perch l'onore vale pi dell'amore di un
figlio? Misi tutto questo nel pezzo che scrissi e lo intitolai
I Miss You, Mor.
Un giorno dopo l'altro, le frasi, gli accordi e le idee sgorgavano
da quella parte di me che aveva pi bisogno di esprimersi.
Dopo diverse settimane mandai il pezzo a Katherine,
che mi chiam e me lo suon al telefono.
Mahsa,  bellissimo, disse. Vuoi un parere sincero? Prova
a mettere un accordo maggiore alla terza riga. Per contrastare
il buio.
Poi disse: Adoro questo pezzo.
 strano per una di Karachi amare cos tanto l'inverno.
Match entr scrollandosi la neve dagli stivali, si tolse guanti
e cappello e srotol la sciarpa. Teneva i capelli lisci legati in
un'ispida coda di cavallo. Non aveva il minimo orecchio per
il jazz. Amava Bach e di improvvisare non se la sentiva proprio.
Chi pu migliorare Bach? diceva. Portava gonne corte da
scolaretta, accessori rosa e neri e borsette decorate a fumetti.
Mio padre  deluso, disse. Vorrebbe che suonassi come
Toshiko Akiyoshi.
Risposi: Io la so lunga su quelli che infliggono agli altri i
propri sogni.
Lei  il primo genio che abbia mai conosciuto, mi disse.
Improvvisare  tutta questione di aggiungere una nota tua,
le dissi, puoi farcela.
Alla lezione successiva suon una fuga di Bach e sul finale
fece una pausa drammatica, aggiunse una sola nota, sollev
le mani dalla tastiera e si gir a guardarmi. Aveva una sua
originalit. Jean mi chiam: Ho bisogno di assistenti come
te. Ti posso dare qualche altro studente, ma devi venire qui.
Allora trovai una soluzione semplice. Ci andai, tutti i mercoled.
Raccontai ad Ali che facevo volontariato alla scuola
di Lai. Per strada indossavo un niqab per non essere riconosciuta,
e arrivata al campus lo cacciavo nella borsa.
Suonai anche con Jean. Portava il contrabbasso nella mia
aula e buttava fuori il mio studente. Adesso tocca a me, diceva.
Lasciava la porta aperta e c'erano studenti che si ammassavano
nel corridoio per ascoltarci, spettegolando, chiedendosi
se fossimo amanti. Qualche volta mi alzavo dal seggiolino,
andavo alla porta e cantilenavo i versi di Kabir: Non
tagliare la gola alla capra... taglia la gola al controllo, con Jean
che suonava un ostinato. Parlavano del fatto che avevamo
suonato insieme quando io ero una sua studentessa e il professor
St John era ancora giovane. Nella nostra musica sentivano
decenni di tecnica mista all'eros giovanile. Un giorno
Jean guard l'orologio e disse: Devo andare, ho una riunione.
Mahsa, scappiamo, molliamo tutto. Agli studenti nel corridoio
grid: Andate a suonare la vostra musica, voi.
Che tristezza, che spreco, la mia famiglia che si fingeva
felice. Non sapevo dove andasse Asif con i suoi amici, o dove
Lailuma si mettesse le scarpe con i tacchi rossi che nascondeva
nello zaino.
Ali si ammal e gli trovarono un cancro alla prostata. Nel
periodo della malattia, quando lo accompagnavo alle terapie
e agli appuntamenti, fui di nuovo costretta a rinunciare all'insegnamento.
Lui dirigeva l'ufficio per telefono. Lo portavo
a lavorare per qualche ora e lo aspettavo l leggendo riviste;
vedevo che il personale gli era affezionato e fedele. Ali era
gentile, parlava di hockey, chiedeva notizie delle loro famiglie.
Mi fece ricordare il giovanotto che avevo conosciuto in
Pakistan. In macchina, tornando a casa, commentava sempre
tutto soddisfatto il proprio successo.
Presto subentrer Asif, diceva. Ho messo su una buona
azienda. Un giorno, stanco e sofferente, disse: Mahsa, la nostra
 stata una buona vita.
Jean mi disse: Posso prendermi tutti i tuoi studenti tranne
Match. Lei devi portarla fino in fondo. Me lo devi.
Le insegnai qualche standard con sequenze di accordi
semplici che poteva eseguire per suo padre. Tirai fuori il mio
vecchio Minimoog e ce la spassammo. Impar ad aggiungere
qualche nota in pi. Un giorno di primavera sul finire del
trimestre, le chiesi se aveva un ragazzo.
 in Giappone. Quest'estate lo sposer e ci trasferiremo
a Vancouver. La Richmond Symphony mi ha assunta part-
time. Arriva anche mio padre, glielo presenter e gli dir che
lei  la mia migliore amica qui a Montreal.
A lui piace il tuo ragazzo?
Oh, s. Sono fortunata.
Perch fortunata?
 difficile per le ragazze giapponesi quando i genitori non
approvano.
Questo vale dappertutto, risposi.
Oh no, fece lei. Qui la gente  libera.
Se lo ami, dissi, vai presto da lui. Adesso improvvisa, e io
reciter una poesia:
Chiedi al fulmine,
quando solca la quiete notturna,
se ha visto il mio amore.
Mi fa pensare a lui.
Poi Match disse: Ora suoni lei e io reciter una poesia:
Nei sogni, su sentieri del sogno
senza riposo per le mie gambe
vado spesso, per te
tutto questo  appena un barlume
nel mondo che si desta.
Jean venne per l'esame ufficiale. Rimase in piedi alla finestra
mentre ascoltava Match suonare. Gli mostrai le sue
trascrizioni.
Jean chiese: Cos' questo?
Match: E la scala raga Abhogi.
Jazz? domand Jean.
Io dissi: Il jazz  qualunque cosa tu sia. Chi l'ha detto,
Match?
Earl Hines.
Cosa diceva Ellington di Mary Lou Williams?
Che era un'anima soul.
Cosa diceva Mary Lou Williams degli uomini?
Se lavori con gli uomini finisci per pensare come un uomo.
Diventi forte, ma non significa che non sei femminile.
Jean alz un sopracciglio e mi chiese: Insegni musica o
politica?
Io e Match, dissi, abbiamo preparato una poesia in arabo
di Umm Ja'far bint Ali. Lei ha improvvisato l'accompagnamento.
Pronto? Me l'ha insegnata mia madre.
Match mise le mani sulla tastiera, suon qualche nota e
io cominciai a recitare:
Lasciami in pace, tu non sei mio pari.
Non sei un uomo di mondo
n un uomo di fede
tuttavia vuoi possedermi,
povero fesso.
Match ripet un po' di volte il riff sul finale, poi ci mettemmo
tutti a ridere e Jean disse: Match, vedo che hai imparato
a improvvisare. Bel lavoro, promossa.
Poi si infil il cappotto e disse: Mahsa, vieni a suonare da
Biddle's stasera. Puoi recitare quella poesia e io sar il povero
fesso che suona con te. a fait des lunes qu'on s'est pas vu.
Stasera non posso, Jean. Ali non sta bene.
Merde, Mahsa, per poche ore! Il prossimo festival di musique
actuelle lo faremo a Victoriaville. Vai a ripescare il tuo
sari dorato e trova la maniera di venire. Ti porto io, se non
vuole farlo quel tuo inutile marito. Ah,  arrivata in facolt
questa lettera per te dall'Australia. Me n'ero dimenticato.
Comunque non  colpa mia, c'est toi qui as disparu dans la brume. Forza, tirati fuori da l.
...
.
...
Katherine.
...
.
...
Ma' e Sean sono stati amanti per dodici anni. Lui era alto
e sottile, con i capelli di un biondo rossiccio e un sorriso
malinconico. Aveva le mani di uno che non ha mai faticato
fisicamente. Dopo la guerra era tornato a scuola con il
programma per ex combattenti ed era diventato avvocato,
eventualit inimmaginabile per un ragazzo che veniva da un
quartiere come il suo. Aveva scelto diritto immobiliare perch
amava i dettagli e gli orari regolari. Era una brava persona,
dotata di un certo senso dell'umorismo, che si occupava
dei problemi altrui.
Ma' mi disse: Sean fa sempre sentire tutti a proprio agio.
Lo fa anche con me. Sa aggiustare qualunque cosa. Non hai
notato che qui dentro funziona tutto a meraviglia?
Era vero. I rubinetti non perdevano, i cardini non cigolavano.
Le pareti erano dipinte di fresco. Era un bravo cuoco.
Raccontava: Jenny mi  piaciuta fin dal primo giorno del liceo.
Era carina, simpatica, sapeva far ridere tutti i ragazzi ed
era un anno avanti rispetto a me. Credevo che non avrei mai
avuto nessuna chance con lei. Era in una categoria di gran
lunga superiore alla mia, ma continuavo a tenerla d'occhio.
Quando finalmente trovai il coraggio di parlarle, dopo cinque
anni di tormento, aveva gi lasciato la scuola. Passavo il
tempo in un minimarket nella speranza di vederla. Mi disse
che era incinta e io mi offrii di sposarla. Eravamo ancora due
adolescenti. Ma c'era la guerra e io sapevo che sarei partito
e non volevo perdere quell'occasione. Lei per disse che non
avrebbe funzionato perch era ancora innamorata di tuo padre.
Quindi ho rinunciato, mi sono sposato, sono andato in
guerra ma non ho mai smesso di pensare a lei.
Sean scosse la testa e domand: Perch crediamo che
sposarsi significhi andare avanti? Quando sono tornato dalla
guerra mio figlio aveva appena cominciato a camminare e
ne abbiamo subito avuto un altro, ma poi mi sono fermato
perch sapevo di non essere innamorato e gi mi trovavo con
due bambini. Dovevo ringraziare mia moglie per aver risparmiato
il mio reddito di guerra invece di sperperarlo come facevano
tante ragazze. Non le dispiaceva che fossi tornato a
studiare. Mia moglie mi  stata fedele ma il mio cuore era gi
stato rubato molto prima che la incontrassi. Non era giusto.
Si sporse a prendere la mano di ma', che disse: Sua moglie
ha la sclerosi multipla e lui non  mai riuscito a lasciarla.
Quando mi ha detto che era ancora sposato gli ho detto di
fare fagotto. Poi ho deciso che la vita  breve. E ho pensato
che anch'io sono ancora sposata, per quel che ne so.
Diede una gomitata a Sean e capii che era un vecchio
scherzo tra di loro. Sean stacc la mano da quelle di lei e le
circond le spalle con il braccio. Tua madre  una santa, disse.
Sono fortunato.
Katie, avrei dovuto dirtelo, fece ma'. Non volevo che
pensassi male di me.
Non avrei pensato male. Sean mi piaceva. Era allegro e
tenero e dava luce alle giornate di ma'. Lei faceva altrettanto
con quelle di lui. Almeno lei aveva trovato una persona
che la amava.
Se c' stato un bel periodo in quel lungo anno della morte
di ma', per me fu la primavera. Mi piacevano l'odore dell'inverno
che si scioglieva e le fabbriche al di l della baia. Mi
ricordai di quando mi svegliavo nella mia stanzetta nel seminterrato
e leggevo, ascoltavo il canto dei primi uccelli, sapendo
che sarei stata fuori tutta l'estate. Il mio vecchio letto
aveva sempre lo stesso materasso. Avevo sperato di tirar su
un po' di soldi a Hamilton ma li il jazz era morto. Quindi mi
costrinsi a imparare a stare l con lei. La morte lenta  quieta.
Un po' di sole  prezioso. Un filo d'erba diventa un'opera
d'arte. Ma', Sean e io ce ne stavamo seduti fuori'e ci sentivamo
grati per quel tempo in pi dopo l'interminabile inverno.
Ma' ricord: Le sere d'estate con Nan guardavamo sempre
i bambini da questa veranda. Katie era la regina della via
e spadroneggiava su tutti i ragazzini. Le piaceva giocare alla
Mafia. Quando era piccola si parlava un sacco di Johnny
Papalia e la Mano Nera. In fondo alla strada c'era una grossa
condotta fognaria che lei chiamava il mio ufficio e nessun
altro poteva entrarci. Andava a sedersi l a leggere e diceva
a tutti: Ti spacco le rotule.
Le mie vecchie storie. Sparita ma', sarebbero sparite anche
quelle.
Sean non smetteva un momento di toccarla, le teneva la
mano, si piegava di lato per tenere il braccio attorno alla sua
sedia. Non l'avevo mai vista lasciarsi toccare da nessuno. A
lui interessava tutto di lei. Era strano vederla insieme a un
uomo che la amava. Cercai di immaginare gli anni della loro
vita segreta nel seminterrato, l'amore che li aveva sorretti
mentre Sean esercitava il suo ostinato senso del dovere e
ma' manteneva il riserbo necessario.
Un foglio di giornale del 1942, l'anno del matrimonio di
mia madre e mio padre, avvolgeva un cucchiaino souvenir
delle cascate del Niagara. L'articolo parlava di un sottomarino
tedesco, un U-553, localizzato nel fiume Saint Lawrence.
Mi domandai se ma' e Henry fossero riusciti ad andare alle
cascate del Niagara. Quando le mostrai il cucchiaino disse,
con enorme stanchezza: Katie, perch stai spulciando tutta
quella roba? Fatti gli affari tuoi.
I moribondi vivono in un luogo inaccessibile. Guardavo
ma' muoversi, la vedevo allungare inconsciamente la mano
verso il comodino come per prendere una sigaretta. Poi si
guardava intorno e diceva: Sono ancora qui.
Prima dell'ultimo ricovero in ospedale mi chiese di prendere
una scatola da scarpe dallo scaffale pi alto del guardaroba.
Conteneva buste piene di ritagli di giornale e fotografie
quadrate con i bordi frastagliati, la lettera d'addio di mio
padre, un libro di esercizi per bambini su cui ma' si allenava
a scrivere caratteri cinesi. Guardai la vecchia foto di lei e
Henry Lau il giorno del matrimonio. Era cos giovane, con
la spalla appoggiata a quella dello sposo.
Ma' pass il dito sulla faccia di Henry e disse: Stava piuttosto
bene, con il cappello cos sulle ventitr, per darsi il
tono di uno del posto. Aveva perso al gioco i soldi dell'anello perci se ne era fatto prestare uno e dopo la cerimonia ho
dovuto restituirlo. Ecco perch nella foto non ce l'ho. Mi
sarebbe piaciuto.
Katie, quello che  successo con tuo padre  stato pi complicato
di come te l'ho raccontato. Lo amavo davvero ma non
potevo farcela, era al di sopra delle mie forze.
Ma', non devi spiegarmi niente. Lascia stare.
Voglio che tu sappia. Era tutto scombinato. Non c'era
nessuno ad aiutarmi. Dopo averlo sposato scoprii che aveva
gi una moglie in Cina. Lui diceva che non pensava contasse.
Gli uomini sono strani, eh?
Avevo sepolto le cose della mia infanzia di cui non volevo
sapere niente. Ma ora ero costretta a guardare e i racconti di
ma' venivano fuori vivi e urlanti come neonati. Mio padre
doveva essere disperatamente povero per attraversare mezzo
mondo in nave cos da cercare lavoro in un paese straniero,
e disperatamente solo per mettere su una casetta linda e
ordinata in un garage con le ciabatte in bell'ordine davanti
alla porta, fingendo di essere libero e sposandosi due volte.
Doveva anche essere un tipo avventuroso come pochi.
Ecco perch non l'ho mai fatto venire a vivere da noi. Avevo
paura che qualcuno lo scoprisse e ti portasse via di nuovo.
In tempo di guerra, se una ragazza sposava un cinese doveva
prendere la sua cittadinanza. L'ho scoperto solo dopo. Per
non potevo nemmeno procurarmi un passaporto cinese. Avevo
messo tutte e due in una posizione difficile ed ero pentita
di essermi sposata. L'avevo fatto perch tu fossi legittima, in
modo che non potessero pi portarti via. Feci richiesta di un
passaporto con il mio nome da ragazza. Era illegale ma l'ho
fatto. Avrei potuto prendermi cinque anni. Tu credevi che io
non volessi venire a New York, che non avessi voglia di viaggiare,
ma in realt l'idea di attraversare il confine mi spaventava.
I nostri vicini a Mountain Brow erano brava gente, operai
siderurgici con le braccia tutte graffiate e cassette da lustrascarpe
rosse nelle loro linde case di mattoni. Si erano trasferiti
l dopo lo sciopero della Stelco per il riconoscimento del
sindacato, in cui si decideva chi era dentro e chi fuori e che
fece dell'USWA il primo sindacato del paese. Aspiravano a
una vita borghese e le sere d'estate caricavano le famiglie sulle
Buick e sulle Ford e partivano verso il lago: Cootes Paradise,
il Beach Strip, LaSalle Park dall'altra parte della baia,
di fronte alle acciaierie. All'epoca le mamme ordinavano ai
figli di mangiare tutto quel che avevano nel piatto e di pensare
ai bambini che muoiono di fame in India. I cinesi non
venivano assunti alle acciaierie. I posti di lavoro ben pagati
erano riservati ai bianchi e a qualche italiano, e in seguito a
quelli che tornavano dalla guerra. Finalmente capii contro
che cosa aveva lottato ma'.
All'epoca i giornali potevano scrivere che una ragazza madre
si portava addosso una macchia di vergogna e paura, una
donna-bambina perduta che ha fatto del male a se stessa e ha
disonorato la sua famiglia. C'erano comitati che impedivano
alle donne non sposate di andare ad abitare in certi quartieri.
Una donna aveva detto: Preferirei avere una banda di negri
come vicini, piuttosto che queste sgualdrine. Crescendo non
avevo mai saputo il vero motivo per cui nel nostro seminterrato
non s'era mai vista nessuna testa calda d'uomo, perch
ma' voleva sempre farci apparire speciali, come un'orchidea
da primo premio. Ai bambini non piace essere diversi. I miei
figli lo sono stati.
Mi raccont: Quando tuo padre se n' andato, gli ho scritto
per dodici anni. Gli mandavo tue foto. Poi sua moglie lo
ha scoperto, lui ha scritto un'ultima lettera dicendo che non
avrebbe pi potuto scrivere e cos  stato. Da un giorno all'altro
era finita. Chi gliene dava il diritto? Mi sono infuriata
tanto che ho bruciato tutte le sue lettere.
Ma' mi guard e disse: Non avrei dovuto, credo. Forse ti
sarebbero piaciute. Questo  l'ultimo indirizzo suo che ho.
Se mai ne sentissi il bisogno.
Presi il foglio piegato con l'indirizzo scritto in inglese e in
caratteri cinesi tracciati con cura. Non avevo voglia di pensarci.
Ma' stava morendo, io non avevo un soldo e non mi
piaceva lasciare Bea sola a New York, volevo suonare, avevo
troppe altre cose di cui preoccuparmi. Quella storia era
sua, non mia.
Be', dissi, nemmeno io ho avuto fortuna restando insieme
a T.
Ma per farla contenta aggiunsi: Per tutte e due abbiamo
avuto dei bravi figli.
La vergogna svan dai suoi occhi ansiosi, rise e disse: Credo
di aver sempre avuto un debole per gli uomini sposati.
Sentimmo Sean aprire la porta di sopra e chiamare: Ehi,
belle donne, eccomi.
Quello fu il momento in cui ci sentimmo pi vicine, nei
lunghi mesi della sua morte.
...
.
...
Mahsa.
...
.
...
S, abbu. L'ho accompagnata a casa.
Asif riattacc il telefono e gli domandai: Cosa ti ha fatto
promettere abbu?
Niente, mor.
Asif, devi dirmi la verit. Che cosa ti ha detto?
Distolse lo sguardo e arross fino alla sommit degli zigomi
come Ali, e avvertii in lui la sfida e la vergogna. Mor, rispose,
mi ha chiesto di sorvegliare Lai.
Come?
Mio figlio abbass gli occhi senza dire nulla.
Asif, rispondimi.
Mor, faccio solo quello che mi ha chiesto abbu.
Asif, per caso il fratello della tua ragazza gli riferisce quello che fai?
Non sapeva che sapevo della sua ragazza.
Quando mi andr lo dir.
So che hai una ragazza. Perch non ne hai parlato ad abbu?
O a me? Vuoi che glielo dica? Perch lo tieni segreto?
Hai paura che lui non approvi?
Abbu vuole che io badi a Lai, disse.
E io non voglio che tu lo faccia.
Disse: E io so che stai insegnando.
Mi fece l'effetto di un ceffone. Che cosa stava diventando
mio figlio?
Ma Asif non aveva la collera ingabbiata di Ali. Come Ali
era affascinante, un ragazzo occidentale che giocava a hockey
e andava alla moschea con suo padre. Avevano cominciato
insieme a organizzare un'attivit filantropica e Asif non vedeva
l'ora di partire per il suo primo viaggio di lavoro. Era
una versione raddolcita di Ali, non aveva in s quella rabbia.
Mio figlio mi era sempre sembrato una persona priva di
complicazioni ma ora mi si chiudeva lo stomaco nel vedere
quel suo contrasto interiore dovuto all'alleanza con il padre.
Asif, dissi, tu sei meglio di cos. Ora ti far sentire la mia
rabbia.
Mai gli avevo parlato con un tono che equivaleva a una
sfida rivolta ad Ali. Lo vidi percepire una forza dentro di me
che gli era sconosciuta. Il mio primogenito dal viso dolce, per
il quale avrei dato la vita. Presto si sarebbe trovato ad agire
da solo nel mondo. Avrebbe saputo distinguere il bene? Sapevo
che era sua abitudine cercare di aggirare il sasso, come
acqua. Voleva far contenti me e Ali insieme, e questo naturalmente
era impossibile.
Un giorno Lai arriv a casa con gli occhi lucenti di un tempo
e disse: Quando senti abbu, digli che ho i miei soldi e che
vado a studiare a Vancouver e che ho diciassette anni e lui
non pu darmi ordini per sempre.
Fu cos che mi comunic di aver vinto la borsa di studio.
Poi disse: Esco.
L'abbracciai, le presi le mani e la strinsi ancora a me. Dissi:
Va bene, oggi niente Corano. Festeggiamo, prendiamo il
t. Prima che tu vada ti racconto una storia e puoi imparare
a memoria l'ultima poesia.
Con un gran sospiro si sedette, per mostrarmi che, anche
se ormai era indipendente, era ancora disposta ad assecondarmi,
ma capii che era contenta. Le raccontai la storia
di I'timad che lavava i panni in un fiume di Siviglia quando
il principe Muhammad ibn Abbad era in visita. Stava
passeggiando con un amico e improvvis il primo verso di
un distico:
Il vento increspava una cotta di maglia nell'acqua...
Attese che l'amico completasse il distico, ma all'amico non
veniva in mente nulla. I'timad, la fanciulla in riva al fiume,
recit il secondo verso:
Che scudo sarebbe stato, se si fosse congelata.
Il principe ne fu colpito e le domand: Siete sposata?
Ella rispose: Sono I'timad, non sono sposata e il mio padrone
 Arruamik ibn Hajjaj.
Il principe la compr e la spos. Lui aveva diciannove anni
e lei diciotto. Si amavano profondamente.
Lailuma domand: Come fai a sapere che si amavano? Lui
l'ha comprata!
La storia dice che erano innamorati, perci lo erano. E
lui assunse un nuovo titolo, Mu'tamid, creato partendo dal
nome di lei. Quando I'timad disse che avrebbe voluto vedere
la neve, lui piant dei mandorli sulle colline sopra la citt
cos che lei potesse affacciarsi e vedere i fiori bianchi come
la neve. Anni dopo, fu rovesciato e imprigionato vicino a
Marrakesh. Lei gli rimase accanto e mor pochi giorni prima
di lui. Gli sped un biglietto, una poesia famosa, quando lui
era in viaggio, molto lontano:
Ti esorto, vieni veloce pi del vento a coprire il mio seno
e scava e ara con forza il mio corpo
e non smettere prima di avermi tre volte infiammata.
Lai impar i versi in arabo, pos la tazza e guard l'orologio.
Posso andare adesso? Torno prima di cena. Quando
arriva abbu dall'Inghilterra?
Ancora una settimana, risposi. Stasera troviamoci da
Biddle's. Jean ha chiamato e mi ha chiesto di suonare. Possiamo
mangiare un boccone l. Non hai un ragazzo da portare?
Ci scambiammo uno sguardo e i suoi occhi erano pieni di
luce. Forse, ora che era libera, poteva cominciare a perdonarmi.
Forse poteva spogliarsi della sua rabbia. La famiglia
 un ciclo infinito di tradimento e perdono.
Sulla porta si gir per salutarmi. Aveva i capelli sciolti intorno
al viso e la piega corrucciata tra gli occhi grigi era sparita.
Portava una sciarpa di un azzurro vivace e stivali alti
di cuoio. Con leggerezza mi corse incontro, mi abbracci e
disse: Sono felice, mor. Poi chiese sottovoce: Vuoi che ti dia
indietro i soldi?
Mi ero spesso domandata dove li avesse nascosti, se li avesse
spesi. La mia dolce ragazza spaventata aveva imparato ad
avere una vita segreta. Tienili, Lai, le dissi. Non si sa mai.
Ho una studentessa che si  trasferita a Vancouver. Qui c'
il suo numero. Non dire a nessun altro della famiglia dove
vai. Meglio se lo tieni per te, per un po'.
Il suo silenzio rovin quel momento festoso ma prima di
chiudere la porta disse: Non lo dir a nessuno, mor.
Lai arriv al club durante il mio secondo set, con Gaetan,
un ragazzo che aveva conosciuto alle medie. Sentivo che era
concentrata su di me mentre mi esibivo con Jean. Alla fine
li raggiungemmo al tavolino, invitai tutti a casa e offrii il t
con i dolci. Asif usc dalla sua camera e Lailuma disse: Avresti
dovuto sentire mor suonare, Asif. E fantastica.
Asif si ferm sulla soglia a fissare Gaetan. Strinse le labbra
come faceva sin da bambino, quando cercava di imparare
a fare qualcosa di nuovo. Gaetan lasci la mano di Lailuma e
si affrontarono, pelle, odore, predominio. Gaetan salut con
disinvoltura: Asif, b'jour, ga va lega? Asif esit e, come il lupo
sicuro del suo posto nel branco, entr nella stanza, prese
la sua sedia e disse: Cos sei tu l'uomo del mistero. E a Lailuma:
Era ora che lo portassi a casa.
...
.
...
Katherine.
...
.
...
Ma' lasciava sempre una sigaretta accesa in ogni stanza
per non dover andare a prendere il posacenere. Davvero! 
cos che ho imparato a essere efficiente. Quando voglio finire
qualcosa, ne lascio met in una stanza e met in un'altra.
Ho carta da musica dappertutto.
Sean e ma' ridevano. Non raccontare balle, disse lei.
Scivolava gi dai cuscini dov'era appoggiata. Era difficile
muoverla. I suoi ultimi giorni a casa mi perseguitano come un
livido scuro che non vuole andar via. Quando non riusc pi
ad alzarsi, bisognava darle la padella e lavarla a letto e bendare
una dolorosa piaga da decubito. Ogni volta che dovevo
spostarla, girarla su un fianco, tagliarle le unghie, mi urlava:
Vai via. Non toccarmi. Mi fai male. Era un grido terribile,
acutissimo. Cercava di schiaffeggiarmi e si agitava e certe volte
facevo dietrofront, e quando tornavo aveva ancora paura
che la toccassi. Perch mi fai questo? diceva. Le unghie delle
mani e dei piedi erano lunghe e tagliarle era doloroso. A
volte si ritraeva anche al tocco di Sean.
Il giorno prima del ricovero in ospedale ero mezza addormentata
in soggiorno, stremata da quelle lotte. Sean era seduto
al suo fianco.
Senti dolore?
Nemmeno pi quello.
Lo sguardo amoroso di Sean cerc il suo. Lei scrutava attraverso
pupille contratte, occhi velati e sfocati, si sforzava di
restare con noi. Sean non aveva paura, le inumid le labbra,
gliele baci. Disse: Jenny, tesoro, faremo quello che vuoi. C'
una via pi semplice, sai. Gente che sa come fare.
Lo so, rispose lei. Dovr farlo.
Non voleva andarsene.
Io e Sean tirammo fuori i vecchi dischi e nastri e attaccammo
il suo registratore a bobine per avere qualcosa da fare
quell'ultima notte a casa. Quando lei si assop, gli suonai
Dance of the Infide Is, che non aveva mai sentito.
Presi un nastro senza etichetta da una vecchia scatola e
lo misi su. Ma' si riscosse dal sonno sentendo me bambina
che suonavo quelle scale infernali e cercavo di fare un riff su
You Are My Sunshine.
Sollev le dita dalla coperta: Me ne ero dimenticata.
Inserii un'altra bobina, la feci partire e sentimmo le voci
dei bambini. Ascoltammo i ragazzi che giocavano con il registratore
e incidevano rutti, pernacchie fatte con le ascelle
e risate, poi sentimmo ma' che spiegava loro come sfregare il
bordo di un bicchiere per farlo vibrare. I ragazzi si divertivano
a registrare e cancellare. Lo facevano di continuo.
Ascoltammo la voce giovane di ma' che raccontava loro la
storia della vecchietta che aveva ingoiato una mosca e le voci
dei bambini cantilenavano in coro con lei: Poverina la vecchina,
una mosca s' inghiottita, poveretta la vecchietta, finir
morta stecchita! Avevo fatto ascoltare quel nastro a Bea mille
volte per farla addormentare. La sera in cui ma' l'aveva registrato
io stavo allattando Bea e li ascoltavo con un orecchio,
mentre mi chiedevo dove avrei trovato i soldi per l'affitto.
Stavo decidendo che dovevo rimettermi a lavorare, crescerli da sola, come ma' aveva cresciuto me. Dovevo cancellare
ancora, play, cancella, registra, cancella. Lascia andare. Vai
avanti. Guadagnati da vivere. Lascialo andare.
Sean rise ascoltando i ragazzi e disse: Jenny, eri brava a
raccontare.
Lei volse gli occhi verso quei suoni di un passato remoto.
Non  tanto l'udito quanto la vista a risentire degli oppiacei.
Sapevo che era in grado di sentire quelle registrazioni
di un tempo in cui entrambe credevamo di poter fare qualunque
cosa.
Le registrazioni ti fanno rivivere la tristezza per qualcosa
che  gi svanito. Io preferisco la musica dal vivo. Mi piace
non sapere cosa sta per succedere. Sean mise il disco di Sinatra
di ma' e si fece spazio vicino a lei sul letto, si sdrai sul
fianco, la abbracci e quel contatto lei riusc a sopportarlo.
Andai a telefonare a Bea, avevo bisogno di sentire la sua voce,
avevo bisogno del soggiorno.
Oggi ho preso un cane, mi disse.
New York non  un posto adatto ai cani. Cosa fa mentre
tu sei fuori tutto il giorno?
Ci ho pensato, disse. Gli ho preso una pettorina, cos lo
faccio passare per cane guida e pu venire con me. Dico a tutti
che lo sto addestrando. Il reverendo Moody ci ha visto per
la strada e mi ha detto che faccio bene ad aiutare il prossimo.
La sua sfacciataggine mi piaceva ma le dissi: Io mi allontano
e tu cosa combini?
Nel periodo in cui cominciai ad andare avanti e indietro
da Hamilton le cose cambiarono tra me e Bea. Ormai era indipendente.
Mi manchi, mamma, disse quella sera.
Bea, non ho scelta.
Lo so, rispose. Sai cos' successo oggi? Stavo cercando di
farmi invitare a uscire da un ragazzo. Stava mangiando una
pizza e la mia amica  andata da lui a dirgli che sarebbe dovuto
venire a parlare con me. Alla fine  venuto e gli ho chiesto:
Sai perch volevo parlare con te? E sai cosa mi ha risposto?
Perch vuoi un po' di pizza?
Ridemmo e commentai: Sembra Dexter, e lei: Perch la
mente dei maschi non funziona come quella delle ragazze?
La domanda pi antica del mondo, Bea.
Non ti senti sola l con la nonna?
Ma no. Ci sono anche altre persone vicino a lei.
Ma io dicevo tu, non ti senti sola? Mamma, perch non
ti sei mai risposata?
Sono ancora sposata con tuo padre, Bea.
Hai capito cosa volevo dire.
Ho sempre amato solo lui.
Ma almeno non saresti sola.
Bea, per me non ha mai funzionato cos.
Mamma, come vanno le cose?
 la vita, Bea. Nonna ti vuole bene. Domani la portiamo
all'ospedale. Vuoi parlare con lei se  sveglia?
No, lascia stare. Mamma, ti ricordi bimba bella il tempo
va, lallallero lallall?
Ma certo.  tardi. Sogni d'oro.
Ma' dormiva, si svegliava, ci cercava. Domandai a Sean
se sua moglie sapeva dove fosse.
Siamo separati in casa da molto tempo. Si  abituata. Abbiamo
la stessa domestica da anni. E rimasta anche dopo che
i nostri figli se ne sono andati. Vuole bene a mia moglie pi
di quanto gliene abbia mai voluto io. Katherine, ho commesso
molti errori ma non quello di smettere di amare tua madre.
Ci abbiamo messo un mucchio di tempo ad ammetterlo.
Le stava accanto, le accarezzava la guancia, lei si riscosse;
quella notte era insolitamente cosciente. Voglio vedere
le stelle, disse.
Guardai Sean, che annu. Le prendemmo le calze e le pantofole
e una vestaglia pesante, la mettemmo seduta e la coprimmo.
Ormai era tutta ossa e si muoveva a stento. L'aiutammo
a fare le scale, un gradino alla volta, pausa, riposo, il
prossimo. Arrivati in cima attraversammo il piccolo ingresso
tutti attaccati, strascicando i piedi, e finalmente uscimmo
nella notte. Lei alz la faccia minuscola verso le stelle e
disse: Aria fresca.
La portammo fino a un punto del cortile lontano dalle luci
della strada per vedere le costellazioni pi luminose, la W rovesciata
di Cassiopea e gi in fondo il bagliore delle acciaierie
sopra la baia. Be', disse, ciao luna, ciao stelle.
Quando rientrammo cerc di star su da sola, e per farle
scendere le scale io e Sean mettemmo le braccia a seggiolino.
Soffr molto quando la sollevammo per rimetterla a letto.
Sean era alle sue spalle e la sorreggeva e lei teneva la testa
appoggiata alla sua spalla. Portai un vassoio con il t e i
cubetti di ghiaccio, Sean le sistem le coperte mentre lei gli
teneva la mano. Vado da Nan, dissi. Ci vediamo domattina,
piccioncini.
Volevo che passassero l'ultima notte in casa insieme da soli,
e anche se ma' stava malissimo nessuno dei due si oppose.
...
.
...
Mahsa.
...
.
...
Cominci con un colpo alla porta. La mattina a casa non
c'era mai nessuno. Aprii e nel vano si stagliava un uomo.
Conoscevo il suo odore, conoscevo i suoi occhi. Conoscevo
tutto di lui. Fu uno shock vederlo l, come circonfuso
da un fuoco, come se ardesse senza incenerirsi, gli occhi lucenti,
vivi.
(Allora  questo l'amore, la testa pulsante, il sangue che
galoppa, allora  questo l'amore. E dolore, anche, e canto e
musica, allora  questo l'amore, questo tremito, ti ho nella
mente sempre, e ora questo patimento, questa dedizione dolcissima,
allora  questo l'amore, e sei tornato da me, allora
 questo l'amore, la testa pulsante, allora  questo l'amore).
Ciao, Mahsa.
Kamal?
Sollev una mano verso di me ma indietreggiai, e lui fece
lo stesso.
Che cosa ci fai qui?
(Vent'anni? Sempre gli stessi occhi).
Vivo qui.
Qui?
Posso entrare?
Come hai fatto a trovarmi?
Il rettore della McGill.
Hai visto Jean?
Possiamo parlare?
Kamal varc la soglia ed entr nel luogo in cui vivevo con
Ali, Asif e Lailuma, e la sua presenza fisica tra quelle mura
era strana. Guardava tutto, e me in particolare, con grande
curiosit. Si sedette sul divano e io su una sedia di fronte
a lui, gli offrii un t, mi alzai per prepararlo, e lui: Mahsa,
aspetta. Non te ne andare.
Vado solo in cucina, dissi.
Ridemmo insieme e tornai a sedermi. Lentamente cominciammo
a raccontarci le nostre storie con una diligenza da necrologio,
chi, dove e cosa, stando alla larga dal gran pantano
dei perch. Lui aveva partecipato alla guerra di liberazione
bengalese, un disastro immane, tre milioni di morti, dieci milioni
di profughi in India, mezzo milione di donne stuprate.
Mi sono arruolato nell'aviazione, disse, e ho guardato
dall'alto come un dio corrotto.
Non me l'hai mai scritto.
Dopo la guerra sono andato a Islamabad e ho trovato un
impiego pubblico. Mi sono sposato e per un po' ho lavorato
nella scuola in Afghanistan. Dopo il divorzio mi sono trasferito
in Australia. E tu? Che cosa hai fatto negli ultimi vent'anni?
Me lo chiese con leggerezza, alzando un po' le spalle, in un
modo che mi fece ridere. Avremmo potuto essere due vecchi
amici qualunque che si raccontano le ultime novit. Ero scalza,
indossavo i jeans e una canottiera con le spalline sottili, avevo
le braccia scoperte. Era un agosto umido ma non accendevo
mai il condizionatore finch Ali non tornava, perch il caldo
mi piaceva. Tenevo le veneziane abbassate e in casa c'era una
gradevole penombra. Era troppo tardi per correre in camera a
infilarmi una camicia e mi sentivo quasi nuda, seduta di fronte
a lui senza niente sulle spalle e con i capelli sciolti. Kamal
sedeva con le gambe divaricate, chino in avanti, i gomiti sulle
ginocchia. Era ancora asciutto e forte. I suoi occhi, tanto familiari,
guardavano i tappeti pakistani che avevo appeso alle
pareti, le mie belle lampade di ceramica, le fotografie dei bambini
e di Ali e un quadro franco-canadese di un paesaggio innevato.
Pur essendo mattina, in quella penombra calda avevo la
sensazione che ci stessimo nascondendo, anche se non stavo
facendo niente di male, chiacchieravo con un vecchio amico di
Karachi. Non riuscivo a togliergli gli occhi di dosso. Quando
sorrideva gli angoli delle labbra si infossavano. I capelli erano
ancora folti ma pi corti. Portava semplici pantaloni cachi e
una camicia tinta unita a maniche corte, da poco prezzo. Disse:
Mahsa, sei ancora molto bella.
Distolsi gli occhi, poi lui mi disse l'et dei suoi due gemelli,
che erano coetanei di Asif, ed entrambi calcolammo in silenzio
cosa era successo e quando. Ci eravamo sposati all'incirca nello
stesso periodo, ma non eravamo ancora pronti a parlarne.
I miei figli, disse, non sono bravi ragazzi pakistani. Hanno
vissuto troppo all'estero, sono pigri, amano il surf e la
musica rock.
Si fingeva dispiaciuto ma sentivo l'amore celato nelle sue
parole, e mi affascinava la naturalezza con cui esprimeva il
suo affetto, come se i figli fossero l presenti e li stesse prendendo
in giro. Mi impregn del suo calore come un monsone.
Mia moglie, disse, mi ha lasciato per un altro quando i ragazzi
avevano tredici anni. Scroll le spalle e notai l'aspetto
giovane della sua pelle, i suoi movimenti fluidi ed energici. Era
destino, disse. Non eravamo fatti per stare insieme. Quando
se n' andata ho deciso di ricominciare da capo, lontano dalla
violenza che stava montando. Ho portato i ragazzi in Australia
perch mi avevano offerto un buon lavoro laggi e potevo
mandarli in scuole occidentali, ma a loro pi che altro piace
fare surf. Durante le vacanze vanno dalla madre, si  trasferita
a Lahore. Sono all'universit di Sydney, suonano in una
band che si chiama Bebop Raga e io gli servo solo per i soldi.
Avevo dimenticato com' quando un uomo vuole attirare
l'attenzione di una donna. Conoscevo il gruppo pop rock
australian-indiano in cui suonavano i figli.
A mia figlia Lailuma piace la loro musica, dissi.
Oh, fece Kamal, contento, allora li conosci, avrai sentito
anche quell'ossimoro di canzone, Broken Energy Kundalini,
con didgeridoo, tabla e rebab.
La conversazione si interruppe. Parlare dei nostri figli equivaleva
a parlare del nostro amore per loro e sentire un'improvvisa
malinconia. Mettemmo da parte anche quella, con
la curiosit che nutrivamo l'uno per l'altra. Avevamo voglia
di toccarci e non sapevamo come fare.
Kamal accenn al pianoforte. Ti va di suonare per me?
Lui aveva sempre capito come calmarmi. Attraversare la
stanza e mettermi al piano per lui mi sembr naturale. Mi
domandai che cosa suonare, pensai a As Time Goes By ma
decisi che non era il caso e suonai un pezzo di Katherine,
complesso e difficile. Il suono nella stanza aveva una consistenza
diversa. Non c'era resistenza ma un silenzio intento,
mi lasciai prendere completamente dalla musica, che mi usc
dalle dita profonda e densa, per poi scemare delicatamente
sulle ultime note, quasi impercettibili.
Suoni bene, Mahsa, comment.
Gli offrii nuovamente del t e accett, cos io potei andare in
cucina e lui pot dare un'occhiata al salotto, e a un certo punto
alz la voce per chiedermi: Dove  stata scattata questa foto?
e: Forse da questa finestra riesci a vedere la croce, di notte, e:
Torni mai a Karachi? Ci parlavamo da una stanza all'altra, a
singhiozzo, come due persone qualsiasi, e quelle sensazioni
non si placavano. Ero in cerca di qualcosa che mi permettesse
di dirmi: Oh, be', a me  andata meglio. Ma la sua energia
non era pi divorante e sapevo che non mi era andata meglio.
Ciascuno parlava di s come se avesse scelto la propria strada.
Lo raggiunsi sulla porta e mi appoggiai allo stipite mentre il t
era in infusione, lui mi domand degli affari di Ali e di come
trascorrevo le giornate, io mi vergognavo, perci dissi: Be', un
tempo suonavo a New York, ma poi ho preferito restare a casa
per i figli.  andata benissimo. Insegno un po'. Ho molto
tempo per esercitarmi. Che mi dici di te?
Senza dubbio, disse. Si sente, quando suoni. Non voglio
annoiarti con il mio lavoro. Sono sempre nella scuola. Ne ho
dirette alcune in Pakistan. Va abbastanza bene.
Quanto ti fermi a Montreal?
Abito qui.
Rimanemmo in silenzio.
Poi dissi: Sto aspettando una studentessa, anche se non
era vero e non gli avevo ancora portato il t. Si alz: Dovremmo
rivederci.
Allora capii in che modo era cambiato. Il giovane con cui
ero cresciuta aveva sofferto e ora era maturo e sicuro di s.
Non era il genere di uomo che dice: Mi sento solo, ma io avvertivo
anche quella solitudine in lui. Non ci avventurammo
nel territorio ombroso del nostro comune passato, non parlammo
del fatto che non mi ero opposta quando mi avevano
mandata via, o che avevo smesso di scrivergli, o del fatto
che ci amavamo. Era impossibile ora parlare di tutto questo.
Non abbiamo mai smesso di vederci, pensai.
Se ne and e chiusi la porta alle sue spalle, ma ormai la sua
presenza era impressa a fuoco nell'aria di casa mia.
Dalla finestra che dava sulla strada lo guardai andar via, le
nuvole si profilavano nette contro il cielo e le vie di Montreal
brulicavano di fachiri, Zelin e carretti tirati dagli asini. Kamal
si volt verso la finestra e alz la testa per guardarmi e io lo
salutai tirando su la mano. Che belli erano i suoi occhi di opale.
I sensi non mentono. Il corpo non mente.
...
.
...
Katherine.
...
.
...
Ma' apri gli occhi e le cantai un pezzo di All of Me. Lei
preferiva la versione di Sinatra a quella di Billie. Quelle parole
mi piacciono cantate da una voce maschile, diceva.
Sono io l'unico uomo qui, dissi, finch non arriva Sean,
e lui non sa cantare.
Lei con la sua voce roca e intontita dai farmaci, fece: Cos
mi uccidi.
He shakes my ashes,
greases my griddle,
chums my butter,
strokes my fiddle.
My man, such a handy mani
Questa era la canzone di mia madre, disse. Come fai a
saperla?
Io le tue canzoni le so tutte.
Posai la mano sulle sue dita fredde finch non si assop. Si
risvegli e si addorment ancora. Guardarla morire mi ricord
di quando avevo i bambini piccoli e misuravo il tempo in
attimi, non in giorni e notti. Le portavo pezzetti di ghiaccio,
le bagnavo le labbra, la sollevavo sul cuscino. Dovevo trovare
qualche lavoro part-time. Quell'anno mi aveva prosciugata,
non avevo un soldo.
Sean entr. Vuoi uscire? E arrivata la tua famiglia.
Cosa?
Sono a casa.
Immaginai T che scendeva in quel piccolo seminterrato,
chinandosi per attraversare la soglia bassa. Mi domandai se
i ragazzi gli stessero facendo fare il giro del quartiere, se lo
avessero presentato a Nan. Per la prima volta in tutti quei mesi
d'attesa piansi. Perch diavolo non mi aveva detto che veniva?
Sempre a modo suo, faceva. Ma ero contenta che fossero
l. Accidenti a lui.
Vennero in ospedale e aspettarono con me nel corridoio
e nel cucinotto del reparto, con altra gente che aspettava la
morte di qualcuno, e parlammo quasi sempre come se non ci
fosse nessuno che moriva, perch cos'altro si pu fare?
T disse: Voglio portare Jimmie in tourne con la mia nuova
band.
Proprio quando io non ci sono, salti fuori dal nulla e pensi
di decidere tutto tu.
Jimmie vuole venire, baby.  bravo. Volevi che dessi una
mano.
Mia madre sta morendo, dissi. Ormai che il lavoro grosso
 fatto, con Jimmie, ora che  un bravo ragazzo, tu lo porti
in giro a suonare. T, fa' in modo che resti pulito.
Rise ma disse, un po' pi piano: Katie, sono pulito adesso.
Per lui  una fortuna suonare con questa band. Non
preoccuparti, baby, lo terr d'occhio.  anche mezzo mio, sai.
 proprio questo che mi fa paura.
Ma sentii quel qualcosa nella sua voce, mi lasciai abbracciare
ed era bello, era sempre bello, e lui stava cercando di
prendersi cura di noi, troppo tardi, ma lasciai che il corpo mi
dicesse cosa fare, cio lasciarmi stringere, inzupparmi del suo
calore, riposare dopo mesi passati ad affliggermi e a cercare
di mandare avanti le cose per i ragazzi, e a chiedermi che cosa
avrei fatto. Tanti anni passati a tenere tutti quanti vicini,
e adesso dovevo lasciarli andare. Non potevo pi prendermi
cura di loro. Loro non volevano.
Andai alle pompe funebri a prendere accordi. Dovetti farmi
prestare i soldi da Sean per pagare tutto, e lui disse: Non
preoccuparti, voglio farlo. L'indomani ma' perse e riprese conoscenza
pi volte e nella stretta della sua mano che moriva
c'era una forza terrificante. Afferr la mia e la strinse fortissimo,
conficcandomi le dita nelle ossa del dorso, facendomi
male. Si aggrappava in un modo terribile, come se fosse appesa
sopra un precipizio, non le dissi che faceva male e non
riuscii a cercare di liberare la mano. T era fuori dalla porta,
dove potevo vederlo, e Sean le carezzava la fronte e le tamponava
le labbra con una spugnetta intrisa d'acqua fresca.
Lei si assopiva, si svegliava, apr gli occhi e quando mi chinai
su di lei per sentire il suo sussurro roco lei disse: Ming,
ci sono delle cose che mi svolazzano sulla fronte. Mandale via, Ming, ti prego.
...
.
...
Mahsa.
...
.
...
Quando posso vederti?
Parliamo al telefono. Per me  difficile uscire.
(Potrei perdere Lailuma).
Kamal mi disse: Dopo la guerra volevo vivere. E insegnare.
Tante cose erano andate perdute. Met del paese non sa
leggere. Pensa come dev'essere, non saper leggere.
Guardavo il raggio obliquo di luce che entrava dalla finestra.
Mentre raccontava dei suoi figli neonati, immaginavo
la donna coraggiosa che mette al mondo due gemelli, ma lui
non disse niente della moglie. Osservavo la luce calante del
pomeriggio d'inverno sui rami nudi che sfioravano il vetro.
Le stagioni si diedero di nuovo il cambio. Al telefono, la
voce di Kamal diceva: Una volta lavoravo con uno che aveva
perso gli occhi in guerra.
Ascoltavo e guardavo la luce netta e brillante dell'estate,
abbassavo le veneziane per difendermi dal caldo.
Un pomeriggio di fine autunno disse: Mi sono sposato a
Islamabad, il matrimonio l'aveva combinato mio padre.
I lampioni creavano piccole aureole sopra le foglie morte
e secche sul marciapiede.
Gli parlai di Katherine. Lui mi parl del suo lavoro, dei
ragazzi cresciuti cos lontano da casa, e una volta al crepuscolo,
mentre nella stanza si faceva buio, disse: Non ho mai
smesso di pensare a te.
Venni a sapere come era cresciuto e diventato un uomo.
Quando le nostre citt si erano riempite di spari e di bombe
non era riuscito a portare avanti le sue idee.
Gli chiesi se sua moglie aveva potuto dire la sua quando
lui aveva portato i figli in Australia.
Lei stava con un altro, rispose. I ragazzi hanno sempre
passato le vacanze con lei. Ma non rispose alla mia domanda.
Ti ricordi l'ultima volta che siamo stati insieme a Karachi?
domandai. Mi hai detto: Questo non lo ritroveremo
mai pi.
Non ricordo di avertelo detto. Ero pi sveglio di quanto
pensassi allora.
Risi. Mia madre diceva sempre, in pashtu: Chiedi alla
volpe, chi  il tuo testimone? E lei risponder: La mia coda.
La cosa strana tra Kamal e me quando eravamo giovani
era che non ci eravamo mai detti addio e non avevamo mai
fatto progetti per il futuro. Adesso capivamo ogni cosa l'uno
dell'altra. C'erano fatti di cui non potevamo parlare e non
c'era impazienza n urgenza, perch non eravamo pi giovani.
Montreal non doveva essere la mia vita ma una breve
stagione. Niente era dimenticato, ma il ricordo non era certo
perfetto.
Disse: Dopo la guerra sono andato a casa tua, tuo zio era
arrabbiato e mi ha detto che stavi per sposarti. Ho pensato
che non c'era pi speranza per noi. Ho cercato di non pensare
pi a te. Quando qualcosa non funziona, passo oltre,
evito di persistere.
Mi diceva quello che ricordava. Ma io avevo le sue lettere,
e non aveva smesso di scrivermi che mi amava, per tutto
il tempo della guerra in Bangladesh e oltre.
Sto costruendo una scuola nella provincia di Sindh. Sto
raccogliendo i soldi e sto cercando gli insegnanti. Forse i
miei figli insegneranno musica, ma adesso hanno anche le
loro vite.
Si interruppe, poi: Forse ti sto raccontando pi di quanto
vuoi sapere.
Voglio sapere tutto di te.
A volte lo sentivo prosciugato, come se fosse stato troppo
solo con i suoi pensieri. Gli domandai perch avesse tanta
voglia di parlare di tutto quello che ci era successo, e lui: Tu
eri l'unica altra persona presente.
Accanto al fiume c'era una zona industriale dove qualche
volta io e Kamal ci avventuravamo a passeggiare insieme, tra
gente che non aveva un letto, tra gente che sentiva voci, che
mangiava e beveva e fumava cose che intontivano. Godevamo
della loro delicata compagnia nel punto in cui il fiume
scorre verso il mare. A volte qualcuno chiedeva una sigaretta
a Kamal con un gesto, o salutava con una bottiglia in mano,
ma nessuno ci ha mai rivolto la parola. L tutti volevano
essere invisibili e ci facevano spazio in mezzo a loro. Ancora
non osavamo toccarci.
Gli dissi che mi piaceva quello che stavamo facendo.
Parlare? domand. Abbiamo sempre parlato molto, anche
quando eravamo giovani. Gli chiesi se ero timida a quei
tempi, dissi che eravamo stati insieme cos poco, solo qualche
anno. Lui rispose: Non mi pare che fossi timida. Poco
non vuol mica dire brutto, no?
No, risposi. La vita pu cambiare in un istante.
Kamal disse: Parlare non  l'unica cosa che voglio fare
con te. Dobbiamo trovare il modo di fare l'amore. L'abbiamo
gi fatto, sai.
La sua faccia tosta mi sconcert ma allo stesso tempo mi
piacque e feci resistenza. Sua madre non era stata assassinata
per amore e lui non era stato costretto a sposarsi. Sentivo
la sua impazienza serpeggiante e mi colmava di piacere.
Quando ero giovane era come se lui volesse divorarmi. Voleva
divorare ogni cosa, all'epoca. Era cos anche per me. Non
aveva smesso di amarmi e non aveva paura di dirmelo, dopo
tutti quegli anni.
Disse: Quando tuo zio mi ha riferito che stavi per sposarti,
ho creduto che avessi paura di scrivermelo. Mi sono arreso
e mi sono sposato anch'io.
Gli raccontai che mi avevano fatta rientrare a casa da scuola,
mi avevano sequestrato il passaporto e mi avevano costretta.
Quando ti sei sposato? gli chiesi.
Il 19 agosto 1972.
Mi misi a ridere, lui rise con me e disse: Per cosa stiamo
ridendo?
Ci siamo sposati lo stesso giorno.
Mahsa, disse. Mi mise il braccio intorno alle spalle e io alzai
la mano per toccare la sua e sentii una scossa a toccare di
nuovo la sua pelle, cos familiare e naturale, la prima mano
maschile che avevo toccato dopo quella di abbu.
Quando ho sentito la cassetta che hai registrato quando ancora
studiavi, disse piano, c'erano dei riff che solo io potevo riconoscere.
Suonavi per me, anche se non suonavi per me. Vero?
Non posso rischiare che succeda qualcosa a Lailuma, gli
dissi.
Passammo accanto a tre uomini seduti in cerchio che facevano
girare tra loro una bottiglia in un sacchetto di carta
marrone. Uno alz le dita per salutare Kamal, che rispose
con un cenno del capo.
Non te l'ho chiesto, disse Kamal.
Ti sembra giusto?
Aver voglia di fare l'amore?
Fare quello che stiamo facendo.
Forse.
Ormai  tanto che parliamo, no? Sono anni, no? Mi scostai
un poco da lui, mi tolse il braccio dalle spalle e continuammo
a camminare fianco a fianco, con le spalle che si sfioravano,
ma di nuovo quasi completamente separati.
Kamal disse: Sto pensando a un modo di dire afghano.
Dio dice: Comincia a muoverti, cos che io possa cominciare
a benedirti.
Il cielo  buio eppure da esso sgorga acqua limpida.
Avevo quasi dimenticato cosa significa sentire. Spesso ero
distratta dall'aroma della sua pelle, dalla luce nei suoi occhi e
spesso dovevo chiedergli di ripetere. Di frequente inciampavamo
nelle rispettive parole, in attesa, mentre rinunciavamo
a toccarci.
Sei mai tornato in Afghanistan?
S.
Cos' successo?
Lavoravo l e sono andato a cercare mio padre. Aveva lasciato
la citt e la vita accademica per combattere. L'ho trovato
nascosto in montagna. Sedeva su un tappeto sdrucito,
rosso, blu e verde. Aveva la barba lunga ed era magro e muscoloso.
Si era ustionato la faccia. Prima di riuscire a vederlo
nel buio della grotta ho sentito la sua voce: Figlio, hai affrontato
un viaggio difficile.
Era stato accecato da una mina nascosta in un thermos
ma mi ha riconosciuto dall'odore. Era un insegnante, non era
fatto per combattere.  stato dopo i sovietici, quando sono
arrivati i talebani: si era messo con gente che non conosceva
nient'altro che la guerra.
Gli esseri umani sono cos. Devono fare qualcosa, anche
se  sbagliato.
Kamal continu: Mio padre aveva dovuto rinunciare al
suo rebab. Tutta la musica era proibita e nel grande stadio
giustiziavano gli strumenti, li spaccavano e li bruciavano. Ma
Plaar ha seppellito il suo, lo ha coperto e lo ha nascosto sotto
terra. Mi ha detto: Un uccello vola solo fin dove lo portano
le sue ali. Nella vita ci sono tante cose da fare. Io devo restare
qui. Tu va' e insegna.
Sei stato tu a darmi le ali, gli ho detto.
Poi l'ho lasciato l. Sono sceso dalla montagna, ho attraversato
il confine e ho capito che non l'avrei pi rivisto, e
infatti cos  stato. Tu ci sei mai andata?
No. Ho sempre avuto paura di quello che avrebbero potuto
fare i miei parenti. Sangue chiama sangue. Ma a Karachi
ho conosciuto un uomo dell'Helmand. Aveva perso le gambe
in guerra. Stava sempre davanti a un negozio vicino alla mia
scuola. A quelli che passavano diceva: Me le avete spedite,
le mie gambe? Sto aspettando le mie gambe. Mi servono solo quelle per tornare a fare il pastore.
Kamal disse: Noi afghani siamo ostinati nella speranza.
Ho viaggiato sulle montagne, mi guidava un ragazzo con la
pelle gi bruciata dal sole che portava un cappotto pulito ma
frusto sopra vari strati di maglioni. Camminavo dietro di lui
e guardavo gi nella valle e vedevo lo spazio vuoto del cielo.
In basso, una donna avvolta da capo a piedi in un burqa
rosso stava in piedi sulla soglia di una casa, sola. Era l'unica
macchia di colore sulla montagna grigia.
Non pensavo a queste cose da tanti anni, dissi. Con te mi
sento a casa. A Karachi ho visto bambine pashtun al mercato,
con la gonnellina ancora corta, che si allenavano a muoversi
composte, con la schiena dritta, come le loro madri.
Quei bambini lasciano presto la loro goffaggine, copiano la
dignit degli adulti. Ho visto bambine fare tutte le cose che
facevano le donne, portare i neonati e le borse della spesa,
e presto l'avrebbero fatto coperte da un velo o da un burqa.
Avrebbero mangiato il gelato sotto il velo. Sono queste le
immagini che ho del popolo di mia madre anche se non sono
mai andata in quei luoghi.
Da giovani non abbiamo mai parlato dei tuoi genitori.
Perch?
Di tante cose non abbiamo parlato. Non potevamo.
Perch?
Mi vergognavo.
E io ero spazientito per quello che non potevo cambiare,
disse lui. La pazienza non  una qualit a cui si pensa,
da giovani. Ora posso confessare i miei errori. Da giovane
non potevo mostrare debolezza. Raccontami dei tuoi genitori.
Gli raccontai di quando ballavano, dei film di abbu. Gli
raccontai che quando avevo sei anni abbu mi aveva portata
a sentire Dizzie Gillespie al cinema Palace, e che avevamo
sentito Jack Teagarden e Artie Shaw al Rex Cinema Hall. Gli
raccontai del giorno in cui ero in classe e mi avevano chiamato
per dirmi che mor e abbu erano morti.
Mor era la preferita di suo padre, l'unica figlia della sua
terza moglie, la pi giovane, che era anche la sua graziosa
biscugina e non sapeva leggere n scrivere. Il padre di mor
era rimasto colpito dagli americani che aveva conosciuto nella
valle dell'Helmand e aveva fatto sacrifici per farla studiare
e farle imparare l'inglese, ma non si era mai sognato che potesse scappare con uno di loro. Che coraggio deve aver avuto a lasciare tutti quelli che conosceva per un americano, un estraneo. Quando i fratellastri dell'Helmand scoprirono che abbu e mor non erano andati in America ma si trovavano ancora a Karachi, dissero: karo, kari uomo nero, donna nera. E poi, in pashtu: Hanno trasgredito, devono morire.
...
NOTA: Donne, ricchezza e terra: ci che l'uomo, per essere davvero uomo, ha il sacro dovere di difendere e conservare, secondo il codice etico del popolo pashtun. FINE NOTA.
...
Qui a Montreal sembrava una storia dell'altro mondo.
Dissi a Kamal: Come l'ombra del sole si sposta, cos non esiste
permanenza sulla terra.
Perdonami, Mahsa. Avrei dovuto chiederti di loro. Da
giovane non sapevo come fare.
Non c' niente da perdonare. Io non riuscivo a parlarne. Li
amavo tantissimo. Lailuma e Asif non sanno ancora come sono
morti. Non voglio che sia questa la storia della loro famiglia.
Forse un giorno, disse lui. Poi mi fece molte domande, di
dov'era mio padre, come avevano fatto a fuggire. Dissi: Ti
ricordi di quando ti suonavo Kansas City?
Certo, mi ricordo tutta la tua musica. Zan, zar, zamin.
Molto sangue  stato versato. I tuoi genitori sono gli amanti
leggendari di Karachi.
E io e te siamo amanti leggendari? gli chiesi.
Certo, a parte il fatto che non siamo rimasti insieme.
Quando ti dissi che partivo ti arrabbiasti molto.
Non me lo ricordo.
Abbiamo ritrovato l'amore?
Le nostre domande erano un modo per stare vicini. L'amore
fiorisce nella libert assoluta. Da giovani avevamo imparato
insieme l'assenza di peso dell'amore. La gente vuole
sempre qualcosa di nuovo. Le tentazioni allontanano dall'intensit
dell'attesa.
Allora ripensai alle sue lettere e andai a leggerle da Monique.
Nell'ultima diceva che sperava mi piacesse vivere a
Montreal, che a Karachi avevamo condiviso una vita diversa.
E quella era stata la fine di tutto, ricordavo. Invece c'era
una seconda pagina: So che cosa eravamo e non ho smesso
di amarti, ma non so che cosa siamo ora.
Anch'io ho conservato le tue lettere, disse Kamal.
Le hai lette?
Avevo paura di farlo. Forse temevo che la carta mi avrebbe
bruciato le dita. Pensavo che forse non avevo capito niente.
L'ultima me la ricordavo male. L'avevi scritta dopo la
guerra nel Pakistan orientale.
Che cosa scrivevo?
Che mi amavi, pi che altro. Credevo avessi scritto che
era finita, ma non l'hai mai scritto.
Kamal scosse la testa. Disse: Durante la guerra ho imparato
che quando c' da affrontare qualcosa che far male,
gli uomini forti non battono ciglio. Un'incursione aerea o
un colpo, pronti e via. Io mi buttavo a capofitto nelle cose,
specialmente quelle che facevano male. Quando il dolore
arrivava, lo prendevo, lo tenevo con me e ho anche
imparato a infliggerlo. Spero di non essere stato crudele
nelle mie lettere.
Mentre parlava, guardavo il sole dietro una nuvola.
Per hai avuto paura di leggere le mie.
S.
Quando eravamo giovani tu hai avuto altre ragazze. Perch?
All'epoca c'erano ragazze-amiche e ragazze per altre cose.
Tu eri giovane. Ho sempre voluto passare del tempo con te.
In seguito ho capito che volevo stare con te. Era strano cercare
di mettere insieme queste cose, come spiccare un salto.
Cosa ti ha convinto a fare il salto?
Tu.
...
.
...
Katherine.
...
.
...
I vivi hanno fretta. I moribondi possono aspettare. La
morte non arriva abbastanza in fretta alla fine e il momento
della morte  troppo rapido. Camminavo su e gi, convinta
che dormisse, ma apr gli occhi e a sentirla parlare trasalii.
Katie, sei sempre stata impaziente.
L'infermiera la stava lavando, e mentre rifaceva il letto
io cominciai a tamburellare piano sulla ringhiera e a cantilenare,
per entrambe:
What you gonna do when the bed breaks down ?
Tried it on the sof.
Tried it on the char.
Tried it on the ivindow.
Didn 't get noivhere.
What you gonna do when the bed breaks down?
Mi dispiaceva non averla amata di pi. Perch non mi aveva
detto di Sean? Cercai di lasciar perdere tutto quello che
non avevamo mai risolto. La sua vita. La mia vita. Quando
entr in coma, Sean disse: Lei sa che siamo qui.
 vero? chiesi al medico.
Il medico disse: Ci sono diversi tipi di consapevolezza.
State con lei.
E poi una notte, un altro giorno e un'altra notte. Ero sicura
che mi stringesse la mano. Ci sono gli spasmi. Le parlavo,
cantavo per lei. Non riesci a lasciare quel corpo ancora
caldo e che respira, ma la pelle si raffredda. Ti avvicini alla
morte grugnendo, raschiando, ascolti il respiro affannoso,
si ferma, riparte, un ritmo impossibile da suonare, aspetta
aspetta aspetta, inspira ancora, aspetta aspetta, raschia via
l'aria, e aspetta, aspetta e aspetta e poi.
(Mi domandai se mio padre in Cina fosse ancora vivo.
Gli avrei detto che alla fine lei era stata forte. Gli avrei
detto che lui avrebbe dovuto sforzarsi di pi, per lei. Avrei
voluto che mi raccontasse della sua vita. Avrei voluto fargli
sapere che lei aveva trovato una persona, che non era
sola, ma che non aveva smesso di amarlo e quando mi aveva
mostrato la foto del matrimonio aveva ancora detto che
lui era bello. Gli avrei detto che avrei desiderato vederlo,
almeno una volta).
...
.
...
Mahsa.
...
.
...
Adesso, dissi a Kamal.
Sei sicura?
Andammo a casa sua tenendoci per mano. La chiamavo
la casa sull'albero perch si affacciava dall'alto su Montreal
e sul fiume. Era austera. Un tavolo, un letto grande, finestre
che si aprivano alle stelle e alla luna, e ci trovammo avvolti
dal buio, a respirare la luce. Dopo tanti anni facemmo nuovamente
l'amore e ricordammo cose, s molte bellissime cose,
e nuove cose osservammo, con i sensi aperti ed eccitati.
I nostri corpi erano tombe, ma diverse ora, meno profonde,
veloci da riempire, due vite piene di gioie fugaci e sprezzanti
che avevano alleggerito gli anni del dovere, della dislocazione
affettiva, del guadagnarsi da vivere e del crescere i figli.
Eravamo due persone che avevano custodito la speranza.
Lui prese e diede ci che era suo, ascoltandomi. Io gli
aprii la porta e presi e diedi ci che era mio. Ci toccavamo,
continuavamo a prestarci ascolto dopo gli anni di attesa, era
un grande amore mancato il nostro, fragile come il ghiaccio
a primavera. L'amore si esprime in tanti modi e non si pu
forzare o giudicare. Il suo respiro accelerato non si pu acquietare,
e non lo si pu trasformare in tirannia. Ogni forma
di amore  giusta.
Mi domand: Credi nel destino?
Il destino  un asino. Va dove lo porti.
S, disse. Credo che sia vero. Poi cant per me. Mi piace
tanto la sua voce quando canta. Una nota  un suono, due note una canzone.
...
.
...
Katherine.
...
.
...
Il divino  vivo. Ha bisogno di spazio per spaccarti il cranio.
Ci sono posti dove la gente quando  in lutto si taglia, si
veste di stracci, si mette a sedere nella polvere, ma io avevo
delle cose da fare. Dovevo firmare documenti, sgomberare
la nostra vecchia casa, portare i suoi vestiti all'Esercito della
Salvezza. Sean mi disse: Io non posso farlo. Dissi che l'avrei
fatto io, avevo T e i ragazzi ad aiutarmi, e ci volle meno di
un giorno per cancellare ogni sua traccia. Sean and a casa
e io andai al Connaught a salutare quelli della cucina, vidi il
Colonnello che disse: Allora, signora Goodnow? Non sono
la signora Goodnow, quella era mia madre. Andai al piano di
sopra a trovare Lily. Non penso che lo affitter ancora, disse.
Mi far impressione essere sola in casa dopo tutti questi
anni. Ti devo la cauzione? Risposi di no, grazie, teniamoci in
contatto, le chiesi se giocava ancora alla Peppa e lei: Sarebbe
bello giocare di nuovo ma in due non  granch e io: Be', eravamo
le quattro dame, giusto? Dopo avevo fretta di tornare
a New York perch l ero come una rondine sul davanzale di
una finestra tagliata fuori dalla vita dentro la stanza, perci
consegnai le chiavi a Lily, mi allontanai un'ultima volta da
Mountain Brow e fu come sentirsi volar via dalle spalle una
pesante secchiata di cenere. Si pu essere in lutto e tuttavia
provare un senso di liberazione.
Tornata a casa, dormii. Tutti quanti andavano e venivano,
T e Jimmie se ne andarono a suonare a Boston. Una
mattina mi svegliai e nemmeno sapevo quanti giorni erano
passati ma la luce era tersa. Sentii l'aroma amaro del caff.
Si insinuava lentamente la coscienza di essere ancora viva
dopo essere stata via per un tempo lunghissimo, ricettiva e
pronta. Da bambina quando guardavo l'erba e il cielo il mio
desiderio era di essere stata io a creare tutto ci. Misi le dita
sui tasti e produssi un suono, e un altro, e un altro e sentii
l'apertura di New Thing at the Surf Maid. L'avevo gi dentro
di me. Marian McPartland chiam e mi disse che stava
facendo organizzare dal suo agente una tourne in Asia per
me. Pu venire anche Cecil, disse. Laggi il jazz va forte e
adesso sei libera di partire.
Ma', dopo la tua morte i pezzi sono andati a posto. Era
come una delle volate a due dita di Art Tatum, veloce, lieve
e completa. Ma', spero che ovunque tu ti trovi ora ci sia amore
per te. Questo pezzo ti sarebbe piaciuto, ma la cosa che
ti sarebbe piaciuta di pi sarebbe stata, credo, essere ancora
viva. Avrebbe dovuto esserci pi tempo, per te. Mi alzavo
presto e scrivevo, e nel pomeriggio se non avevo un ingaggio
pagato passeggiavo a Central Park fino al tramonto. Non
avevo mai vissuto una routine tanto semplice e tranquilla ed
ero felice, anche se non mi  mai importato di essere felice.
Scrissi New Thing rapidamente, in tre parti. Comincia con
l'amore e finisce con la morte. Nel mezzo c' la fatica. Gli
di vogliono colmarti. Devi soltanto fargli spazio.
Mandai lo spartito a Mahsa e lei mi telefon, appoggi la
cornetta sul pianoforte e me la suon.  bella, Katherine, disse.
Non  finita, dissi io.
Lo so, disse.
 l'amore la cosa di cui non parliamo abbastanza. Si parla
continuamente di sesso, sempre e solo di quello. Ero un vulcano
di idee. Devi continuare a fare tutto. Devi continuare a
inseguire le cose che ami di pi, come nel pezzo di Coltrane.
Non fermarti. Non aspettare. Vai sempre avanti.
Mahsa mi sped un ritaglio della Gazette con la foto di
un matrimonio, lui e lei uno di fronte all'altra che si tenevano
per mano. La luce dell'amore nei loro occhi bucava la
carta del giornale. Godevano l'uno dell'altra. Lui indossava
una camicia sportiva a quadretti con le maniche corte e lei
portava i capelli sciolti. La ragazza si chiamava Jassi e la sua
famiglia possedeva coltivazioni di mirtilli sulla costa occidentale
del Canada. Era stata offerta in sposa a un socio in affari
del padre, che aveva quarantanni pi di lei. Jassi per aveva
altre idee. Durante un viaggio in India con la famiglia si era
innamorata di Mitthu, un conduttore di risci, era scappata
e l'aveva sposato. Una sera li avevano fermati mentre andavano
in motocicletta su una strada buia, avevano tagliato la
gola a lei e lasciato il suo corpo in un acquitrino. Avevano
lasciato l anche Mitthu credendolo morto, ma lui era sopravvissuto.
Tabulati telefonici, estratti conto e relazioni commerciali
indicavano che la famiglia di Jassi aveva assoldato i
sicari in India. Ma nessuno era stato perseguito.
Sul ritaglio di giornale Mahsa aveva scritto: Katherine,
scrivi questo.
Il mio pezzo cominciava con la vecchia coppia al posto
dei doughnut di Brooklyn, poi diventava altro. Era Lucia di
Lammermoor. Era Jenny Goodnow. Lo scrissi per due pianoforti
e ci misi dentro anche I Miss You, Mor di Mahsa. Le
telefonavo ogni mattina per suonarle la parte nuova. Ci misi
il potere e la legge. Ci misi il sesso. E il desiderio. E l'amore
e la sofferenza. Ci misi tutto quello a cui avessi mai pensato.
Lo portai a Harvey Lichtenstein alla Brooklyn Academy of
Music e gli dissi: Qui c' una storia da raccontare. Bea penser
alla coreografia. Troviamo qualche ballerino che la metta
in scena. L'altra pianista ce l'ho io.
Chiamai Mahsa per raccontarle tutto.
Disse: Arrivano i genitori di Ali.
Dissi: Quattro anni, Mahsa. Non ti vedo da quattro anni.
 arrivato il momento. Gli spartiti sono in viaggio. Lo spettacolo
 solo per tre sere. I tuoi figli ormai sono sistemati.
Alla prima registriamo. Sbrigati a venire. Dopo parto per la
tourne in Asia ma la prossima volta ti voglio con me. La cosa
pi radicale che una donna possa fare  vivere.
Harvey port dei ballerini che venivano da uno dei suoi
progetti alle superiori e quando me li present chiesi: Quindi
voi siete ragazzi ad alto rischio? E mormorai in modo da
farmi sentire: Quello che non sanno  che noi adoriamo correre
rischi.
Si massacrarono i piedi a furia di ballare. I provini erano
aperti e tutti ebbero la possibilit di esibirsi. Gli amanti erano
ispanici, neri, asiatici, bianchi. Bea volle sapere come mi
era venuta l'idea e le dissi che era stata Mahsa a ispirarmi.
A me sembra la storia della nonna, disse Bea.
Se fosse la sua storia noi non saremmo qui.
Pensai:  ora che sappia di sua nonna, cos le raccontai
che ma' era stata arrestata perch l'avevano dichiarata incorreggibile,
in nome di una moralit spietata per cui erano
gli stessi padri a far imprigionare le figlie. Baby Bea, dissi,
la nonna  stata in riformatorio, io le sono stata tolta e lei
ha dovuto lottare per riavermi. Era ancora un'adolescente.
Quando  uscita, il fatto di essere sposata con un cinese la
terrorizzava, perci non hanno mai vissuto insieme. L'ultima
mazzata  arrivata anni dopo, quando ha scoperto che lui
aveva un'altra moglie.
Bea rimase a lungo in silenzio. Poi: Avresti potuto dircelo.
Ecco fatto. Via anche gli ultimi brandelli. Ma', ho mantenuto
il tuo segreto con i miei figli finch non  stato pi
necessario. Sanno che la storia  triste e ingiusta ma hanno
colto anche un aspetto bizzarro, d'altri tempi, tempi in cui le
ragazze mettevano i guanti bianchi e riempivano la cassa del
corredo per prepararsi al matrimonio. Ma', i tuoi nipoti sono
cresciuti mezzi neri quando la gente marciava e protestava
e bruciava le citt e moriva perch tutti potessimo andare
a scuola insieme, sederci sull'autobus insieme, abitare negli
stessi quartieri. Ma', i tuoi nipoti ti volevano bene, con le
tue filastrocche sceme, le vecchie canzoni, i biglietti da cento
dollari consegnati per strada, e quando dicevi di non voler
andare in paradiso. Ti volevano bene, e il fatto che una
donna potesse essere arrestata per aver seguito il proprio desiderio
 qualcosa di esotico. Siamo stati tutti meravigliosi.
Difettosi, imperfetti, ma meravigliosi.
...
.
...
Mahsa.
...
.
...
Ogni giorno io e Katherine ci suonavamo pezzetti di New
Thing per telefono. Lei mi descriveva la coreografia e quello
che succedeva alle prove e diceva: Dovresti vedere come si
muovono bene sulla tua I Miss You, Mor,  cos emozionante.
Dopo i mesi trascorsi a curare sua madre, sentivo la sua
energia intensa. Avevo una gran voglia di rivederla. Allo specchio
vedevo una donna che stava perdendo la sua freschezza,
e quando abbassavo gli occhi sulla tastiera le vene affioravano
sotto la pelle come piccoli fiumi e montagne. Il mio seno
era meno sodo, lo notai insieme a Kamal quando stranamente
ricordavamo i nostri corpi in giovent. Che cosa avevo fatto
in tutti quegli anni? Avevo cercato di far funzionare un
matrimonio, cresciuto due figli. Ero vissuta in un guscio di
creta che ora si era incrinato e stava cadendo a pezzi. Volevo
suonare in quel concerto, lo volevo a tutti i costi. Perci
supplicai Ali: Portiamo i tuoi a New York quest'estate. Sei
stato malato ed  un'occasione per stare tutti insieme. Sentii
lo stomaco serrarsi, in attesa del suo No spazientito, e avevo
deciso che sarei andata comunque, e avrei portato Lailuma
con me. L'aspetto perverso della persona che ero diventata
stava nel fatto che continuavo a cercare di farlo contento.
Ero conciliante e provavo nausea per me stessa. Ma lui mi
stup dicendo: Forse hai ragione.
Presto Ammi-jaan cominci a telefonare e chiedere quanto
durava il concerto, quanti giorni per le prove, quanto sarei
rimasta dietro le quinte e dove avremmo soggiornato. Avevo
voglia di urlare: Come faccio a saperlo? Da quando hai rapito
mia figlia non sono praticamente mai uscita di casa. Chiedeva
in che albergo saremmo andati, se l'avrei portata a fare
shopping, se c'erano ristoranti dove Daadi poteva trovare il
riso scondito, e preferibilmente porridge di riso al mattino. Le
assicurai che avrei avuto molto tempo per farle vedere New
York e lei mi mand un delizioso salwar kamiz con lussuosi
ricami verdi e gialli, di seta finissima, costosa e raffinata, e
sul biglietto scrisse: Per il tuo spettacolo.
Che stupida ero.
Mi chiam al telefono: Ho trovato un marito per Lai. 
istruito e ha gi lavorato con Ali. Credo che Lailuma lo trover
di suo gradimento, direi che  un bell'uomo. Ha lavorato
a Londra, ma Ali potrebbe trovargli un posto in azienda
in Canada. Non sarebbe bello vederla sistemata? Possiamo
presentarli, non dobbiamo aspettare troppo. Sono cos
preoccupata per la salute di Ali.
Erano disposti a tutto, pur di arrivare al loro scopo.
Lui aveva quindici anni pi di Lai. Ali disse:  deciso.
Questo  il mio pi grande desiderio per Lailuma.
Ali, dissi, lascia che prenda la sua borsa di studio, in modo
che possa completare la sua istruzione.  troppo giovane e sar difficile.
Persino ora che sono malato, tu ti opponi. Pu andare a
scuola dopo essersi sposata. Non lo ha nemmeno visto, come
fa a decidere? Ho accettato che suonassi il tuo concerto.
Vuoi sempre qualcos'altro.
Lei non vuole sposarsi. Vuole studiare.
Per lei  venuto il momento, disse. Cosa c' di sbagliato a sposarsi?
...
.
...
Katherine.
...
.
...
Che bello rivedere Mahsa! La strinsi forte a me. Era dimagrita
e negli occhi ciascuna lesse gli ultimi anni tormentati
dell'altra. Suoniamo, dissi. Comincia tu, io vado di sopra
ad ascoltare. La osservai mentre si preparava e toccava i tasti
di uno dei due Bosendorfer, e mi affacciai dalla balconata
per sentire come arrivava il suono lass. Un pianoforte a
coda aperto visto dall'alto sembra un'arpa coricata. L'acustica
della BAM mi piaceva molto. Mahsa era nervosa come
un cavallino da corsa pronto a scattare. Dall'alto le gridai:
Sei stupenda, aspetta, vengo a suonare con te. Mentre scendevo,
la sentivo ancora cercare sui tasti il suono che voleva.
Adoro le sale da concerto vuote. Accidenti, che bello essere
l con lei. Mi sedetti e ci guardammo da dietro le casse e le
tavole armoniche di abete rosso, ed eravamo di nuovo giovani
e suonavamo fianco a fianco al Surf Maid e sentivamo i telai
che cominciavano a vibrare, il metallo che risuonava sotto le
dita e dondolavamo insieme su un'unica amaca di corde, con
il legno lucente che rifletteva le nostre facce.
Ci scaldammo con Two to Love poi dissi: Suoniamolo
dall'inizio alla fine, lei annu e aspett le mie battute di attacco.
Teneva la testa e le spalle chine sopra la tastiera, si era
tolta la giacca, aveva una camicia leggera e chiuse gli occhi.
Conosceva la musica alla perfezione e quando mi fermai per
attaccare la nostra dinamica, lei poteva partire in qualsiasi
momento. Suonammo come se non avessimo mai smesso di
suonare insieme. La partitura era a terra accanto a lei. Quanto
mi piace suonare con Mahsa. Alla fine del terzo movimento
ci fermammo sullo stesso respiro, una sola mano che spiana
un lenzuolo.
Nel suo tocco c'era qualcosa di temerario che non avevo
mai sentito prima e le dissi: Stai suonando alla grande, e lei:
 la tua musica, e io: Anche la tua.
Ali entr a guardare la fine della prova, si mise a braccia
conserte appoggiato al muro vicino all'uscita secondaria. Indossava
con disinvoltura un abito costoso, e anche se Mahsa
mi aveva detto che era malato, io vedevo un uomo abituato
a occupare lo spazio intorno a s. Attravers a passo spigliato
il lungo corridoio, si present affabile, disse: Mahsa mi
ha parlato moltissimo di lei. Posso portarle qualcosa? Dissi:
Dovremmo rilassarci un poco, prima dello spettacolo. Per un
attimo mi chiesi se Mahsa non avesse mai temuto nulla, in
tutti quegli anni. Lui era cortese, uno che sa stare al mondo.
Quando se ne and, Mahsa torn a sedersi e per gioco suon
un pezzetto blues che faceva spesso quando eravamo giovani.
Lei lo aveva sempre chiamato Karachi Baby ma credo
fosse un vecchio motivo dei Beatles. Vidi che cominciava a
muovere le spalle, che il corpo si rilassava, e alla fine si guard
intorno contenta e disse: Mi sembra di vivere di nuovo
come se non ci fosse un domani. Mi succede sempre, con te.
Anche a me.
Poi abbass le mani, si gir sullo sgabello e disse: Katherine,
ho un brutto presentimento.
Hai la tremarella perch non suoni in pubblico da tanto
tempo, risposi. Andiamo a mangiare un boccone.
Poche ore dopo l'auditorium era gremito, i ballerini erano
dietro di noi e lei era incontenibile.
...
.
...
Mahsa.
...
.
...
Sul palco, in abito maschile nero, Katherine sembrava un
uomo alto ed elegante con un cappello da donna e la seta finissima
del mio salwar kamiz creava un contrasto scintillante.
Le dodici battute di apertura di New Thing erano sue, poi
entrava il secondo pianoforte mentre le luci si accendevano
sui ballerini. Ci mettemmo all'opera. Nessun intervallo, da
cima a fondo. Un solo momento, una sola storia.
Gli amanti indossavano un body sotto gli abiti da sposi
e durante la violenta scena dell'aggressione al rallentatore,
nel secondo movimento, il bel vestito di seta della ragazza
si strappava mentre i suoi fratelli la trascinavano via. Il suo
amato restava con un brandello di quel vestito in mano e anche
lui con l'abito stracciato. Il movimento termina con il
coro, le facce coperte dai veli, che danza sulle note di I Miss
You, Mor. Prima dell'allegretto, Katherine alz gli occhi dal
suo pianoforte e mi guard: ero pronta a completare il lungo
brano ininterrotto.
Il tableau finale  la parte che preferisco del balletto. Il
primo pianoforte risponde al secondo. Sul palcoscenico spoglio
gli spettri degli amanti danzano un appassionato pas de
deux di amore perduto. Entrano ed escono da pozze immobili
di luce azzurra. Mi preparavo a suonare questo momento
con Katherine da quando, piccolissima, mi ero seduta al
piano accanto ad abbu.
Alla fine, nel buio, sul palco, Katherine mi abbracci, disse:
Abbiamo suonato bene.
Sapevo che era vero.
Vado a vedere se i tecnici del suono l'hanno registrato bene,
disse. Vai a goderti la festa. Arrivo tra un minuto.
Non mi ero accorta che fosse l finch scendendo dal
palco non lo vidi mezzo nascosto vicino all'ingresso degli
attori. Kamal. A New York. Un gruppo di giovani ballerini
faceva ressa sulla porta, entravano e uscivano di corsa
dai loro camerini, tutti eccitati, e uno studente allegramente
brillo, il ragazzo di una delle ballerine, inciamp tra
noi due. Guard prima Kamal, poi me, e disse: Scusate. 
il tuo uomo, lui?
No.
L'ubriaco mi guard stupito come se gli avessi detto che
la terra  piatta: Allora vorresti che lo fosse?
Io risi come avevo sempre fatto con gli ubriachi nei bar
degli alberghi e dissi: Sto solo prendendo la mia maglia.
Il giovane ubriaco si allontan e sussurrai a Kamal: Devo
andare. Se ne accorge anche un ubriaco.
Non ancora, disse Kamal.
Devo prendere le mie cose.
Nel camerino c'erano bottiglie d'acqua vuote, le borse dei
ballerini, una pila di cappotti su un divano. Quando mi voltai,
Kamal era entrato ed eravamo soli.
Mahsa, che meraviglia sentirti suonare.
Kamal, grazie di essere venuto.
Sentimmo delle voci nel corridoio, mi scostai da lui e lui
si infil in una stanzetta laterale mentre un direttore di scena
faceva entrare Ali.
Mahsa, lo sai che ti sto aspettando, disse. Che cosa stai
facendo? Chi era quello?
Un dipendente del teatro, risposi.
Vieni, c' una persona che aspetta di conoscerti.
Al ricevimento provai la sgradevole confusione che provavo
sempre quando stavo in mezzo alla gente dopo aver suonato.
Ali fece strada tra la folla a un suo collega franco-canadese
che avevo gi visto qualche volta a Montreal e che mi disse:
Mahsa,  stato magnifico. Poi, ad Ali: Dove l'hai nascosta
finora? Ci indic un giovanotto e disse: Questo  mio figlio
Sebastien. Quando torni a Montreal vorrebbe che suonassi
nella sua botte, Nuage bleu.
Ali disse: Ma certo che suoner per te.
Dov'erano Asif e Lailuma?
Un mandala di lampadine era appeso sopra le alte finestre
del Lepercq Space. Lungo le pareti del locale cavernoso
c'erano alzate e impalcature e al centro erano stati collocati
tavoli rotondi, un lungo bar, candele, grandi vassoi di cibo
intorno ai quali le ballerine volteggiavano come nugoli di
storni. Alcune erano avvolte in sciarpe e scaldamuscoli pesanti,
altre avevano camiciole di seta leggere e i loro genitori
si avvicinavano e mi dicevano che non avevano mai sentito
suonare due pianoforti, che per i loro figli la nostra opera era
un'ispirazione. Katherine si avvicin con Harvey, in giacca
scozzese e cappello di feltro nero, che voleva presentarmi ad
alcuni membri del consiglio scolastico. Non immaginavo che
Katherine conoscesse tanta gente, non avevo capito che cosa
significava quella produzione. Finalmente riuscii a tornare da
Ali e gli chiesi: Dove sono i ragazzi?
Sono andati in albergo con i miei a preparare una festa in
tuo onore. Ci troviamo l.
Io li avrei voluti con me al ricevimento. Avrei voluto restare
l fino a notte fonda, con tutti gli altri, godermi quel
momento.
 tardi, disse Ali.
Feci ancora una volta il giro della festa e vidi Bea, che tutta
emozionata per la sua prima coreografia mi chiese: Dove
sono Lai e Asif? Non li ho visti.
Trovai Katherine che disse: Mahsa, il bello viene adesso.
Si rivolse ad Ali: Restate ancora un po'. Tutti la vogliono
qui, alla festa per la prima.
Lui rispose amabile: Sono certo che capir, i miei genitori
partono domattina presto. Spero che domani sera mi
permetter di invitare lei e la sua famiglia a cena dopo lo
spettacolo.
Io annuii, Katherine alz le spalle e disse: D'accordo. Ci
vediamo qui domani alle cinque e mezzo.
In taxi, Ali disse: Detesto quel genere di teatro.
Guardavo dal finestrino la torre della Carnegie Hall con
i suoi mattoni greificati. Non gli permetter di rovinarmi la
serata, pensai.
Ballerine quasi nude, disse Ali. Che razza di teatro hai
scelto? L'inferno  pieno di donne.
In albergo, sotto i lampadari, camminando sulla moquette
spessa, passando accanto ai massicci banchi di legno ornati
di fiori freschi, ancora non sapevo. Non vedevo l'ora di festeggiare
con i miei figli. Ancora non sapevo, camminando
nel lungo corridoio dell'albergo, pensando che l'indomani mi
sarei esibita di nuovo.
Ma quando entrai nella camera e accendemmo le luci,
quando Ali chiuse la porta e fece scorrere la sbarra di sicurezza
d'ottone, compresi. Conoscevo quel senso di vuoto.
Lai non era venuta al concerto. Non era venuto nessuno,
n Asif, n i genitori di Ali. Mentre io mi sedevo al pianoforte
e le luci si abbassavano sul palco, mentre suonavamo le
prime note ed entravano in scena i ballerini, loro se ne andavano
alla chetichella. L'avevano costretta. Caricata di peso
su un taxi. Lo sportello del taxi si era chiuso. L'auto era
filata all'aeroporto.
Ecco come una vita pu cambiare in un istante.
...
.
...
Katherine.
...
.
...
Vivevo con un nuovo silenzio dentro. Dopo la festa andai
a casa da sola e suonai mentalmente tutta l'opera. In Mahsa
c'era una nuova passione che non avevo mai avvertito prima.
Avrei voluto averla l da me, per starcene sveglie a chiacchierare
fino a tardi come una volta. Pensavo che forse avrei cambiato
i tempi all'inizio del secondo movimento. Non riuscivo
a dormire e mi rattristava che T non fosse venuto. Ora ma'
era dentro di me in un modo diverso. Ma', voglio allontanarmi
da te come dalle ceneri fredde di un fuoco spento. Tu
per bruci come brace nascosta. Ti sarebbe piaciuto sapere
che Bea ha fatto la coreografia. Sono contenta di averti vista
insieme a Sean. Sei stata una donna amata. Ora ricomincio
con le mie tourne perch ho sempre avuto voglia di dormire
in letti sconosciuti e suonare per un pubblico nuovo ogni
sera, fin da quando sono rimasta incinta la prima volta e ho
rinunciato a tutto. Ho altre idee per due pianoforti. Un pezzo
si chiamer Bye, Stars. Ciao, stelle. Sento suoni nuovi che
cominciano con i tuoi silenzi pieni di mamma. Pi ti allontani
nel tempo, pi profondamente ti sento. Sto ricominciando?
Una donna diventa leggera come un granello di senape
quando sua madre e sua figlia non ci sono pi.  cos che ti
sei sentita quando sono andata via?
Arrivarono i figli ormai grandi e si sedettero al tavolo di
cucina, li sentii dal mio letto. Ora possedevo ci che avevo
sempre pensato di volere: spazio libero e tempo per scrivere
cose vere e sincere. Stavo pensando a suoni nuovi quando
squill il telefono, Bea rispose e rimase in ascolto a lungo.
Poi venne in camera: Sei sveglia? C' Lailuma al telefono.
...
.
...
Mahsa.
...
.
...
Precedetti Ali nella camera silenziosa.
Non provare a impedirlo, disse lui. Chieder il divorzio.
Pronuncer tre volte il talaq e la far finita con te.
I suoi occhi erano perline nere incastonate nella pelle vecchia
e arrossata. Di colpo mi sembr estraneo e deforme.
Ali,  troppo vecchio per lei. Ti prego.
Si sposano domani. Io e te partiamo per Montreal domani
mattina. Siamo tutti stanchi della tua ostinazione.
Avrei dovuto restare a New York, suonare le ultime due
sere con Katherine. Non riuscivo a pensare ad altro che a un
modo per riportare indietro Lailuma, perci partii con lui,
convinta che da casa avrei potuto fare di pi. Loro contavano
su quello.
Vidi la croce spenta profilarsi contro la luce del mattino
inoltrato e, in basso, il fiume maestoso che abbracciava delicatamente
la citt. Anche se questo  il luogo in cui ho vissuto
pi a lungo, lo spettacolo della foresta dall'aereo  ancora
esotico per me. Ali si mosse e mi tocc il braccio, e io provai
repulsione. Mi scostai e appoggiai la fronte al finestrino.
Avrei chiamato Katherine, poi avrei chiamato la zia che non
sentivo da anni e le avrei chiesto di portare Lai a fare compere
e poi di nasconderla. Per telefonare sarei dovuta uscire di
casa. Potevo andare da Jean o da Monique. Dovevo agire in
fretta. Passammo la fila per i bagagli e poi la dogana, Ali mostr
i nostri passaporti, l'agente dell'immigrazione domand:
Lo scopo del vostro viaggio? Ali rispose: Solo un viaggio di
piacere. Mi guard e io annuii. Infil i passaporti nella tasca
della giacca e prendemmo la navetta per il centro. Pensavo:
Dov' adesso Lailuma?
Ali sal i gradini dell'ingresso con la grossa valigia, io avevo
soltanto la borsetta e niente soldi. Apr la porta precedendomi.
Pos la valigia e cominci a sfilarsi il cappotto. Di colpo
si ferm per urlarmi: Chiudi la porta a chiave. Trasalii per
quella sua rabbia improvvisa, ma poi vidi anch'io quello che
aveva visto lui in salotto.
Grid: Cosa ci fai qui? Lei dov'?
Asif si alz, pallido e con gli occhi cerchiati di nero. Non
era nemmeno andato a dormire. C'era un plaid buttato sul
pavimento vicino al divano, e un piatto vuoto. Disse: Si  rifiutata,
abbu. Non sono riuscito a costringerla. Ha fatto una
scenata terribile all'aeroporto. Subito dopo essere passata al
metal detector si  messa a urlare: Mi vogliono rapire, e ha
strappato la carta d'imbarco e l'ha buttata a terra. Tutti quelli
in fila ci guardavano. Daadi non  riuscito a raggiungerla
e io ero ancora indietro nella coda e ci hanno bloccati tutti.
Gli addetti alla sicurezza l'hanno portata via. Abbu, non
l'abbiamo pi vista. L'hanno portata in una stanza chiusa.
Ali grid: Non sei riuscito a farle prendere un aereo? L'hai
aiutata tu!
No, abbu, non la smetteva di urlare. Era come impazzita.
 stato terribile. Sono ammutoliti tutti. Quando gli americani
e poi un canadese ci hanno interrogati, io ho risposto
che doveva andare a casa per assistere Ammi, come mi avevi
detto tu, abbiamo risposto tutti la stessa cosa. Daadi si 
messo a discutere con loro, ha detto che era una questione di
famiglia e non avevano il diritto di interferire, che li avrebbe
denunciati e minacce di ogni tipo. Quando ha cominciato
con quel tono, il funzionario si  arrabbiato. Ha detto: Vostra
nipote ci ha riferito che volete portarla via contro la sua
volont.  un reato. La ragazza  maggiorenne. Vi rilascio
soltanto perch possiate imbarcarvi. Le consiglio vivamente
di non perdere il suo aereo, signore. Sar preferibile che
avere a che fare con le autorit qui. Ha detto anche a me di
andare a casa. Abbu, era molto arrabbiato. Non abbiamo
potuto fare niente. Ho dormito in aeroporto e ho preso il
primo volo per tornare. Dopo il controllo alla sicurezza non
l'abbiamo pi vista.
Ali grid: Gaddha! Se ci fossi stato io.
Afferr una lampada di ceramica e la lanci contro il caminetto.
Le scintille sfregiarono l'aria. Kutti! mi sput contro.
Nel tempo che ci vuole a rivoltare una camicia, la nostra
famiglia era diventata una creatura a pi teste ringhiante e
piangente. Ali mi url: Un padre non ha diritti? Dimmi dov'.
Non lo so.
Mera laan choop!
Ali! Basta!
Ali disse: Chiama quella donna.
Lentamente composi il numero di Katherine, guardando
Asif negli occhi per capire che cosa sapesse, ma nostro figlio
era terrorizzato. Sbagliai numero, riattaccai, dissi che avevo
sbagliato.
Ali afferr il telefono: Dammi il numero.
Non puoi chiamarla adesso.
Si rivolse ad Asif: Tu sai il numero. Avanti.
Asif prese il telefono dicendo: Basta, abbu, basta, fece il
numero e sentii la voce assonnata di Katherine dire pronto.
Ali afferr il telefono: Lei dov'?
Chi diavolo parla?
Ali piazz la cornetta tra la mia testa e la sua: Diglielo.
Dissi: Katherine, Lai  scomparsa. L'hai sentita?
Ali grid: Dov' mia figlia?
Non so cosa rispose Katherine.
...
.
...
Katherine.
...
.
...
Fu un casino infernale. Lai aveva gi deciso di andare a
studiare a ovest. Le dissi di venire a dormire da me ma aveva
paura che Ali la trovasse. Allora io e Bea la raggiungemmo
all'aeroporto e la aiutammo a organizzare il volo per Los
Angeles e di l per Vancouver. Dormo qui, disse. Bea rimase
con lei. Io avevo bisogno di andare a casa, concedermi qualche
ora di sonno, chiamare il sostituto di Mahsa e organizzare
con lui le prove per le ultime due sere dello spettacolo.
Peggio di una soap opera.
Non ne potevo pi. Volevo riprendere le tourne. Volevo
sapere cos' il silenzio, come vivono i morti nel silenzio.
Non capisco perch Mahsa  rimasta con lui, cazzo. Io non
ci sarei rimasta.
La tourne era partita con il piede sbagliato. Cecil ci aveva
inserito nel Trout Forest Music Festival a Red Lake senza
dirmelo.
Cecil, gli dissi,  per una ragazza, lo so. Va' a trovarla e
poi mi raggiungi. Lass ci sono soltanto zanzare.
Kat, disse lui, non sono mai andato oltre iocjth Street da
solo, e quella ragazza mi ha invitato. Vieni a suonare con me
una sera. Voglio che i suoi capiscano che so suonare.  gi
tutto organizzato.
Chi ha pagato i biglietti aerei?
Io.
Cecil, stiamo per affrontare una tourne importante e tu
fai questi numeri ancora prima di cominciare.
Solo questo, nient'altro.
Come l'hai conosciuta?
Era al Blue Note. Tu dell'amore non sai niente, mi ha detto.
Finimmo su un idrovolante a sorvolare mille miglia di foresta
e lago, con il suo contrabbasso sulle ginocchia. Avevamo
una camera prenotata al Norseman Inn, un alberghetto
con il tetto rosso, dove trovammo ad attenderci un telegramma
da Sean: Buona fortuna per il tour. Di Mahsa nessuna
notizia, ma non ne aspettavo. In quel posto minuscolo davamo
nell'occhio, Cecil grande e grosso che si tirava dietro
il contrabbasso dappertutto, io con il cappello e la veletta.
La ragazza in questione arriv in macchina con il suo ragazzo,
uno con i bicipiti da taglialegna tutti pieni di cicatrici.
Il ragazzo disse: Le avevo detto niente souvenir di New York
ma il prossimo aereo parte solo domani mattina.
Gli organizzatori del festival mi trovarono una tastiera elettrica
e io e Cecil partecipammo alla serata d'apertura con un
gruppo chiamato Big Boogaloo che suonava rock'n'roll e roba
latinoamericana. A Red Lake non avevano mai sentito musica
come la nostra e quasi tutti apprezzarono. Al termine della serata
dissi al pubblico, che ormai si era ambientato: Quest'ultimo
pezzo  dedicato a mia mamma che  morta da poco.
I Big Boogaloo fecero qualche passo indietro e i toni bassissimi
di Cecil erano come antichi spiriti che si agitavano sulla
parete dello Scudo roccioso nella frizzante notte del Nord.
Il pubblico era con noi, poi la musica svan nella foresta e
nel cielo come un ultimo respiro. Ma', io ti immaginavo seduta
sulla porta nel seminterrato del Connaught, a fumare e
battere il piede ascoltando una ragazza che fa le scale su un
piano scordato.
Alla fine della serata i ragazzi della band ci chiesero: Vi
va di uscire con noi? Andiamo alla Howey Bay Lounge vicino
al motel dove state voi.
Cecil voleva soltanto andare in un posto che non fosse la
sua camera, perci dissi: Io sono a pezzi. Tu vai, se vuoi, e
bevi finch ti pare ma domani mattina non voglio vedere un
contrabbassista suonato gi al molo. Per la tourne mi servi
intero, mani e brutto muso compreso.
Tutti risero e si allontanarono e un uomo con gli occhi
distrutti e la pelle arrossata da bevitore alla base dei palmi
spunt fuori dal buio.
Mi  piaciuto l'ultimo pezzo, disse. Prendi l'aereo domani
mattina?
S.
Vuoi vedere la nostra galleria d'arte?
Erano le due del mattino ma lasciai che mi portasse sulla
via principale di Red Lake, che aprisse la galleria con una
chiave attaccata a un cordino di cuoio e accendesse le luci.
Alle pareti c'erano quattro enormi tele con creature dagli
occhi enormi collegate tra loro da linee nere, animali, terra,
acqua e cielo e quelle cose con gli occhi tondi che lui chiamava
uomini pesce. Mi offr una sigaretta e io mi misi a girare
piano per la stanza studiando i dipinti.
Tuoi?
S.
 il mondo degli spiriti?
Secondo qualcuno s.
Dov' andata mia madre.
O da dove viene.
Contrasse le labbra per un attimo e butt in terra la cenere.
Aveva la pelle del viso tutta butterata e una cicatrice
che gli tagliava la guancia sinistra. Sembrava una delle sue
creature. Ci sedemmo insieme sul pavimento in mezzo alla
stanza a fumare un'altra sigaretta.
Chiesi: Si chiude a chiave quella porta? e lui annu e la
chiuse e spense le luci. Poi con grande tenerezza stese sul pavimento
la sua camicia di flanella, per noi. Prima dell'alba
mi riport al motel, Venere era un punto luminoso solitario
nel cielo del Nord. Non l'ho mai pi visto ma ho visto i suoi
quadri. A New York ho visto una nuova tela con una donna
alta e bruna collegata tramite quelle strane linee a qualcosa
di lucente in cima alla cornice. Mi piacciono le persone e le
cose che si incontrano per caso in tourne. Mi piace cercare.
...
.
...
Mahsa.
...
.
...
Avrei dovuto sentirmi confusa, in tumulto. Invece no.
Mi sentivo intera. Quella che sono sopra ogni cosa. C'
acqua che riempie le chiuse e fluisce dalle paratoie. C' acqua
che sorge dalle fonti e scorre libera in torrenti aperti
e limpidi. Se l'amore  vero, non  sbagliato. L'amore ha
tante forme.
Ali non mi guard per giorni. Poi una sera venne in cucina
e si sedette in punta di sedia. Disse: Ammi  contrariata.
Mio padre non mi rivolge la parola. Sono stato malato,
Mahsa. Tu mi aiuterai a sistemare questa faccenda. So che
sai dov' Lailuma.
Senza di lei le mie giornate erano ancora pi lunghe. Certe
volte di mattina vedevo Kamal. Appena varcata la soglia
di casa sua mi toglievo il niqab e prima che mi sfilassi il cappotto
lui gi mi stringeva tra le braccia. Facevamo l'amore
ed eravamo pi a nostro agio insieme, non dormivamo ma
eravamo in pace.
Mi chiese: Perch lo porti?
Alzai le spalle.
Perch?
Se mi scoprono finir come il tipo senza gambe davanti al
negozio: le mie scuse non staranno in piedi.
Freddure, come ghiaccio per lenire. A cambiare il mondo
per sempre si comincia da cose minuscole, con piccole
parole. Finalmente avevo detto ora a Kamal. Per tutta la
vita ho detto per ora, per sopravvivere. Per ora sono andata
via dal Pakistan, per ora faccio in modo che il mio matrimonio
funzioni, per ora ho tenuto mia figlia al sicuro,
per ora ho rinunciato a suonare con Katherine. La parola
di Kamal mi piaceva molto di pi: sempre. Ti ho sempre
amato, diceva. Ti penso sempre. Lo facevamo sempre, per
prima cosa.
Finalmente Lai telefon e chiese: Mor, perch? Non ho
mai fatto niente di male. Sono stata brava.
Non c'era risposta. Certe volte a mettere nei guai la volpe
 solo la sua pelliccia.
Disse: Che cosa ho fatto, mor?
Non hai fatto niente di male, Lailuma. Sapevamo che sarebbe
potuto succedere. Dove sei?
Ho promesso a Katherine di non dirlo. Lei pensa che sia
l'unico modo per essere al sicuro. Non sappiamo che cosa
potrebbe fare abbu.
Dunque dovevo rimanere invisibile.
Parlammo a lungo, non volevo riattaccare. La immaginavo
dall'altra parte del continente, in un luogo di alberi scuri,
spiriti totem e free jazz.
All'aeroporto ho avuto tanta paura, mor. Se fossi dovuta
partire, non so cosa mi avrebbe fatto Daadi. Non mi avrebbe
mai lasciata uscire da sola. Io non so orientarmi a Karachi.
All'aeroporto, mentre mi stavano portando via, Daadi si 
messo a spintonare quelli della sicurezza. Avresti dovuto vedere
la faccia di Asif.
Il suo tono si fece pi leggero. Disse: Mor, in un certo senso
 stato fantastico. Quando i funzionari mi hanno detto che
ero maggiorenne e libera di andare non potevo crederci. Non
sapevo di essere maggiorenne. Perch non me l'hai detto?
Nemmeno io lo sapevo. Perch non mi ero informata su
queste cose e non ne avevo parlato con lei?
E se mi avessero costretta a partire? chiese.
Mi raccont il viaggio in aereo da sola verso ovest e osserv:
Mor, i soldi che mi avevi dato sono bastati per i biglietti.
Pensavo che fossi pazza quando mi hai dato tutti quei soldi.
Ma cosa avrei fatto se non li avessi avuti?
Mi disse che li portava sempre con s in un marsupio che
si era fatta da sola e a scuola aveva sempre paura di perderlo.
Mi disse che le mancava tanto casa nostra e chiese: Abbu
mi odier per sempre? In sottofondo sentivo suonare Bach.
Riconobbi il tocco: Match. Dissi: Lai, una mano spezzata pu
ancora funzionare ma un cuore spezzato no.
Mor, non voglio che abbu mi odi.
Il tuo abbu ti vuole bene.
Be', meglio che vada adesso. Poi aggiunse: Bel modo da
parte sua di dimostrarlo.
Guardavo dalla finestra le foglie avvitarsi a imbuto e ascoltavo
i venti. Il jinn che aveva imprigionato una donna in una
bara di vetro chiusa con quattro lucchetti d'acciaio l'aveva
nascosta in fondo al mare perch l'amava, tuttavia lei era
riuscita a fuggire. Tornata nel mondo, prendeva un anello a
ogni uomo che riusciva a sedurre e quando incontr due principi
erranti, il novantanovesimo e il centesimo uomo, prese i
loro anelli come trofei. E disse: Gli uomini non dovrebbero
rinchiudere le loro mogli in bare di vetro, poich ci serve
soltanto a insegnar loro la scaltrezza.
Chi mi ha condannata a vivere con onore e senza senso?
A mantenere la pace nella mia famiglia? Sarei potuta andar
via, ma Ali stava iniziando una nuova terapia. Come potevo
lasciarlo senza nessuno che si prendesse cura di lui? L dove
amore e dovere sono in lotta, la vittoria del dovere non d
gioia. Nei momenti di nera solitudine, il desiderio mi avvinceva
con il suo battito eterno, come il cielo notturno pieno
di stelle morte e vive.
Quando finalmente riuscii a parlare con Match, mi disse:
Non si preoccupi, la sto aiutando io.
Com' la vita da sposata? le domandai.
Mi piace moltissimo. Sto per avere un bambino. E insegno
pianoforte. Classico.
All'altro capo del filo sentivo la speranza e l'energia di
quelle giovani donne e avrei voluto essere l con loro.
Una sera Lai si azzard a chiamare sapendo che Ali sarebbe
stato in casa. Buona Festa del Ringraziamento, mor, disse.
Ali mi sent parlare e chiese: E lei? Gli voltai le spalle ma lui
mi prese il telefono e disse: Tu per me sei morta.
Ali dimagr. Perdon Asif e lo addestr perch potesse
sostituirlo in azienda. La famiglia, diceva,  un tormento da
sopportare. Ammi-jaan chiamava: Come sta Asif? Come sta
Lailuma? come se nulla fosse successo. Durante le vacanze
mi sentivo cos sola, Natale, Eid e la tristissima primavera di
Pasqua. La casa era silenziosa e vuota. Portavo Ali in macchina
ai suoi appuntamenti. Parlavamo del tempo. A Londra
da qualche parte c'era una donna che lo aveva amato prima
ancora che lui conoscesse me. Ripresi a insegnare. Poi venne
il momento in cui lui cominci a morire sul serio.
Fingeva che tutto andasse bene. Una sera chiese: Lailuma
ha quasi terminato i suoi studi, vero? Dovrebbe venire a
casa per l'estate.
Non credo che verr, Ali.
 ancora promessa.
Lo so.
Devi convincerla.
Restavo con lui perch non volevo essere io a infliggere il
colpo che avrebbe definitivamente distrutto la nostra famiglia
spezzata. Non era amore. Nel paese dove ero nata si poteva
chiamare onore, e qui si poteva chiamare fedelt, ma sono
parole che non possono descrivere quello che sente la carne
di una donna che si  presa cura di un uomo e gli ha dato due
figli, che lo volesse o no. Forse avrei dovuto essere spietata.
Sarei potuta andare a New York, sarei potuta andare a ovest.
Per tutto il tempo del mio matrimonio avevo tenuto un velo
sul cuore e avevo pagato con una vita di prigionia.
...
.
...
Katherine.
...
.
...
Quella tourne con Cecil fu come una fioritura primaverile.
Lui faceva faville con il contrabbasso. Suonavamo con
grande libert, ci stuzzicavamo a vicenda sul palco, ciascuno
metteva l'altro a proprio agio e presto cominciammo a fare
l'amore dopo gli spettacoli. Mi piaceva sentire sulla schiena
quelle mani da contrabbassista. Era bello condividere il letto
con un amante, dopo tutti gli anni passati ad arrangiarmi da
sola, e dio mio quanto ci siamo divertiti. Sesso dolce. Sesso
felice. Sesso scarica-tensione. Sesso
stanchi-e-addormentarci-quasi-sul-pi-bello.
Mi andava bene tutto. E anche a lui.
Visto che non ho pi una ragazza a Red Lake, scherzava lui.
Mi sentivo come un'adolescente. Mia madre era morta, i
miei figli erano cresciuti e io ero libera da qualsiasi vincolo.
Improvvisavo a manetta, sera dopo sera suonavo, in Giappone,
in Indonesia, in India. L'ultima tappa era il Pakistan. Portavamo
una ventata di esotismo in quasi tutti i posti e la nostra
musica andava forte. Il mio cervello era sempre illuminato a
giorno. Ovunque andassi ero a casa. Quanto ci siamo divertiti.
Per l'ultima tappa chiesi che ci prenotassero al Beach
Luxury Hotel, per vedere da dove veniva Mahsa. Nei camerini
c'erano tappeti da preghiera e libri del Corano. Sul banco
della reception c'era una freccia di metallo che puntava
verso la Mecca. Ma quella non era pi la citt di Mahsa. Era
un luogo di violenza al rallentatore, mancavano pochi mesi
all'operazione Blue Fox. I leader gi parlavano apertamente
di togliere di mezzo chiunque facesse parte del Movimento
nazionale unito. Noleggiai un'auto per girare la citt, vedere
il Mausoleo di Jinnah, i cammelli sulla spiaggia, i serpenti al
mercato. C'erano armi e soldati e carretti di cibo e musicisti
ambulanti. C'era un travestito che chiedeva l'elemosina in
mezzo al traffico. Donne velate che giravano in gruppetti e
altre con la testa scoperta e tacchi all'occidentale. I container
bloccavano le strade per rallentare il traffico. Alberghi e
negozi erano avvolti dal filo spinato.
Suonammo in un piccolo club al Beach Luxury, lo 007, e a
un certo punto arriv un chitarrista che si chiamava Norman
D'Souza con alcuni musicisti goani e improvvisarono con
noi. Conoscevano i vecchi pezzi rock e finimmo con Love
Is All Around, che Cecil non conosceva ma che non ebbe
difficolt a seguire. Il mattino dopo scrissi una cartolina a
Mahsa dall'albergo: Guarda dove sono finita!
Cecil si drizz a sedere sul letto e mi porse la sua tazza
di caff.
Dissi: Uno dei camerieri era convinto che suonassi il ritmo
di una canzone popolare della sua citt. Da dove salta
fuori, secondo te?
Presi il Dawn e guardai la mappa delle sparatorie e delle
bombe del giorno prima che il giornale pubblicava quotidianamente,
come a New York negli anni Settanta.
Dalla tua pelle, Kat, rispose Cecil.
Pensai a quanto poco sapevo di Mahsa.
Cecil stava sdraiato sotto il lenzuolo, rilassato e a proprio
agio nella calura. Avevamo lavorato sodo. L'ultimo giorno,
disse. Non ho voglia di tornare.
Lo capivo. Sarei andata avanti in eterno. Raccontai: Quando
ero piccola andavo al negozio all'angolo a prendere le sigarette
per mia madre. Vidi due autostoppisti che venivano
dal Sudamerica. Avevano gli zaini e sciarpe rosse e gialle e
arancioni al collo. Appena li vidi capii che ero dei loro. Da
allora ho sempre desiderato girare il mondo.
Bevvi il caff di Cecil, gli diedi una gomitata e dissi: Nelle culture nomadi si condividevano le mogli.
Esatto.
Gli Inuit. Se una donna offriva sesso a un ospite, il marito non si opponeva.
Pensa se andassi in corridoio, bussassi a una porta e dicessi che sono andato a trovarli?
Risi: Di, prova.
Si ingelosiscono?
Non so. Il marito chiamava l'ospite aipak, il suo altro me.
Cecil mi prese la mano e mi attir a s. Questo risolve un bel po' di problemi, disse. Questa  l'ultima notte, Kat. Dopodomani saremo di nuovo a Manhattan. Tornerai dal tuo altro me?
...
.
...
Mahsa.
...
.
...
Ali ha sempre avuto mani forti. Quando stava bene sollevava
le braccia per sembrare pi grosso, e quando mi giudicava
le sue mani erano pugni chiusi e duri. Apriva la mano
destra e indicava la porta d'ingresso con il pollice alzato e
l'indice teso per dirmi che avrebbe fatto tardi. Non si rendeva
nemmeno conto di quei gesti. Avvertivo il suo declino
dalla sua presa pi fiacca. Ora doveva aggrapparsi a me perch
potessi spostarlo nel letto. Era sempre meno in grado di
muoversi, di far scivolare le natiche e le gambe per permettermi
di sollevarlo. Peso morto, dicono qui: rende perfettamente
l'idea. Senti male? Gli chiedevo. No, finch non mi
muovo, rispondeva. E dunque cambiare le lenzuola, tenerlo
pulito, sollevarlo per dargli un sorso d'acqua erano torture.
Il corpo fa cose inquietanti. Non si arrende facilmente. Dopo
che gli ebbero inserito il catetere il movimento si ridusse
ancora.  un punto di svolta definitivo. Un matrimonio come
il nostro  la negazione costante di qualcosa che manca.
Il modo pi semplice di convivere con una simile assenza 
ignorarla sempre. I mesi trascorsi a curarlo mi parvero lunghi
come pu sembrare lungo un sogno nel momento che stai sognando.
Uscivo dalla stanza giusto quando di pomeriggio veniva
l'infermiera per le cure palliative o quando di sera veniva
a tenergli compagnia Asif. Avevo sistemato una brandina ai
piedi del suo letto e dormivo li, attenta a ogni cambiamento
del respiro, ascoltandolo nel sonno come avevo fatto con i
miei figli quando erano piccoli. Il suo corpo si era rattrappito
ed era invecchiato, la somiglianza con il padre adesso era
straordinaria. Quando Ammi-jaan e Daadi vennero a trovarlo per l'ultima volta, ci muovevamo per le stanze in silenzio
e Ali trov conforto nelle ore trascorse con sua madre, che
piangeva ogni volta che usciva dalla stanza. Ammi-jaan sedette
al tavolo della cucina con la sua tazza di t e disse: Vuole
Lailuma. Devi farla tornare a casa.
Ammi-jaan, non so dove sia.
Il solco tra le sopracciglia si fece pi profondo e il suo
sguardo mi perforava; era decisa a ottenere ci che voleva,
con le lusinghe o con la forza. Io sarei stata sempre e soltanto
una serva sulla porta.
 il suo ultimo desiderio, disse. Se non fai niente lo dir
ad Asif. Non puoi metterti di traverso.
S che potevo, invece.
Cucinavo, tagliuzzando pian piano, sistemando i tegami
in modo da poterli prendere dalla credenza senza fare rumore,
e durante quella visita lavai tutti i vetri delle finestre. Se
passavo delicatamente il panno senza strusciare, non si sentiva
nulla. Se lavoravo mi veniva pi facile stare in pace con
Ammi-jaan. Meditavo sulle molecole di luce che da fuori attraversavano
il vetro perfettamente pulito. Mi alzavo ore prima
dei due vecchi intenti nel loro dolore perch un figlio non
dovrebbe mai morire prima dei genitori. All'alba se Ali dormiva
sedevo sotto la finestra e guardavo il pulviscolo nell'aria.
Mi immaginavo fluttuare assieme a quelle particelle mentre
mi preparavo per la giornata. Anche se ora lui aveva esigenze
diverse, sapevo cosa lo faceva stare meglio e cosa desiderava
da me. Mentre moriva dava ordini al mondo con meno autorit,
ma continuava a provarci. Volevo che mantenesse la sua
dignit e qualche volta lui mi ringraziava, e questo mi pareva
stucchevole dopo tanti anni di indifferenza. Un giorno disse:
Questa non  una cosa che puoi combattere. Ti succede
e basta. E io annuii perch sapevo che era vero.
Poi cominciai a vedere nei suoi occhi l'isolamento dal mondo.
Una mattina gli portai delle fotografie dei nostri primi
anni insieme, quando i bambini erano piccoli, quando lui era
un uomo attraente e pieno di vita nato a Karachi, istruito a
Londra, che metteva su famiglia a Montreal, quando io ero
ancora colma di speranza e cercavo di compiacerlo. Il primo
anno di Asif, quando lo crescevamo insieme, era stato il periodo
migliore insieme. Mi sedetti al suo fianco sul letto per
guardarle insieme ma lui si limit a un'occhiata e le spinse
via. Avevo sperato che avesse una parola per me. Ma proprio
non ce la faceva a regalarmela. Che ore sono? domand. Sta
per arrivare Asif. Dovresti andare a fare la spesa.
Quel giorno tornai presto perch lui era stato debolissimo
e quando entrai nell'ingresso c'era una donna che si infilava
il cappotto, pronta a uscire. Vedendomi arross e con accento
inglese disse: Mi ha fatta entrare Asif. Sono una vecchia
collega di Ali. Piacere di conoscerla.
Alzai le spalle. Non aveva pi importanza. Avevo una mezza
voglia di offrirle una tazza di t, ma era curiosit e non
vero interesse, perci lasciai perdere anche quello. Difficile
assistere un morente, ma bello farlo bene. Mor diceva sempre:
Anche se offri una cipolla, fallo con grazia.
Lailuma torn a casa. Quando lo vide, cos emaciato e sofferente,
fece un passo indietro, poi si ferm e gli si accost
a braccia aperte. Lui, rigido, le diede qualche colpetto sulla
schiena e lei gli disse: Abbu, mi dispiace tanto. Sei promessa,
rispose lui.
Cercava di non restare sola con lui, e nel loro caotico dolore
lei e Asif misero da parte il nostro scompiglio familiare per
cercare di esprimere il loro amore. Osservandoli tutti e tre vidi
- finalmente senza vergogna - la gola strozzata dalle menzogne
della nostra famiglia. Presto sarei stata vedova e libera,
non con la sventatezza della giovent bens libera di una libert
malandata. I ragazzi andavano e venivano dalla camera di
Ali, l'apprensione ancora dipinta in faccia, e Lailuma non mi
ha mai detto che cosa ha promesso o non ha promesso a suo
padre. Neppure Asif. Era la prima morte per loro. Non potevano
sapere che non sarebbero stati meglio quando tutto fosse
finalmente finito. Gli massaggiavo i piedi freddi. Una volta che
eravamo soli mi guard e disse: Penso di avere vissuto bene.
S, Ali, hai vissuto bene.
Volevo dissolvere ogni asprezza rimasta tra noi ma non 
una cosa che si possa ottenere con la volont. Ci sono veli tra
l'uomo e Dio, tra l'uomo e se stesso, sette cieli, sette porte
dell'inferno. Io e Ali non abbiamo trovato il modo di dirci:
 stato qualcosa che non ci appartiene a decidere le nostre
vite. L'ultima volta che fu in grado di parlare in modo comprensibile
gli dissi: Ci abbiamo provato, e lui si strinse nelle
spalle:  stata una vita.
Quando Ali mor, alle tre e trentasette del mattino, Asif
and a rinchiudersi nel loro ufficio in centro. Torn a casa
che il sole era sorto e disse che aveva telefonato alla famiglia
e ai colleghi all'estero, compreso il pi vecchio amico di Ali
in Pakistan, un membro della famiglia a cui Ali aveva promesso
Lailuma. Asif chiam Lailuma in camera sua e quando
uscirono il viso di mia figlia era sereno come non l'avevo
pi visto da quando aveva tredici anni. Di qualunque natura
fosse l'impegno riguardo a quel matrimonio, Asif era riuscito
a liberare Lailuma. Probabilmente c'era stato un passaggio
di denaro. Non lo so. Il denaro risolve molti problemi ed 
una soluzione amara e superficiale. Meglio usare gli occhi e
parole soavi. Ma non sempre  possibile.
Secondo la tradizione la donna non deve tenere il lutto per
pi di tre giorni, salvo che per il marito, per il quale il lutto dura
quattro mesi e dieci giorni. La vedova deve vestire con semplicit,
non usare il kajal n il profumo, tranne un poco di qust
o di izfaar quando si lava dopo il ciclo. Ma io ho chiuso con la
tradizione. I miei figli sono cresciuti. Sto ritta in piedi, nuda
e senza profumo. Che vengano pure i leoni. Mi do la libert.
Asif lav e avvolse il corpo di Ali nel kafan per la sepoltura.
Io immersi nell'acqua quella pelle che conoscevo bene,
ora esangue e fredda, e spianai per un'ultima volta il solco
tra le sue sopracciglia per il passaggio in paradiso. Lo portarono
al cimitero islamico di Laval.
Mio figlio entr nella moschea da una porta, io e Lailuma
da un'altra. Ascoltammo i Salat al-Janazah, le preghiere
per i morti.
O Dio, perdonalo e abbi piet di lui,
custodiscilo sano e salvo e perdonalo,
onora il suo riposo e agevola il suo ingresso;
lavalo con acqua e neve e grandine,
e mondalo dal peccato come un indumento bianco
 mondato dalla sporcizia.
O Dio, dagli una casa pi bella della sua casa
e una famiglia migliore della sua famiglia.
Recitai con le donne il taslim conclusivo, al-Salamu alaykum
wa-rahmatu Llahi, la pace e le benedizioni di Dio siano
su di voi. Non potevo con la volont spegnere la mia ira, non
in un giorno, non in mille. Alla donna non  permesso avvicinarsi
a una tomba in presenza di uomini, cos io e Lailuma
guardammo da un'auto Asif e gli altri uomini introdurre il
corpo di Ali nella terra, e quando si furono allontanati potemmo
avvicinarci anche noi alla tomba chiusa.
Quella notte finalmente restammo soli. Lailuma e Asif rimasero
insieme a parlare e guardare le fotografie del padre e
io mi domandai a quali ricordi si sarebbero ancorati. Qualche
volta i figli incolpano il genitore che sopravvive. Li lasciai,
adesso ero una vedova. Camminai al buio fino al fiume. Tirai
fuori dalla tasca il mio niqab, quel pezzo di stoffa scura che
Ali non aveva mai visto. Ne feci un fagotto stretto legandolo
intorno a un sasso. Mi fermai sulla sponda, lo lanciai lontano,
lo guardai sparire sotto l'acqua nera che scorreva precipitosa,
senza gioia n rimorso, verso il mare.
...
.
...
Katherine.
...
.
...
Ho un intero album di materiale scritto per due pianoforti
che registrer con Mahsa. Dai tempi di New Thing ne abbiamo
fatta di strada. Devo fare la serata al Women in Jazz Festival
in Ohio e la tourne in Brasile. Mahsa mi ha informata che
Ali era morto quando ero nella Foresta Nera in partenza per
Berlino, e le ho scritto un biglietto. Qualcosa dovevo dire,
allora le ho scritto: Cuore mio, sei nel mio cuore.
Alla natura non importa della musica, dei figli, degli amanti
o di quanto tempo ci resta. La natura persegue senza sosta la
vita. Tornata a casa, prima di partire per l'Ohio ho telefonato
a Mahsa a Montreal e le ho detto che il mio agente stava
organizzando la nostra tourne e di continuare a esercitarsi.
Torna presto, ha risposto. Sono pronta.
...
.
...
Mahsa.
...
.
...
La prima volta che ho visto Kamal, dopo, non volevo fare l'amore. Volevo starmene li a piangere e lui si  seduto vicino a me ma senza toccarmi. Non ci vedevamo da tanto tempo.
Ha messo l'acqua a bollire e io ho detto: Mi sento come se fossi entrata nel fiume e stessi navigando verso l'oceano.
Vengo con te, ha risposto.
Non ero abituata a un uomo che volesse stare con me in quel modo. Avevo dimenticato il suo calore. Ho risposto: Be', non ancora. Prima ci sono un po' di cose da fare. Voglio ancora suonare.
E ho lasciato che mi abbracciasse. Facevamo sempre cos, per cominciare.
...
.
...
Mahsa.
...
.
...
Se ne  andata, ha detto T al telefono. Nessuna avvisaglia.
Niente.
Le persone come Katie non muoiono, ha detto T. (Le mie
braccia tese sono rimaste vuote).
T ha detto: Era appena tornata dal Brasile e ce ne stavamo
l con i ragazzi. Lei era seduta sulle mie ginocchia e io mi
dondolavo sulla sedia, questo le dava sempre fastidio perch
ne avevo gi rotte diverse. Bea era rannicchiata sulla sedia
di Dexter e si lamentava di qualcuno che non la prendeva
sul serio e Jimmie le ha detto: Tu hai le carte in regola per
dire quello che ti pare, non ti serve il permesso di nessuno.
Katie si  appoggiata a me e ha sussurrato, ma per farsi sentire:
Hai visto cosa abbiamo fatto? e Jimmie ha chiesto: Cosa
avete fatto? e ridevamo tutti, ce la godevamo. A lei piaceva
quando stavamo tutti insieme. Non ho fatto abbastanza per
lei. Quando  andata a letto nessuno ha pensato che ci fosse
qualcosa di strano. Era stanca per il jet lag. Mi ha chiamato
dalla camera da letto ma non ci ho fatto caso perch mi stavo
divertendo, per la seconda volta sono andato.
 stato un aneurisma.
 dura la vita in tour, ha detto T. Lei era sempre in giro.
Pensava di dover recuperare il tempo perduto, lo so. Non voleva
mai stare ferma, tranne quando suonava, e quello non
era star fermi, era solo stare in un posto. Ho sentito quella
cosa nella sua voce e ho capito cosa voleva e allora sono andato
da lei perch sono sempre andato da lei quando sentivo
quella cosa l. Siamo sempre andati l'uno dall'altra quando
sentivamo quella cosa l.
Poi, silenzio.
Avevo tanta voglia di sentire la voce di Katherine. Ho
immaginato le scale strette del seminterrato che scendevano
alle stanze della casetta di legno di Mountain Brow, l'odore
di fumo rancido, sua madre che metteva a letto una bambina
che aveva il padre in Cina e le recitava quando piove e
tira vento, ho pensato a Katherine che per poter ascoltare
Coltrane guardava sua figlia piccola rompere dodici uova,
mi sono ricordata della volta che l'avevo invitata a suonare
con me quando eravamo tutte e due a New York, la sera che
eravamo diventate amiche, e poi gli anni passati a suonare
l'una per l'altra al telefono. Come ero libera quando l'avevo
conosciuta, prima di sposarmi, quando viaggiavo su e gi
in pullman.
E la nostra tourne? Quanto sono egoisti i vivi. Mi sono
immaginata T che entrava nella camera da letto quell'ultima
notte, il suo uomo alto che varcava la soglia, non pi
bello come un tempo, e come dev'essere apparsa lei ai suoi
occhi, chiss se c'era tenerezza o voglia, o se gi lei sentiva
una debolezza, un dolore, e lui l'avr abbracciata quell'ultima
notte? Gli amori degli altri sono dei tali misteri, chiss
cosa accetta o non accetta la gente. Si sarebbe detto che
T e Katherine avessero tutto il tempo. Lei lo avr guardato
chiudere la porta e sfilarsi la maglietta dalla testa e mettersi
a letto accanto a lei. Li ho immaginati addormentarsi stretti
l'uno nelle braccia dell'altra quell'ultima notte sulla terra.
Il sonno  davvero perfetto accanto alla persona amata. Chi
pu spiegare il miracolo dell'amore che dura tutta una vita?
Lailuma  tornata dalla costa ovest con un piccolo zaino.
Asif  arrivato in aereo per stare con Dexter e Jimmie. La
commemorazione si svolgeva al Promenade Theatre. C'erano
musicisti jazz che suonavano, studenti che leggevano ricordi
e ho visto molti giovani che erano stati alla BAM. Bea ha ballato.
T ha suonato la musica che lei amava di pi al mondo, a
parte la propria o forse quella che suonava con me.
Bea ha parlato dal podio coperto di fiori della nebbia e di
tulipani neri, e tutto era cos teatrale, come Katherine. C'erano
tre dei suoi cappelli pi grandi appesi a un attaccapanni,
una sua fotografia su un cavalletto e naturalmente c'era
la sua musica. Bea ha detto: La cosa pi importante nella vita
di mia madre era il suo pianoforte. Ci siamo trasferiti qui da
Hamilton con una decappottabile rossa perch potesse suonare.
Quando non suonava e non insegnava le piaceva passeggiare
per New York e leggere. Con lei si poteva camminare
per ore. Quando ero piccola suonava alle mie lezioni di
danza, poi correvamo a casa perch i miei fratelli ci aspettavano.
Mi ha portato a vedere il mio primo balletto a Hamilton,
c'erano solo posti in piedi ma una persona che conosceva
le ha fatto avere due posti in prima fila. Credo che abbia
avuto anche un bel po' di fortuna, ma quando glielo dicevo
lei rispondeva: Pi lavori sodo, pi fortuna hai.
Dexter ha detto: Aveva piena fiducia in se stessa. Quando
siamo arrivati qui non avevamo niente ma non ce ne siamo
mai resi conto. Andavamo al mercato, lei trovava pomodori
ammaccati che la gente scartava, li tirava su e diceva: Guarda
qua,  perfetto. Stasera vi faccio una ratatatatatouille. Era
in grado di sopravvivere con niente, ed  quello che ha fatto,
per la musica. Non so quando dormisse. I primi tempi che
eravamo qui, credo che ci mettesse a letto e poi andasse di
sotto a suonare, e al mattino era sveglia per portarci a scuola.
Quando ha fatto la sua prima incisione da solista era cos
felice. Ci ha messi sulla copertina.
Jimmie ha detto: Io non sono molto bravo con le parole.
Continuo a pensare solo che era troppo giovane. E che aveva
un gusto orrendo in fatto di vestiti.
Tutti hanno riso pensando ai suoi abiti da cocktail di seconda
mano. Jimmie ha continuato: Cosa posso dire? Mamma
mi  sempre stata accanto. Guardo tutti voi e vedo persone
con cui ha suonato, persone a cui ha insegnato e penso che
 sempre stata accanto anche a voi, in un modo o nell'altro.
Adesso suoner per noi la sua amica Mahsa Weaver.
Tutti i pezzi di Katherine che preferivo erano per due
pianoforti e scegliere qualcosa da suonare sola era troppo
difficile, cos ho provato un nuovo arrangiamento di Two to
Love. Non ero in grado di suonare entrambe le parti ma ho fatto
quel che ho potuto.
Il ricevimento nell'atrio  tracimato nei corridoi del teatro
e T si  fatto largo tra la folla e mi ha raggiunta.  la migliore
amica che abbia mai avuto, gli ho detto.
T mi ha abbracciata, con un dolore inconsolabile, mi ha
tenuta stretta a lungo e poi mi ha detto: Quando mi sono svegliato
il suo corpo era freddo, le ho messo il dito sulle labbra
blu e non usciva niente. Ho cercato di scuoterla, di tirarla
fuori di l, com'era possibile che la mia ragazza migliore morisse
cos, al mio fianco?
Sono andata a fare una camminata a Central Park con
Lailuma e Bea. Bea ci ha detto quello che sapeva del padre
cinese di Katherine, del fatto che avevano finalmente parlato
dell'arresto della nonna, quando Katherine stava scrivendo
New Thing.
Tu cosa sai di quella storia, Mahsa?
Conoscevo le fauci nere del lutto. Le ho risposto: Quando
ci siamo conosciute eravamo due ragazze appassionate di
jazz. Parlavamo di musica e parlavamo sempre dei nostri figli.
Katherine preferiva guardare avanti, non indietro.
Lai si  seduta con noi sulla panchina di Central Park, la
pelle luminosa, i capelli sciolti, unghie rosse smaltate e stivali
rossi. La giornata era fresca, umida. Le nuvole hanno coperto
il sole e l'aria si  fatta pungente. Bea ha detto: Ora vado
dai miei fratelli. Venite da noi, pi tardi.
L'abbiamo guardata correre leggera per il parco, graziosa
nonostante il suo dolore crudo, feroce, intoccabile. Lailuma
ha chiesto: Com' possibile che abbiano fatto una cosa simile
alla madre di Katherine?
C' un momento in cui capisci che i tuoi figli non sono pi
tuoi e senti che  giusto cos, e ti senti piena di malinconia. Non
ce la facevo a raccontarle dei suoi prozii afghani, della perdita
dei miei adorati abbu e mor, non ancora. La zia parlava sempre
della furia dei morti. Infine mi sono messa a piangere, Lailuma
mi ha posato una mano sul braccio e ha detto soltanto: mor.
La mia bambina era diventata una donna forte, capace di
confortarne un'altra. Avrei voluto dirlo a Katherine.
Ho inciso il mio primo disco da sola, Live at Nuage Bleu,
e l'ho dedicato a Katherine. Kamal ha scherzato: Non a me?
Lailuma e Asif hanno chiesto: Non a noi? Volevo metterci
anche un pezzo che Katherine stava scrivendo, intitolato
Violet. Me ne aveva suonato qualche parte al telefono e
l'avevo trovato oscuro e ammaliante. Ma non mi aveva mai
mandato lo spartito e Bea non l'aveva trovato tra le sue carte.
Forse  rimasto nella mente di Katherine.
Bea, Jimmie e Dexter sono venuti alla festa per il lancio e
abbiamo festeggiato. Ho messo nel disco la registrazione di
Two to Love suonata da me e Katherine, e ho registrato una
poesia di Hafsa per Jean.
Dopo la festa, mentre ci spogliavamo per andare a letto,
ho detto a Kamal: Ci che il mio cuore desiderava non  accaduto.
Lui ha terminato per me il proverbio: Ci che Allah voleva
 stato compiuto.
Tu ci credi? mi ha chiesto.
Eravamo l insieme a guardare il buio oltre la finestra.
Aveva messo il mio disco e lo stavamo ascoltando. Ho detto:
Katherine sarebbe stata felice per me. Mi sembra di sentire
la sua voce: Non rubarmi la scena.
L'amore arriva oltre la morte. Quando ce ne saremo andati
tutti quanti, la musica sar ancora qui.
Io e Kamal siamo piante alla seconda fioritura. Mi sento
libera, come in quei due brevi anni prima di sposarmi. Gli
ho chiesto: Come stai?
Ho trovato quello che cercavo, ha risposto.
Cio?
La vita, e un amore.
Il miracolo di una vita insieme, a lavorare e crescere figli,
non ci era riuscito. Ma lui aveva corso il rischio di ritrovarmi.
Ora passo buona parte della giornata a esercitarmi, a scrivere,
a camminare, a stare con lui. Se presti orecchio al trovatore,
brucerai la cena, dice Kamal. Mi chiama per andare
a mangiare. A tavola dice: Senti questa: Di la precedenza a
tutto tranne che alla morte. Buona, no?
Io rido e rispondo: Non morire finch la morte non viene
da te.
Non abbiamo pi una vita davanti a noi. Quindi viviamo
come se avessimo tutto il tempo del mondo. Con la generosit
di chi  nato a Karachi ci giustifichiamo a vicenda, diciamo:
Eravamo giovani.
Anni fa, in riva al Mar Arabico, che piacere mi davano le
sue mani sulla pelle. Che piacere mi danno sempre.
Lui fa questa cosa meravigliosa con i fianchi, come se battesse
un ritmo dolce e lento sul tamburo, va lontano e mi porta
con s. C' un tipo di amore che non muore. Ora Kamal aspetta me e io aspetto lui.
I nostri morti sono in noi e presto noi saremo con loro. Io
vivo con i vivi e quando guardo Kamal vedo il giovane che mi
aveva affascinata da ragazza, Gugalanna, il Toro del Cielo che
avevo amato e lasciato. Vedo l'uomo logorato dalla vita che
mi ha ritrovata, plasmato dal tempo e saggio, ancora capace
di ridere dell'assurdit di tutto ci. E quando vado verso di
lui - questo  il miracolo e il mistero - le sue braccia aperte mi accolgono ancora.
A volte penso: Tutto quel tormento?  questo che  la
vita? Una scusa per continuare a ripetere il riff finch non torni alle prime note?
La pazienza  amara ma d un frutto dolce.
Voglio che il nostro amore per la vita vada avanti per sempre.
L'amore non  interrotto da quello che riempie le tombe
e separa la madre dal figlio, l'amato dall'amato, l'amico
dall'amico. Katherine  morta troppo giovane. Ora devo suonare
io entrambe le parti. Sento ancora la sua voce e vedo le
sue dita sui tasti. Sono andata in tourne con altri e Kamal
viene con me quando glielo chiedo, e lo faccio sempre. Suono
la musica che lei ha scritto per noi. Penso alle parole di
Jenny Goodnow: Ho avuto delle occasioni che non ho colto.
Penso alle parole di mor: E dura in terra e il cielo  lontano.
Stamattina ho chiesto a Kamal di dirmi quali sono le persone
e i luoghi che preferisce, e lui: Tu. Le tue braccia. E io
ho detto: Oh, questa  solo retorica sentimentale, e lui: No, non  vero. E io: Be', mi piace.
Non credo che oggi la morte verr a prendere uno di noi.
Ho ancora tanto da fare. C' una vastit di sguardo e la speranza di un'altra stagione, un'estate e un autunno. Viviamo come se non ci fosse un domani. Ma c' ancora tempo. Tempo per infilarsi sotto le lenzuola, nudi, felici e contenti.
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ricorderete, perch nella nostra giovinezza, anche noi tutte queste cose facevamo, davvero molte e belle cose.
Saffo, frammento numero 243.
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FINE.
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Ringraziamenti.
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Ringrazio Julia Ghani per la consulenza sulle questioni culturali, Shalini Konanur, avvocato alla South Asian Legai Clinic of Ontario, per la consulenza culturale e legale, Jamil Ahmad (L'acqua pi dolce del mondo) per i suggerimenti sulle usanze afghane, Mohsin Hamid (Il fondamentalista riluttante) per una discussione su cultura, letteratura e psicologia, Zarmina Rafi per gli scambi su letteratura e cultura, Dinshaw e Dinaz Avari del Beach Luxury Hotel per le frequenti consulenze sulla storia di Karachi, Menin Rodrigues e Norman D'Souza per la musica e la cultura storica a Karachi, suor Mary e suor Berchmanns alla Jesus and Mary Convent School di Karachi per le riflessioni sull'istruzione a Karachi.
Ringrazio Ameena Saiyid e Asif Farrukhi del Festival della Letteratura di Karachi per avermi dato modo di partecipare a diverse e accese discussioni letterarie. Sono grata ad Alan e Leslie Nickell per avermi presentato nuove comunit, per le discussioni sul jazz, la scrittura e le relazioni. Louie Fleck  stato generosissimo con la ricerca storica presso la Brooklyn Academy of Music, e Marieke Meyer con la ricerca sul jazz. Grazie per gli aiuti nelle traduzioni a Nic Zhixiong, al dottor Lihua Gui e al dottor Haneen Tamari. Grazie alla dottoressa Janice Williamson per le profonde discussioni sulla cultura e sulle opere di Sherene Razak, Yasmin Jiwani e SuneraThobani, e ad Ann Simpson per le letture e gli scambi. Un ringraziamento speciale a Sandra Campbell per gli anni di conversazioni su tutto quanto  letteratura e cultura.
La squadra della Hamish Hamilton  senza uguali. Grazie a David Ross, Shaun Oakey, Karen Alliston, Brittany Lavery, Ashley Audrain, Stephen Myers e Deborah Sun de la Cruz.
Nicole Winstanley, presidente e editrice,  l'energia e l'ispirazione al cuore di questa valente squadra. Ama la letteratura e il
rischio, ed  un editor per eccellenza e un'amica. Un grazie speciale a te, Nicole.
Agli amici e alla famiglia, un grazie speciale a Adam e Ann Winterton, Mark e Joanne Echlin, Ann Echlin e il compianto Randy Echlin, Barb Clark e Ken Foreacre, e a Paul Echlin per il sostegno immancabile. Mia madre, Madeleine Echlin, ha creduto nella mia scrittura quando la pagina era ancora bianca. Ci sono tre persone specialissime che vivono con la quotidianit dello scrivere e la sostengono con curiosit intellettuale, umorismo ed entusiasmo per la lingua che amo. Grazie a mio marito, Ross Upshur, e alle mie figlie Olivia Upshur e Sara Upshur, per tutto quello che fate.
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FINE.